Piano Urbanistico Comunale - Norme Tecniche di Attuazione

Da Normativa tecnica.

Indice

PIANO URBANISTICO COMUNALE

NOTE LEGALI

Il testo delle presenti Norme Tecniche di Attuazione non ha carattere di ufficialità.

L'unico testo ufficiale delle Norme Tecniche di Attuazione del PUC è quello pubblicato con la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 64 del 8/10/2003 integrato dalle Varianti allo stesso rinvenibili nella sezione "Approvazioni e Varianti al PUC". Il testo del Deliberazioni prevale in casi di discordanza. La riproduzione dei testi forniti nel formato elettronico è consentita purché venga menzionata la fonte e il carattere non autentico e gratuito.

I Testi sono disponibili agli utenti al solo scopo informativo. La trasposizione in formato MediaWiki è frutto di un'attività redazionale dell'Ufficio Pianificazione Territoriale del Servizio Pianificazione Strategica e Territoriale, Politiche Comunitaria del Comune di Cagliari. L'Ente e le sue articolazioni non sono responsabili di eventuali errori o imprecisioni, nonché di danni conseguenti ad azioni o determinazioni assunte in base alla consultazione del portale.

Norme Tecniche di Attuazione

TITOLO I - NORME GENERALI

INDICE


ART. 1 RIFERIMENTI NORMATIVI

Il presente Piano Urbanistico Comunale è redatto ai sensi della L.R. 22/12/89 n.45 e successive modificazioni, in adeguamento al P.T.P. n. 11 approvato con D.P.G.R. n.276 del 6.8.1993, e si attua nel rispetto delle Direttive emanate dalla Regione Sardegna.


INDICE


ART. 2 VALIDITA’ ED EFFICACIA DEL PUC

Le prescrizioni del PUC hanno validità giuridica a tempo indeterminato per l’intero territorio comunale e possono essere soggette a revisioni periodiche, nei modi e con le procedure di legge.


INDICE


ART. 3 CONTENUTI ED ELABORATI DEL PUC

I contenuti del PUC sono quelli indicati nell’art.19 della L.R. 45/89.
Costituiscono documenti del PUC i seguenti elaborati:

- Relazione Preliminare contenente i criteri informatori;
- Relazione Analitica dello stato di fatto con relative cartografie tematiche;
- Relazione Illustrativa delle proposte di piano;
- Norme di Attuazione del Piano;
- Regolamento Edilizio;
- Studio di compatibilità paesistico-ambientale.

A - CARTOGRAFIA DI BASE E TEMATICA

A.1 A.1.1 IMMAGINE DA SATELLITE 1:50.000 1
A.1.2 GEOLOGIA 1:50.000 1
A.2 A.2.1 GEOLOGIA 1:25.000 1
A.2.2 IDROGEOLOGIA 1:25.000 1
A.2.3 USO DEL SUOLO 1:25.000 1
A.3 A.3.1.1 ACCLIVITA' 1:10.000 2
A.3.1.2
A.3.2.1 GEOLOGIA 1:10.000 2
A.3.2.2
A.3.3.1 IDROGEOLOGIA 1:10.000 2
A.3.3.2
A.3.4.1 USO DEL SUOLO 1:10.000 2
A.3.4.2
A.3.5.1 PEDOLOGIA 1:10.000 2
A.3.5.2
A.3.6.1 OROGRAFIA E BACINI IDROGRAFICI 1:10.000 2
A.3.6.2
A.3.7.1 MODELLO NUMERICO DEL SUOLO 1:10.000 2
A.3.7.2
A.3.8.1 FOTOMOSAICO 1:10.000 2
A.3.8.2
A.4 A.4.1 CARTA GEOTECNICA 1:5.000 2
A.4.2
A.4.3 1:10.000 1

B - STATO DI FATTO: PIANIFICAZIONE VIGENTE, SERVIZI E RETI TECNOLOGICHE

-
B.1 B.1.3 PIANO DEI SERVIZI 1:4.000 7
B.1.6
B.1.7
B.1.10
B.1.11
B.1.12,17
B.1.16
B.2 B.2.1 PIANIFICAZIONE SOVRACOMUNALE E VINCOLI 1:10.000 4
B.2.2
B.2.3
B.2.4
B.3 B.3.1.1 ISTRUZIONE E ATTREZZATURE SPORTIVE COMUNALI 1:5.000 3
B.3.1.2
B.3.1.3
B.3.2 QUADRO D’UNIONE DEI VICARIATI E PARROCCHIE 1:10.000 1
B.3.3 CENSIMENTO AREE VERDI 1:4.000 1
B.3.4.0 RETE ACQUEDOTTISTICA (Impianto generale) 1:10.000 1
B.3.4.1 RETE ACQUEDOTTISTICA 1:4.000 9
B.3.4.2
B.3.4.3
(...)
B.3.4.9
B.3.5.0 RETE FOGNARIA (Impianto generale) 1:10.000 1
B.3.5.1 RETE FOGNARIA 1:4.000 10
B.3.5.2
B.3.5.3
(...)
B.3.5.10
B.3.6.0 ELETTRODOTTI (Impianto generale) 1:10.000 1

C - BENI CULTURALI E VERDE URBANO

C.1 C.1.6 EDIFICI RILEVANTI E PERCORSI STORICI 1:4.000 7
C.1.7
C.1.10
C.1.11
C.1.12,17
C.1.15
C.1.16
C.2 C.2.1.1 RISCHIO ARCHEOLOGICO 1:10.000 2
C.2.1.2
C.2.2.6 SITI ARCHEOLOGICI 1:4.000 7
C.2.2.7
C.2.2.10
C.2.2.11
C.2.2.15
C.2.2.16
C.2.2.17,20
C.3 C.3 PIANO DEL VERDE 1:10.000 1

D - INFRASTRUTTURAZIONE E VIABILITA'

D.1 D.1.1 MACROACCESSIBILITA' ATTUALE 1:25.000 1
D.1.2 MICROACCESSIBILITA' ATTUALE 1:10.000 1
D.2 D.2.1 MACROACCESSIBILITA' DI PIANO 1:25.000 1
D.2.2 MICROACCESSIBILITA' DI PIANO 1:10.000 1
D.3 D.3.1 VIABILITA' DI PIANO 1:10.000 3
D.3.2
D.3.3
D.4 D.4.1 ABACO DEGLI SVINCOLI 3
D.4.2
D.4.3
D.4.4 ABACO DELLE SEZIONI 1

E - CARTOGRAFIA DI PIANO

E.1 E.1.1 IL PIANO PER PROGETTI 1:10.000 1
E.1.2.1 IL PIANO PER PROGETTI 1:5.000 2
E.1.2.2
E.2 E.2.1 MODELLO DELLE RELAZIONI TERRITORIALI 1:25.000 1
E.2.2 QUADRO DI UNIONE DEI QUADRI NORMATIVI 1:10.000 1
E.2.3.1 QUADRO D’UNIONE DELLA STRUMENTAZIONE ATTUATIVA VIGENTE E PROGRAMMATA 1:10.000 4
E.2.3.2
E.2.3.3
E.2.3.4
E.3 E.3.3 STRUMENTAZIONE ATTUATIVA VIGENTE E PROGRAMMATA 1:4.000 7
E.3.6
E.3.7
E.3.10
E.3.11
E.3.12,17
E.3.16
E.4 E.4.0 LEGENDE 1
E.4.1 ZONIZZAZIONE 1: 2.000 26
E.4.2
E.4.3
(...)
E.4.26
E.5 E.5.1 ZONIZZAZIONE 1: 4.000 8
E.5.2
E.5.3
E.5.4
E.5.5
E.5.6
E.5.7
E.5.8
E.6 E.6.1 Individuazione delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario 1:25.000
E.6.2 Zonizzazione - Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario VERSANTE OCCIDENTALE 1:5.000
E.6.3 Zonizzazione - Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario VERSANTE ORIENTALE 1:5.000
E.7 E.7.1 Piano di Assetto Idrogeologico delle arre a rischio idraulico e geomorfologico e delle relative misure di salvaguardia - Carta degli elementi a rischio 1:10.000
E.7.2 Piano di Assetto Idrogeologico delle arre a rischio idraulico e geomorfologico e delle relative misure di salvaguardia - Carta delle aree a rischio di frana e di piena 1:10.000
E.7.3 Piano di Assetto Idrogeologico delle arre a rischio idraulico e geomorfologico e delle relative misure di salvaguardia - Carta della pericolosità per frana e delle aree inondabili 1:10.000

RELAZIONI, NORMATIVA, ALLEGATI

RELAZIONE DI SINTESI INTRODUTTIVA
RELAZIONE ANALITICA GENERALE
RELAZIONE SUI CRITERI INFORMATORI
NORME DI ATTUAZIONE: PARTE GENERALE E QUADRI NORMATIVI
NORME DI ATTUAZIONE: ALLEGATI a), b), c)
REGOLAMENTO EDILIZIO
CONTABILITA' URBANISTICA
QUADRI NORMATIVI


INDICE


ART. 4 STRUTTURA NORMATIVA

La struttura normativa è così articolata:

  • norme generali (Titolo I);
  • suddivisione del territorio comunale in zone omogenee (Titolo II);
  • prescrizioni specifiche per gli ambiti territoriali di trasformazione - Quadri Normativi (Titolo III);
  • prescrizioni per le verifiche di fattibilità economica e finanziaria (Titolo IV );
  • prescrizioni per le verifiche di salvaguardia dei valori paesistico-ambientali (Titolo V);
  • prescrizioni particolari (Titolo VI);
  • allegati:
a) norme di attuazione dei piani attuativi vigenti;
b) programma per i servizi standard;
c) identificazione del patrimonio edilizio di rilievo;
  • Regolamento Edilizio (RE).

Le suddette prescrizioni normative si appoggiano su differenti rappresentazioni cartografiche:

- la zonizzazione per zone territoriali omogenee, in scala 1/2000;
- la zonizzazione per zone territoriali omogenee, in scala 1/4000;
- il quadro d’unione, in scala 1/4000, della strumentazione attuativa vigente e programmata.

Le procedure di attuazione del PUC si riferiscono, nei termini più generali, a due campi di determinazione normativa:

- la riqualificazione, che disciplina gli interventi nella città costruita ed è determinata dalle caratteristiche dell’esistente, con particolare riferimento alle parti antiche, alle aree periferiche degradate e alle aree dismesse, sulla base di obiettivi di riqualificazione ambientale, urbanistica, edilizia e di adeguamento funzionale;
- la trasformazione, che disciplina gli assetti futuri della città non costruita, articolata per livelli di rilevanza e specificazione funzionale e per strumenti di intervento (interventi coordinati, programmi integrati d’area, accordi di programma, comparto edificatorio, piano attuativo pubblico/privato).


INDICE


ART. 5 STRUMENTI DI GESTIONE: IL QUADRO DEI PROGRAMMI

Al fine di assicurare il coordinamento delle iniziative, di promuovere e indirizzare gli interventi attuativi da parte dei soggetti pubblici e privati, si definisce, come allegato di gestione del PUC, il Quadro dei Programmi, nel quale si individuano le linee prioritarie dello sviluppo urbano, i relativi ambiti di applicazione ed i differenti strumenti di attuazione.
In particolare, tenendo conto delle disponibilità finanziarie, delle possibilità di acquisizione delle aree da destinare a servizi, delle opportunità di com-partecipazione dei privati alla realizzazione di interventi pubblici, si indicheranno gli ambiti e le tipologie di interventi da considerare di carattere prioritario.
Il Quadro dei Programmi è approvato dal Consiglio Comunale nel primo anno del mandato amministrativo.
L'approvazione e le successive modifiche del quadro dei programmi, in quanto relative alle modalità di gestione, non costituiscono variante al PUC.


INDICE


ART. 6 STRUMENTI DI ATTUAZIONE: IL PARERE PREVENTIVO

Il PUC si attua per mezzo di:

- Concessioni ed Autorizzazioni Edilizie;
- Piani Urbanistici Attuativi di iniziativa pubblica e privata:
Piani Particolareggiati (art. 13 L. 1150/1942);
Piani di Lottizzazione Convenzionata (art. 28 L. 1150/1942);
Piani per l’Edilizia Economica e Popolare (L. 167/1962);
Piani per gli Insediamenti Produttivi (art. 27 L. 865/1971);
Piani di Recupero di iniziativa pubblica o privata (artt. 27, 28 L. 457/1978);
- Programmi Complessi nazionali e regionali (L.R. 16/1994, L.R. 14/1996 …).

Le prescrizioni specifiche riguardanti la predisposizione degli strumenti attuativi sono contenute nel Regolamento Edilizio (RE).
I proponenti un piano attuativo sono tenuti a richiedere il parere preventivo di cui all'art 15 del RE.
Qualora uno o più proprietari dimostrino l'impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo, potranno chiedere all'Amministrazione l'autorizzazione a procedere ai sensi del 3° comma dell'art. 3 della L.R. 20/1991.


INDICE


ART. 7 INTERVENTO COORDINATO

L'intervento coordinato costituisce la procedura prevista per la pianificazione attuativa di quegli ambiti nei quali il PUC riconosce la necessità di integrare diverse funzioni, la cui trasformazione richiede la progettazione unitaria degli interventi e la loro esecuzione coordinata e programmata.
In tali ambiti le funzioni urbanistiche tipiche delle zone residenziali, di quelle per servizi generali e per attività ricreative sono integrate tra loro e l'edificazione è subordinata alla redazione di apposito piano attuativo il quale, con riferimento agli interventi previsti, ai soggetti proponenti ed alla natura dei finanziamenti, riassume in sé integrandoli, finalità e contenuti tipici di differenti piani urbanistici di cui all'art. 6.
L'Intervento Coordinato può essere proposto da parte di soggetti pubblici e/o privati, singoli, associati o riuniti in consorzio; le singole proprietà partecipano alle quote di edificabilità ed ai gravami relativi in proporzione alla percentuale di suoli posseduti.
In caso di inerzia da parte dei privati il piano attuativo può essere predisposto su iniziativa comunale ai sensi e con le modalità previste dall’art. 28 della L. 1150/1942.
Si possono effettuare interventi per stralci funzionali, previa progettazione unitaria estesa all’intero ambito territoriale, da disciplinare mediante convenzionamento e da concludersi entro il termine massimo di anni dieci, che potranno essere autorizzati, ai sensi del 3° comma dell’art.3 della L.R. 20/1991, a condizione che in ogni stralcio siano rispettati i rapporti percentuali tra le diverse destinazioni urbanistiche previste nei diversi Quadri Normativi di riferimento, che sia assicurato il collegamento con la viabilità ed i servizi di livello cittadino e che la superficie interessata dal singolo stralcio non sia inferiore al 20% dell’unità cartografica di riferimento e comunque non inferiore a un ettaro.
La normativa di Piano assegna per ciascun ambito di Intervento Coordinato:

a) l’indice di edificabilità territoriale;
b) la superficie libera dall’edificazione, intesa come somma delle aree destinate a verde attrezzato e delle aree destinate a verde privato inedificabile;
c) la ripartizione percentuale della volumetria edificabile per le differenti classificazioni urbanistiche;
d) la ripartizione percentuale della superficie totale SC per le differenti classificazioni urbanistiche;
e) la percentuale della superficie urbanizzabile SUR (superficie fondiaria, viabilità e aree per standard) rispetto alla superficie totale SC;
f) gli ambiti di localizzazione preferenziale delle superfici urbanizzabili;
g) i parametri edilizi di riferimento per l’utilizzazione delle superfici fondiarie;
h) le cessioni e gli standard.

Nel computo delle volumetrie, fatto salvo quanto diversamente previsto dalle norme specifiche di sottozona o dai Quadri Normativi, dovranno essere incluse quelle derivanti da nuova costruzione e dal recupero di eventuali preesistenze, se ritenute coerenti e compatibili con il proposto assetto planovolumetrico dell'area; le preesistenze eccedenti la cubatura massima consentita dovranno essere demolite.
Al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi definiti per il Sistema Territoriale ed il Quadro Normativo di riferimento, i proponenti devono ordinariamente riferirsi ai parametri urbanistici assegnati dal PUC.
Qualora venisse dimostrata la non convenienza economica dell’intervento di trasformazione, o altre problematiche incidenti sulla fattibilità dell’intervento, i proponenti possono richiedere modifiche alla ripartizione percentuale della volumetria edificabile per le differenti classificazioni urbanistiche ovvero incrementi all'indice di edificabilità territoriale previsti nei Quadri Normativi, da autorizzarsi con delibera del Consiglio Comunale; l'entità di tali modifiche è definita di concerto con l'Amministrazione sulla base di un documento di valutazione di fattibilità finanziaria predisposto dal soggetto proponente secondo i criteri assunti dalla L.R. 16/1994 per i Programmi Integrati.
Non costituiscono variante al PUC le variazioni alla ripartizione percentuale della volumetria edificabile per le differenti classificazioni urbanistiche ovvero l'incremento dell'indice di edificabilità territoriale contenuti entro i seguenti limiti:

– incremento del numero di abitanti non superiore al 15% rispetto a quello previsto dal PUC per l'unità cartografica di riferimento;
– incremento dell’indice di edificabilità territoriale non superiore al 15% con l’osservanza dei limiti regionali stabiliti per le differenti zone.

Nel caso in cui si ravvisasse l’inderogabile e dimostrata necessità di ulteriori variazioni, le stesse costituiscono variante al PUC e l’attuazione degli interventi è subordinata alla predisposizione di un Programma Integrato.


INDICE



ART. 8 PIANI PARTICOLAREGGIATI DELLA QUALITA’- COMPARTI EDIFICATORI

PIANI PARTICOLAREGGIATI DELLA QUALITA’
Per la riconfigurazione morfologica e funzionale della città potranno essere definiti ambiti da sottoporre a pianificazione particolareggiata della qualità, per la loro particolare importanza, che dovranno essere individuati dal Consiglio Comunale.
In considerazione di tale valenza urbanistica essi sono definiti quali ambiti di sperimentazione per progettazioni architettoniche e urbanistiche di qualità, per le quali ricorrere alle procedure concorsuali.
COMPARTI EDIFICATORI
Per la definizione di ambiti territoriali interessati da vincoli sovraordinati, il cui riassetto urbanistico richiede una progettazione unitaria degli interventi, sono individuati nella cartografia di Piano, in scala 1:2000 e 1:4000, i comparti edificatori di cui all’art. 27 della L.R. 45/89. L’intervento è subordinato all’approvazione di un pia
no attuativo di iniziativa pubblica o privata esteso all’intero comparto individuato nella cartografia di piano. L’attuazione dovrà avvenire mediante comparto edificatorio secondo il dispositivo dell’art. 27 della L.R. 45/89. I proprietari dovranno costituire un consorzio entro un anno dall’approvazione del piano attuativo. Entro due anni dalla stessa approvazione dovrà essere presentata l’istanza di rilascio della concessione edilizia per l’intervento unitario.


