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In Comune il pavimento che produce energia

Uno dei progetti legati a “M'Illumino di Meno” è stato allestito oggi in Municipio
L'Assessore Marzia Cilloccu sul pavimento che produce energia elettrica
L'Assessore Marzia Cilloccu sul pavimento che produce energia elettrica

Nell'ambito delle iniziative legate al progetto “M'Illumino di Meno” al quale ha aderito anche il Comune di Cagliari, la Startup isolana VERANU, giudicata tra le migliori dieci a livello internazionale da TERNA, ha voluto sperimentare questa mattina all'ingresso del Palazzo Civico del capoluogo il sistema di pavimentazione che produce energia elettrica.

Un sistema legato alle energie rinnovabili che sfrutta l'energia cinetica dei passi per produrre elettricità pulita. Un sistema “piezoelettrico” che, cioè, genera energia grazie alla pressione. E l'azienda con sede a Capoterra, ha fatto di questo sistema il suo cavallo di battaglia che, dopo la presentazione fatta la settimana scorsa in Senato,  oggi è stato messo alla prova all'ingresso del Municipio.

Tra curiosi e dipendenti del Comune, c'è stato un continuo via vai sul pavimento collocato subito dopo il cancello, mentre il tutto veniva monitorato tramite un pc.

“Con questo sistema – ha spiegato Alessio Calcagni, Chief Executive Officer di VERANU – possiamo caricare, tanto per dare dei riferimenti precisi, un cellulare con diecimila passi. Un passo corrisponde, più o meno, ad un Joule prodotto. E c'è anche la possibilità di immagazzinare questa energia con delle apposite batteria”.

Un sistema che, almeno per ora, non è utilizzabile nelle abitazioni private perché la produzione sarebbe troppo limitata, ma che, invece, ben si presta in luoghi pubblici come, appunto, uffici particolarmente utilizzati dai cittadini oppure nelle piazze.

“Sistemando una pavimentazione di questo genere in vie molto frequentate o piazze – ha proseguito Calcagni – si può, ad esempio, accumulare l'energia sufficiente per accendere, nelle stesse, i lampioni a led la sera. In pratica la città può essere in grado di autoprodursi l'energia. Certo che per il fabbisogno attuale, questo sistema non basterebbe, ma integrandolo con le altre fonti di energia rinnovabile, si può arrivare all'autosufficienza”.
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  • 24 febbraio 2017