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Domenica 25 Settembre 2016

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Corso Vittorio Emanuele: le antiche bellezze sotterranee riemergono durante i lavori

L'assessore Marras: "I lavori sono un investimento per il futuro della città perchè da una parte ne arricchiscono il valore culturale, dall'altra quello turistico". Per la Festa di Sant'Efisio la riapertura.
Corso Vittorio Emanuele - lavori di riqualificazione
Corso Vittorio Emanuele - lavori di riqualificazione
Camilla Zinnarosu

Quelli che in questi mesi stanno interessando il corso Vittorio Emanuele II, ma in generale Cagliari e tutto il suo centro storico e commerciale, non sono soltanto interventi di restyling, ma molto di più. Oltre al rifacimento della pavimentazione stradale, ciò che il Comune sta facendo nell'importante arteria viaria è un radicale rinnovamento: della condotta fognaria, della rete idrica e degli impianti elettrici interrati. E grazie a importanti rinvenimenti archeologici e alla proficua sinergia con le soprintendenze Beni archeologici e Beni paesaggistici, dal prossimo 30 aprile il Corso sarà restituito ai cittadini più bello e in forma di prima.

"Lo spartiacque sarà il 1 maggio", ha detto senza mezzi termini il sindaco Massimo Zedda facendo riferimento alla Festa di Sant'Efisio, che proprio nel Corso, disvolgerà parte del tradizionale e multicolore itinerario tanto caro non soltanto ai cagliaritani.

I dettagli dei ritrovamenti e dello stato di avanzamento dei lavori sono stati illustrati nella conferenza stampa di stamattina nel Palazzo Civico di via Roma, alla quale, oltre al sindaco ha partecipato anche il suo assessore Luisa Anna Marras. "I lavori che stanno interessando la città - ha detto - sono un investimento per il futuro, perchè da una parte ne arricchiscono il valore culturale, dall'altra quello turistico". 

I lavori sotto il manto stradale del Corso hanno portato alla luce non soltanto i solchi di antiche fognature e strade lastricate di epoca romana, ma anche un complesso monumentale di epoca repubblicana, a primo acchitto, di una qualche valenza sacra. Per Giovanna Pietra della Soprintendenza Beni Archeologici, Cagliari è quello che gli archeologi chiamano "contesto urbano pluristratificato" perchè "la città che vediamo oggi è l'insieme di contesti urbani che si sono sovrapposti gli uni agli altri".

Un po' come nelle pagine di "Le città invisibili" di Italo Calvino, anche Cagliari nasconde al suo interno tutta una serie di città anche loro invisibili, ma perciò non meno presenti. C'è la città punica. C'è la citta romana e quella medioevale. Ma non mancano nemmeno gli insediamenti preprotostorici. Perciò, ha precisato Giovanna Pietra, "ogni rinvenimento viene documentato, preservato e conservato con il disagio minimo per il lavoro che si sta realizzando e ciò consentirà di ridurre i tempi e i costi dell'opera", secondo le tecniche della cosiddetta "archeologia preventiva".

"Il lavoro e la sinergia instaurata tra l'Amministrazione comunale, le soprintendenze e gli archeologi presenti sul posto – racconta Fausto Martino, Soprintendente Beni Archeologici – è straordinaria e si sta rivelando molto importante per la storia della città". Una grande ricchezza per l'Isola, perché i ritrovamenti, una volta messi a disposizione del pubblico, potrebbero rappresentare un punto importante di attrazione anche per i turisti.
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  • 15 marzo 2016