INDICE


ART. 9 INCENTIVI PER LA DEMOLIZIONE O LA RIDUZIONE VOLUMETRICA DI EDIFICAZIONI IMPROPRIE

Per alcuni casi di particolare e puntuale compromissione, anche in prossimità di emergenze ambientali o storico-culturali, può essere prescritta la demolizione senza ricostruzione o la riduzione volumetrica delle edificazioni improprie.
L’individuazione di tali casi, da compiersi in coordinamento con le Soprintendenze e gli Uffici di Tutela del Paesaggio, è subordinata alla predisposizione di uno strumento attuativo di iniziativa pubblica o privata.
Per incentivare tali interventi possono essere resi disponibili negli ambiti di trasformazione volumi equivalenti, o incrementati in misura risultante dalla valutazione di fattibilità economica (art. 65).


INDICE


ART. 10 DEFINIZIONI GENERALI DELLE DESTINAZIONI D’USO

CATEGORIA A) USO RESIDENZIALE
A.1) ABITAZIONI
Gli edifici di abitazione comprendono alloggi in senso stretto, spazi privati di servizio (cantine, lavanderie, depositi...), gli spazi condominiali di servizio (scale, androni, locali tecnici, gioco bambini, lavanderie condominiali...) e le autorimesse private.
A.2) STUDI PROFESSIONALI
Comprendono le attività professionali nei diversi settori, di carattere prevalentemente privato, che non prevedono un alto concorso di pubblico. Pur senza definire specifiche soglie dimensionali, sono funzionali ai suddetti usi organismi edilizi caratterizzati da un forte frazionamento delle singole attività.
Sono certamente classificati studi professionali i locali dove svolgono la propria attività professionisti iscritti a albi, ordini o collegi regolarmente istituiti.

CATEGORIA B) USO COMMERCIALE
B.1) ATTIVITA’ COMMERCIALI AL DETTAGLIO
Gli esercizi commerciali di tipo alimentare e non alimentare al dettaglio, sono, classificati, ai fini dell'autorizzazione commerciale, come esercizi di vicinato (superficie di vendita fino a 250 mq), medie strutture di vendita (superficie di vendita tra 251 mq e 2500 mq) e grandi strutture di vendita (superficie di vendita oltre 2500 mq).
È classificato centro commerciale una media o grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e di spazi di servizio gestiti unitariamente. Per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti.
Nelle diverse zone urbanistiche, fatto salvo quanto stabilito per le zone A dal Piano Quadro del Centro Storico, all’atto del rilascio dell’autorizzazione a svolgere l’attività commerciale, dovrà essere verificato il rispetto delle dimensioni limite delle superfici di vendita, in relazione alle diverse zone urbanistiche e alle tipologie degli esercizi.[1]
B.2) ATTIVITA’ COMMERCIALI ALL’INGROSSO
Magazzini e depositi, di tipo alimentare e non alimentare, per la vendita all'ingrosso con rigorosa esclusione di attività commerciali al dettaglio. Nei magazzini sono compresi oltre le superfici di vendita anche gli spazi per servizio, per modesti processi di trattamento delle merci strettamente complementari, gli uffici e gli spazi tecnici.
E' ammessa la presenza di un alloggio per il personale di custodia.
B.3) CENTRI COMMERCIALI INTEGRATI
Il centro commerciale integrato comprende qualsiasi tipo di attività commerciale al dettaglio, nei settori alimentari e non alimentari. Sono ammissibili i pubblici esercizi, le attività espositive direttamente connesse alle attività commerciali, le agenzie, gli sportelli bancari, gli uffici postali, e simili. Comprende oltre le superfici di vendita gli spazi di servizio, di magazzino, le mense e gli spazi tecnici.
B.4) PUBBLICI ESERCIZI
Ristoranti, bar, trattorie, con esclusione di locali per spettacolo e svago.

CATEGORIA C) USO DIREZIONALE
C.1) ATTREZZATURE PER L’ISTRUZIONE SUPERIORE
Istituti secondari, scuole di specializzazione, scuole professionali, sedi universitarie e per la ricerca. Le attrezzature comprendono anche gli spazi per le funzioni di servizio (laboratori, strutture specialistiche…) e di supporto, nonché gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di servizi quali bar, mense, sedi di rappresentanza e associative, sale riunione e auditorium, alloggio per il personale di custodia.
C.2) ATTREZZATURE POLITICO-AMMINISTRATIVE E SEDI ISTITUZIONALI:
Le attrezzature politico-istituzionali comprendono le sedi politiche, amministrative, sindacali e di rappresentanza, le sedi per gli uffici decentrati dello Stato. Le attrezzature comprendono anche gli spazi per le funzioni di servizio e di supporto, nonché gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di servizi quali bar, ristoranti, mense, sedi di rappresentanza e associative, sale riunione, alloggio per il personale di custodia e di servizio, nei limiti consentiti dalla Normativa vigente.
C.3) GRANDI UFFICI E DIREZIONALITA’ A FORTE CONCORSO DI PUBBLICO Comprendono gli uffici di grande dimensione, le attività direzionali di carattere collettivo, le attività amministrative, finanziarie, assicurative e di rappresentanza di interesse generale, quando presentano un elevato concorso di pubblico. Tale ultimo requisito si intende presente quando almeno la metà delle attività insediate (misurate in Su sul totale della Su prevista) sono caratterizzate da un rapporto organico e continuativo con il pubblico. Sono compresi gli spazi di supporto e di servizio, le mense, i locali accessori e di archivio, gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.
C.4) UFFICI E DIREZIONALITA’ A BASSO CONCORSO DI PUBBLICO
Comprendono gli usi di cui alla precedente destinazione quando meno della metà delle attività insediate (misurate in Su sul totale della Su prevista) sono caratterizzate da un rapporto organico e continuativo con il pubblico. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.
C.5) SERVIZI PER L’INDUSTRIA, LA RICERCA, IL TERZIARIO SPECIALIZZATO
Comprendono le sedi per ricerca, gli uffici per l’import-export, per la gestione industriale, il marketing, il leasing, il factoring, ivi compresi i processi produttivi complementari, ed in genere il terziario avanzato e specializzato operante nell’area della produzione di servizi reali alle imprese. Sono compresi gli spazi di supporto e di servizio, bar e mense, i locali accessori e di archivio, gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.

CATEGORIA D) USO RICETTIVO - CULTURALE
D.1) ATTIVITA’ RICETTIVE DI TIPO ALBERGHIERO ED EXTRA- ALBERGHIERO
Comprendono alberghi, pensioni, locande, residence, con riferimento sia agli spazi adibiti alla ricezione, sia agli spazi di servizio, quali cucine, lavanderie, spazi tecnici, rimesse, sia agli spazi di soggiorno e ristoro, quali ristoranti, bar, sale congressi, sale riunioni....
D.2) ABITAZIONI COLLETTIVE: COLLEGI, CONVITTI, CONVENTI
Comprendono collegi, convitti, conventi, case di riposo, case per studenti, sedi carcerarie, case famiglia, centri di sostegno alle persone svantaggiate. Sono compresi gli spazi di supporto e di servizio, bar e mense, i locali accessori e di archivio, gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.
D.3) LOCALI PER LO SPETTACOLO E LO SVAGO
Cinema, multisale, teatri, centri congressuali, locali da ballo, sale di ritrovo, palestre. Comprendono, oltre gli spazi destinati al pubblico, gli spazi per attività complementari, di servizio e di supporto, gli uffici, gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.
D.4) ATTREZZATURE CULTURALI
Sedi per mostre ed esposizioni, centri culturali, sedi di associazioni culturali, ricreative e per il tempo libero, musei, biblioteche, sale riunione, servizi sociali pubblici e privati. Comprendono gli spazi per attività complementari, di servizio e di supporto, gli uffici, gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.
D.5) FIERE E MOSTRE
Comprendono le attività di tipo fieristico-espositivo, mostre ed attività analoghe, congressuale, di spettacolo, con riferimento sia agli spazi per il pubblico sia agli spazi di servizio e supporto, uffici, agenzie ed altri usi complementari. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.

CATEGORIA E) USO SOCIO-SANITARIO
E.1) ATTREZZATURE SOCIO-SANITARIE
Le attrezzature socio-sanitarie comprendono ospedali, cliniche, [2] servizi per gli anziani, per i portatori di handicap, day-hospital, laboratori per analisi cliniche, centri di riabilitazione, centri sanitari specializzati per persone o animali.[3] Le attrezzature comprendono gli spazi per le funzioni complementari, gli spazi di servizio, di supporto, le sale riunione, le sedi di rappresentanza, sindacali e associative, bar, ristoranti, mense, servizi del personale, gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.

CATEGORIA F) USO ARTIGIANALE
F.1) ARTIGIANATO DI SERVIZIO COMPATIBILE CON I CONTESTI RESIDENZIALI
Comprende l’artigianato di servizio alla residenza e alle attività urbane e tutte le attività di tipo artigianale che non sviluppino lavorazioni di tipo produttivo comportanti esigenze depurative specifiche, sia per i reflui che per le emissioni nell’atmosfera o per l’inquinamento sonoro, Sono compresi gli spazi destinati ad attività artigianali vere e proprie, gli spazi di servizio, di supporto, di magazzino, e gli spazi tecnici.
E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.
F.2) ARTIGIANATO PRODUTTIVO COMPATIBILE E INCOMPATIBILE CON I CONTESTI RESIDENZIALI
Comprende l'artigianato produttivo che comporta lavorazioni con esigenze depurative specifiche sia per i reflui che per le emissioni nell’atmosfera o per l'inquinamento sonoro. Sono compresi gli spazi produttivi veri e propri, uffici, magazzini, spazi espositivi, spazi di servizio e supporto, mense e spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.

CATEGORIA G) IMPIANTI E INFRASTRUTTURE
G.1) PARCO URBANO E TERRITORIALE
Aree verdi con funzione prevalente di protezione naturalistica a servizio del sistema urbano e territoriale. Le aree incluse nel parco urbano possono essere di proprietà pubblica e/o privata.
G.2) IMPIANTI TECNICI DI SCALA URBANA
Insediamenti ed impianti relativi alle reti tecnologiche ed ai servizi tecnologici urbani e gli impianti produttivi, quali le centrali e sottocentrali tecnologiche, gli impianti di adduzione, distribuzione e smaltimento, gli impianti per la regolazione delle acque, gli impianti per il trattamento dei rifiuti e simili. Sono compresi gli spazi di servizio, di supporto, i locali accessori e gli spazi tecnici. E' ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.
G.3) ATTREZZATURE FUNZIONALI E SERVIZI TECNICI URBANI
Le attrezzature funzionali comprendono: stazioni ferroviarie e per l’autotrasporto, sedi delle aziende di trasporto pubblico, centri intermodali. Le attrezzature comprendono anche gli spazi complementari e di servizio, come depositi, rimesse, officine, spazi per il pubblico, spazi commerciali, bar e ristoranti, mense, sedi sindacali e spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi per il personale di custodia.
G.4) PARCHEGGI ATTREZZATI DI USO PUBBLICO
Garage ed autorimesse entro e fuori terra, spazi per usi complementari ed accessori con rampe, corsie, spazi di servizio e di supporto e spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di officine, lavaggi auto, piccole attività commerciali, bar, piccoli uffici, fino ad una quota corrispondente al 20% della Su destinata alle autorimesse.
G.5) CIMITERI
Attrezzature ed impianti di carattere cimiteriale, per la tumulazione ed il culto dei defunti. Sono anche comprese le attrezzature religiose, gli spazi tecnici e funzionali ed i servizi per il pubblico.
G.6) DISTRIBUTORI DI CARBURANTE
Attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.
USI ASSIMILABILI PER ANALOGIA.
Ove si presenti la necessità di costruire edifici od organizzare insediamenti con presenza di usi non specificatamente previsti nelle destinazioni sopra elencate, si procede per analogia, assimilando tali usi a quelli previsti dal presente articolo, aventi analoghi effetti sul territorio, sulla domanda di servizi, sulle infrastrutture e sulla circolazione ed, in particolare, sui parcheggi.
PARCHEGGI PERTINENZIALI.
I parcheggi pertinenziali sono aree o costruzioni, o porzioni di esse, adibite allo stazionamento di veicoli, al servizio esclusivo di un determinato insediamento.
Nei parcheggi pertinenziali, le dimensioni lineari del singolo posto auto, al netto degli spazi di manovra, non devono essere inferiori a mt 2,5 x 5,0.
Ai fini del rispetto della Legge 24 marzo 1989, n. 122, la superficie convenzionale di un “posto auto”, comprensiva dei relativi spazi di disimpegno, si considera pari a mq 25.
I parcheggi pertinenziali devono essere di uso comune. Pertanto devono essere collocati ad una distanza non maggiore di 300 mt e organizzati in modo da essere accessibili liberamente e gratuitamente dal pubblico; possono trovarsi all’interno di aree recintate e in tal caso ne dovrà essere sempre garantita l’accessibilità nelle ore e nei giorni in cui l’attività di cui sono pertinenza è aperta al pubblico.
FORMAZIONE PROFESSIONALE CORRELATA ALL’ATTIVITÀ CHE SI EFFETTUA NELL’IMMOBILE.
In tutti i fabbricati, a qualsiasi uso destinati, è ammesso, e non costituisce mutamento della destinazione d’uso, l’utilizzo di una quota non superiore al 20% della superficie di calpestio di ogni singola unità immobiliare per lo svolgimento di attività di formazione professionale nei casi in cui la formazione suddetta sia correlata all’attività che si effettua nel medesimo immobile. [4]

Note

  1. Con Determinazione del Direttore Generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza Edilizia dell’Assessorato agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna del 05/12/2003 n°779/DG è stata cassata la parte finale del comma che recitava: <<indicate nel doc. 4 allegato alla Deliberazione di C.C. n° 20 del 29.04.2003, recepito integralmente nel P.U.C. quale allegato d) delle presenti Norme di Attuazione.>> in quanto è stata ritenuta non coerente con il quadro normativo sovraordinato in quanto in contrasto con le direttive regionali sul commercio. In relazione a tale aspetto valgono pertanto le direttive regionali di cui alla Delibera di Giunta Regionale RAS 55/108 del 29/12/2000.
  2. La parola “ambulatori” è stata cassata a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.
  3. Le parole “per persone o animali” sono state inserite a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.
  4. L’intero ultimo comma “FORMAZIONE PROFESSIONALE CORRELATA ALL’ATTIVITÀ CHE SI EFFETTUA NELL’IMMOBILE” è stato inserito a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.

INDICE


ART. 11 DESTINAZIONE DEGLI IMMOBILI NELLE ZONE RESIDENZIALI (ZONE OMOGENEE A, B, C)

Con riferimento alle definizioni di cui all’articolo precedente, costituiscono destinazioni tipiche per le zone A, B, C tutte quelle attinenti la funzione residenziale, le attività commerciali, le funzioni terziarie e di servizio, le funzioni produttive, con esclusione dell'industria di qualsiasi tipo, delle attività moleste ed inquinanti o che siano classificate insalubri di 1° classe ai sensi del Testo Unico leggi in materia Sanitaria di cui al R.D. n.1265/1934 e successive modifiche ed integrazioni e delle seguenti attività specifiche:

- carceri;
- stalle, scuderie, ricoveri per animali;
- depositi all'aperto.


INDICE


ART. 12 RAPPORTI TRA SPAZI DESTINATI AD ATTIVITA' NON RESIDENZIALI E SPAZI DI USO PUBBLICO

Con la sola esclusione delle zone A, in tutte le altre zone omogenee per le nuove costruzioni, ricostruzioni ed ampliamenti, e nel caso di modifica di destinazione d’uso, per le utilizzazioni direzionali, commerciali, sanitarie, ricettive, di spettacolo dovrà essere assicurata, in aggiunta alla misura minima prescritta dall'art 41 sexies della L. 1150/1942, fatto salvo quanto diversamente stabilito nelle norme generali delle diverse sottozone, la disponibilità di superfici, escluse le sedi viarie, nella misura di 80 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento; di tali ultime superfici, almeno 50 mq devono essere destinate a parcheggio di uso pubblico e quelle restanti dovranno essere sistemate a verde.
Per edifici od impianti pubblici o di interesse pubblico le superfici da destinare a spazi pubblici o d’uso pubblico possono essere limitate agli spazi da destinare a parcheggio nella misura di 50 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento.
In tutte le zone omogenee all’atto del rilascio dell’autorizzazione a svolgere l’esercizio dell’attività commerciale, dovranno essere anche verificate le disposizioni in materia commerciale. [1]
Nelle costruzioni esistenti, in caso di trasformazione di destinazione d'uso per le utilizzazioni di cui ai commi precedenti, ove il reperimento della superfici prescritte non sia tecnicamente possibile anche in aree limitrofe, ovvero comporti una soluzione tecnica inaccettabile, l'intervento può essere consentito, limitatamente al piano terra, dietro pagamento del corrispettivo monetario nella misura stabilita con deliberazione del Consiglio comunale.

Note

  1. Con Determinazione del Direttore Generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza Edilizia dell’Assessorato agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna del 05/12/2003 n°779/DG, l'ultima parte del comma recitante: <<di cui al doc. 4 allegato alla Deliberazione di C.C. n° 20 del 29.04.2003, recepito integralmente nel P.U.C. quale allegato d) delle presenti Norme di Attuazione.>> è stata ritenuta non coerente con il quadro normativo sovraordinato in quanto in contrasto con le direttive regionali sul commercio. In relazione a tale aspetto valgono pertanto le direttive regionali di cui alla Delibera di Giunta Regionale RAS 55/108 del 29/12/2000

INDICE


ART. 13 DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI

Gli interventi di trasformazione edilizia o urbanistica sono così classificati:

a) manutenzione ordinaria (Art. 3 R.E.);
b) manutenzione straordinaria (Art. 4 R.E.);
c) restauro e risanamento conservativo (Art. 5 R.E.);
d) ristrutturazione edilizia (Art.6 R.E.);
e) ristrutturazione urbanistica (Art. 11 R.E.);
f) nuova costruzione (Art. 8 R.E.);
g) ampliamento (Art. 9 R.E.);
h) demolizione (Art. 10 R.E.);
i) mutamento della destinazione d'uso (Art. 7 R.E.).

