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Giovedì 08 Dicembre 2016

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FONDI A GESTIONE INDIRETTA

Accordo di partenariato
L’Accordo di Partenariato 2014-2020

Gli accordi di partenariato conclusi fra la Commissione europea e i singoli Stati membri definiscono i piani delle autorità nazionali per utilizzare i finanziamenti erogati dai fondi strutturali e di investimento europei dal 2014 al 2020. Definiscono gli obiettivi strategici e le priorità di investimento di ogni Paese, collegandoli agli obiettivi generali della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
L’Accordo di Partenariato adottato dalla Commissione con l'Italia il 29 Ottobre 2014 delinea, pertanto, i fabbisogni di sviluppo, gli obiettivi tematici della programmazione, i risultati attesi e le azioni da realizzare tramite l’impiego dei fondi strutturali. Il processo di preparazione del documento strategico è stato avviato con la presentazione, da parte del Ministro per la Coesione Territoriale, d’intesa con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari, nel dicembre 2012, del documento “Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi strutturali”, che ha definito l’impianto metodologico del nuovo ciclo, individuando sette innovazioni volte a rafforzare l’efficacia e la qualità della spesa dei fondi.

I principali risultati attesi dell’impiego dei Fondi SIE in Italia sono:

  • l'aumento della spesa per la ricerca e l’innovazione in rapporto al PIL, passando dall’1,26 % (2010) all’1,53 % (2020), facendo leva sulla spesa dei privati in questo settore;
  • la copertura totale di internet a 30 mbps e la creazione delle condizioni per raggiungere l’obiettivo di utilizzo di iInternet a 100 mbps (copertura del 50%) come contributo per il conseguimento dell’obiettivo dell’«Agenda digitale europea»;
  • la riduzione del consumo di energia degli edifici e delle imprese per contribuire a conseguire l’obiettivo della riduzione del 20% del consumo di energia primaria entro il 2020;
  • l'aumento del tasso di occupazione (almeno al 67-69%) e la riduzione di povertà e di esclusione (2,2 milioni di abitanti) e l'adeguamento dell’istruzione alle esigenze del mercato del lavoro entro il 2020.

Nel periodo 2014-2020, per l’Italia sono stati stanziati circa 32,2 miliardi di euro per la Politica di Coesione (FESR, FSE), compresi 567 milioni per l’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile (raddoppiata da un cofinanziamento equivalente del FSE) e 1,1 miliardi per la cooperazione territoriale. Altri 10,4 miliardi del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) sono stati destinati allo sviluppo del settore agricolo e delle aree rurali. La dotazione per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) ammonta a circa 537,3 milioni. Almeno il 5% della dotazione del FESR verrà investito in azioni per lo sviluppo urbano sostenibile, realizzate in Italia tramite apposito asse prioritario o tramite investimenti territoriali integrati.

I fondi sono assegnati alle Regioni italiane con le seguenti quote: alle Regioni più sviluppate (Provincia Autonoma di Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria) il 7,6%, alle Regioni meno sviluppate (Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia) il 22,2%, alle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna) l'1,3%.

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