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Il Parco archeologico di Tuvixeddu raddoppia

Da sabato 13 maggio altri 25mila metri quadrati di storia si dischiudono anche ai non addetti ai lavori con percorsi inediti. Il sindaco Zedda: “L'area funeraria fenicio-punico fra le più antiche e rappresentativa del Mediterraneo è visitabile tutti i giorni dell'anno”.

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In apparenza sembra lo stesso. Ma soltanto, appunto, in apparenza. Si perché, varcato il cancello di via Falzarego bastano appena pochi passi per capire che un Tuvixeddu così non si era mai visto. Il Parco archeologico, incastonato fra i quartieri Is Mirrionis, Sant'Avendrace, Stampace e San Michele, apre per la prima volta al pubblico una serie di aree (ben 25mila metri quadrati in più rispetto a quella attuale della stessa superficie), prima inaccessibili ai non addetti ai lavori. L'esordio è previsto sabato 13 maggio in occasione dell'esordio della 21^ edizione di Monumenti Aperti.

È accaduto stamattina. Ci ha pensato il sindaco Massimo Zedda a dare l'annuncio ufficiale durante una conferenza stampa, convocata appositamente nella “area funeraria fenicio-punico fra le più antiche e rappresentativa del Mediterraneo che - ha puntualizzato subito il Primo cittadino - è visitabile tutti i giorni dell'anno e non soltanto in occasione di Monumenti aperti”.

Tanto per cominciare, con il restauro delle passerelle in legno e acciaio, è stato reso sicuro e decisamente più godibile un percorso di straordinario valore storico e culturale, che comprende al suo interno una numerosa serie di sepolture.

“Tra esse – ha spiegato l'assessore alla Cultura Paolo Frau - quella di origine punica dedicata al dio guerriero “Sid”, di tipologia “a pozzo” con cella, alle cui pareti sono state rinvenuti affreschi, fregi e motivi ornamentali che al momento non sono ancora visibili perché opportunamente protetti da uno spesso strato di terra, in attesa di essere riaperti e studiati dagli archeologi della Soprintendenza”.

Importantissimo è anche il tratto di collina scelto in Epoca Romana per la realizzazione dell'acquedotto, che si mostra finalmente ai visitatori per un lungo tratto. Aggrappato alle rocce a un soffio dal mare che bagna la città e dal suo Porto, consente tra l'altro una più facile comprensione dell'organizzazione interna delle tombe “a pozzo”, come quella del “Sid”, della loro particolare forma e conformazione.

Insomma “non un semplice ampliamento quantitativo”, ma piuttosto un nuovo importante capitolo dell'antica Karaly che il Comune ha deciso di mettere a disposizione di cittadini e turisti, attraverso percorsi di visita, inediti, riqualificati, sicuri e accessibili anche alle persone diversamente abili. Nei prossimi giorni saranno anche accompagnati da un originale sistema di pannelli illustrativi in italiano e inglese. E, nell'immediato futuro, da un apparato hi tech, grazie alla collaborazione con il CRS4. Sono state inoltre attrezzate con delle panchine diverse aree di sosta e di osservazione del paesaggio.

“Sono state già individuate nuove risorse per ampliare ulteriormente il Parco - ha fatto sapere infine il sindaco Zedda – che potranno permettere in futuro di realizzare anche due nuovi accessi da via Is Maglias e da Sant'Avendrace. Così potrà essere migliorato ulteriormente il collegamento fra le due zone della città”.
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  • 10 maggio 2017