Per la definizione degli interventi consentiti nel centro storico, si fa riferimento alle categorie definite dall'art.5 del Piano Quadro.


INDICE


TITOLO II - SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO COMUNALE IN ZONE OMOGENEE


ART. 14 CRITERI PER LA SUDDIVISIONE IN ZONE OMOGENEE

La suddivisione del territorio in zone omogenee è determinata sulla base dalle definizioni di zone omogenee contenute nel Decreto regionale 2266/U del 20.12.1983 e tenendo conto della pianificazione previgente, con riferimento ai differenti campi del consolidamento, della riqualificazione e della trasformazione.
Nella normativa si distinguono i seguenti ambiti:
ZONE CONFERMATE, identificate con le stesse sigle distintive del Piano dei Servizi, nelle quali si confermano le norme previgenti, o si procede a revisioni ed integrazioni delle stesse non incidenti sui parametri urbanistici;
ZONE RIDEFINITE nelle quali, pur confermando la zona generale omogenea di appartenenza del Piano dei Servizi, si ridefiniscono norme diversificate, incidenti anche sui parametri urbanistici, in relazione ai differenti livelli e modalità di riqualificazione.
ZONE DI TRASFORMAZIONE nelle quali le norme definiscono i parametri urbanistici e le linee guida per l'attuazione degli interventi, comprendenti la localizzazione preferenziale dei volumi, la ripartizione in unità di intervento e gli strumenti di attuazione.
Per le zone urbanistiche interessate da precedente pianificazione attuativa, riconfermate dal PUC con la stessa classificazione di zona omogenea, restano in vigore le disposizioni che hanno presieduto alla loro formazione (art.17 L. 1150/42).
Per le nuove costruzioni e per gli interventi sugli edifici esistenti permane l'obbligo a tempo indeterminato di rispettare gli allineamenti e le prescrizioni normative stabilite dal piano.
Sono comunque possibili varianti sostanziali al piano attuativo nel rispetto delle norme vigenti al momento dell'approvazione.
La trasformabilità delle aree, comunque classificate, interessate da fenomeni di inquinamento di qualsiasi tipo, è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e di ripristino ambientale, prescritti dal D.Lgs. 22/1997 e successive modificazioni e integrazioni. In particolare la verifica della presenza di fenomeni di inquinamento deve essere effettuata per le superfici interessate da attività di cava, discariche, trattamento di rifiuti organici e/o inorganici, utilizzo sistematico, trattamento e /o deposito di prodotti chimici o petroliferi.


INDICE


ART. 15 LA ZONA A

Sono classificate zone A le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico, di particolare pregio ambientale o tradizionale, o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante degli agglomerati stessi.
Tali zone sono individuate nella zonizzazione di Piano riportante la perimetrazione di zona e la localizzazione delle aree destinate a servizi.
La normativa urbanistica specifica è contenuta nel Piano Quadro del Centro Storico.


INDICE


ART. 16 LA ZONA “B”

Sono classificate zone omogenee B le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, con utilizzo prevalente residenziale, diverse dalle zone A. Si considerano parzialmente edificate le zone di superficie non superiore a 5.000 mq, ovvero a 10.000 mq nei casi in cui siano presenti le opere di urbanizzazione primaria e gli standard, nelle quali la volumetria degli edifici esistenti non sia inferiore al 30% di quella realizzabile con l’indice di 5 mc/mq.
INTERVENTI CONSENTITI
Nelle zone omogenee B sono in generale consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), d), e), f), g), h), i) dell'art 13, fatte salve le prescrizioni specifiche delle diverse sottozone.
Per gli interventi nelle zone B l’Amministrazione Comunale, per favorire la corretta applicazione delle norme ed il migliore inserimento delle nuove realizzazioni nel tessuto edificato, fornisce le informazioni qualitative e quantitative contenute negli elaborati dell’Analisi Urbana, che rappresentano il riferimento conoscitivo posto alla base delle istruttorie tecniche.
PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA' DI ATTUAZIONE
Nelle zone omogenee B non potranno essere realizzati edifici in concessione diretta con densità fondiaria superiore a 3 mc/mq se non previa predisposizione di Piano Particolareggiato o di Piano di Lottizzazione, salvo che non si tratti di lotti interclusi nei quali possono essere consentiti interventi edilizi eccedenti il predetto limite anche in assenza di Piano attuativo, purché vengano effettuate le prescritte cessioni gratuite di aree al Comune, nella misura di 18 mq ogni 100 mc, che possono essere destinate per intero a parcheggi pubblici ed eventualmente reperite nei piani pilotis, nei seminterrati o nei piani intermedi, assicurandone l'accessibilità e la fruibilità. Tali cessioni vanno reperite per la sola parte eccedente i 3 mc/mq.
Qualora dette cessioni comportino soluzioni non razionali o tecnicamente inaccettabili, esse potranno essere sostituite o da altre aree in zone immediatamente limitrofe, ovvero da un corrispettivo monetario nella misura e secondo i criteri stabiliti, in via generale, con deliberazione del Consiglio Comunale.
Costituisce lotto intercluso una superficie, non superiore ai 3.000 mq, circoscritta da aree edificate o facenti parte di altra zona omogenea, o destinate a viabilità, purché non contigua con altra area inedificata appartenente alla stessa zona omogenea.
Nelle aree di distacco, al di fuori del sedime dei fabbricati sono vietate le costruzioni, ad eccezione delle autorimesse e dei serbatoi completamente interrati, delle cabine elettriche per la trasformazione MT/BT e dei volumi tecnici di cui all’art. 2 lett. I. 5) del Regolamento Edilizio nel rispetto dei distacchi previsti dal codice civile.[1]
All'interno dei cortili, nel rispetto dei distacchi possono essere realizzate protezioni di impianti antincendio strettamente necessari per la sicurezza del fabbricato, parcheggi anche parzialmente interrati, al di fuori del sedime dei fabbricati, purché l’altezza misurata tra la quota delle sistemazioni esterne e l’intradosso della copertura sia inferiore a ml 0,80. In tal caso la parte fuori terra non interviene nel computo delle cubature.
Nelle aree libere o rese libere sono ammesse strutture metalliche meccanizzate completamente aperte con funzione di parcheggio multipiano, anche nelle aree di distacco e nelle aree cortilizie, con vincolo di altezza di mt 7,50; rispetto ai fabbricati le suddette strutture potranno essere in aderenza alle pareti non finestrate per l’edificio la cui area è pertinenza e ad una distanza non inferiore a ml 5,00 per gli altri edifici ed anche dalle pareti finestrate degli edifici di proprietà dei proponenti. Queste strutture non costituiscono misura di volume, né di superficie coperta e potranno essere mascherate con schermature visuali che contribuiscano al decoro urbano.
L’intervento è consentito solo con il consenso unanime del condominio interessato e con quello dei proprietari delle unità immobiliari che si affacciano verso la struttura metallica fino all’altezza della stessa.
ARTICOLAZIONE DELLE ZONE B
Le zone B sono così articolate:

- zone B confermate, nelle quali si mantengono le norme del previgente Piano dei Servizi, come sotto riportate;
- zone B ridefinite, nelle quali si prescrivono norme specifiche in relazione ai differenti gradi di riqualificazione perseguiti dal PUC.

Note

  1. All’articolo 16, alla voce “PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA’ DI ATTUAZIONE”, al quarto capoverso le parole “e delle cabine elettriche per la trasformazione MT/BT.” sono sostituite dalle parole “, delle cabine elettriche per la trasformazione MT/BT e dei volumi tecnici di cui all’art. 2 lett. I. 5) del Regolamento Edilizio nel rispetto dei distacchi previsti dal codice civile.” A seguito di variante adottata con DCC 63/2012, approvata con DCC 17/2013, integrata con DCC 48/2013 e vigente dal 26/09/2013, BURAS n°44.

INDICE


ART. 17 LE ZONE B CONFERMATE: SOTTOZONE B1, B2, B3, B4, B5, B6, B7, B8, B9

Le zone omogenee B confermate sono articolate in sottozone, differenziate con i seguenti simboli, in relazione alle caratteristiche prevalenti ed alle particolari prescrizioni per gli interventi edilizi: B1, B2, B3, B4, B5, B6, B7, B8, B9.
SOTTOZONE B1, B2, B3, B4
Per le nuove costruzioni e ampliamenti devono osservarsi le seguenti prescrizioni:
1. la densità fondiaria non potrà superare i seguenti valori rispettivamente per le singole sottozone:

a) sottozona B1: 5 mc/mq;
b) sottozona B2: 5 mc/mq;
c) sottozona B3: 5 mc/mq;
d) sottozona B4: 3 mc/mq.

2. le costruzioni dovranno sorgere, in generale, a filo stradale. A richiesta del Comune, o su proposta diretta del proprietario, l'edificazione potrà prevedersi attraverso soluzioni svincolate da detto filo stradale, in rapporto a necessità, o opportunità, di soluzioni coordinate con l'edificazione al contorno; in tal caso la soluzione potrà formare oggetto di apposito preventivo progetto planovolumetrico;
3. l’edificazione dovrà, in generale, presentare continuità di prospetti verso strada. L’eventuale soluzione di continuità verso strada, di ampiezza pari ad almeno 2/3 della media delle altezze massime degli edifici e mai inferiore ai mt 10,00, potrà essere assentita previa presentazione di un elaborato che dimostri il coerente inserimento della nuova costruzione fra i fabbricati contermini.
4. gli altri distacchi dai confini del lotto non devono essere inferiori ad 1/3 dell'altezza per ciascun fabbricato, e mai inferiore a ml. 5,00;
5. la distanza tra costruzioni non potrà essere inferiore ai 2/3 della media delle altezze dei fabbricati o corpi di fabbricato interessati e, in ogni caso, non inferiore a ml. 10,00;
6. le aree non edificate e non destinate a parcheggi dovranno essere sistemate e mantenute a giardino;
7. le altezze degli edifici dovranno essere contenute nei seguenti valori massimi:

a) sottozona B1: h = 22 mt
b) sottozona B2: h = 16 mt
c) sottozona B3: h = 13 mt
d) sottozona B4: h = 22 mt

A richiesta del Comune o su proposta diretta del proprietario, se la larghezza stradale lo consente, le altezze massime delle singole sottozone potranno essere superate fino a raggiungere quella massima assoluta della zona B (h = 22 mt) in relazione a necessità o opportunità di soluzioni coordinate con le situazioni esistenti al contorno e compatibilmente con le altre norme specifiche di zona. In tal caso la soluzione dovrà essere inquadrata in apposito preventivo planovolumetrico.
In ogni caso le altezze non potranno superare il valore massimo del rapporto di 1,5 rispetto alle larghezze delle strade sulle quali prospettano i fabbricati.
SOTTOZONE B5
Per le nuove costruzioni e ampliamenti devono osservarsi le seguenti prescrizioni:
1. la densità fondiaria non deve superare i 5 mc/mq;
2. l'area coperta non deve superare il valore di 1/3 dell'area del lotto e deve essere contenuta entro il valore massimo di 360 mq;
3. l'area del lotto non deve essere inferiore ai mq 600; è tuttavia possibile l'edificazione in lotti di dimensioni inferiori che rispecchino le seguenti condizioni: siano lotti interclusi che risultino da frazionamento effettuato in data anteriore al 19/4/1983;
4. lo sviluppo di ciascun fronte degli edifici non può superare i ml 30,00;
5. l'altezza degli edifici non deve superare il valore di ml 17,00, cui deve corrispondere un numero massimo di 5 piani fuori terra, oltre eventuali piani interrato o seminterrato e di sgombero sottotetto. È consentito, oltre l'altezza massima anzidetta, un solo piano abitabile in ritiro, di altezza massima lorda di ml 3,00; il ritiro minimo di tale piano rispetto a tutti i prospetti dell'edificio deve risultare di almeno ml 2,50, fatta eccezione, nel lato dell'eventuale scala a prospetto, per una estensione del fronte non superiore a ml 12,00 comprendente l'ingombro dello stesso vano scala;
6. gli edifici devono distare dall'asse stradale non meno di ml 9,00 e, nello stesso tempo, devono distare da qualsiasi confine del lotto con la strada non meno di ml 5,00. I distacchi dagli altri confini, non su strada, non devono essere inferiori a ml 6,50. La distanza fra edifici non dovrà essere inferiore a ml 10,00;
7. Le aree non edificate e non destinate al parcheggio dovranno essere sistemate e mantenute a giardino;
8. A richiesta del Comune o su proposta diretta del proprietario, l'edificazione potrà realizzarsi a filo strada o con arretramento su detto filo diverso da quelli minimi definiti al punto 6) del presente articolo, per consentire soluzioni coordinate con l'edificazione finitima esistente e nel rispetto delle altre norme di zona; in tal caso la proposta dovrà essere inquadrata in apposito preventivo planovolumetrico;
9. Quando la superficie del lotto o del comparto è di almeno 1.500 mq l’area coperta complessiva potrà superare il limite di 360 mq di cui al precedente punto 2, eventualmente ripartendo la volumetria in due o più distinti edifici, e lo sviluppo di ciascun fronte degli edifici potrà superare i ml 30,00 di cui al precedente punto 4;
10. Nel caso in cui non fosse possibile sfruttare integralmente la potenzialità edificatoria del lotto con l’applicazione dei parametri di cui ai precedenti punti, è consentito derogare dal limite di altezza sino alla misura massima di 22 mt, cui deve corrispondere un numero massimo di 7 piani.
SOTTOZONE B6
Per le nuove costruzioni e ampliamenti devono osservarsi le seguenti prescrizioni:
1. la densità fondiaria non deve superare i 3 mc/mq;
2. l'area coperta non deve superare il valore di 1/4 dell'area del lotto e deve essere contenuta entro il valore massimo di 360 mq;
3. l'area del lotto non deve essere inferiore ai mq 400; è tuttavia possibile l'edificazione in lotti di dimensioni inferiori che rispecchino le seguenti condizioni: siano lotti interclusi che risultino da frazionamento effettuato in data anteriore al 19/4/1983;
4. lo sviluppo di ciascun fronte degli edifici non potrà superare i ml 25,00;
5. l'altezza degli edifici non deve superare il valore massimo di ml 10,50 cui deve corrispondere un numero massimo di 3 piani abitabili oltre l’eventuale piano interrato, o seminterrato, e piano di sgombero sottotetto. È consentito, oltre l'altezza massima anzidetta, un solo piano abitabile in ritiro, di altezza massima di ml 3,00; il ritiro minimo di tale piano rispetto a tutti i prospetti dell'edificio deve risultare di almeno ml 2,50, fatta eccezione, sul lato dell'eventuale vano scala a prospetto, per una estensione del fronte non superiore a ml 14,00[1], comprendente l'ingombro dello stesso vano scala;
6. gli edifici devono distare dall'asse stradale non meno di ml. 8,00 e, nello stesso tempo, devono distare da qualsiasi confine del lotto con la strada non meno di ml 4,00. I distacchi dagli altri confini, non su strada, non devono essere inferiori a ml 6,00; La distanza tra edifici non dovrà essere inferiore a ml 10,00;
7. le aree non edificate e non destinate a parcheggio devono essere sistemate e mantenute a giardino;
8. Quando la superficie del lotto o del comparto è di almeno 1.500 mq l’area coperta complessiva potrà superare il limite di 360 mq di cui al precedente punto 2, eventualmente ripartendo la volumetria in due o più distinti edifici, e lo sviluppo di ciascun fronte degli edifici potrà superare i ml 25,00 di cui al precedente punto 4;
9. Nel caso in cui non fosse possibile sfruttare integralmente la potenzialità edificatoria del lotto con l’applicazione dei parametri di cui ai precedenti punti, è consentito derogare dal limite di altezza sino alla misura massima di 16 mt, cui deve corrispondere un numero massimo di 5 piani.
10. A richiesta del Comune, o su proposta diretta del proprietario, in rapporto a necessità, o opportunità, di soluzioni coordinate con l'edificazione al contorno la soluzione progettuale potrà formare oggetto di apposito preventivo progetto planivolumetrico con arretramento rispetto all’asse stradale diverso da quello minimo definito dal punto 6 del presente articolo;
SOTTOZONE B7
Per le nuove costruzioni e ampliamenti devono osservarsi le seguenti prescrizioni:
1. l'indice di densità fondiaria non deve superare il valore di 1 mc/mq;
2. l'area dei lotti non deve essere inferiore ai mq. 600; è tuttavia possibile l'edificazione in lotti di dimensioni inferiori che rispecchino le seguenti condizioni: siano lotti interclusi che risultino da frazionamento effettuato in data anteriore al 19/4/1983;
3. l'area coperta non deve superare i 360 mq;
4. l'altezza massima degli edifici non deve superare i ml 7,50;
5. le costruzioni devono risultare arretrate rispetto a tutti i confini di almeno ml 5,00. Il distacco minimo fra edifici dovrà essere di ml 10,00;
6. sono altresì consentiti spazi interni aventi carattere di patio sistemato a giardino, definiti da corpi di fabbricato ad un solo piano; questi spazi interni devono avere lati e distanze minime fra pareti prospicienti di dimensioni non inferiori a ml 6,00;
7. le aree non edificate e non destinate a parcheggio devono essere sistemate e mantenute a giardino;
8. Quando la superficie del lotto o del comparto è di almeno 1.500 mq l’area coperta complessiva potrà superare il limite di 360 mq di cui al precedente punto 3, eventualmente ripartendo la volumetria in due o più distinti edifici;
9. Nel caso in cui non fosse possibile sfruttare integralmente la potenzialità edificatoria del lotto con l’applicazione dei parametri di cui ai precedenti punti, è consentito derogare dal limite di altezza sino alla misura massima di 10,50 mt, cui deve corrispondere un numero massimo di 3 piani;
SOTTOZONA B8
Per le nuove costruzioni e ampliamenti devono osservarsi le seguenti prescrizioni:
1. la densità fondiaria massima non potrà superare i 3 mc/mq;
2. le costruzioni devono sorgere a filo stradale, con continuità del fronte. L'altezza degli edifici dovrà essere contenuta nel rapporto 1,5 rispetto alla larghezza stradale e nel massimo di ml 10,50. Nei casi in cui non fosse possibile sfruttare integralmente la potenzialità edificatoria del lotto nel rispetto di detti parametri può essere consentito l’arretramento dell’ultimo piano dell’edificio di 3,00 ml rispetto al filo stradale. In tale evenienza l’altezza dell’edificio dovrà essere inferiore a 1,5 volte la larghezza stradale incrementata della dimensione dell’arretramento, e comunque non superiore a 10,50 ml;
3. può essere consentito un arretramento degli edifici dal filo stradale per una profondità minima di ml.5,00 e per un fronte minimo di ml. 16,00. In tal caso la soluzione di arretramento dovrà risultare regolata attraverso convenzione stipulata fra i proprietari dei lotti interessati e quelli contigui sul fronte stradale. In nessun caso l'arretramento potrà comportare beneficio di altezze;
4. possono essere consentite soluzioni di continuità sul fronte a strada, con distacco minimo fra fabbricati di ml 10,00, risultante da convenzione stipulata fra confinanti ovvero ottenuto a totale carico della proprietà proponente; 5. i fabbricati dovranno risultare distaccati dal confine posteriore di almeno ml 5,00;
6. gli eventuali distacchi dai confini laterali dovranno risultare di almeno ml. 5,00 per pareti non finestrate, di ml 10,00 per pareti finestrate, a meno di convenzione tra i proprietari interessati che garantisca in ogni caso detto distacco di ml 10,00;
7. per quanto riguarda gli ampliamenti di costruzioni esistenti, approvate con distacchi inferiori a quelli delle presenti norme, essi potranno essere consentiti nei limiti delle densità edificatorie previste, con il mantenimento di dette distanze, che non dovranno essere inferiori in ogni caso a ml 3,50;
8. l’indice fondiario può essere incrementato, sino al limite massimo di 5 mc/mq, per consentire la realizzazione del secondo piano fuori terra, di superficie non superiore a quella coperta, limitatamente a quelle situazioni in cui è possibile conseguire l’omogeneità del profilo stradale.
Le cessioni per standard relativamente alla volumetria eccedente i 3 mc/mq potranno essere trasformate in numerario; 9. per quelle situazioni nelle quali l’utilizzazione dei lotti è avvenuta sulla base di norme edilizie che imponevano altezze superiori ai minimi oggi consentiti, per la definizione delle residue potenzialità edificatorie si farà riferimento alla cubatura equivalente computata assumendo l’altezza minima consentita; 10. per incentivare la riqualificazione urbanistica degli isolati è consentito l'incremento dell'indice fondiario fino al valore massimo di 5 mc/mq con l'obbligo tassativo del piano attuativo, esteso quantomeno all’intero isolato. Tali Piani dovranno prevedere le cessioni per standard relativamente alla volumetria eccedente i 3 mc/mq, con esclusione della trasformazione in corrispettivo monetario.
SOTTOZONE B9
Per le nuove costruzioni e ampliamenti devono osservarsi le seguenti prescrizioni:
1. la densità fondiaria non deve superare l'indice di 0,375 mc/mq;
2. la superficie coperta, comprensiva di quella di eventuali costruzioni preesistenti, deve risultare contenuta nella misura di 1/20 dell'area del lotto;
3. l'altezza massima delle costruzioni non potrà superare i ml. 7,50;
4. i distacchi minimi dai confini del lotto dovranno risultare di ml. 8,00;
5. sono altresì consentiti spazi interni aventi il carattere di "patio" sistemato a giardino, definito da corpi di fabbricato ad un solo piano; questi spazi interni devono avere lati e distanze minime fra pareti prospicienti di dimensioni non inferiori a ml. 6,00;
6. gli spazi non edificati e non destinati a parcheggio dovranno essere sistemati e mantenuti a giardino; dovrà essere conservata l'alberatura di alto fusto esistente;
7. per funzioni di rappresentanza istituzionale o di promozione scientifico-culturale di rilevanza urbana, proposte da fondazioni o associazioni pubblico-private, nel rispetto e nella salvaguardia delle preesistenze edilizie e dei giardini, la densità fondiaria può essere elevata fino al valore di 0,7 mc/mq con una superficie coperta massima pari a 1/10 dell'area del lotto.
RICOSTRUZIONI
Nel caso di demolizione anche parziale di un edificio per la successiva ricostruzione è ammesso il recupero integrale della volumetria esistente se l’indice di edificabilità fondiario risulta inferiore o uguale al valore limite di 7 mc/mq. Nel caso in cui il volume esistente superi detto valore limite la ricostruzione è consentita con un indice fondiario pari a[2] 7 mc/mq. Nella ricostruzione dovrà farsi riferimento ai parametri previsti per le sottozone di appartenenza, fatta salva la densità fondiaria determinata come nei commi precedenti e con possibilità di deroga limitatamente all’altezza massima. In tale caso non sono dovute cessioni per standard.
Quando l’intervento preveda la costruzione di cubature in misura superiore a quelle preesistenti demolite, devono essere effettuate cessioni gratuite di aree al Comune nella misura pari a 18 mq ogni 100 mc calcolate sulla quota di cubatura eccedente la densità fondiaria di 3 mc/mq, ovvero sulla quota eccedente quella preesistente assentita ai sensi del punto L) dell’art.2 del Regolamento Edilizio. Dette aree possono essere destinate per intero a parcheggi pubblici ed eventualmente reperite nei piani pilotis, nei seminterrati o nei piani intermedi, assicurandone l’accessibilità e la fruibilità.
Qualora dette cessioni comportino soluzioni non razionali o tecnicamente inaccettabili, esse potranno essere sostituite o da altre aree in zone immediatamente limitrofe, ovvero da un corrispettivo monetario nella misura e secondo i criteri stabiliti, in via generale, con deliberazione del Consiglio Comunale.

