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Archivio Storico - Biblioteca Comunale - Biblioteca Studi Sardi - Mediateca

Archivio Storico - Biblioteca Studi Sardi - Biblioteca Comunale - Mediateca

Orari:

Il dettaglio degli orari, l'indirizzo, i recapiti telefonici ed email sono reperibili guardando la pagina del Servizio Cultura e Spettacolo linkata a fine testo.

I servizi di iscrizione, prestito, restituzione e navigazione internet terminano mezz'ora prima dell'orario di chiusura.

L'accesso alla biblioteca, all'archivio ed alla mediateca è libero e gratuito

 

Notizie storiche

Si deve al volere del Sindaco Ottone Bacaredda la nascita di una delle più nobili iniziative per lo sviluppo della cultura in Città, la Biblioteca Municipale, la cui istituzione venne deliberata dal Consiglio Civico nel 1895.

A dare impulso a tale decisione furono, oltre la necessità di istituire un centro culturale civico, le pressioni dell'Università affinché venissero liberati i propri locali occupati dai volumi di proprietà del Comune ed a quest'ultimo pervenuti per donazioni (in particolare, quelli di Pietro Martini).

 

La Cattedrale di S. Cecilia

La biblioteca temporaneamente trovò ospitalità nei locali sovrastanti il buffet del Teatro Civico; col tempo crebbe per ulteriori donazioni e, quando dalla Piazza Palazzo gli uffici municipali si trasferirono in Via Roma, anche la biblioteca e l'archivio furono trasferiti nei locali studiati appositamente nel nuovo edificio, inaugurato nel 1914.

L'archivio, ebbe in parte una storia autonoma, ma parallela, infatti, iniziò a formarsi nel sec. XIV con la nascita del Comune di Cagliari e venne inizialmente conservato nella chiesa Cattedrale (nella cappella di S. Cecilia) nella quale rimase, depositato in una cassa divisa in scomparti, sicuramente sino al XVI secolo.

La conservazione in chiesa, apparentemente impropria, era un fatto comune in quel tempo in quanto le chiese venivano adoperate non solo come luoghi di culto ma anche come sede di riunioni degli organi di governo cittadino e delle rappresentanze parlamentari.

L'archivio fu trasferito nella "casa di Città", dopo la sua erezione accanto alla chiesa Cattedrale, e qui rimase sino al 1914 quando venne inaugurato il nuovo palazzo comunale. Il primo concorso per Direttore fu vinto dall'illustre paleografo ed erudito cagliaritano Michele Pinna. Di lui si ricordano saggi e una intensa attività giornalistica svolta dal 1927 al 1932. Illustrò vicende, personaggi ed episodi della storia sarda e cagliaritana, curò diverse pubblicazioni storiche ed archivistiche. La biblioteca ebbe un rapidissimo incremento per via di un susseguirsi quasi ininterrotto di legati, donazioni e acquisti di pregevoli raccolte private (Bacaredda, Ballero, Birocchi, Caput, Cima, Congiu, Lovisato, Pinna, Pes, Rota-Rossi, Sanjust, Serra, Vivanet, Zoccheddu, etc...); tanto che in poco più di un ventennio divenne per consistenza la terza biblioteca dell'Isola, costituendo una delle più complete documentazioni del libro e della cultura isolana, dal sec. XVI in poi.

 

La  "casa di Città"

L'Istituto culturale - archivio e biblioteca - era sistemato nel Palazzo Civico in tre vasti saloni affrescati da F. Figari, M. Amadio e A. Cao. Modernamente arredato con scaffalature metalliche. La biblioteca aveva un patrimonio di circa 60.000 titoli, oltre le raccolte di manoscritti, carte geografiche, stampe, periodici, etc...

 

Scalone di ingresso al Palazzo Civico

L'archivio costituito da 563 pezzi membranacei e da alcune migliaia di carte e registri, fu curato inizialmente da Giuseppe Corte (XVIII secolo) e successivamente venne ordinato dall'archivista storico Silvio Lippi, che pubblicò l'inventario dell'attuale Sezione Antica nel 1897.

Il 26 febbraio 1943 un violento bombardamento aereo si abbatté sul Palazzo Civico, distruggendo gli scaffali e gran parte delle suppellettili librarie ed archivistiche dell'Archivio Storico-Biblioteca Comunale.

Il materiale archivistico e librario, già pesantemente danneggiato dal citato bombardamento, rimase per circa tre mesi tra il fango e la polvere delle macerie e successivamente al recupero, fu accatastato rimanendo preda di agenti patogeni. Purtroppo una gran parte del materiale librario è andato distrutto, così come alcuni pezzi dell'archivio.

Grazie alla meticolosa opera del Direttore Evandro Putzulu il materiale recuperato è stato ripulito dalla polvere e riordinato separando il materiale appartenente all'archivio da quello della biblioteca.

Dal 1954 la biblioteca-archivio ha riaperto al pubblico nella nuova sede della palazzina Boyl dei Giardini Pubblici, che è anche sede della Galleria Comunale d'Arte.

 

Sala Municipio via Roma

Col tempo la struttura ha assunto la caratteristica di biblioteca specialistica, curando e ampliando il fondo sardo (pubblicazioni di autori sardi o stampate in Sardegna o comunque inerenti la Sardegna), per questo ha preso il nome di Biblioteca Comunale di Studi Sardi.

E' importante sottolineare il legame che unisce la Biblioteca Comunale di Studi Sardi e l'Archivio Storico, che rappresenta la memoria storica del municipio più antico della Sardegna, conservando i documenti prodotti dall'amministrazione comunale dal lontano 1327 fino ai giorni nostri. Per questa ragione l'una è supporto dell'altro per le ricerche degli studiosi.

Durante l'anno 2000 è avvenuto il trasferimento dell'Archivio Storico e della Biblioteca di Studi Sardi dai locali dei Giardini Pubblici alla nuova sede di Via Newton. Nel 2001 sia l'Archivio che la Biblioteca sono stati riaperti al pubblico. Contemporaneamente si è lavorato per l'apertura della Biblioteca Generale e per l'attivazione del progetto di Mediateca. Entrambi i servizi, aperti tra il mese di gennaio e febbraio 2002, si rivolgono a tutti i cittadini per soddisfare non solo le loro esigenze di studio e di ricerca ma anche di informazione, svago e tempo libero.

Per ulteriori informazioni: Servizio Cultura e Spettacolo

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