Salta al contenuto

Sabato 01 Ottobre 2016

Cerca nel sito del Comune di Cagliari

Indice


Breadcrumbs
Corpo della pagina
Leftbar

Tributi e canoni

Contenuti principali

ICI

I.C.I. - Calcolare il valore imponibile degli immobili e l'imposta dovuta

FABBRICATI
Elementi base per il calcolo dell'ICI per i fabbricati sono:

  1. La rendita catastale dell'immobile.
  2. Il coefficiente del gruppo catastale cui appartiene l'immobile.
  3. L'aliquota stabilita dal Comune.
  4. La detrazione per abitazione principale.

La rendita catastale dell'immobile, rivalutata del 5%, viene moltiplicata per il coefficiente relativo al gruppo catastale di appartenenza dell'immobile stesso, ottenendo così la base imponibile. Al valore ottenuto si applica l'aliquota in vigore nel nostro Comune. Calcolata la somma da pagare, si applica, nei casi previsti  di abitazione principale, la detrazione.

__________________________________________________________________________

1. La rendita catastale

La rendita da utilizzare per il calcolo dell’imposta, è quella vigente al Catasto alla data del 1° gennaio dell’anno d’imposizione ed è recuperabile presso l'Agenzia del territorio, Ufficio provinciale di Cagliari, ubicato in Pirri, località Santu Nicolau, via Pintus, tel. 070/55091.

________________________________________________________________________

2. I coefficienti catastali

Coefficienti e gruppi catastali

  • 140(*)    B collegi e convitti
  • 100        A abitazioni    A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9, A/11
  • 100        C magazzini e depositi    C/2, C/3, C/4, C/5, C/6, C/7
  •   50        A/10 uffici e studi privati      
  •   50        D alberghi, teatri e banche (provvisti di rendita catastale)
  •   34        C/1 locali commerciali

(*) coefficiente aggiornato dal D. L. 262/2006

________________________________________________________________________

3. Le aliquote ICI

Le aliquote sono espresse in millesimi.

Per applicare l'aliquota occorre dividere la c.d. base imponibile per mille e moltiplicare il quoziente così ottenuto per la specifica aliquota applicabile a seconda del tipo e della destinazione dell'immobile.

Es. Per applicare l'aliquota del 6.5 ‰, occorre dividere per mille e moltiplicare per 6,5.


Aliquote ICI 2010

N.B. Per l’anno 2009 non è stata adottata alcuna deliberazione in tema di aliquote ICI. Pertanto, per il 2010 valgono le medesime aliquote previste per l’anno 2009 (art. 1, comma 169 della legge n. 296/2006 – Finanziaria 2007).

  • ABITAZIONE PRINCIPALE E PERTINENZE (categorie A/1, A/8, A/9)
    • 4,0 ‰
  • ALTRI IMMOBILI AD USO ABITATIVO (categorie A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9)
    • 6,5 ‰
    • Con aumento al 7,0 ‰  nei seguenti casi:
      • limitatamente alle case sfitte per le quali non venga data dimostrazione di regolare contratto di locazione;
    • Con riduzione al 2,5 ‰  nei seguenti casi:
      • immobili concessi in locazione a titolo di abitazione principale, quando il relativo contratto di locazione risulti sottoscritto ai sensi dell’art. 2 comma 3 ovvero art. 5, commi 1 o 2 della Legge 431/98, purché regolarmente registrato;
    • Con riduzione al 4,0 ‰ nei seguenti casi:
      • immobili concessi in comodato gratuito a parenti entro il 1° grado, in linea retta, i quali ivi abbiano la residenza anagrafica e la dimora abituale;
  • ALTRI IMMOBILI (A/10, B, C, D, Terreni)
    • 6‰

N.B Per poter usufruire delle aliquote agevolate

Altri immobili ad uso abitativo

  • 6,5‰ case non sfitte
  • 4‰ comodato gratuito
  • 2,5‰ locazione a canone concordato

occorre presentare al Comune apposita comunicazione (secondo i moduli predisposti dall’Ufficio, nella forma della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà) contenente l’indicazione degli identificativi catastali, della rendita e dell’indirizzo dell’immobile per il quale si chiede l’agevolazione e la data da cui decorre l’agevolazione.