Note

  1. Il valore “12,00” è stato corretto con “14,00” a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.
  2. Le parole “non superiore al” è stata sostituita con le parole “pari a” a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006, integrata con DCC 8/2007 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.

INDICE



ART. 18 LE ZONE B RIDEFINITE: SOTTOZONE BN*, B(N)R1, B(N)R2, B(N)R3, AMBITI CLASSIFICATI RB, B-PI1[1].

Le norme per le zone B ridefinite si applicano a particolari situazioni che, pur all’interno della classificazione generale di zone di completamento, richiedono specifiche modalità di intervento in relazione ai differenti livelli di riqualificazione perseguiti dal PUC. In tali ambiti sono confermate le prescrizioni generali regolanti gli interventi nelle sottozone di provenienza.
SOTTOZONA B(n)*
Nelle situazioni in cui non risulti possibile con l’applicazione delle norme ordinarie dare soluzione a evidenti discontinuità tipologiche per il riallineamento planoaltimetrico dei fronti stradali e per soluzioni d'angolo sono consentite deroghe limitatamente ai distacchi dai confini (non dalle pareti finestrate).
Per avvalersi delle suddette deroghe è prescritta la puntuale rappresentazione dello stato di fatto al contorno con particolare riferimento ai profili stradali.
Nel caso in cui la regolarizzazione perseguita non sia ottenibile senza incrementi dell’indice fondiario si procederà alla redazione del planovolumetrico con le modalità delle zone BnR2. Tale incremento non potrà in ogni caso superare il 30% dell’indice ordinario della sottozona.
SOTTOZONA B(n)R1
La sottozona comprende i tessuti insediativi, caratterizzati da forte omogeneità tipo-morfologica, per i quali si rendono necessarie misure conservative e di salvaguardia delle caratteristiche architettoniche e dell’impianto urbano così definite:

- sono sempre consentiti gli interventi sugli immobili esistenti di cui alle lettere a), b) e c) dell’art. 13;
- qualora siano presenti singoli edifici con caratteri tipologici e morfologici contrastanti con quelli prevalenti del tessuto insediativo circostante, di particolare interesse e meritevoli di tutela, in tali edifici gli interventi di ristrutturazione edilizia, nuova costruzione, ampliamento e demolizione, di cui alle lettere d), e), f), g) e h) dell’art. 13 sono consentiti, nel rispetto delle prescrizioni generali della relativa sottozona, per conseguire l’omogeneità tipo-morfologica. Per tali interventi è richiesta la rappresentazione dello stato di fatto, della consistenza e dei caratteri tipologici dell’edificato, nonché la predisposizione del planovolumetrico, estesi alle aree contigue a quella oggetto dell’intervento;
- devono essere privilegiati gli interventi sulle pertinenze esterne volti al miglioramento e/o ripristino delle condizioni originarie, del rapporto tra edifici e spazio pubblico; così come deve essere favorito il ripristino delle caratteristiche architettoniche originarie dei manufatti, con particolare attenzione alle coerenze cromatiche, agli elementi costruttivi e decorativi, quali serramenti, parapetti, coronamenti, etc.;
- nei lotti liberi è consentita l’edificazione delle volumetrie potenzialmente realizzabili nel rispetto delle prescrizioni generali della relativa sottozona, con l’obbligo di adeguarsi ai caratteri tipologici e morfologici del tessuto insediativo circostante, di particolare interesse e meritevole di tutela. Per tali interventi è richiesta la rappresentazione dello stato di fatto, della consistenza e dei caratteri tipologici dell’edificato, nonché la predisposizione del planovolumetrico, estesi alle aree contigue a quella oggetto dell’intervento.

Sono comunque consentiti gli interventi di eliminazione delle superfetazioni, di abbattimento delle barriere architettoniche e di adeguamento degli impianti tecnologici, che dovranno essere realizzati in coerenza ai caratteri architettonici dell’edificio e del contesto urbanistico.
SOTTOZONE B(n)R2
Tale sottozona comprende ambiti caratterizzati dalla compresenza di edifici affatto diversi per tipo, dimensione, epoca di costruzione, suscettività alla modificazione e/o sostituzione. Risulta pertanto indispensabile che gli interventi di trasformazione (lettere d) f), g) e h) dell’art. 13 facciano riferimento alle condizioni contestuali, garantendo la ricomposizione morfologica degli isolati e la permanenza dei caratteri compositivi di pregio dell'edificato, se presenti.
Per tali interventi è richiesta la rappresentazione dello stato di fatto, della consistenza e dei caratteri tipologici dell’edificato, nonché la predisposizione del planovolumetrico, estesi alle aree contigue a quella oggetto dell’intervento.
In assenza di tali strumentazioni, sugli immobili esistenti sono consentiti esclusivamente gli interventi di cui alle lettere a), b) e c) dell'art. 13.
SOTTOZONE B(n)R3
Tale sottozona comprende ambiti caratterizzati dalla compresenza di edifici affatto diversi per tipo, dimensione, epoca di costruzione, suscettività alla modificazione e/o sostituzione, la cui riqualificazione assume particolare rilevanza urbana.
Pertanto tali ambiti sono considerati prioritari per l’applicazione di Piani di Recupero, nonché dei Programmi di riqualificazione urbana (ex art.2, comma 2, L. 179/1992) nonché dei Programmi Pilota previsti a livello comunitario, statale e regionale, finalizzati ad affrontare la problematica dei quartieri dissestati mediante approcci innovativi e integrati, oltreché con le procedure previste per i Piani Particolareggiati della qualità di cui all’art.8.
Il programma di riqualificazione promosso dall’Amministrazione costituisce il quadro di coordinamento e definisce al proprio interno le articolazioni funzionali per la predisposizione dei differenti strumenti di attuazione.
Nelle more della predisposizione dei programmi di riqualificazione gli interventi di cui alle lettere d) f), g) e h) dell’art. 13 possono essere autorizzati previa rappresentazione dello stato di fatto, della consistenza e dei caratteri tipologici dell’edificato, e predisposizione del planivolumetrico, estesi alle aree contigue a quella oggetto dell’intervento.
In assenza di pianificazione attuativa ovvero del planovolumetrico di cui al precedente comma, gli interventi consentiti sugli immobili esistenti sono esclusivamente quelli di cui alle lettere a), b) e c) dell’art. 13 delle NTA.
AMBITI CLASSIFICATI RB
Negli edifici ricadenti in tali ambiti gli interventi devono essere mirati alla conservazione dell’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere, nel rispetto dei suoi elementi tipologici, formali e strutturali.
Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio e l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio. Il progetto dovrà essere sottoposto al preventivo parere della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici.
Si applicano le prescrizioni particolari richiamate nell’art. 67 per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento.
SOTTOZONA B-PI1 – Programma Integrato “Soc. RA.VA srl”[2]
In tale sottozona l’edificazione è disciplinata mediante il Programma Integrato approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 67 del 26.11.2013 e redatto ai sensi della L.R. 16/94.
E’ consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi a carattere residenziale con l’integrazione delle destinazioni direzionali e commerciali e della necessaria dotazione di standard.
L’edificazione dovrà rispettare le seguenti prescrizioni:

Volume edificabile totale max. 11.944 mc

Ripartizione della volumetria edificabile totale:

volume privato VP 10.936 mc di cui
• volumetria per Residenza 8.541 mc
• volumetria per Servizi Generali 2.395 mc
volumetria Pubblica per Asilo nido 1.008 mc

Ripartiti in tre corpi di fabbrica secondo la tabella seguente:

fabbricato “A” Ser. Gen. Piano terra 1.091 mc di cui 1.008 in cessione per asilo nido
fabbricato “A” Ser. Gen. Piano primo 920 mc
fabbricato “A” Residenza Piani 2/3/ 4 2.759 mc
fabbricato “A” Vol Totale 4.770 mc
fabbricato “B” Ser. Gen. Piano terra 1.391 mc
fabbricato “B” Residenza Piani alti 3.633 mc
fabbricato “B” Vol Totale 5.024 mc
fabbricato “C” Vol Resid. Totale 2.149 mc
totale 9.794 mc

Ripartizione delle superfici:

superficie totale SC 4.094 mq di cui:
• Superficie fondiaria 2.712 mq
• standard in cessione 1.382 mq
standard non reperiti 1.030 mq

La quota di standard non reperiti nell’area verrà compensata con un corrispettivo monetario secondo le modalità previste al successivo art.19.
Nei complessi edilizi realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro, di ristrutturazione edilizia e di demolizione. Sono ammesse la ricostruzione e la modifica delle destinazioni d’uso nel rispetto della volumetria massima totale prevista per la residenza, con esclusione degli aumenti di volume e della superficie lorda di pavimento e nel rispetto dei limiti di variabilità delle destinazioni sopraindicati.

Note

  1. Sottozona “B-PI1” inserita con variante adottata con DCC 87/2012, approvata con DCC 67/2013 e vigente dal 06/02/2014, BURAS n°7
  2. Ultimo Comma “SOTTOZONA B-PI1 – Programma Integrato Soc. RA.VA. srl” inserita con variante adottata con DCC 87/2012, approvata con DCC 67/2013 e vigente dal 06/02/2014, BURAS n°7.

INDICE


ART. 19 LA SOTTOZONA BS3*: AREE PER STANDARD CON POSSIBILITÀ DI RICLASSIFICAZIONE

Tali sottozone, rappresentate in cartografia con rigatura sovrapposta alla classificazione di zona standard, identificano le aree da destinarsi a servizi standard per le zone B, già in precedenza classificate tali, di superficie fino a 10.000 mq, tuttora non acquisite al patrimonio pubblico, localizzate in aree suscettibili di una trasformazione urbanistica tale da determinare una continuità ed omogeneità tipologica dell’edificato con le zone B adiacenti.
La classificazione urbanistica a standard diventa definitiva a seguito dell’esercizio, da parte dell'Amministrazione Comunale, del diritto/facoltà di esproprio secondo le modalità di legge.
Fino al verificarsi di tale condizione, e comunque decorsi cinque anni dalla data di approvazione del PUC, tali aree sono ridefinite come aree con utilizzo misto pubblico - privato, essendo una quota determinata di esse resa disponibile per l’edificazione privata.
Agli effetti della classificazione urbanistica sono pertanto aree di intervento coordinato pubblico - privato, così articolate:

- zona B 60% della superficie totale;
- zona S 40% della superficie totale.

