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Da giovedì 5 aprile 2012 fino a giovedì 28 marzo 2013
I Territori dell’arte.
Dipinti, sculture, gioielli e tessuti delle collezioni civiche.
Dopo il grande successo di pubblico, proroga sino al 28 febbraio 2013
Nella prestigiosa e antica sede del Municipio cagliaritano, da qualche anno restaurata e adibita alle esposizioni, trova spazio una selezione di opere dei più importanti artisti sardi del Novecento che dialogano con le collezioni etnografiche già esposte nel Palazzo.
Ci troviamo in Piazza Palazzo al centro di Castello, il più importante quartiere storico della città pisana e aragonese, a due passi dal Duomo di Santa Maria, dal Palazzo Reale e dal Bastione di Saint Remy. Nei due piani e nel sottopiano del Palazzo di Città è possibile ammirare gli elementi architettonici che, dal secolo quattordicesimo sino al diciottesimo, hanno determinato il carattere di questo edificio, luogo simbolico del potere cittadino sino alla fine dell’Ottocento, quando la nuova sede del Comune venne decentrata nella via Roma.
In questo contesto, ad alta concentrazione storico artistica, la mostra, curata da Anna Maria Montaldo si inserisce come un arricchimento, attraverso l’esposizione delle opere di pittura e grafica a confronto con la cultura materiale dei gioielli e dei tessuti della Collezione permanente.
Nelle sale, ora piccole e raccolte, ora più ampie, cogliamo le testimonianze dei maggiori incisori, pittori, scultori della Sardegna che hanno sviluppato con la ricerca artistica quel sentimento di forte appartenenza alla loro terra d’origine.
Per ogni sala, un tema.
In apertura, i ritratti di Melkiorre Melis, Antonio Mura, Carmelo Floris: uomini e donne nel costume sardo dai caratteristici colori, impreziositi dai gioielli d’oro e d’argento.
La seconda sala presenta il soggetto del paesaggio cagliaritano così come affrontato in pittura a fronte dei suoi personaggi in costume cagliaritano: la rocca, la laguna, le piazze interpretate da artisti come Foiso Fois e Anton Ettore Maury.
Nella terza sala il fulcro è rappresentato dalla Filatrice di Francesco Ciusa, fusione in bronzo dal gesso del 1939, donato dall’artista nuorese al Comune di Cagliari, l’originale risale al 1909. Attorno alla scultura ruotano i paesaggi sardi rurali dove spiccano le stesse tinte e le stesse sfumature cromatiche che la sapienza delle tessitrici sarde ha da molti secoli elaborato nei tappeti, nei copricassa e nelle bisacce.
Nella quarta sala la campagna sarda è ancora protagonista del tema della cavalcata: il paesaggio aspro dell’isola inciso da Mario Delitala, Giuseppe Biasi, Carmelo Floris. Nella quinta sala con le ceramiche decorate a motivi floreali, si confrontano con fiori e frutti dipinti su tela.
E per chiudere, entriamo nella saletta dalle cui finestre si scorge la piazza con i suoi monumenti in fuga prospettica: il Duomo con le sue porte, il Palazzo Reale e in fondo, la torre di San Pancrazio, che c’è ma non si vede: scorci simili e differenti da quelli incisi in omaggio a Cagliari da Felice Melis Marini, Dina Masnata, Stanis Dessy. Un confronto proposto per trovare assonanze e dissonanze tra la realtà e la rappresentazione, tra le immagini esposte nella mostra e gli scorci senza tempo della città, che sono patrimonio di ogni visitatore.
Gli artisti in mostra: Giuseppe Biasi, Remo Branca, Cesare Cabras,Teodorico Cavallazzi, Guido Cavallo, Francesco Ciusa, Giovanni Ciusa Romagna, Pietro Collu, Mario Delitala, Stanis Dessy, Dino Fantini, Carmelo Floris, Foiso Fois, Pietro Antonio Manca, Paolo Luigi Marchetti, Anna Marongiu, Dina Masnata, Anton Ettore Maury, Felice Melis Marini, Melkiorre Melis, Antonio Mura, Giovanni Battista Rossino.
Per informazioni: 070 6777598 - 6776454, museicivici@comune.cagliari.it
dalle 10.00 alle 18.00 - Chiuso il lunedì