Nell’ipotesi di immobili concessi in locazione, sia a canone libero (aliquota 6,5‰) sia a canone concordato (aliquota 2,5‰), occorre allegare anche copia del relativo contratto.

Tale comunicazione deve essere presentata nel periodo compreso tra il 2 maggio e il 31 ottobre dell’anno successivo a quello di decorrenza dell’agevolazione e, comunque, a pena di esclusione, entro il termine perentorio del 31 dicembre dello stesso anno.

________________________________________________________________________

4. La detrazione per l'abitazione principale

Poiché con decreto legge n. 93/2008 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 28 maggio 2008) è stata stabilita, a decorrere dall’anno 2008, l’esclusione dall’ICI per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo (fatta eccezione per le categorie catastali A/1, A/8 e A/9), ne consegue che la detrazione per abitazione principale trova applicazione solo in relazione all’ICI dovuta per gli immobili di categoria A/1, A/8 e A/9, adibiti ad abitazione principale del soggetto passivo.

Non essendo stata deliberata alcun’altra detrazione, si applica la detrazione di legge, pari a € 103,29.

Essa viene portata in diminuzione dal totale dell'imposta dovuta per l'abitazione principale e per le pertinenze imputabili allo stesso soggetto o soggetti contitolari, sempre che le pertinenze siano ubicate nello stesso edificio o complesso immobiliare dove è sita l'abitazione principale.

N.B. Nel caso in cui lo stesso immobile (di categoria A/1, A/8 e A/9) sia utilizzato da più comproprietari come abitazione principale, la detrazione deve essere sempre suddivisa in parti uguali tra ciascuno di essi (esempio: due comproprietari, il primo ha una quota di possesso del 20%, il secondo dell'80%, in caso di detrazione di € 103,291, a ciascuno spetterà una quota di detrazione pari a € 51,65).

Qualora, invece, lo stesso immobile (di categoria A/1, A/8 e A/9), di proprietà di più soggetti, sia utilizzato solo da uno di essi come abitazione principale, la detrazione spetterà, per intero, solo all'utilizzatore (esempio: due comproprietari al 50% ciascuno, di cui solo uno utilizza l'immobile come abitazione principale, in caso di detrazione di € 103,291, questa spetterà per intero solo al proprietario utilizzatore).

________________________________________________________________________

5. Come si calcola l'ICI

La procedura per il calcolo dell'imposta per i fabbricati comprende diversi passaggi.

  1. Si rivaluta del 5% la rendita catastale e si moltiplica la rendita catastale rivalutata per il coefficiente catastale, ottenendo così la base imponibile:
    Rendita rivalutata X Coefficiente = Base imponibile
  2. Si moltiplica la base imponibile per l'aliquota stabilita dal Comune, ottenendo così l'imposta da versare per l'intero anno:
    Base imponibile X Aliquota = Imposta da versare per l'anno
  3. Eventualmente si sottrae la detrazione o la maggiore detrazione per l'abitazione principale:
    Imposta - Detrazione = Imposta per l'abitazione principale

N.B.: L'IMPOSTA E' ANNUALE E PREVEDE UN ACCONTO E UN SALDO.

L'ACCONTO deve essere versato entro il 16 giugno, nella misura del 50% dell'imposta, la quale può essere calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni stabilite dal Comune per l'anno precedente.

Il SALDO è da versare entro il 16 dicembre, ed è ottenuto calcolando l'imposta dovuta per l'intero anno sulla base delle aliquote e delle detrazioni stabilite dal Comune per l'anno in corso, sottraendo successivamente alla somma così ottenuta l'acconto già versato.

 N.B.: Il versamento va effettuato con arrotondamento all’euro:

  • per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi
  • per eccesso se la frazione è superiore a 49 centesimi

Esempio:

  • € 151,14 = € 151,00
  • € 151,85 = € 152,00

L’arrotondamento deve essere effettuato con riferimento al versamento complessivo e non con riferimento all’imposta dovuta per ogni singolo immobile.