Nel caso di iniziativa privata - che può essere promossa a partire dalla piena vigenza del PUC - è richiesta la presentazione del progetto preliminare al fine dell’ottenimento del Parere Preventivo (art.15 R.E.); in tale parere vengono definiti i parametri urbanistici e le modalità dell’intervento, anche in relazione all’effettivo conseguimento della dotazione di standard previsti dal Piano.
Il progetto segue le seguenti prescrizioni:

- lo studio dell’[1]intervento deve essere esteso all’intera sottozona;
- nelle ipotesi in cui nella sottozona BS3* risultino porzioni di aree edificate con volumi assentiti e/o oggetto di sanatoria con iter attivato antecedentemente alla data di approvazione del P.U.C. (BURAS 18.02.2003), qualora da parte dei proponenti venga dimostrata l’impossibilità ad ottenere l’assenso dei proprietari di dette aree per la partecipazione alla proposta del Piano Attuativo, potrà essere loro concessa dal Consiglio Comunale, anche in sede di Parere Preventivo (art.15 R.E.), l’autorizzazione a predisporre lo studio necessariamente esteso all’intera sottozona BS3* incluso il comparto delle aree già edificate con la previsione dell’attuazione per stralci, ciascuno dei quali convenzionabile e realizzabile separatamente, con il mantenimento delle volumetrie assentite e/o oggetto di sanatoria sui singoli lotti degli stralci non partecipanti alla proposta di Piano Attuativo. Nelle aree restanti viene confermato l’indice territoriale previsto;[2]
- al privato compete una cubatura determinata dall’indice di zona B, pari a 3 mc/mq, computata con riferimento all’intera superficie di zona BS3*. L’indice fondiario sulla quota parte del privato non può in ogni caso eccedere i 5 mc/mq; la cubatura di pertinenza potrà essere localizzata in aree di espansione residenziale di disponibilità comunale nel rispetto dei parametri urbanistici previsti dal Piano per tali aree. E’ altresì consentito, nei casi di particolare complessità e previo preliminare assenso del Consiglio Comunale, il trasferimento della cubatura in altra area privata, nel rispetto dei parametri urbanistici massimi ammessi dalla Normativa Regionale, facendo ricorso alle procedure previste per i programmi integrati ai sensi della L.16/94. In tali casi la cessione della superficie BS3* deve essere integrale;
- cessione gratuita della superficie destinata a standard, pari al 40% della superficie complessiva della zona BS3*;
- realizzazione e cessione gratuita, anche su più livelli interrati, della quota di standard afferente l’intervento, determinata con le modalità vigenti per gli interventi in zona B, nella misura di 18 mq. ogni 100 mc. per la sola parte di volumetria eccedente i 3 mc./mq. Tali cessioni possono essere destinate per intero a parcheggi pubblici ed eventualmente reperite nei piani pilotis, nei seminterrati o nei piani intermedi, assicurandone l'accessibilità e la fruibilità. Qualora dette cessioni comportino soluzioni non razionali o tecnicamente inaccettabili, esse potranno essere sostituite o da altre aree in zone immediatamente limitrofe, ovvero da un corrispettivo monetario nella misura e secondo i criteri stabiliti, in via generale, con deliberazione del Consiglio Comunale;
- realizzazione degli standard: la superficie di standard necessaria per il fabbisogno delle zone B deve essere complessivamente pari alla superficie totale della sottozona BS3* ed è così costituita: - area con destinazione S3 a livello suolo pari al 40% del lotto BS3*;
- superfici interrate, anche su più livelli, complessivamente pari al 60% dell’intero lotto BS3*, con destinazione S4;
- la superficie S3 è acquisita per cessione gratuita; l’Amministrazione Comunale potrà concordare con il privato proponente la realizzazione e la gestione dei parcheggi interrati e del verde pubblico di superficie; dette opere potranno essere realizzate a scomputo degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e gli eventuali maggiori oneri potranno essere compensati con l’affidamento al privato della gestione dei parcheggi pubblici, definendo la durata della concessione e le tariffe del servizio, sulla base di apposito regolamento concessorio;
- qualora venisse dimostrata la non sostenibilità economica dell’intervento, o altre problematiche incidenti sulla fattibilità dello stesso, le superfici interrate con destinazione S4, pari al 60% dell’intero lotto BS3*, potranno essere sostituite dal proponente l’intervento con altre aree in zone immediatamente limitrofe e comunque di valore non inferiore a quello imputabile alla superficie interrata non ceduta, ovvero con un corrispettivo monetario da versare su apposito fondo a destinazione vincolata per la realizzazione dei parcheggi, nella misura e secondo i criteri stabiliti, in via generale, con deliberazione del Consiglio Comunale. In questo caso, una superficie equivalente con destinazione S4 dovrà essere realizzata dal Comune in aree di proprietà comunale, individuate nell’allegato di Contabilità Urbanistica, ricadenti nello stesso bacino o in quello adiacente. L’ Amministrazione Comunale procederà alla realizzazione dei parcheggi una volta raggiunta una entità di superfici tale da garantire la sostenibilità gestionale dell’intervento.

Note

  1. Le parole “lo studio del” sono state introdotte dalla variante adottata con DCC 8/2009, approvata con DCC 58/2009, integrata con DCC 51/2010 e vigente dal 29/10/2010, BURAS n°32.
  2. Le parole “- nelle ipotesi in cui nella sottozona BS3* …. fino a … viene confermato l’indice territoriale previsto;” sono state introdotte dalla variante adottata con DCC 8/2009, approvata con DCC 58/2009, integrata con DCC 51/2010 e vigente dal 29/10/2010, BURAS n°32.

INDICE



ART. 20 LA ZONA C

Sono classificate zone omogenee C le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti residenziali che risultino inedificate, o nelle quali l’edificazione preesistente non raggiunga i parametri volumetrici minimi richiesti per le zone B.
INTERVENTI CONSENTITI
Nelle zone omogenee C sono in generale consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), d), e), f), g), h), i) dell'art 13, fatte salve le prescrizioni specifiche delle diverse sottozone:
PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA' DI ATTUAZIONE In linea generale nelle zone omogenee C l'indice territoriale non potrà superare 1,5 mc/mq e l'indice fondiario 5 mc/mq., fatte salve le prescrizioni specifiche delle diverse sottozone.
Le volumetrie riferibili alla zona C sono così ripartite: residenza 70% servizi pubblici 10 %, servizi strettamente connessi con la residenza, 20 %.
L'edificazione nelle zone omogenee C è subordinata all'approvazione di un piano attuativo, che dovrà prevedere cessioni gratuite di aree, nella misura di 18 mq ogni 100 mc, fatte salve le prescrizioni specifiche delle diverse sottozone.
I piani attuativi dovranno individuare anche la localizzazione degli impianti e delle attrezzature tecnologiche specifiche a servizio dell'insediamento. I relativi volumi, in quanto volumi tecnici, non sono da computarsi ai fini del calcolo delle volumetrie ammissibili.
In assenza di piano attuativo possono essere consentiti sugli edifici esistenti soltanto gli interventi di cui alle lettere a), b), c), h) dell’art. 13.
Nel caso di lotto intercluso, sono ammessi tutti gli interventi di cui al precedente comma, utilizzando l'indice di edificabilità specifico della sottozona e previa cessione gratuita di aree per standard nella misura di 18 mq ogni 100 mc, in relazione all'intera volumetria da realizzare.
Qualora dette cessioni comportino soluzioni non razionali o tecnicamente inaccettabili, esse potranno essere sostituite da altre aree in zone immediatamente limitrofe.
Costituisce lotto intercluso una superficie, non superiore a 3000 mq, circoscritta da aree edificate o facenti parte di altra zona omogenea, o destinate a viabilità, senza alcuna soluzione di continuità con altre aree edificabili della medesima zona omogenea.
Nelle aree di distacco, al di fuori del sedime dei fabbricati sono vietate le costruzioni, ad eccezione delle autorimesse e dei serbatoi completamente interrati, delle cabine elettriche per la trasformazione MT/BT e dei volumi tecnici di cui all’art. 2 lett. I. 5) del Regolamento Edilizio nel rispetto dei distacchi previsti dal codice civile.[1] All'interno dei cortili, nel rispetto dei distacchi possono essere realizzate protezioni di impianti antincendio strettamente necessari per la sicurezza del fabbricato, parcheggi anche parzialmente interrati, al di fuori del sedime dei fabbricati, purché l’altezza misurata tra la quota delle sistemazioni esterne e l’intradosso della copertura sia inferiore a ml 0,80. In tal caso la parte fuori terra non interviene nel computo delle cubature. ARTICOLAZIONE DELLE ZONE C Il PUC conferma le zone C individuate dal previgente Piano dei Servizi e individua nuove zone di espansione residenziale all’interno degli ambiti di intervento coordinato IC e all'interno delle zone di integrazione GI.
Per le nuove zone IC e GI le modalità di utilizzo sono specificatamente definite all’interno dei Quadri Normativi, con l’indicazione degli indici volumetrici, territoriali e fondiari, la tipologia edilizia di riferimento, le quote di cessione e ogni altro onere relativo.

Note

  1. All’articolo 20, alla voce PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA’ DI ATTUAZIONE, ultimo capoverso, le parole “e delle cabine elettriche per la trasformazione MT/BT.” sono sostituite dalle parole “, delle cabine elettriche per la trasformazione MT/BT e dei volumi tecnici di cui all’art. 2 lett. I. 5) del Regolamento Edilizio nel rispetto dei distacchi previsti dal codice civile.” a seguito di variante adottata con DCC 63/2012, approvata con DCC 17/2013, integrata con DCC 48/2013 e vigente dal 26/09/2013, BURAS n°44.

INDICE


ART. 21 LE ZONE C CONFERMATE: SOTTOZONE C*, C1, C2, C3, C4, C5

La definizione di zona C è mantenuta nelle zone così classificate dal Piano dei Servizi previgente, con la seguente specificazione:

  • C*, le zone C del previgente Piano dei Servizi per le quali all'atto dell'adozione del PUC lo strumento attuativo è perfezionato, anche se non completamente attuato. Si rappresentano in cartografia gli usi normativamente definiti e le relative cessioni. Per tali zone restano in vigore le disposizioni che hanno presieduto alla loro formazione (art. 17 L.1150/1942). Per le nuove costruzioni e per gli interventi sugli edifici esistenti permane l'obbligo a tempo indeterminato di rispettare gli allineamenti e le prescrizioni normative stabilite dal piano attuativo. Sono comunque possibili varianti sostanziali al piano attuativo nella sua globalità nel rispetto delle norme vigenti al momento dell'approvazione.
  • C1, C2, C3, C4, C5 le zone per le quali, all’atto dell'adozione del PUC non risulta perfezionata alcuna lottizzazione convenzionata, e di conseguenza non si sono esplicitamente definiti gli usi territoriali delle diverse zone e le relative cessioni; per tali zone si confermano le prescrizioni urbanistiche previgenti nel Piano dei Servizi.

SOTTOZONE C1, C2, C3, C4, C5
Le zone omogenee C di espansione sono differenziate con i simboli seguenti, che si riferiscono ad altrettante sottozone, a seconda delle particolari prescrizioni edilizie e di densità edificatoria: C1, C2, C3, C4, C5.
I piani di lottizzazione devono interessare superfici continue, estese ad almeno 3 Ha, senza esclusione di alcuna area all'interno del loro perimetro, delimitate in modo da garantire soluzioni coerenti con l’assetto urbanistico dell’ambito territoriale nel quale ricadono. In particolare non potranno essere escluse dal piano di lottizzazione quelle superfici che diventerebbero in tal modo lotti interclusi, o per le quali verrebbe preclusa una compiuta edificabilità.
Può essere ammessa una superficie inferiore ai 3 Ha qualora risulti interamente delimitata da zone di diversa destinazione e/o da strade pubbliche esistenti, o lotti urbanistici già utilizzati.
SOTTOZONE C1, C2
La densità territoriale non dovrà essere superiore rispettivamente a 1,5 mc./mq. per la zona C1 e ad 1,00 mc./mq. per la zona C2.
Le tipologie edilizie da assumere nelle lottizzazioni potranno essere del tipo in linea o isolato, con altezze massime di ml. 24 per le sottozone C1 e di ml. 7,50 per le sottozone C2.
I fabbricati potranno sorgere a filo stradale o in arretramento, con distacco dall'asse stradale pari almeno a metà dell'altezza dell'edificio. I distacchi dai confini del lotto non in fregio a strada dovranno risultare pari almeno alla metà dell'altezza del fabbricato; tale distacco potrà ridursi fino ad 1/3 dell'altezza stessa per corpi di fabbricato di estensione non maggiore di ml 13.
In ogni caso il valore minimo del distacco dai confini non potrà essere inferiore a ml. 5,00.
I distacchi fra i fabbricati non potranno essere minori della semisomma delle loro altezze.
Qualora però uno dei fronti dei due prospetti fra i quali si considera la distanza, sia inferiore o uguale a ml.13,00, questa distanza può essere concessa di valore pari a 1/2 + 1/3 delle rispettive altezze dei due fabbricati. Tale distanza non potrà, in ogni caso, essere inferiore a ml. 10,00.
Sono vietate le costruzioni all'interno dei cortili e nelle aree di distacco dei fabbricati, a qualunque uso destinate, ad eccezione dei locali completamente interrati ad uso autorimessa e serbatoi.
Le aree non edificate e non destinate a parcheggi dovranno essere sistemate e mantenute a giardino.
Devono essere previsti parcheggi privati, anche all'aperto, in ragione di un minimo di 1 mq per ogni 10 mc di costruzione.
SOTTOZONE C3
La densità territoriale non dovrà essere superiore a 1,5 mc/mq La densità fondiaria non dovrà essere superiore a 3 mc/mq.
La tipologia edilizia dovrà rispondere alle seguenti caratteristiche:

  1. area del lotto: non inferiore a mq 600;
  2. area coperta: non superiore a 1/4 dell'area del lotto e non superiore a 360 mq;
  3. sviluppo massimo del fronte degli edifici: ml 25,00;
  4. altezza massima degli edifici: ml 10,50;
  5. numero massimo dei piani: tre piani abitabili oltre eventuale piano interrato o seminterrato, eventuale piano di sgombero sottotetto. È consentito, oltre l'altezza massima anzidetta, un solo piano abitabile in ritiro, di altezza massima lorda di ml 3,00; il ritiro minimo di tale piano rispetto a tutti i prospetti dell'edificio deve risultare di almeno ml 2,50, fatta eccezione, sul lato dell'eventuale vano scala a prospetto, per una estensione del fronte non superiore a ml 12,00, comprendente l'ingombro dello stesso vano scala;
  6. gli edifici devono distare dall'asse stradale non meno di ml 8,00 e, nello stesso tempo, devono distare da qualsiasi confine del lotto con strada non meno di ml 4,00. I distacchi dagli altri confini, non su strada, non devono essere inferiori a ml 6,00; la distanza fra edifici non dovrà essere inferiore a ml 12,00;
  7. sono vietate le costruzioni all'interno dei cortili e nelle aree di distacco dei fabbricati, a qualunque uso destinate, ad eccezione dei locali completamente interrati ad uso autorimessa e serbatoi;
  8. le aree del lotto non edificate e non destinate al parcheggio devono essere sistemate e mantenute a giardino.

SOTTOZONE C4
La densità territoriale non dovrà essere superiore a 0,77 mc./mq. La densità fondiaria non dovrà essere superiore a 1 mc./mq.
La tipologia edilizia dovrà rispondere alle seguenti caratteristiche:

  1. area del lotto: non inferiore a mq 800;
  2. area coperta: non superiore a mq 360;
  3. altezza massima: ml 7,50;
  4. gli edifici devono distare almeno ml 5,00 da ogni confine. La distanza fra edifici non deve essere inferiore a ml 10,00;
  5. sono consentiti spazi interni aventi carattere di "patio" sistemato a giardino, definito da corpi di fabbricato ad un solo piano; questi spazi interni devono avere lati e distanze minime fra pareti prospicienti di dimensioni non superiori a ml 6,00;
  6. sono vietate le costruzioni all'interno dei cortili e nelle aree di distacco dei fabbricati, a qualunque uso destinate, ad eccezione dei locali completamente interrati ad uso autorimessa e serbatoi;
  7. le aree del lotto non edificate e non destinate a parcheggio devono essere sistemate e mantenute a giardino.

SOTTOZONE C5
La densità territoriale non dovrà essere superiore a 0,35 mc/mq. La densità fondiaria non dovrà essere superiore a 0,375 mc/mq.
La tipologia edilizia dovrà rispondere alle seguenti caratteristiche:

  1. superficie coperta: non superiore a 1/20 della area del lotto;
  2. altezza massima: ml 7,50;
  3. distacchi minimi dai confini e fra costruzioni: ml 8,00;
  4. sono consentiti spazi interni aventi il carattere di "patio" sistemato a giardino, definiti da corpi di fabbricato ad un solo piano; questi spazi interni devono avere lati e distanze minime fra pareti prospicienti, di dimensioni non inferiori a ml 6,00;
  5. sono vietate le costruzioni all'interno dei cortili e nelle aree di distacco dei fabbricati, a qualunque uso destinate, ad eccezione dei locali completamente interrati ad uso autorimessa e serbatoi;
  6. gli spazi non edificati e non destinati al parcheggio dovranno essere sistemati e mantenuti a giardino; dovrà essere altresì conservata l'alberatura di alto fusto esistente.


INDICE


ART. 22 LE ZONE C IN AMBITO DI TRASFORMAZIONE: SOTTOZONE IC, ER

In linea generale, fatte salve eventuali differenziazioni derivanti da condizioni locali specificate nei Quadri Normativi, l’utilizzazione delle aree di trasformazione a fini residenziali si attua attraverso il intervento coordinato di cui all'art. 7; nel caso di iniziativa privata dovrà essere predisposta la proposta di intervento da sottoporre a parere preventivo ai sensi dell’art.6.
In assenza di piano attuativo possono essere consentiti sugli edifici esistenti soltanto gli interventi di cui alle lettere a), b), c), h) dell’art. 13.

GLI AMBITI DI INTERVENTO COORDINATO IC
Negli ambiti di intervento coordinato sono localizzate ed integrate funzionalmente tre specifiche destinazioni urbanistiche:

  • la destinazione residenziale (zona C);
  • la destinazione per servizi di interesse generale (zona G);
  • la destinazione di Parco Urbano o connettivo verde tra parti della città (zona GS/IC).

Gli elementi che caratterizzano e definiscono normativamente gli ambiti di intervento coordinato sono i seguenti:

  • la ripartizione percentuale delle superfici attribuite alle diverse destinazioni urbanistiche;
  • la conseguente specializzazione funzionale, ossia la valenza urbanistica prevalente;
  • la percentuale di superficie libera rispetto a quella totale di intervento, ossia l'area non impegnata dalla superficie urbanizzabile della zona C e dalla superficie di zona G, disponibile pertanto per il verde pubblico o privato e per le attrezzature di Parco Urbano.

Nel computo delle volumetrie dovranno essere incluse quelle derivanti da nuova costruzione e dal recupero di eventuali preesistenze, se ritenute coerenti e compatibili con il proposto assetto planovolumetrico dell'area; le preesistenze eccedenti la cubatura massima consentita dovranno essere demolite.
Le prescrizioni di dettaglio definiscono le cessioni obbligatorie per le diverse zone e la percentuale di superficie urbanizzabile per la residenza (fondiario, strade e standard relativi al nuovo intervento), da reperire negli ambiti di localizzazione preferenziale dei volumi individuati nella cartografia in scala 1:2000.
In ogni caso, nelle zone G, per le nuove costruzioni e i mutamenti di destinazione d'uso, con destinazioni commerciale e direzionale, dovrà essere assicurata una dotazione di spazi pubblici o di uso pubblico, escluse le sedi viarie, in misura non inferiore a 80 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, dei quali almeno la metà destinata a parcheggi. Una quota parte di detti spazi, non inferiore a 20 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, dei quali almeno la metà attrezzata a parcheggio, da prevedersi all’esterno dell’area di pertinenza dei fabbricati e fruibile al pubblico in qualunque orario, dovrà essere ceduta gratuitamente all’Amministrazione Comunale.
Sulla base dei predetti elementi si distinguono 7 classi urbanistico-funzionali:
1) ambiti con prevalente valenza ambientale:

ripartizione percentuale delle superfici:
- zona C 35% SC
- zona G 0% SC
- zona GS/IC 65% SC
- superficie libera dall’edificazione 70% SC

2) ambiti con valenza ambientale e di sostegno alla struttura direzionale:

ripartizione percentuale delle superfici:
- zona C 34% SC
- zona G 6% SC
- zona GS/IC 60% SC
- superficie libera dall’edificazione 60% SC

3) ambiti con valenza ambientale e di sostegno residenziale:

ripartizione percentuale delle superfici:
- zona C 47% SC
- zona G 0% SC
- zona GS/IC 53% SC
- superficie libera dall’edificazione 63% SC

4) ambiti di rafforzamento urbano di aree periferiche:

ripartizione percentuale delle superfici:
- zona C 47% SC
- zona G 20% SC
- zona GS/IC 33% SC
- superficie libera dall’edificazione 43% SC

5) ambiti di riassetto residenziale di aree periferiche compromesse:

ripartizione percentuale delle superfici:
- zona C 70% SC
- zona G 30% SC
- zona GS/IC 0% SC
- superficie libera dall’edificazione 0% SC

6) ambiti di espansione residenziale privata e pubblica:

ripartizione percentuale delle superfici:
- zona C 80% SC
- zona G 20% SC
- zona GS/IC 0% SC
- superficie libera dall’edificazione 0% SC

7) ambiti di espansione residenziale con valenza ambientale:

ripartizione percentuale delle superfici:
- zona C 93% SC
- zona G 7% SC
- zona GS/IC 0% SC
- superficie libera dall’edificazione 60% SC

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Per edilizia agevolata è ammesso un incremento dell’indice di edificabilità territoriale, se indicato nei Quadri Normativi, nella misura del 30% della quota di zona C.
Queste volumetrie integrative dovranno essere distribuite, nel rispetto dell’indice massimo di 1,50 mc/mq delle zone C, su superfici da individuare tra quelle che il Quadro Normativo di riferimento indica come “lasciate libere dall’edificazione”.
SOTTOZONA ER Aree parzialmente interessate da edificazione sorta in ambito agricolo in assenza di pianificazione attuativa, per le quali é necessario procedere al risanamento urbanistico. L’edificazione é subordinata alla predisposizione di un Piano di Lottizzazione esteso all’intera zona con i seguenti parametri urbanistici:

  • indice di edificabilità territoriale 0,7 mc/mq;
  • indice fondiario lotti di nuova edificazione 3 mc/mq;
  • altezza massima degli edifici 7,5 mt;
  • cessioni per standard 25 mq/ab.

Nel computo delle volumetrie sono comprese le edificazioni preesistenti.


INDICE


ART. 23 LA ZONA D

Sono classificate zone omogenee D le parti del territorio destinate ad insediamenti per impianti industriali, artigianali, piccole industrie compatibili, commerciali, di conservazione, trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli e/o della pesca.
INTERVENTI CONSENTITI
Nelle zone omogenee D sono in generale consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), d), e), f), g), h), i) dell'art 13 delle presenti NTA, fatte salve le prescrizioni specifiche delle diverse sottozone.
ARTICOLAZIONE DELLE ZONE D
Le zone D sono così articolate:

  • zone D confermate, nelle quali si mantengono le norme del previgente Piano dei Servizi;
  • zone DG: zone D integrate con servizi generali G;[1]
  • zone DR in ristrutturazione urbanistica;
  • zone D* in ambito di riclassificazione.

Note

  1. Le “- zone DG: zone D integrate con servizi generali G”; sono state introdotte a seguito di variante adottata con DCC 49/2013; approvata con DCC 6/2014 e vigente dal 11/12/2014, BURAS n°58.

INDICE


ART. 24 LE ZONE D CONFERMATE: AGGLOMERATO DI MACCHIAREDDU, EX SOTTOZONA D1

Zone previste dai precedenti strumenti urbanistici comunali confermate dal PUC (agglomerato di Macchiareddu compreso nel piano A.S.I. ed ex zone D1).
AGGLOMERATO DI MACCHIAREDDU COMPRESO NEL PIANO A.S.I.
In questo agglomerato sono consentiti gli interventi specificamente previsti dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Territoriale dell’Area di Sviluppo Industriale di Cagliari, secondo le destinazioni d’uso e le modalità ivi prescritte riportate nell'allegato A.
Le zone che il Piano A.S.I destina ad attrezzature consortili e verde attrezzato contrassegnate nella cartografia allegata alla Deliberazione C.C. n. 136 del 06.06.1995 con un asterisco (*) e precisamente quella di Sa Illetta, quella dei Vecchi Bagni Carboni e quella antistante il tratto finale del canale realizzato in attuazione del Piano di Risanamento della Laguna di S.Gilla, sono riclassificate HG, H, RB, GH secondo le indicazioni cartografiche e le specificazioni del Quadro Normativo N. 7. Sono comunque consentiti gli interventi definiti nei Programmi speciali di Salvaguardia (Life Natura) e di Valorizzazione (Pia -Gilia 6 Sud).
EX SOTTOZONA D1
USI PREVISTI E COMPATIBILI
Con riferimento alle definizioni di cui all'art.10, costituiscono destinazioni tipiche per le zone D confermate tutte quelle attinenti le attività di produzione di beni e di servizi, con particolare riferimento all'artigianato ed al commercio.
In particolare sono consentiti:

  • artigianato di servizio compatibile con i contesti residenziali (cat. F1);
  • artigianato produttivo compatibile e incompatibile con i contesti residenziali (cat. F2);
  • attività commerciali al dettaglio (cat. B1);
  • attività commerciali all’ingrosso (cat. B2);
  • centri commerciali integrati (cat. B3);
  • pubblici esercizi (cat. B4);
  • servizi per l’industria, la ricerca, il terziario specializzato (cat. C5);
  • attrezzature funzionali e servizi tecnici urbani (cat. G3);
  • parcheggi attrezzati di uso pubblico e privati (cat. G4);
  • distributori di carburante (cat. G6). [1]

PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA' DI ATTUAZIONE
L'edificazione è subordinata all'approvazione di un piano attuativo nel quale dovranno essere individuate:

  • aree in cessione gratuita da destinare a spazi pubblici (attività collettive, verde pubblico e parcheggi, escluse le superfici per la viabilità) nella misura minima del 10% della Superficie di intervento;
  • aree destinate ad accogliere gli impianti e le attrezzature tecnologiche specifiche a servizio dell'insediamento.

I piani di lottizzazione convenzionata dovranno interessare per intero la superficie delimitata da zone di diversa destinazione e/o da strade pubbliche esistenti, ovvero una superficie non inferiore a 3 Ha.
In assenza di piano attuativo sugli immobili esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), d), g), h), i) dell'art 13, nel rispetto dei parametri urbanistici e edilizi.
L'attività edilizia è regolata dalle seguenti prescrizioni:

  1. il rapporto massimo fra superficie coperta e superficie del lotto non dovrà superare il valore di 0,40;
  2. l'indice di utilizzazione, rappresentato dal rapporto fra l'area di calpestio lordo, costruito anche su diversi piani, e l'area del lotto, non dovrà superare il valore di 0,60. Ai fini del computo dei suddetti indici di utilizzazione non vengono considerate le superfici dei locali per volumi tecnici ed autorimesse, interrati per almeno 2/3 della loro altezza, contenuti nella quantità necessaria per sopperire a disposizione di legge e di regolamento purché venga rispettato comunque il rapporto di cui al precedente punto 1);
  3. i fabbricati, ad eccezione delle cabine elettriche a servizio degli stessi, dovranno distare dai confini del lotto verso le strade, che vengono utilizzate per l'accesso carrabile, almeno ml. 15,00 e dagli altri confini del lotto almeno ml. 8,00 comprese le strade interne;
  4. per gli edifici a carattere commerciale e direzionale dovranno essere reperiti spazi pubblici o ad uso pubblico nella misura di 80 mq per ogni 100 mq di Superficie lorda di pavimento, di cui almeno 50 mq destinati a parcheggi; in ogni caso dovrà essere assicurato un numero di parcheggi pertinenziali, rapportato alle superfici di vendita complessive previste, conforme ai parametri indicati all’art. 12.
  5. le strade comunali di collegamento urbano e le strade di collegamento extraurbano provinciali e statali non possono essere assunte come supporto viario per l'accesso diretto ai lotti, che dovrà essere ottenuto tramite apposite strade di servizio da inquadrarsi attraverso i predetti piani attuativi;
  6. gli interventi di nuova costruzione possono essere assentiti mediante concessione diretta nel caso in cui l'area interessata sia dotata di adeguata strada pubblica di servizio già esistente, non superi la superficie di un ettaro (1 Ha), sia interclusa tra zone di diversa destinazione e/o lotti già utilizzati da costruzioni esistenti, e/o strade pubbliche esistenti;
  7. sono ammessi ampliamenti e ristrutturazioni di impianti esistenti in relazione con l'attività produttiva in atto;
  8. è vietata la costruzione di abitazioni a meno di quelle strettamente necessarie per il servizio di sorveglianza;

Per programmi di completamento e/o riqualificazione dell’esistente promossi dai privati mediante piano attuativo interessante superfici non inferiori ai 3 Ha, le ordinarie destinazioni previste per le zone D sono integrabili con funzioni direzionali quali uffici pubblici e privati, istituti di credito ed assicurativi, sedi di giornali, radio e tv, sedi bancarie e borsistiche, finanziarie ed assicurative, sedi professionali di rappresentanza, sedi di Enti, istituzioni, associazioni. La trasformazione può riguardare al massimo il 50% delle superfici di calpestio assentibili sulla base dei parametri stabiliti per la zona D e, per le superfici destinate a tali funzioni integrative, l’altezza di interpiano non può essere superiore a ml 3,50.
E’ ammessa la realizzazione di parcheggi interrati; la quota di superficie interrata non può comunque superare la dotazione strettamente necessaria richiesta per i parcheggi e stabilita dalla normativa vigente (10% della volumetria +l’80 % della superficie complessiva). Ove, per le attività commerciali, si rendessero necessarie, in applicazione del Piano Commerciale, superfici ulteriori per parcheggi, tali spazi possono essere reperiti nelle aree libere del lotto.[2]

Note

  1. Le parole “Nell'elenco sono riportate le destinazioni tipiche della zona: … fino a …. - distributori di carburante.” sono state sostituite con le parole “In particolare sono consentiti: … fino a … - distributori di carburanti (cat.G6)” a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6
  2. L’intero ultimo comma “È ammessa la realizzazione di parcheggi interrati: … fino a …. tali spazi potranno essere reperiti nelle aree libere del lotto.” è stato inserito a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.

INDICE


ART. 24 BIS LE ZONE DG: ZONE D INTEGRATE CON SERVIZI GENERALI G[1]

Trattasi di aree quasi totalmente edificate con destinazioni d’uso artigianali e commerciali tipici delle zone D, localizzate in un contesto urbano, contiguo al tessuto insediativo residenziale, nel quale è forte la domanda per usi tipici delle zone G per servizi generali. In queste aree possono coesistere attività artigianali di servizio compatibili con i contesti residenziali, attività commerciali e determinate attività tipiche dei servizi generali.
USI PREVISTI E COMPATIBILI
Con riferimento alle definizioni di cui all’art.10, costituiscono destinazioni ammissibili per la sottozona tutte quelle relative ad attività produttive compatibili con il contesto residenziale , in particolare quelle attinenti le attività di produzione di beni e di servizi, quelle artigianali compatibili con i contesti residenziali, quelle commerciali e quelle tipiche dei servizi generali come di seguito indicato.
In particolare sono consentiti:

  • attività commerciali al dettaglio (cat. B1);
  • attività commerciali all’ingrosso (cat. B2);
  • centri commerciali integrati (cat. B3);
  • pubblici esercizi (cat. B4);
  • uffici e direzionalità a basso concorso di pubblico (cat. C4);
  • servizi per l’industria, la ricerca, il terziario specializzato (cat. C5);
  • locali per lo spettacolo e lo svago (cat. D3);
  • fiere e mostre (cat. D5);
  • attrezzature socio sanitarie (cat. E1);
  • artigianato di servizio compatibile con i contesti residenziali (cat. F1);
  • attrezzature funzionali e servizi tecnici urbani (cat. G3);
  • parcheggi attrezzati di uso pubblico e privati (cat. G4);
  • distributori di carburante (cat. G6).

PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA’ DI ATTUAZIONE
Sugli immobili esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), d), g), f) h), i) dell’art. 13, nel rispetto dei parametri urbanistici e edilizi sotto indicati.
Nel caso di interventi di ristrutturazione urbanistica o di interventi di nuova edificazione su aree rese libere a seguito di interventi di demolizione, aventi un’estensione maggiore o uguale a un ettaro (1 Ha), la trasformazione è subordinata all’approvazione di un piano attuativo, nel rispetto dei parametri urbanistici ed edilizi sotto indicati, nel quale dovranno inoltre essere individuate:

  • aree in cessione gratuita da destinare a spazi pubblici (attività collettive, verde pubblico e parcheggi, escluse le superfici per la viabilità) nella misura minima del 10% della Superficie di intervento;
  • aree destinate ad accogliere gli impianti e le attrezzature tecnologiche specifiche a servizio dell’insediamento.

L’attività edilizia è regolata dalle seguenti prescrizioni:

  1. il rapporto massimo fra superficie coperta e superficie del lotto non dovrà superare il valore di 0,40;
  2. l’indice di utilizzazione, rappresentato dal rapporto fra l’area di calpestio lordo, costruito anche su diversi piani, e l’area del lotto, non dovrà superare il valore di 0,60. Ai fini del computo dei suddetti indici di utilizzazione non vengono considerate le superfici dei locali per volumi tecnici ed autorimesse, interrati per almeno 2/3 della loro altezza;
  3. l’indice di edificabilità territoriale massimo è pari a 3 mc/mq;
  4. i fabbricati, ad eccezione delle cabine elettriche a servizio degli stessi, dovranno distare dai confini del lotto verso le strade, che vengono utilizzate per l’accesso carrabile, almeno ml. 15,00 e dagli altri confini del lotto almeno ml. 8,00 comprese le strade interne;
  5. per gli edifici a carattere commerciale, direzionale e per le destinazioni d’uso ammissibili tipiche delle zone G di cui all’art. 12 dovranno essere reperiti spazi pubblici o ad uso pubblico nella misura di 80 mq per ogni 100 mq di Superficie lorda di pavimento, di cui almeno 50 mq destinati a parcheggi; in ogni caso dovrà essere assicurato un numero di parcheggi pertinenziali, rapportato alle superfici di vendita complessive previste, conforme ai parametri indicati all’art. 12.
  6. gli interventi di nuova costruzione e di demolizione degli edifici esistenti e successiva ricostruzione anche con differente sagoma, possono essere assentiti mediante concessione diretta nel caso in cui l’area interessata sia dotata di adeguata strada pubblica di servizio già esistente, la sua superficie sia inferiore ad un ettaro (1 Ha), sia interclusa tra zone di diversa destinazione e/o lotti già utilizzati da costruzioni esistenti e/o strade pubbliche esistenti, e sia sufficientemente infrastrutturata;
  7. è vietata la costruzione di abitazioni a meno di quelle strettamente necessarie per il servizio di sorveglianza.

Note

  1. Il nuovo articolo: “ART.24 bis LE ZONE DG: ZONE D INTEGRATE CON SERVIZI GENERALI G” è stato inserito a seguito di variante adottata con DCC 49/2013, approvata con DCC 6/2014 e vigente dal 11/12/2014, BURAS n°58.

INDICE


ART. 25 LA SOTTOZONA DR IN RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA

Sono classificate zone DR quelle porzioni di territorio precedentemente classificate come zone D1 e non ancora adeguatamente infrastrutturate o completate, o aree con preesistenze di tipo artigianale e commerciale da recuperare.
Al fine di definire coerentemente l’impianto urbanistico e gli eventuali interventi di mitigazione dell’impatto ambientale, è prescritta la predisposizione di uno strumento attuativo di iniziativa pubblica o privata nel rispetto delle prescrizioni valide per le zone D.
In assenza di piano attuativo sugli immobili esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), d), h), i) dell’art.13 con le modalità delle zone D.
Gli interventi di nuova costruzione, ricostruzione ed ampliamento possono essere assentiti mediante concessione diretta, nel caso in cui l'area interessata sia dotata di adeguata strada pubblica di servizio già esistente, non superi la superficie di 5000 mq, risulti interclusa tra zone di diversa destinazione e/o lotti già utilizzati da costruzioni esistenti, e/o strade pubbliche esistenti.
Per superfici estese all’intera unità cartografica, ovvero di consistenza non inferiore ad 1 Ha, i proprietari delle aree possono chiedere la riconversione urbanistica integrale a zona G2, da attuarsi, previa approvazione di apposita variante con le modalità previste dall’art. 20 della L.R. 45/89, mediante Piano attuativo finalizzato alla ristrutturazione urbanistica di ambiti industriali compromessi. La perimetrazione non dovrà escludere alcuna area al proprio interno e dovrà essere tale da garantire soluzioni coerenti con l’assetto urbanistico dell’ambito territoriale in cui ricade l'intervento. In particolare non potranno essere escluse quelle superfici che diventerebbero in tal modo lotti interclusi, o per le quali verrebbe preclusa una compiuta edificabilità.


INDICE


ART. 26 LE ZONE D* IN RICLASSIFICAZIONE

Sono classificate zone D* quelle parti del territorio per le quali si promuove la riconversione dalla precedente destinazione D ad altra destinazione.
ARTICOLAZIONE DELLE ZONE D*

  • Sottozone D*/GI, con destinazione residenziale ed integrazione con servizi di interesse generale;
  • Sottozone D*/G, conservative dei volumi esistenti, con destinazione per servizi generali di interesse urbano.

PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA' DI ATTUAZIONE.
L'intervento si attua con Piano di Intervento Coordinato (art. 7) esteso all’intera sottozona individuata nella cartografia di Piano, o con le modalità dei Programmi Integrati (art. 6). Nelle sottozone D*/GI[1] in assenza di tali strumenti sugli immobili esistenti sono consentiti gli interventi di cui all’art. 13,[2] lettere a), b), c), h) ed i)quest’ultima a condizione che siano rispettate le destinazioni previste per la zona G. Nelle sottozone D*/G in assenza degli strumenti di cui al 1° comma sugli immobili esistenti sono consentiti esclusivamente gli interventi di cui alle lettere a), b), c) ed h) dell’art. 13, mantenendo la destinazione originaria. [3]
Per gli interventi di nuova costruzione, ampliamento e mutamenti di destinazione d'uso non sono ammesse le destinazioni d'uso per industria e per artigianato produttivo non compatibili con la residenza.
In tali sottozone, fatte salve le prescrizioni specifiche contenute nei Quadri Normativi, l'edificazione dovrà seguire le seguenti prescrizioni:
SOTTOZONE D*/GI
Lo strumento attuativo dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
- zona C 25%
- zona G 75%
Ripartizione delle superfici:
- zona C 50% SC
- zona G 50% SC
Valori limite edificazione in zona C:
- indice territoriale 1,5 mc/mq
- indice fondiario 5 mc/mq
- altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
- indice territoriale 5 mc/mq
- altezza 16 mt
  • nel caso preesistano nell’area delle volumetrie regolarmente assentite, ai sensi del punto L) dell’art.2 del Regolamento Edilizio, che superano l’indice suddetto di 3,0 mc/mq è consentita la loro conferma sino al limite massimo di 5,0 mc/mq. Le preesistenze eccedenti tale cubatura massima consentita dovranno essere demolite;
  • le cessioni per standard, da reperire integralmente nell’ambito di intervento risultano dall'applicazione del parametro di 25 mq/ab per la quota parte di zona C. Deve essere inoltre ceduta la viabilità necessaria per garantire la corretta accessibilità ed il disimpegno dei corpi di fabbrica;
  • in ogni caso, nelle zone G, per le nuove costruzioni e i mutamenti di destinazione d'uso, con destinazioni commerciale e direzionale, dovrà essere assicurata una dotazione di spazi pubblici o di uso pubblico, escluse le sedi viarie, in misura non inferiore a 80 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, dei quali almeno la metà destinata a parcheggi. Una quota parte di detti spazi, non inferiore a 20 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, dei quali almeno la metà attrezzata a parcheggio, da prevedersi all’esterno dell’area di pertinenza dei fabbricati e fruibile al pubblico in qualunque orario, dovrà essere ceduta gratuitamente all’Amministrazione Comunale.

SOTTOZONE D*/GI1
Lo strumento attuativo dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
- zona C 27,5%
- zona G 72,5%
Ripartizione delle superfici:
- zona C 55% SC
- zona G 45% SC
Valori limite edificazione in zona C:
- indice territoriale 1,5 mc/mq
Valori limite edificazione in zona G:
- indice territoriale 5 mc/mq

SOTTOZONE D*/G Lo strumento attuativo dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:

  • l'intervento dovrà essere volto alla conservazione ed al riutilizzo delle strutture originarie, con eliminazione delle superfetazioni;
  • le destinazioni consentite, soltanto a seguito di piano attuativo, sono quelle classificate G1, G2, GA1, GA2, con esclusione delle funzioni commerciali della grande distribuzione;
  • deve essere ceduta la viabilità per garantire una corretta accessibilità ed il disimpegno dei corpi di fabbrica;
  • il piano attuativo dovrà prevedere per le destinazioni commerciali e direzionali, una dotazione di spazi pubblici, o ad uso pubblico, in misura non inferiore a 80 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, dei quali almeno la metà destinata a parcheggi, realizzati anche su più livelli.

Note

  1. Le parole “Nelle sottozone D*/GI” sono state inserite a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.
  2. La parola “alle” è stata sostituita con le parole “all’art.13” “a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.
  3. Le parole “dell’art.13, mantenendo la destinazione originaria” sono state sostituita dalle parole “ed i) quest’ultima a condizione che siano rispettate le destinazioni previste per la zona G. Nelle sottozone D*/G in assenza degli strumenti di cui al 1° comma sugli immobili esistenti sono consentiti esclusivamente gli interventi di cui alle lettere a), b), c) ed h) dell’art. 13, mantenendo la destinazione originaria”. a seguito di variante adottata con DCC 66/2006, approvata con DCC 124/2006 e vigente dal 23/02/2008, BURAS n°6.

INDICE


ART. 27 LA ZONA G

Sono classificate zone omogenee G le parti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale, quali strutture per l’istruzione secondaria, superiore ed universitaria, i beni culturali, la sanità, lo sport e le attività ricreative, il credito, le comunicazioni, o quali mercati generali, parchi, depuratori, impianti di potabilizzazione, inceneritori e simili.
INTERVENTI CONSENTITI
Nelle zone omogenee G sono in generale consentiti tutti gli interventi previsti all'art. 13, fatte salve le prescrizioni specifiche delle diverse sottozone.
ARTICOLAZIONE DELLE ZONE G
Le zone G sono così articolate:

  • zone G confermate, zone G definite all'interno della città consolidata, zone G già realizzate con concessione diretta o con piano attuativo, zone G in corso d'attuazione o per le quali il Piano attuativo sia stato già approvato al momento dell'adozione del PUC e non ancora convenzionato;
  • zone G nelle aree di trasformazione, zone G comprese negli ambiti di trasformazione per le quali valgono le prescrizioni del successivo art. 29, con le ulteriori indicazioni di dettaglio contenute nei Quadri Normativi.

Note

INDICE


ART. 28 ZONE G CONFERMATE: SOTTOZONE G1, G2, G3, G4, G5I,[1] G6, G7

Per tali sottozone si confermano le norme del previgente Piano dei Servizi.
Per gli ambiti di piano attuativo restano in vigore le disposizioni che hanno presieduto alla loro formazione (art. 17 L.1150/42). Per le nuove costruzioni e per gli interventi sugli edifici esistenti permane l'obbligo a tempo indeterminato di rispettare gli allineamenti e le prescrizioni normative stabilite dal piano attuativo. Sono comunque possibili varianti sostanziali al piano attuativo nella sua globalità, nel rispetto delle norme del PUC.
USI PREVISTI E COMPATIBILI
Sono ammesse le destinazioni a servizi, impianti ed attrezzature di interesse generale: uffici pubblici o di interesse collettivo, edifici per l'istruzione secondaria, superiore o universitaria, musei, parchi urbani, attrezzature sanitarie e per l'assistenza, infrastrutture per i trasporti pubblici, alberghi, impianti tecnologici, mercati generali e attività commerciali in genere, caserme, cimiteri, ecc.
Sono vietati gli edifici per abitazione, a meno di quelli strettamente indispensabili per il personale di sorveglianza.
PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA' DI ATTUAZIONE
L'edificazione nelle zone omogenee G è subordinata all'approvazione di un Piano attuativo.
Il Piano attuativo dovrà individuare la localizzazione degli impianti e delle attrezzature tecnologiche specifiche a servizio dell'insediamento. I relativi volumi, in quanto volumi tecnici, non sono da computarsi ai fini del calcolo delle volumetrie ammissibili.
In assenza di Piano attuativo possono essere consentiti sugli edifici esistenti soltanto gli interventi di cui alle lettere a), b), c), h) dell’art. 13 delle NTA.
Gli interventi di nuova costruzione potranno essere assentiti con concessione diretta nel caso di lotto intercluso subordinatamente all'approvazione preliminare da parte del Consiglio Comunale della destinazione specifica e delle caratteristiche ed indici urbanistici della singola opera, che dovrà risultare correttamente inserita nel contesto urbano e non pregiudizievole per la soluzione urbanistica globale della zona. Costituisce lotto intercluso una superficie non superiore a 10.000 mq, circoscritta da aree edificate o facenti parte di altra zona omogenea, o destinate a viabilità, senza alcuna soluzione di continuità con altre aree edificabili della medesima zona omogenea.
In ogni caso, nelle nuove costruzioni e nei mutamenti di destinazione d'uso, con destinazioni commerciali e direzionali, dovrà essere assicurata una dotazione di spazi pubblici, o ad uso pubblico, in misura non inferiore a 80 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, dei quali almeno la metà destinata a parcheggi, realizzati anche su più livelli. Per le sole attività commerciali dovrà comunque essere assicurato un numero di parcheggi pertinenziali, rapportato alle superfici di vendita complessive previste, conforme ai parametri indicati all’art. 12.
L'edificazione dovrà rispettare le seguenti prescrizioni:
SOTTOZONA G1
Lo strumento attuativo dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:

  • indice di edificabilità fondiaria: 5 mc/mq;
  • in relazione all'edificazione nelle aree confinanti gli edifici potranno sorgere a filo strada o con arretramento da detto filo di almeno ml 5,00, dovranno essere realizzati con distacco dagli altri confini di almeno 1/3 della altezza e non meno di ml 5,00: gli eventuali corpi prospicienti la strada potranno essere realizzati in aderenza ai confini laterali;
  • nel caso di edifici a filo strada la loro altezza non potrà superare il rapporto di 1,5 rispetto alla larghezza stradale;
  • il distacco fra i corpi di fabbrica nel lotto non dovrà risultare inferiore ad 1/3 della somma delle altezze rispettive;
  • le aree del lotto non occupate da costruzioni o attrezzature e non destinate alla viabilità o parcheggio dovranno essere sistemate e mantenute a giardino.

SOTTOZONA G2
Lo strumento attuativo dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:

  • indice di edificabilità fondiaria: 2 mc/mq;
  • rapporto fra area coperta e area del lotto non superiore al valore di 0,50;
  • gli edifici dovranno risultare in arretramento da tutti i confini di almeno ml. 8,00, salvo il rispetto di prescrizioni particolare di legge o di regolamento relative alle singole opere;
  • le aree del lotto non occupate da costruzioni o attrezzature e non destinate alla viabilità o parcheggio dovranno essere sistemate e mantenute a giardino.

SOTTOZONA G3
In tale sottozona è consentita esclusivamente la realizzazione dei complessi edilizi, degli impianti e delle attrezzature a carattere sportivo, ricettivo, ricreativo e sociale, oltre che le necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio, nel rispetto delle volumetrie, delle tipologie e delle destinazioni d’uso previste nel Programma Integrato approvato dal Consiglio Comunale con propria deliberazione n° 125/96 in attuazione della specifica normativa regionale regolante i Programmi Integrati di riqualificazione urbana.
In tale sottozona l’indice territoriale globale derivante dalla localizzazione delle volumetrie previste nel piano approvato dal Consiglio Comunale sull’area complessiva di intervento (lotto A + lotto B) è pari a 0, 764 mc/mq.
Il comparto urbanistico d’intervento è formato da subcomparti A e B individuati nella planimetria allegata approvata dal Consiglio Comunale con la propria deliberazione n. 125/96, nei quali è consentita la realizzazione rispettivamente della volumetria pari a 10.000 mc, con indice fondiario pari a 1,249 mc/mq e della volumetria pari a 20.000 mc, con indice fondiario di 0,64 mc/mq.
Tali subcomparti rappresentano le unità minime di intervento e non sono modificabili, ai fini del loro utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del piano integrato.
Le tipologie edilizie, le altezze massime ed i distacchi dai confini dovranno essere compatibili con i caratteri ambientali e paesistici del compendio del Terramaini.
Sugli impianti, complessi edilizi ed attrezzature realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni e di modifica delle destinazioni d’uso.
SOTTOZONA G4
In tale sottozona l’edificazione è disciplinata mediante il Programma Integrato redatto ai sensi della L.R. 16/94 ed approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n° 88 del 14.09.2000.
E’ consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi a carattere direzionale e delle necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio.
L’edificazione dovrà avvenire nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Volume edificabile totale 31.545 mc
Ripartizione della volumetria edificabile totale:
- volume privato 29.805 mc
- volume direzionale in cessione al Comune 1.740 mc
Ripartizione delle superfici:
- superficie totale SC 10.515 mq
- superficie fondiaria privata 8.075 mq
- superficie fondiaria in cessione 600 mq
- parcheggi pubblici in cessione 325 mq
- viabilità in cessione 1.515 mq
- superficie lorda di pavimento privata 9.250 mq
- superficie lorda di pavimento in cessione 565 mq

L’unità cartografica, individuata nei Quadri normativi, rappresenta l’unità minima d’intervento e non è modificabile, ai fini del suo utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del Piano Integrato.
Nei complessi edilizi realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro, di ristrutturazione edilizia, di demolizione e ricostruzione; sono esclusi gli aumenti di volume e della superficie lorda di pavimento.
SOTTOZONA G5I[2]
In tale sottozona l’edificazione è disciplinata mediante la Variante al precedente Programma Integrato (Del. C.C. N°88/2000) approvata dal Consiglio Comunale con Deliberazione n° 83 del 03.10.2005 e redatta ai sensi della L.R. 16/94.
E’ consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi plurifunzionali a carattere direzionale, ricettivo, commerciale, residenziale e delle necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio.
L’edificazione dovrà avvenire nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

Indice di edificabilità territoriale 4,64 mc/mq
Volume edificabile totale max. 167.374 mc
Ripartizione della volumetria edificabile totale:
- volume privato VP 155.826 mc
- volumetria per Residenza 34.942 mc
- volumetria per Servizi Connessi 9.983 mc
- volumetria per Servizi Generali 110.901 mc
- volume direzionale in cessione al Comune di Cagliari 6.556 mc
- volumetria Pubblica ex zona C 4.992 mc
- volumetria Pubblica totale 11.548 mc
Distribuzione della volumetria edificabile privata:
- residenziale 28,83% di VP
- commerciale dal 10% al 30% di VP
- direzionale dal 40% al 60% di VP
Ripartizione delle superfici:
- superficie totale SC 36.036 mq di cui:
- superficie in Zona C 33.278 mq
- superficie in Zona G 2.758 mq
- standard di zona C 8.985 mq di cui:
- Standard in superficie 4.725 mq
- parcheggi interrati 4.260 mq
Destinazione delle superfici:
- superficie Fondiaria privata 24.882 mq
- superficie Pubblica in cessione 11.154 mq di cui:
- Viabilità in cessione 6.429 mq
- Standard in superficie 4.725 mq
- Sup. lorda di pavimento totale 44.250 mq
- Sup. lorda di pavimento privata 40.721 mq
- Sup. lorda di pavimento in cessione 3.529 mq

L’unità cartografica, individuata nei Quadri normativi, rappresenta l’unità minima d’intervento e non è modificabile, ai fini del suo utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del Piano Integrato.
Nei complessi edilizi realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro, di ristrutturazione edilizia e di demolizione. Sono ammesse la ricostruzione e la modifica delle destinazioni d’uso nel rispetto della volumetria massima totale prevista per la residenza, con esclusione degli aumenti di volume e della superficie lorda di pavimento e nel rispetto dei limiti di variabilità delle destinazioni sopraindicati.
SOTTOZONA G6
Tale sottozona è suddivisa in due comparti:
Comparto 1 – Programma Integrato Edilia
In tale comparto è consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi per studentato e a carattere ricettivo, direzionale e d’uso pubblico, oltre che le necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio, nel rispetto delle volumetrie, delle tipologie e delle destinazioni d’uso previste nel Programma Integrato approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n° 116 del 23.10.2000 in attuazione della legge regionale n° 16/94.
I parametri urbanistici sono i seguenti:

Indice di edificabilità territoriale 4,64 mc/mq
Superficie di intervento 22.350 mq
Volume complessivo 103.634 mc
Ripartizione del volume complessivo:
- volume ad uso privato 81.316 mc
- volume per autosilo 8.400 mc
- volume in cessione al Pubblico 13.918 mc

Il comparto urbanistico rappresenta l’unità minima d’intervento e non è modificabile, ai fini del suo utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del Programma Integrato.
Sugli impianti, complessi edilizi ed attrezzature realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti e di modifica delle destinazioni d’uso.
Comparto 2 – Palazzina SEM I parametri urbanistici sono i seguenti:

Indice di edificabilità territoriale 2,22 mc/mq
Superficie di intervento 1.650 mq
Volume complessivo 3.664 mc
Ripartizione del volume complessivo:
- volume ad uso privato 3.664 mc
- volume in cessione al Pubblico 0 mc

In tale comparto sono consentiti sugli edifici esistenti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, demolizioni e ricostruzioni, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti e di modifica delle destinazioni d’uso.
SOTTOZONA G7
In tale sottozona l’edificazione è disciplinata dal Patto Territoriale d’Area Vasta – Loc. Is Trincas.
In tale comparto é consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi da destinarsi alla residenza alberghiera oltre alle necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio, nel rispetto della volumetria, delle tipologie e delle destinazioni d’uso previste nell’elenco delle iniziative pubbliche e private inserite nei Patti Territoriali ed approvati dal Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica nel settembre 2000.
I parametri urbanistici sono i seguenti:

Superficie d’intervento 5.069 mq
Volume edificabile 15.120 mc
Indice fondiario 2,98 mc/mq

L’unità cartografica rappresenta l’unità minima d’intervento e non è modificabile, ai fini del suo utilizzo urbanistico, da suddivisioni di proprietà intervenute successivamente all’approvazione del Patto Territoriale da parte del Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica.
Sugli impianti, complessi edilizi ed attrezzature realizzati in conformità al Patto Territoriale sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti e di modifica delle destinazioni d’uso.

Note

  1. Sottozona “G5I” inserita a seguito di variante urbanistica adottata con DCC83/2005, approvata con DCC 26/2006 e vigente dal 27/03/2006, BURAS n°9
  2. L’intera norma della sottozona “SOTTOZONA G5I” è stata inserita a seguito di variante urbanistica adottata con DCC83/2005, approvata con DCC 26/2006 e vigente dal 27/03/2006, BURAS n°9.

INDICE


ART. 29 LE ZONE G IN AMBITI DI TRASFORMAZIONE: SOTTOZONE GA1, GA2, GIT, GH, GP1, GS, GS/IC, GI, GI/1[1] ,GI/S, GT, GT*, GTS, GM, GM*, GOM.[2]

Le zone G nelle aree di trasformazione riassorbono al loro interno un complesso di destinazioni molto articolato, che comprende sia le più importanti attrezzature pubbliche e private, sia le grandi zone di parchi urbani e di verde sportivo e attrezzato di scala territoriale.
Nelle aree di trasformazione le zone G sono indicate con due o più lettere al fine di definire con più precisione gli orientamenti del Piano; viene inoltre segnalato con un numero il livello territoriale. In particolare:

  • con il 1° livello si indicano le localizzazioni preferenziali per attrezzature di grande scala e/o di area vasta;
  • con il 2° livello le localizzazioni preferenziali per attrezzature di interesse urbano o di settore urbano.

