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Martedì 17 Ottobre 2017

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Ossa “di porcellana” per oltre 200.000 donne in Sardegna: arriva a Cagliari ‘Il Piatto Forte

Campagna nazionale per la prevenzione delle fratture da fragilità. A Cagliari la terza tappa: sabato 14 e domenica 15 ottobre in Piazza Papa Giovanni XXIII
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  • 11 ottobre 2017
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Ossa fragili
Ossa fragili
“Se non trattata, l’osteoporosi rende le tue ossa fragili come la porcellana”: è il claim della campagna di prevenzione e screening promossa da Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell'Osso (FIRMO) in partnership con Amgen.
A Cagliari la terza tappa: sabato 14 e domenica 15 ottobre in Piazza Papa Giovanni XXIII con un camper e un gazebo a disposizione dei cittadini per misurare gratuitamente la densità ossea e sensibilizzare sull’importanza di prevenire le fratture da fragilità.


Cagliari, 11 ottobre 2017 – Arriva a Cagliari ‘Il Piatto Forte’, una campagna promossa dalla Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell'Osso (FIRMO) in partnership con Amgen con l’obiettivo di accrescere l’informazione sull’osteoporosi, patologia silenziosa e sottodiagnosticata, nonché sensibilizzare la popolazione sulle fratture da fragilità, che oggi possono essere evitate attraverso un’alimentazione corretta, un’attività fisica regolare e un trattamento farmacologico tempestivo, con adeguata aderenza alla terapia da parte dei pazienti.
“Se non trattata, l’osteoporosi rende le tue ossa fragili come la porcellana” è il claim della campagna, che dopo Lecce e Ferrara arriva a Cagliari in Piazza Papa Giovanni XXIII, sabato 14 (dalle 10.00 alle 18.00) e domenica 15 ottobre (dalle 9.00 alle 17.00). Nella piazza stazionerà il camper attrezzato della Fondazione FIRMO: a bordo l’attrezzatura per la valutazione gratuita della densità ossea vertebrale e femorale da parte di personale specializzato. La valutazione sarà fatta con l’innovativo dispositivo EchoS il primo sistema al mondo per la diagnosi precoce dell’osteoporosi attraverso un semplice esame ecografico, rapido e accurato, assolutamente indolore e senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti.
Saranno inoltre presenti un nutrizionista, che darà consigli sull’alimentazione, e personale medico specializzato che, oltre a distribuire un questionario di autovalutazione dell’osteoporosi, fornirà alla popolazione materiale informativo, rispondendo ai quesiti del pubblico e fornendo consigli sulla prevenzione dell’osteoporosi.
In Italia vengono stimate almeno 3,5 milioni di donne con osteoporosi e 1 milione di uomini; più del 75% della popolazione femminile sopra i 60 anni di età soffrirebbe di fragilità ossea con aumento del rischio di fratture, che rappresentano una importante causa di disabilità, specie tra le persone anziane. In Sardegna, dove secondo i dati ISTAT la popolazione femminile over 60 ammonta a più di 260.000 persone, il numero di donne a rischio fratture sarebbe quindi pari a oltre 200.000.
L’osteoporosi è una malattia silente. Numerosi i fattori di rischio che predispongono a questa malattia o al maggiore rischio fratturativo: l’invecchiamento, la menopausa precoce, la terapia con cortisone, ma anche il diabete. Altri fattori sono la mancanza di vitamina D e un’assunzione di una quantità di calcio insufficiente nella dieta o molte patologie intestinali come l'intolleranza al lattosio o celiachia, che non consentono un'alimentazione ricca di calcio. Fumo e alcol incidono sulla qualità dell’osso e osseo-formazione.
La prevenzione dell’osteoporosi e della fragilità ossea si basa quindi su un corretto stile di vita di cui fanno parte, oltre all’astensione dal fumo e alla moderazione nel consumo di alcol, l’attività fisica regolare, che aiuta a mantenere una buona massa muscolare e migliora l’equilibrio prevenendo le temibili cadute, un adeguato apporto di calcio, introdotto attraverso la dieta e di vitamina D, in gran parte prodotta a livello cutaneo in seguito all’esposizione solare.
Oggi l’osteoporosi può essere trattata con terapie farmacologiche diverse per manegevolezza e modalità di somministrazione. La terapia dell’osteoporosi deve essere seguita per molti anni perché è una patologia cronica ed è importante non sospendere il trattamento piuttosto può essere utile cambiare tipologia di farmaco. Esistono oggi terapie innovative ed efficaci, in grado di prevenire la perdita ossea e di ridurre il rischio di fratture agendo attraverso un’azione sistemica su tutti i siti scheletrici e proteggendo in modo efficace il paziente.

Per maggiori informazioni: www.fondazionefirmo.com