Nel caso in cui il conteggio dell’imposta, prima dell’arrotondamento all’euro, dia luogo ad una cifra con tre decimali, valgono le regole di arrotondamento alla seconda cifra decimale, per cui:

  • Se la terza cifra decimale è inferiore a 5, la seconda cifra decimale resta invariata.
    Es.: € 151,144 = € 151,14 conteggio imposta = € 151,00 versamento
  • Se la terza cifra decimale è pari o superiore a 5, la seconda cifra decimale è aumentata di una unità.
    Es.: € 151,945 = € 151,95 conteggio imposta = € 152,00 versamento
    € 151,346 = € 151,35 conteggio imposta = € 151,00 versamento

________________________________________________________________________

6. Esempi

  • Esempio n° 1

    Abitazione principale categoria A/1 rendita catastale pari a € 2.000,00 (già rivalutata del 5%), posseduta da un solo proprietario per l'intero anno.
    • 1. Rendita rivalutata X Coefficiente = Base imponibile
      2.000 X 100 (coefficiente catastale) = 200.000 (base imponibile)
    • 2. Base imponibile X Aliquota = Imposta
      200.000 X 4 ‰ (aliquota) = 800 (imposta)
    • 3. Imposta - Detrazione = Imposta per l'abitazione principale
      IMPOSTA DA VERSARE PER L'ANNO: 800 - 103,29 (detrazione) = 696,71
      ACCONTO: 696,71 X 50% = 348,36 = € 348,36 conteggio imposta = € 348,00 versamento
      SALDO: 696,71 - 348,36 = 348,35 = € 348,35 conteggio imposta = € 348,00 versamento
  • Esempio n° 2

    Abitazione principale di categoria A/8 con una rendita pari a € 1.000,00 (già rivalutata del 5%), acquistata da un unico proprietario in data 20 agosto (quattro mesi di possesso, dal 1 settembre al 31 Dicembre).
    • 1. Rendita rivalutata X Coefficiente = Base imponibile
      1.000 X 100 (coefficiente catastale) = 100.000 (base imponibile)
    • 2. Base imponibile X Aliquota = Imposta
      100.000 X 4 ‰ (aliquota) = 400 (imposta per l'intero anno)
    • 3. Imposta - Detrazione = Imposta per l'abitazione principale per l'intero anno
      400 - 103,29  (detrazione) = 296,71 (imposta per l'abitazione principale calcolata per l'intero anno)
    • 4. Calcolo dell'imposta sulla base del periodo di possesso
      Quota ICI per quattro mesi: 296,71 / 12 X 4 = 98,90 = € 98,90 conteggio imposta = € 99,00 versamento
  • Esempio n° 3

    Abitazione di categoria A/2 con una rendita pari a € 1.500,00 (già rivalutata del 5%), posseduta da un soggetto a titolo di seconda casa  (ad esempio locata) dal  1° gennaio fino al 31 luglio (7 mesi di possesso) e a titolo di abitazione principale dal 1 agosto fino al 31 dicembre (5 mesi di possesso).

    Calcolo dell'imposta per il periodo 1 gennaio - 31 luglio
    • 1. Rendita rivalutata X Coefficiente = Base imponibile
      1500 X 100 (coefficiente catastale) = 150.000 (base imponibile)
    • 2. Base imponibile X Aliquota = Imposta
      150.000 X 6,5 ‰(aliquota x la seconda casa, locata) = 975,00 (imposta)
    • 3. Calcolo dell'imposta sulla base del periodo di possesso
      Quota ICI per sette mesi: 975,00 / 12 X 7 = 568,75 , di cui
      • in acconto (6 mesi di possesso) = 975,00 / 12 x 6 = 487,50 = conteggio imposta = € 488,00 versamento
      • a saldo (1 mese di possesso) = 975,00 / 12 x 1 = 81,25


    Imposta per il periodo 1 agosto - 31 dicembre

    Poiché l’immobile, nell’esempio fatto, è detenuto, nel periodo indicato, a titolo di abitazione principale, non è dovuta imposta in virtù dell’esenzione stabilita dal D.L. n.93/2008.
  • Esempio n° 4

