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Centri Comunali d'Arte e Cultura Castello San Michele - Centro Comunale d'Arte e Cultura

Indirizzo: Via Sirai s.n.
Telefono: 070 500656 — Fax: 070 500656
eMail: castellosanmichele@camuweb.itURL: www.camuweb.it
Proprietà: Comune di Cagliari — Gestione: Sirai di Francesca Spissu e Sandro Iovine snc - Consorzio Camù (Centri d’Arte e MUsei)
Orario: Lunedì riposo; orario invernale: dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; orario estivo: dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 18.30 alle 24.00
Prezzi: Biglietto unico: min. € 6,00/max € 12,00 con il quale è possibile visitare al costo di un solo biglietto tutti i centri e le mostre del Consorzio Camu’ (Ghetto, Exma’, Lazzaretto, Castello di S. Michele) entro 10 giorni dall’acquisto del biglietto; - Biglietto intero: min. € 3,00/max € 10,00; - Biglietto ridotto: min. € 2,00/max € 5,00 (studenti fino al 26° anno di età, persone oltre i 65 anni e altre riduzioni di legge); - Biglietto ridotto scuole: min. € 2,00/max € 4,00 (classi e scolaresche previa prenotazione ); - Biglietto omaggio (bambini fino ai 6 anni, portatori di handicap e loro accompagnatori, accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo), insegnanti in visita con alunni e studenti); - Visite guidate: min. € 1,50/max € 2,60;

castello san michele  

Il castello di San Michele è situato sull'omonimo colle, oggi circondato da una notevole quantità di costruzioni, ma un tempo isolato nel territorio nord-occidentale esterno a Cagliari. I recenti scavi hanno riportato in luce i resti di una chiesa alto-medioevale, sulla quale sorse il castello, munito di torri e fossato, dopo la conquista degli Aragonesi, a partire dalla prima metà del sec. XIV. Il complesso fortificato ebbe poi notevoli rimaneggiamenti anche per la necessità difensive e per l'adeguamento delle mura all'evoluzione delle tecniche di guerra. Per l'edificio il periodo più importante e ricco di documentazione è forse il Quattrocento, quando fu utilizzato anche come abitazione dalla famiglia Carroz, alla quale è legata indissolubilmente la sua storia. Abbandonato e progressivamente decaduto, il castello fu usato come lazzaretto durante la peste "di Sant'Efisio" (1652-'56), ma anche nuovamente fortificato in occasione degli attacchi francesi del Seicento e del Settecento. Usato come caserma nel primo Ottocento, fu cancellato dall'elenco delle fortificazioni nel 1867 per essere venduto al Marchese Roberti di San Tommaso, che lo fece restaurare e fece rimboschire parte del colle con pini d'Aleppo. Nel XX secolo, fu occupato dalla Marina Militare e poi sdemanializzato fino a passare allo Stato e al Comune che a metà degli Ottanta promossero un intervento F.I.O. (Fondo di Investimento per l'Occupazione). Oggi il castello conserva le tre torri e la cortina muraria, circondata dal fossato, ma ha subito una profonda trasformazione con strutture di acciaio e policarbonato, che hanno interamente occupato la parte interna dell'edificio.

Riferimenti: