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Sabato 10 Dicembre 2016

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PRINCIPALI TITOLI ABILITATIVI EDILIZI

Alcuni cenni sui principali titoli abilitativi edilizi possono sembrare superflui per il professionista tecnico della materia, ma non certo per il cittadino comune che sovente nutre dubbi in riferimento su quale procedimento attivare. Le indicazioni seguenti hanno lo scopo di fornire qualche elemento di distinzione, al fine proprio di orientare l’utenza.

Occorre premettere che i diversi istituti si differenziano in ragione della significatività ed impatto dell’attività edilizia e possono così sintetizzarsi:


Attività edilizia libera
L’art. 15 della L.R. n. 23/1985 così come modificata dalle L.R. 12/1987, L.R. 5/2003 e L.R. 8/2015 disciplina gli interventi di edilizia libera, suddividendoli in:

  • Interventi che non necessitano di alcun titolo abilitativo e neanche di comunicazione dell’avvio dei lavori, previo l’ottenimento di tutti gli atti di assenso (comma 1):

    a) interventi di manutenzione ordinaria, ivi inclusi quelli ricondotti a tale categoria di intervento da specifiche disposizioni nazionali;

    b) interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che non alterino la sagoma dell'edificio;

    c) opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;

    d) movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola-zootecnica, artigianale, industriale e pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;

    e) serre mobili e piccoli loggiati amovibili entrambi sprovvisti di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola;

    f) interventi finalizzati al posizionamento di tende, pergole, rastrelliere per biciclette;

    g) interventi volti alla realizzazione di semplici recinzioni (in rete metallica) e di barbecue di minime dimensioni.
  • Interventi che non necessitano di alcun titolo abilitativo previa comunicazione dell’avvio dei lavori e ottenimento di tutti gli atti di assenso (comma 2) CIL:

    a) opere oggettivamente precarie dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee tali da poter essere immediatamente rimosse alla cessazione della necessità e, comunque, entro un termine di utilizzazione non superiore a centottanta giorni;

    b) opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di permeabilità stabilito dallo strumento urbanistico comunale;

    c) elementi di arredo di aree di pertinenza degli edifici esistenti;

    d) manufatti occorrenti per l'installazione dei cantieri temporanei finalizzati all'esecuzione di lavori da realizzare legittimamente;

    e) vasche di approvvigionamento idrico e pozzi;

    f) interventi volti all'efficientamento di impianti tecnologici esistenti al servizio di stabilimenti industriali;

    g) muri di cinta e cancellate.

    Si informa inoltre, che la mancata comunicazione comporta l’applicazione della sanzione.


Segnalazione Certificata di Attività (S.C.I.A.)
L’istituto è stato introdotto in Sardegna dalla L.R. n. 8/2015 e trova la sua disciplina all’art. 10 bis L.R. n. 23/1985. Sono soggetti a segnalazione certificata di inizio attività, i seguenti interventi:

a) opere di manutenzione straordinaria;

b) opere di restauro non comportanti interventi ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 2 agosto 2013, n. 19 (Norme urgenti in materia di usi civici, di pianificazione urbanistica, di beni paesaggistici e di impianti eolici) e di risanamento conservativo;

c) opere di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti, consistenti in rampe o ascensori esterni, ovvero in manufatti che alterino la sagoma dell'edificio;

d) aree destinate ad attività sportive e ricreative senza creazione di volumetria;

e) opere costituenti pertinenza ai sensi dell'articolo 817 del Codice civile;

f) revisione o installazione di impianti tecnologici al servizio di edifici o di attrezzature esistenti e realizzazione di volumi tecnici che si rendano indispensabili, sulla base di nuove disposizioni;

g) varianti a permessi di costruire già rilasciati che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non cambino la destinazione d'uso e la categoria edilizia e non alterino la sagoma e non violino le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire;

opere oggettivamente precarie, tali da poter essere immediatamente rimosse alla cessazione della necessità, dirette a soddisfare obiettive esigenze di carattere non ordinario e temporalmente definite;

i) serre provviste di strutture in muratura e serre fisse, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola;

j) tettoie di copertura, anche dotate di pannelli per la produzione di energia elettrica.


Permesso di costruire
Con la L.R. n.8/2015 anche la Regione Sardegna introduce il permesso di costruire in sostituzione della concessione edilizia, come normato dal D.P.R. n. 380/2001.

Qualsiasi trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio è soggetta a permesso di costruire.

A titolo esemplificativo si individuano gli interventi da sottoporre al previo rilascio del permesso di costruire:

  1. interventi di nuova costruzione;
  2. interventi di ampliamento e sopraelevazione;
  3. interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, variazione della destinazione d’uso accompagnata da interventi sugli immobili.

Il permesso di costruire  può essere:

  • gratuito: nei casi previsti della legge;
  • oneroso: l’importo relativo è calcolato in base alla normativa vigente alla data di rilascio del provvedimento;
  • convenzionato.

Nel caso di permesso di costruire oneroso il versamento degli Oneri di cui al D.P.R. n. 380/2001, nonché il versamento del Corrispettivo Monetario, di cui agli articoli 12 e 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del regolamento Edilizio, deve essere effettuato secondo le indicazioni riportate nella pagina “Versamenti oneri e diritti”.


Accertamento di conformità
L’istituto è stato introdotto in Sardegna dalla L.R. n. 23/1985 e trova la sua disciplina all’art. 16.

Si possono sanare le opere realizzate in assenza di permesso di costruire, in totale o parziale difformità, con variazioni essenziali, in assenza di autorizzazione possono ottenere il permesso di costruire o l’autorizzazione in sanatoria, quando siano conformi agli strumenti urbanistici generali o attuativi approvati e non in contrasto con quelli adottati sia al momento della realizzazione dell’opera che al momento della presentazione della domanda.

A tal fine, il responsabile dell’abuso deve presentare apposita richiesta al dirigente del Servizio Edilizia Privata, prima della scadenza dei termini di cui agli articoli 6, secondo comma, e 7, primo comma, della presente legge.

La richiesta di sanatoria s’intende respinta qualora il dirigente non si pronunci entro sessanta giorni.

Il rilascio del permesso di costruire in sanatoria è subordinato al pagamento degli oneri di concessione dovuti in conformità alla normativa vigente, in misura doppia.

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