    Studio privato di categoria A/10 con una rendita catastale pari a € 4.000,00 (già rivalutata del 5%), posseduto da un soggetto per una quota del 50%.
    • 1. Rendita rivalutata X Coefficiente = Base imponibile
      4.000 X 50 (coefficiente catastale) = 200.000 (base imponibile)
    • 2. Base imponibile X Aliquota = Imposta
      200.000 X 6 ‰(aliquota) = 1.200 (imposta)
    • 3. Calcolo dell'imposta sulla base della percentuale di possesso
      IMPOSTA DA VERSARE PER L'ANNO: 1200 x 50% = 600
      ACCONTO: 600 X 50 % = € 300,00
      SALDO: 600 - 300 = € 300,00
  • Esempio n° 5

    Negozio di categoria C/1, posseduto da un unico proprietario, con rendita catastale di € 3.500,00 (già rivalutata del 5%).
    • 1. Rendita rivalutata X Coefficiente = Base imponibile
      3.500 X 34 (coefficiente) = 119.000 (base imponibile)
    • 2. Base imponibile X Aliquota = Imposta
      IMPOSTA DA VERSARE PER L'ANNO: 119.000 X 6 ‰(aliquota) = 714,00
      ACCONTO: 714,00 X 50% = € 357,00
      SALDO: 714,00 - 357,00 = € 357,00

I FABBRICATI DEL GRUPPO "D" NON ISCRITTI IN CATASTO

Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale "D" e non iscritti in catasto, interamente posseduti da un'impresa o più imprese e distintamente contabilizzati, occorre prendere in considerazione i valori contabili dell'immobile, calcolati alla data del 1° Gennaio di ogni anno o, se successiva, alla data di acquisizione. I valori da prendere in considerazione sono quelli risultanti dal registro dei cespiti ammortizzabili e sono rappresentati dal costo d'acquisto o di costruzione dell'immobile, dalle spese incrementative, dalle rivalutazioni economiche e monetarie e dai disavanzi di fusione. I suddetti valori vanno moltiplicati, in relazione agli anni nei quali sono maturati e contabilizzati, per i coefficienti annualmente approvati con decreto ministeriale.

I coefficienti stabiliti agli effetti dell'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili dovuta per l'anno 2010 ( Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 09/03/2010) sono i seguenti:

ANNO  e coefficiente
•2010 1,02
•2009 1,03
•2008 1,07
•2007 1,11
•2006 1,14
•2005 1,17
•2004 1,24
•2003 1,28
•2002 1,33
•2001 1,36
•2000 1,40
•1999 1,42
•1998 1,45
•1997 1,48
•1996 1,53
•1995 1,57
•1994 1,62
•1993 1,66
•1992 1,67
•1991 1,71
•1990 1,79
•1989 1,87
•1988 1,95
•1987 2,11
•1986 2,27
•1985 2,44
•1984 2,60
•1983 2,76
•1982 e anni precedenti 2,92

Moltiplicando per i coefficienti di cui sopra i valori relativi all'immobile, in relazione agli anni nei quali i valori medesimi sono maturati e contabilizzati, si ottiene la base imponibile. Moltiplicando quest'ultima per l'aliquota del 6 ‰ si ottiene l'ICI da versare.

Esempio

FABBRICATO POSSEDUTO DA UNA S.R.L., COSTRUITO IN ECONOMIA E TERMINATO NEL 1995.
•Costo di costruzione (*): € 170.000,00;
•Spese incrementative sostenute nel 1998: € 50.000,00;
•Spese incrementative sostenute nel 2000: € 25.000,00;

(*) Il costo di costruzione deve essere comprensivo anche del costo del terreno sul quale viene costruito il fabbricato.

