Palazzo civico

Il Palazzo civico conosciuto come il Palazzo Bacaredda, sede comunale del capoluogo sardo.

Il Palazzo civico del comune di Cagliari
Il Palazzo civico del comune di Cagliari

Descrizione

ll Palazzo civico di Cagliari, sede comunale del capoluogo sardo, si erge come una baluardo di pietra bianca, elegante nelle forme e nei colori, vela chiara incontro al mare, non è sempre stato lì dove si trova oggi: al n.145 di via Roma o, per meglio dire, non è sempre stata quella la sede della municipalità cittadina. 

L'ubicazione originaria, infatti, era nel cuore arroccato di Castello, nella parte alta e fortificata della città, dove poteva essere meglio difeso: a piazza Palazzo. Fu un’intuizione di Ottone Bacaredda, lungimirante sindaco di una Cagliari ancora ottocentesca, ma già protesa verso il secolo successivo, a trasferire la sede della principale Istituzione cittadina in un luogo geografico opposto al precedente: in via Roma, in quel quartiere Marina così popolare ma già con ambizioni di eleganza, da salotto borghese, di fronte al mare a guardare verso l’esterno e non a proteggersene come era stato fino a quel momento.

Si tratta di un storico edificio di inizio Novecento in stile gotico aragonese in pietra calcarea bianca, con decori in stile Liberty, che si affaccia sul porto cittadino.
La struttura occupa un'area di 2400 metri quadri e conserva nelle sue sale diverse opere d’arte.

Entrando nella sala dei Matrimoni l’attenzione viene immediatamente catturata dal grandioso ciclo pittorico di Filippo Figari, realizzato tra il 1912 e il 1914, che adorna, come un nastro continuo dai colori vivaci, tre delle quattro pareti della stanza. Il tema scelto dall’artista è significativo e celebra, in maniera inequivocabile, lo scopo a cui la sala è predisposta: L’Amore in Sardegna.
Tutto, in questo ambiente, rimanda alle tradizioni più sane e gioiose dell’isola, così, anche nelle scene rappresentate dal Figari, si ammira una predilezione per le ambientazioni rurali, per le scene all’aria aperta, che offrono al pittore la possibilità di raffigurare le donne e gli uomini, colti nel momento della vita in cui lo splendore è al massimo, negli sgargianti colori degli abiti tradizionali, sotto cieli azzurri e campagne radiose. Il pittore, per meglio riuscire nell’impresa di raccontare la Sardegna più vera, quella di rigorosa tradizione agro-pastorale, si era trasferito, per un certo periodo, a Busachi. Osservando le tele, però, il senso che se ne coglie non è quello di una rappresentazione folkloristica e manierata della Sardegna, al contrario, ciò che ne emerge è una celebrazione dell’aspetto più forte e vitalistico dell’isola, quasi uno spot, di grande respiro e, certamente, ante litteram, della Sardegna quale isola della bellezza.

La sala del Sindaco è una sala preziosa, opulenta. Lo sguardo corre immediatamente alla parete sinistra, poiché è interamente coperta dal magnifico arazzo Spierink, alto quattro metri e mezzo e largo sette. Si tratta di una realizzazione di scuola fiamminga, probabilmente datata fine ‘500, difatti il suo autore, colui che da’ il nome all’arazzo e che lo firma (ma alla latina, come si usava all’epoca: Francesco Spiringius) era un noto maestro arazziere olandese, di Bruxelles per la precisione.
Sulla parete di fronte si impone alla vista una grande tela di Giovanni Marghinotti, che raffigura un omaggio dell’isola a re Carlo Felice di Savoia, il quale fece realizzare la prima vera arteria stradale che collegasse il sud con il nord della Sardegna e che, infatti porta il suo nome ( va aggiunto, ad onor del vero, che egli si basò sull’antica strada romana ).

La sala Sabauda, attualmente utilizzata come ufficio del vice-sindaco, questa Sala, come facilmente intuibile dall'intitolazione, possiede decisamente una atmosfera di nobile istituzionalità, dovuta agli arredi in cui dominano i toni del rosso (nei tappeti, tendaggi e divani) e le dorature. Di particolare pregio tre grandi tele che raffigurano i sovrani sabaudi e che furono realizzate da uno dei maggiori pittori sardi dell''800, ovvero Giovanni Marghinotti.
Nella sala è presente anche una miniatura del cocchio che, ogni primo di Maggio, in occasione della Sagra di Sant'Efisio, trasporta la statua del santo martire, tanto venerato dalla popolazione del capoluogo sardo.

Galleria immagini

Servizi

Modalità di accesso

Si accede al Palazzo previo controllo dell'identità da parte del personale addetto.

Dove

Gestione

Area/Ufficio comunale

Ulteriori informazioni

Aggiornamento

14/07/2020, 13:12