Chiesa di Sant'Avendrace: in fase di completamento i lavori di restauro

Le importanti scoperte archeologiche hanno fatto slittare i tempi ma hanno fatto emergere reperti importanti

Data:
02 marzo 2022

Truzzu - Restauro della chiesa di S. Avendrace
Truzzu - Restauro della chiesa di S. Avendrace

L'impegno dell'Amministrazione è quello di chiudere i lavori entro la fine del 2022 per restituire alla città ma soprattutto agli abitanti del quartiere, la Chiesa di Sant'Avendrace all'interno della quale sono emerse importanti e inattese tracce di epoca punica e romana.

La ricchezza delle scoperte numericamente più importanti di ogni più rosea previsione, unita ai rallentamenti dovuti alla pandemia, hanno portato ad una situazione di stallo con i lavori che, iniziati nel novembre 2018, non si sono ancora conclusi.

“Far finta di niente sarebbe stato più semplice ma noi vogliamo lavorare per avere piena consapevolezza di quello che siamo stati e di quello che saremo. Per questo era necessario avere pazienza, ma la nostra intenzione è quella di restituire a tutti un qualcosa di più bello e più interessante perché abbiamo grande rispetto della storia della nostra città”.

Queste le parole del Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, che questa mattina, mercoledì 2 marzo 2022, nella Sala del Retablo, ha aperto la conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli del completamento del restauro della chiesa di Sant'Avendrace.

I lavori, iniziati per mettere in sicurezza e ridare solidità alla struttura, pesantemente intaccata dall'umidità, hanno fatto emergere importanti scoperte archeologiche che hanno portato ad uno slittamento della chiusura del cantiere.

“Avevamo iniziato con dei lavori di consolidamento – ha confermato il primo cittadino cagliaritano – ma abbiamo trovato un po' di tutto”.

A scendere nei particolari, dopo i saluti dell'Assessora ai Lavori Pubblici, Gabriella Deidda, sono stati Maria Luisa Mulliri, funzionaria del Servizio Lavori Pubblici e Giovanna Pietra della Soprintendenza di Cagliari.

“È stato un lavoro lungo e delicato – ha confermato l'architetto Mulliri – grazie al quale abbiamo confezionato un progetto di restauro che sostituisce quello precedente dopo aver preso atto delle nuove scoperte. Abbiamo l'impresa pronta ad avviare i lavori dopo il nulla osta della Soprintendenza in modo da ripristinare la chiesa per restituirla alla comunità ma anche di dare alla città un luogo di cultura visitabile e accessibile”.

“La sorpresa dopo l'inizio dei lavoro – ha aggiunto Giovanna Pietra – è stata la quantità delle scoperte, con ad esempio le quasi trecento sepolture rinvenute. Si tratta di uno scavo molto complicato per la vastità dei reperti ma questo ci permette di avere una prospettiva di riqualificazione che va oltre il quartiere. Abbiamo rinvenuto elementi che si collocano in età romana ma con parti di edificio che si posano su un altro di età punica, il tutto in un sito nel quale non ci aspettavamo di trovare niente del genere”.

La ricchezza e la varietà dei ritrovamenti, se da una parte da lustro ad una struttura che potrà diventare un prezioso punto di interesse, anche in chiave turistica, della città, sta creando qualche problema di fruizione alla comunità del quartiere di Sant'Avendrace.

Le perplessità e il malumore è stato espresso dal Presidente del Consiglio Comunale, Edoardo Tocco, che pur apprezzando il valore e l'importanza delle scoperte, si augura che quanto prima i fedeli di Sant'Avendrace, rappresentati all'incontro con la stampa dal parroco Don Alessandro Simula, possano riappropriasi della loro chiesa.

“Sono molto legato – il commento di Edoardo Tocco - alla mia città e a quel quartiere. E mi auguro che quanto prima la chiesa possa tornare a disposizione di tutti perché sono stanco di vedere cerimonie religiose officiate in posti diversi da quelli ad esse preposti”.

Un pensiero simile è stato quello espresso da Umberto Ticca, presidente della Commissione Lavori Pubblici. “È importante che la chiesa sia restituita alla comunità e usciamo da questo incontro di oggi con l'impegno di cercare di fare più in fretta possibile in modo non solo da permettere ai fedeli di riavere la loro chiesa ma anche di restituire alla città tutto quello che è stato scoperto”.

A chiudere gli interventi è stato Don Alessandro Simula che pur felice di quanto emerso dai recenti scavi, non vede l'ora di poter riprendere le sue funzioni nel luogo più appropriato dopo oltre tre anni di difficoltà.

“Sono felice di vedere come il grande numero di sepolture rinvenute all'interno della chiesa, abbia confermato l'importanza di quel luogo per tutto il borgo di Sant'Avendrace che fino ai primi del '900 era staccato dalla città. Sono affascinato e orgoglioso per quanto emerso da questi scavi e ci impegneremo a curare e custodire questo tesoro che rappresenta la nostra storia e la nostra identità. Ma allo stesso tempo voglio lanciare il mio appello: ridateci quanto prima la chiesa in modo da rimettere in moto una comunità parrocchiale che va avanti lo stesso ma lo fa con grande difficoltà”.

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Aggiornamento

25/05/2022, 16:08