Valori del fabbricato alla data del 1° Gennaio 2009:
•170.000,00 x 1,57 (coefficiente per l'anno 1995) = € 266.900,00;
•50.000,00 x 1,45 (coefficiente per l'anno 1998) = € 72.500,00;
•25.000,00 x 1,40 (coefficiente per l'anno 2000) = € 35.000,00;

Base imponibile del fabbricato ai fini ICI (A + B + C):

€ 266.900 + € 72.500,00 + € 35.000,00 = € 374.400,00

ICI da versare (base imponibile x aliquota):

374.400,00 x 6 ‰ = 2.246,40
ACCONTO: 2.246,40 x 50% = € 1.123,20 che, a seguito dell’arrotondamento, diventa € 1.123,00
SALDO: 2.246,40 - 1.123,00= € 1.123,40 che, a seguito dell’arrotondamento, diventa € 1.123,00


N.B.: Tutte le spese incrementative sostenute in un determinato anno d'imposta devono essere prese in considerazione per il calcolo dell'ICI dovuta per il successivo anno d'imposta. Pertanto, i costi incrementativi sostenuti nel corrente anno 2010 devono essere presi in considerazione per il calcolo dell'ICI dovuta per l'anno d'imposta 2011.

Nell'ipotesi in cui, invece, il fabbricato sia stato acquistato nel corrente anno 2010, il relativo costo d'acquisto dovrà essere preso in considerazione per il calcolo dell'ICI dovuta per il medesimo anno d'imposta.


I FABBRICATI DEL GRUPPO "D" ISCRITTI IN CATASTO

Per i fabbricati del gruppo "D" iscritti in catasto, valgono invece le regole ordinarie esposte precedentemente per il calcolo dell'ICI concernente i fabbricati. Occorre quindi rivalutare del 5% la rendita catastale attribuita, moltiplicare la rendita rivalutata per 50 (coefficiente catastale) e applicare l'aliquota del 6 ‰.


LE AREE FABBRICABILI, FABBRICATI IN CORSO DI COSTRUZIONE, FABBRICATI COLLABENTI E LASTRICI SOLARI

Per la definizione degli immobili in oggetto si rimanda a quanto disposto dall'articolo 4 e 5 del Regolamento Comunale ICI.

Il valore imponibile ICI delle Aree FAbbricabili deve essere determinato al 1 gennaio dell'anno d'imposizione, in base alle disposizioni di cui all’articolo 5, comma 5, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n. 504.

Allo scopo di ridurre l’insorgenza di contenzioso, il Comune, con specifico provvedimento, determina periodicamente  i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili site nel territorio comunale , per zone omogenee, ai sensi della lettera g dell’articolo 59 del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n.446.

I valori approvati dall’Organo deliberante valgono fino a successiva formale modifica o variazione e costituiscono limite per l’attività di accertamento svolta dall’Ufficio preposto, tenuto a procedere soltanto in presenza di versamenti inferiori rispetto a quelli dovuti in base all' applicazione dei valori deliberati per ciascun anno di imposta.

Qualora il Contribuente abbia versato l’imposta dovuta per un’area fabbricabile in misura superiore a quella che risulterebbe dall'applicazione dei valori predeterminati  non si procederà in alcun caso a rimborso.

Con atto della Giunta Municipale n.250 del 29 aprile 2003 furono stati approvati i valori a partire dal 1 gennaio 2003 fino al al 31 dicembre 2010.

I nuovi valori di mercato per l'anno 2011

Con deliberazione del Consiglio Comunale n.17 del 28 marzo 2011 è stata approvata la nuova determinazione dei valori venali ed in comune commercio delle aree fabbricabili  in vigore dal 1 gennaio 2011.

Per determinare il valore imponibile di un'area fabbricabile in conformità alla deliberazione del Consiglio Comunale n.17 del 28 marzo 2011 è necessario:
1. Individuare la destinazione urbanistica dell’area oggetto di imposta
La destinazione urbanistica può essere determinata attraverso la richiesta di un certificato di destinazione urbanistica o tramite la consultazione del Piano Urbanistico Comunale.
Per agevolare e ridurre al minimo i tempi di attesa nei nostri uffici si consiglia di premunirsi portando con sé i seguenti elaborati:  estratto di mappa catastale recente; visura catastale recente.

2. Individuare la zona omogenea di appartenenza e consultare le tabelle riepilogative dei valori minimi imponibili ai fini ICI

Il contesto Comunale è stato suddiviso in 32 distinte zone omogenee.

La relazione e le tabelle valori, allegate in fondo alla pagina, possono essere scaricate e consultate per permettere di conoscere i valori di mercato di riferimento. Nella la relazione tecnica , approvata unitamente ai predetti valori  e' descritto il procedimento di valutazione attraverso cui gli stessi valori sono stati determinati.

