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Martedì 26 Settembre 2017

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Interventi per contrastare la violenza sulle donne

Presentata la mozione delle consigliere Matta, Deidda, Puddu, Martinez, Lai, Mura, Polo, Iannelli e Melis approvata all'unanimità dal Consiglio di Palazzo Bacaredda.

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Promuovere azioni e politiche integrate e modelli rispettosi della diversità; favorire un lavoro di rete tra istituzioni e privato sociale; sensibilizzare le scuole nella diffusione di laboratori di educazione socio-affettiva; potenziare le attività dei centri antiviolenza; realizzare un programma di presa in carico integrata con il servizio sociale professionale.

Questo l'invito rivolto al sindaco Massimo Zedda e alla Giunta contenuto nella mozione approvata all'unanimità dall'Aula di Palazzo Bacaredda nel corso dell'ultima seduta, a firma delle consigliere Monia Matta e Gabriella Deidda del Psd'Az, Anna Puddu di Progressisti sardi, Maria Antonietta Martinez di M5S, Loredana Lai di gruppo Misto, Rosanna Mura, Rita Polo, Benedetta Iannelli e Giorgia Melis tutte del Partito Democratico.

Il documento, pur riconoscendo l'importante ruolo svolto dalla recente normativa nazionale che negli ultimi cinque anni ha prodotto una riduzione del 2 per cento delle violenze fisiche e sessuali, punta a rendere ancora più incisiva l'azione dell'Amministrazione comunale nella lotta contro la violenza di genere.

Prevenzione, dunque, ma non solo. A spiegarlo ai giornalisti chiamati a raccolta stamattina nel Palazzo Civico di via Roma 145, sono state proprio loro, le firmatarie della mozione che intende anche destinare parte del patrimonio pubblico dismesso a centri di prima accoglienza, oltreché anche facilitare l'inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza di genere.

La prima a parlare è Monia Matta. “La mozione, firmata da tutte le consigliere senza distinzione di colore politico, si fonda su principi importanti quali la prevenzione, la sensibilizzazione e la comunicazione su cui occorre agire con zelo – ha sottolineato – per favorire una nuova dimensione culturale che sposi, e non soltanto a parole, il concetto di parità, quale principio di corresponsabilità e complementarietà fra uomo e donna”.

Anna Puddu ha invece posto l'accento sulla “necessità da parte della donna di superare la condizione di subordinazione rispetto all'uomo in diversi contesti”. E proseguendo, ha quindi annunciato che “tra le prossime iniziative che saranno portate avanti dalle “donne del Consiglio” ci sarà anche quella per sollecitare la Regione all'introduzione della doppia preferenza di genere”.

Per Rosanna Mura “la violenza di genere è un problema strutturale della società. Non ha più caratteristiche emergenziali, ma piuttosto è un fenomeno drammaticamente radicato nel tessuto sociale, che coinvolge tutte le sue componenti, senza distinzione di reddito, producendo effetti devastanti. È quindi un problema delle donne quanto degli uomini che il Consiglio nella sua interezza deve affrontare". In questo senso, temi apparentemente lontani, come la richiesta di istituire la doppia preferenza di genere anticipata dalla consigliera Puddu, servono a "modificare la visione deteriore della donna che ha origine anche dal fatto che non partecipa alla istituzione e alla gestione del potere". Il ché può essere utile a bilanciare la deriva culturale che tocca trasversamente molti ambiti, dalla sfera dell'educazione a quella più effimera degli spot pubblicitari.

Benedetta Iannelli ha invece parlato dell'importanza della stampa  “per informare, diffondere, prevenire e per portare l'attenzione di tutti su problematiche che spesso si affrontano troppo tardi, come il femminicidio”. L'intento dell'Amministrazione comunale è pertanto dare particolare risalto anche all'aspetto della "prevenzione della violenza”, in ogni sua forma.

“È una mozione importante non solo per i contenuti– ha rimarcato Rita Polo – ma anche perché riguarda un fatto pubblico e in quanto tale che interessa tutti. Investe, quindi, le relazioni umane e il rispetto della persona e il rapporto di reciprocità nei rapporti interpersonali, generando forti ricadute in abito individuale, familiare e nella società intera”.

Dello stesso avviso anche Gabriella Deidda secondo cui “la violenza sulle donne è l'effetto di un problema che ha radici profonde che esige di essere affrontato partendo dalla scuola. In tal modo si può insegnare ai bambini a superare pregiudizi e stereotipi di genere”.

L'incontro si è concluso con l'intervento di Marzia Cilloccu, assessora alle Politiche delle Pari opportunità che, plaudendo all'iniziativa, condivisa in toto anche dalla Giunta comunale, ha ricordato un "passo storico" compiuto recentemente dal Comune: l'istituzione della Commissione Permanente delle Pari opportunità, ora, appunto, "permanente".  Inoltre “prosegue l'intesa fra Comune e Tribunale di Cagliari - ha poi aggiunto - che consente all'Amministrazione di avere all'interno dello "Ufficio di pubblica tutela per i soggetti fragili", un proprio rappresentante che agisce da tramite con i giudici che si occupano di fatti di violenza”. In tal modo si potrà orientare meglio l'azione degli uffici comunali anche rispetto al fenomeno della violenza sulle donne.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i consiglieri Filippo Petrucci e Matteo Massa che, ribadendo il proprio appoggio agli indirizzi promossi dalla mozione, hanno evidenziato “importanza della rappresentanza femminile all'interno delle istituzioni”, sottolineando come l'introduzione della cosiddetta “preferenza di genere” sia un “elemento culturale imprescindibile” per raggiungere gli obiettivi che la mozione recepisce. Per l'assessore alle Politiche sociali e Salute, Ferdinando Secchi, “l'asticella deve perciò essere tenuta sempre alta”.

“Gli è facil cosa a chi esamina con diligenza le cose passate, prevedere in ogni republica le future e farvi quegli rimedi che dagli antichi sono stati usati, o non ne trovando degli usati, pensare de' nuovi per la similitudine degli esempi”.

Le parole di Machiavelli si prestano bene a sintetizzare la politica democratica che ben appare nel lavoro che il Consiglio comunale di Cagliari sta portando avanti contro la violenza di genere.

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