Mettiamo a disposizione un sistema informativo per poter individuare la zona omogenea ove ricade l’area edificabile soggetta ad imposta.

Il valore ottenuto deve essere moltiplicato per l'aliquota del 6 per mille, ottenendo l'ammontare dell'imposta da versare.
 
Esempio

AREA FABBRICABILE, POSSEDUTA DA UN UNICO PROPRIETARIO, CHE ALLA DATA DEL 1 GENNAIO DELL'ANNO D'IMPOSIZIONE  HA UN VALORE VENALE PARI A € 75.000,00.

ICI da versare (valore venale dell'area x aliquota):

IMPOSTA PER L'INTERO ANNO: 75.000,00 x 6 ‰ = € 450,00

ACCONTO: 450,00 x 50% = € 225,00
SALDO: 450,00 - 225,00 = € 225,00

Allegati:
•Relazione tecnico Estimativa e Tabelle delle Zone Omogenee -ZIP 56 MB-

Legislazione

Regolamento ICI - Imposta comunale sugli immobili In vigore dal 01 gennaio 2010

Decreto legislativo  30 dicembre 1992 n. 504  e successive integrazioni e modificazioni, istitutivo dell' ICI. -    L’articolo 5, comma 5 del decreto ICI, definisce che "Per le aree fabbricabili, il valore e' costituito da quello venale in comune commercio al 1 gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilita', alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamentodel terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.&rdquo

Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n.446 - Istituzione dell’imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni,
delle aliquote e delle detrazioni dell’IRPEF e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali.



I TERRENI AGRICOLI

Per terreno agricolo si intende il terreno adibito all'attività agricola esercitata in forma imprenditoriale (coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame e connesse operazioni di trasformazione e vendita di prodotti agricoli rientranti nell'esercizio normale dell'agricoltura).

I TERRENI INCOLTI E I PICCOLI APPEZZAMENTI DI TERRENO COLTIVATI IN FORMA NON IMPRENDITORIALE (I COSIDDETTI ORTICELLI) NON SONO DA CONSIDERARE TERRENI AGRICOLI. GLI STESSI NON SONO SOGGETTI ALL'ICI.

A fini del calcolo dell'ICI occorre considerare il reddito dominicale dei terreni risultante in catasto, rivalutarlo del 25% e moltiplicarlo per 75. Ottenuta in questo modo la base imponibile, si moltiplica la stessa per l'aliquota del 6 ‰ e si ottiene l'imposta da versare.

Reddito dominicale + Rivalutazione del 25% = Reddito rivalutato

Reddito rivalutato x 75 = Base imponibile

Base imponibile x 6 ‰ = ICI da versare

Una particolare agevolazione è riconosciuta ai fondi posseduti e condotti direttamente da coltivatori diretti e imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a titolo principale. Si considerano coltivatori diretti e imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a titolo principale le persone fisiche iscritte negli elenchi comunali previsti dall'art. 11 della L. n° 9 del 09/01/1963 e soggette all'obbligo dell'assicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia.

L'agevolazione consiste nell'esonero dal pagamento dell'ICI nel caso in cui i terreni posseduti abbiano un valore pari o inferiore a € 25.822,845, nonchè nell'applicazione delle seguenti riduzioni per la parte eccedente il suddetto valore:
•riduzione del 70% per l'imposta che grava sullo scaglione di valore compreso tra € 25.822,845 e € 61.974,827;
•riduzione del 50% per l'imposta che grava sullo scaglione di valore compreso tra € 61.974,827 e € 103.291,379;
•riduzione del 25% per l'imposta che grava sullo scaglione di valore compreso tra € 103.291,379 e € 129.114,224.

N.B. Le riduzioni non vanno calcolate sul valore del singolo terreno, ma sul valore complessivo di tutti i terreni posseduti dal coltivatore diretto o imprenditore agricolo, anche se ubicati in diversi comuni; le riduzioni sono inoltre rapportate alla quota di possesso e al periodo dell'anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte.

Rightbar