Tali specificazioni, da intendersi come orientamenti per una razionale organizzazione dell’offerta di servizio, definiscono la caratterizzazione dell’ambito di localizzazione e non del singolo intervento.
PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA' DI ATTUAZIONE L'edificazione nelle zone G in trasformazione è subordinata all'approvazione di un piano attuativo esteso all'intera sottozona o all'unità cartografica individuata nei Quadri Normativi, salvo diversa prescrizione indicata all’interno degli stessi.
Il piano attuativo dovrà individuare la localizzazione degli impianti e delle attrezzature tecnologiche specifiche a servizio dell'insediamento. I relativi volumi, in quanto volumi tecnici, non sono da computarsi ai fini del calcolo delle volumetrie ammissibili.
In assenza di piano attuativo possono essere consentiti sugli edifici esistenti soltanto gli interventi di cui alle lettere a), b), c), h) dell’art. 13.
Gli interventi di nuova costruzione potranno essere assentiti con concessione diretta nel caso di lotto intercluso subordinatamente all'approvazione preliminare da parte del Consiglio Comunale della destinazione specifica e delle caratteristiche ed indici urbanistici della singola opera, che dovrà risultare correttamente inserita nel contesto urbano e non pregiudizievole per la soluzione urbanistica globale della zona. Costituisce lotto intercluso una superficie non superiore a 10.000 mq, circoscritta da aree edificate o facenti parte di altra zona omogenea, o destinate a viabilità, senza alcuna soluzione di continuità con altre aree edificabili della medesima zona omogenea.
In ogni caso, nelle zone G in trasformazione, per le nuove costruzioni e i mutamenti di destinazione d'uso, con destinazioni commerciale e direzionale, dovrà essere assicurata una dotazione di spazi pubblici o di uso pubblico, escluse le sedi viarie, in misura non inferiore a 80 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, dei quali almeno la metà destinata a parcheggi. Una quota parte di detti spazi, non inferiore a 20 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, dei quali almeno la metà attrezzata a parcheggio, da prevedersi all’esterno dell’area di pertinenza dei fabbricati e fruibile al pubblico in qualunque orario, dovrà essere ceduta gratuitamente all’Amministrazione Comunale.
Per le sole attività commerciali dovrà comunque essere assicurato un numero di parcheggi pertinenziali, rapportato alle superfici di vendita complessive previste, conforme ai parametri indicati all’art. 12.
Le modalità di utilizzo e le indicazioni specifiche per le diverse sottozone e per i diversi ambiti sono riportate nei Quadri normativi.
ARTICOLAZIONE DELLE ZONE G IN AMBITI DI TRASFORMAZIONE
Le zone G in ambiti di trasformazione si articolano nelle seguenti sottozone:

SOTTOZONA GA1 - Attrezzature pubblico-private di 1°livello
Identifica gli ambiti di localizzazione preferenziale di specifiche funzioni territoriali, con particolare riferimento alla direzionalità regionale e sovracomunale ed alla promozione e sviluppo delle attività economiche.

  • attrezzature politico-istituzionali: direzionalità amministrativa regionale e sovracomunale; uffici decentrati dello Stato, uffici finanziari, giudiziari e di rappresentanza istituzionale;
  • attrezzature socio-sanitarie: ospedali, cliniche, day hospital, laboratori, centri di riabilitazione, centri sanitari specializzati, etc.;
  • locali per lo spettacolo e attrezzature culturali: cinema, teatri, centri congressuali, discoteche e simili, sedi per mostre ed esposizioni;
  • attrezzature fieristiche: centri culturali, strutture ricreative per il tempo libero, musei, biblioteche;
  • grandi uffici e direzionalità a forte concorso di pubblico e servizi per l’industria e la ricerca: attività direzionali di carattere pubblico, amministrative, finanziarie, assicurative e di rappresentanza di interesse generale, caratterizzate per un rapporto organico e continuativo con il pubblico, terziario avanzato e specializzato nella produzione di servizi reali alle imprese, attrezzature universitarie e per la ricerca, sedi per l’istruzione superiore, scuole di specializzazione;
  • ricettività alberghiera.

SOTTOZONA GA2 - Attrezzature pubblico-private di 2°livello
Identifica gli ambiti di localizzazione preferenziale delle attrezzature direzionali pubblico-private di interesse urbano quali:

  • attrezzature socio-sanitarie: cliniche, ambulatori, servizi per gli anziani, per gli handicappati, day hospital, laboratori, centri di riabilitazione, centri sanitari specializzati, etc.
  • locali per lo spettacolo e attrezzature culturali: cinema, teatri, centri con-gressuali, discoteche e simili, sedi per mostre ed esposizioni, centri cultu-rali, sedi di associazioni, culturali, ricreative per il tempo libero, musei, biblioteche;
  • grandi uffici e direzionalità a forte concorso di pubblico e servizi per l’industria e la ricerca: attività direzionali di carattere pubblico, amministrative, finanziarie, assicurative e di rappresentanza di interesse generale, caratterizzate per un rapporto organico e continuativo con il pubblico, terziario avanzato e specializzato nella produzione di servizi reali alle imprese;
  • attrezzature per l’istruzione superiore: attrezzature universitarie, istituti secondari, scuole di specializzazione, scuole professionali;
  • ricettività alberghiera.

Nelle sottozone GA1 e GA2 sono in generale ammessi pubblici esercizi, ristoranti, mense, sedi associative, sale riunioni, nonché le attività commerciali complementari.
Le attrezzature comprendono tutti gli spazi e le funzioni di servizio o di supporto e gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi di servizio per il personale di custodia.

SOTTOZONA GIT – Parco ambientale integrato
Identifica gli ambiti di prevalente ripristino di valenze ambientali, suscettibili di valorizzazione della risorsa in integrazione con le iniziative di promozione turistica.
La qualifica di parco ambientale è resa esplicita dall’obbligo di ricostituire a verde (nelle forme del rimboschimento o del parco agricolo) almeno il 70% della superficie. Negli interventi di valorizzazione sono ammesse le seguenti destinazioni:

  • destinazioni specifiche: strutture ricettive e centri per il benessere (fitness, beauty-farm, hotel, camping, ostelli della gioventù, residenze collettive, collegi, foresterie, bar, ristoranti ecc.), strutture per lo svago, lo sport ed il tempo libero e relative attrezzature (piste ciclabili, percorsi vita, campi giochi ecc.), e di valorizzazione economica della risorsa ambientale;
  • destinazioni integrative: strutture residenziali anche permanenti in integrazione con le attrezzature di cui al comma precedente, centri di ricerca e di produzione informatica, sportelli per pubblici servizi;
  • destinazioni complementari: pubblici esercizi, servizi di assistenza, attrezzature commerciali specializzate e simili, locali di pubblico spettacolo, museali e culturali.

I parametri urbanistici di riferimento sono quelli indicati nei Quadri Normativi.
Nelle unità cartografiche dove è ammessa la residenza, la ripartizione delle superfici, i rapporti, gli indici, gli standard ed in genere i diversi parametri urbanistici sono definiti nelle norme specifiche dei diversi Quadri Normativi.

SOTTOZONA GH – Parco attrezzato di salvaguardia e bonifica ambientale con riconversione per servizi e attrezzature sportive specialistiche.
Identifica gli ambiti con le medesime caratteristiche e funzioni delle sottozone GIT, con esclusione delle destinazioni integrative residenziali, da sottoporre prioritariamente a pianificazione particolareggiata di valenza ambientale al fine di definire gli ambiti e le misure di salvaguardia, nonché gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza per la presenza di possibili fattori di rischio (discariche, depositi inquinanti, ex cave). E' prescritto lo studio preliminare degli interventi di bonifica e di messa in sicurezza, per definire la trasformabilità delle aree e la loro idoneità ad accogliere le attività previste dalle nuove destinazioni.
La ripartizione delle superfici, i rapporti, gli indici, gli standard ed in genere i diversi parametri urbanistici sono definiti nelle norme specifiche dei diversi Quadri Normativi.

SOTTOZONA GP1 – Parco attrezzato per lo sport di primo livello metropolitano.
Identifica le zone destinate alla realizzazione di impianti di grande dimensione per la pratica sportiva e per lo spettacolo, sia al coperto che all’aperto, a scala regionale-provinciale.
Negli interventi di valorizzazione sono ammesse le seguenti destinazioni:

  • destinazioni specifiche: impianti per la pratica sportiva e per lo spettacolo, sia al coperto che all’aperto; strutture legate allo svago ed al benessere (fitness, beauty-farm); impianti per lo spettacolo, per manifestazioni di grande richiamo;
  • destinazioni integrative: attrezzature di supporto alle attività sportive per la promozione e diffusione della cultura dello sport, quali strutture per la formazione e per la medicina sportiva, centro congressi, uffici direzionali e sedi delle associazioni, foresterie connesse all’attività sportiva;
  • destinazioni complementari: servizi per il turismo, quali hotel, ristoranti, club, pubblici esercizi, servizi di assistenza, attrezzature commerciali specializzate.

I parametri urbanistici di riferimento sono quelli indicati nei Quadri Normativi.

SOTTOZONA GS - Parco Urbano o di settore urbano Identifica le aree verdi con funzione prevalente di protezione naturalistica. L'edificazione in tali sottozone è subordinata alla predisposizione di un piano particolareggiato con valenza ambientale esteso all'intera sottozona. Il Piano deve localizzare le superfici destinate a standard, in aree già acquisite al patrimonio pubblico, secondo la quantificazione riportata nella seguente tabella:

Superfici assoggettate a standard nelle sottozone GS:
AMBITO BACINO SUPERFICE STANDARD S1 S2 S3/S4
Monte Urpinu 5 554.059 116.486 24.918 37.199 54.369
Monte Claro 9 223.736 73.636 2.817 70.819
San Paolo 10 140.699 26.200 6.441 19.759
San Michele 12 40.064 27.183 27.183
San Michele 17 258.505 41.170 36.189 4.981

L'edificazione nelle aree S1, S2, S3, S4, così come individuate dal Piano particolareggiato, è soggetta alla normativa specifica della sottozona (art 34).
Le restanti aree del Parco Urbano, di proprietà pubblica o privata, sono destinate alle funzioni definite per la zona S3.
Al fine di agevolare la predisposizione del piano particolareggiato, i privati aventi titolo, singoli, associati o riuniti in consorzio, possono proporre all’Amministrazione, nel rispetto delle destinazioni d’uso consentite, interventi anche parziali purché di superficie non inferiore a due ettari, o anche inferiori se aree residuali comprese tra viabilità di piano ed aree con destinazione urbanistica diversa. Per la predisposizione di tale piano i privati dovranno riferirsi alle prescrizioni generali della sottozona GS/IC.
In assenza di piano particolareggiato, sugli immobili esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), h), i) dell'art 13, finalizzati all'uso di tali immobili per le nuove funzioni. Sono consentite altresì le opere di sistemazione degli spazi aperti, senza realizzazione di nuovi volumi, in coerenza con le funzioni definite per le zone S3.
Dove previsto nei quadri normativi è consentita la realizzazione di stazioni di rifornimento carburanti e servizi accessori, con i volumi relativi.
SOTTOZONA GS/IC – Aree verdi attrezzate
Identifica le aree verdi con funzione prevalente di protezione ambientale e di realizzazione del parco urbano diffuso.
In tali zone è consentita la realizzazione di attrezzature ed impianti pubblici, o privati di uso pubblico, con carattere sportivo, ricreativo, culturale e sociale e delle infrastrutture di viabilità e di parcheggio.
I piani attuativi degli ambiti di intervento coordinato dovranno individuare le superfici con destinazione GS/IC, secondo le percentuali indicate nei rispettivi quadri normativi, con riferimento alle localizzazioni orientative del Piano per Progetti; dovranno definire le modalità per l'utilizzazione delle attrezzature collettive, e dovranno rispettare i seguenti parametri urbanistici:

  • superfici a verde non inferiori al 70% della superficie GS/IC;
  • superfici coperte non superiori al 15% della superficie GS/IC;
  • superfici di calpestio non superiori al 30% della superficie GS/IC;
  • parcheggi definiti in funzione delle attrezzature collettive.

SOTTOZONA GI – Servizi generali con integrazione residenziale
Identifica gli ambiti di localizzazione di strutture plurifunzionali con presenze residenziali, al fine di assicurare la necessaria integrazione tra le diverse componenti del sistema urbano. Sono pertanto da intendersi come costituite da zone C e da zone G.
In tale sottozona, fatte salve le prescrizioni specifiche contenute nei Quadri Normativi, lo strumento attuativo dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
- zona C ≤25%
- zona G ≥75%
Ripartizione delle superfici:
- zona C 50% SC
- zona G 50% SC
Valori limite edificazione in zona C:
- indice territoriale 1,5 mc/mq
- indice fondiario 5 mc/mq
- altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
- indice territoriale 5 mc/mq
- altezza 16 mt
  • nel caso preesistano nell’area delle volumetrie regolarmente assentite, ai sensi del punto L) dell’art.2 del Regolamento Edilizio, che superano l’indice suddetto di 3,0 mc/mq è consentita la loro conferma sino al limite massimo di 5,0 mc/mq. Le preesistenze eccedenti tale cubatura massima consentita dovranno essere demolite.
  • la quantità di aree standard in cessione è definita nelle norme specifiche dei diversi Quadri Normativi.
  • le cessioni per standard devono essere integralmente reperite nell’ambito di intervento; il 50% di tali cessioni devono essere destinate a verde attrezzato (S3); i parcheggi (S4) potranno essere realizzati anche su più livelli.
  • Nei Quadri Normativi per specifiche unità cartografiche, può essere prescritta la percentuale di superficie da destinare a parco urbano per la quale si applica la norma per le sottozone GS/IC.

SOTTOZONA GI/1 – Programma Integrato “OLIVETO” [3]
In tale sottozona l’edificazione è disciplinata mediante il Programma Integrato approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n° …. del ………. e redatto ai sensi della L.R. 16/94 .
E’ consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi plurifunzionali a carattere direzionale, ricettivo, commerciale, residenziale e delle necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio.
L’edificazione dovrà avvenire nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

Volume edificabile totale max. 75.681 mc
Ripartizione della volumetria edificabile totale:
  • volume privato VP = 74.358 mc di cui
  • volumetria per Residenza = 32.020 mc
  • volumetria per Servizi Generali = 39.692 mc
  • volumetria per Servizi Connessi = 2.646 mc
  • volumetria Pubblica ex zona C = 1.323 mc
Ripartizione delle superfici:
  • superficie totale SC = 17.641 mq di cui
  • Superficie fondiaria in zona GI-1 = 15.259 mq
  • standard di zona C in cessione = 2.382 mq

Nei complessi edilizi realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro, di ristrutturazione edilizia e di demolizione. Sono ammesse la ricostruzione e la modifica delle destinazioni d’uso nel rispetto della volumetria massima totale prevista per la residenza, con esclusione degli aumenti di volume e della superficie lorda di pavimento e nel rispetto dei limiti di variabilità delle destinazioni sopraindicati.

SOTTOZONA GI/S – Servizi generali con integrazione per edilizia sociale
Identifica aree edificate di proprietà comunale o demaniale destinate prevalentemente ad interventi di edilizia sociale pubblica e ad attrezzature generali. Sono pertanto da intendersi come costituite da zone B e G da sottoporre a Piano di Intervento Coordinato.
Negli interventi di trasformazione i limiti di edificabilità fondiaria non devono superare l’indice di 5 mc/mq per la zona B e 5 mc/mq per la zona G.
L’indice territoriale complessivo di comparto non può essere superiore a 3 mc/mq e la cubatura da assegnare alla funzione residenziale non può essere superiore al 70% del totale complessivo.
La ripartizione delle superfici e delle volumetrie, i valori limite di edificazione e le quantità di aree standard in cessione sono definiti nelle norme specifiche dei diversi Quadri Normativi.

SOTTOZONA GT – Aree per attrezzature tecnologiche specializzate
In tali aree sono localizzabili:

  • gli impianti connessi alle reti ed ai servizi tecnologici urbani;
  • le attrezzature funzionali quali: cimiteri, attrezzature portuali, stazioni ferroviarie e per l’autotrasporto, sedi delle aziende di trasporto pubblico, servizi logistici della protezione civile;
  • gli impianti per attività e manifestazione sportive, con particolare riferimento agli sport motoristici, nel rispetto delle distanze dai sistemi di infrastrutturazione e con la predisposizione di opportuni interventi di mitigazione degli impatti ambientali mediante idonei interventi di forestazione urbana; possono essere localizzate aree adeguatamente attrezzate per lo svolgimento degli spettacoli di tipo itinerante.

L'edificazione in tali sottozone è subordinata alla predisposizione di un Piano Particolareggiato nel rispetto dell’indice di edificabilità territoriale di 0,001 mc/mq, salvo diversa prescrizione indicata nei Quadri Normativi.
Gli impianti strettamente connessi alle opere di urbanizzazione primaria, di cui alla circolare n° 4501/U del 31/12/1998 dell’Assessorato Enti Locali Finanze Urbanistica, sono svincolati dal rispetto degli indici volumetrici sopra richiamati.

SOTTOZONA GT* – Aree per attrezzature tecnologiche specializzate
Identifica le aree attualmente impegnate da attrezzature o impianti di servizio per le quali è programmata la modifica di destinazione a seguito di interventi di ristrutturazione urbanistica e, ove necessario di bonifica ambientale.
I Quadri normativi specificano gli orientamenti della trasformazione (GT*/...) e gli interventi consentiti fino alla intervenuta trasformazione.
SOTTOZONA GTS – Aree per attrezzature tecnologiche specializzate
Identifica le aree demaniali/ portuali sulle quali insistono attività sportive, ricreative, di ristoro e simili derivanti da precedenti atti concessori.
Il quadro normativo di riferimento specifica le modalità per il mantenimento, l’integrazione e lo sviluppo di tali attività.
SOTTOZONA GM – Aree per attrezzature militari
Identifica le aree del demanio Militare per le quali vigono le prescrizioni per le opere destinate alla difesa.
Ai sensi delle vigenti disposizioni tale classificazione urbanistica non viene modificata nel presente PUC. Tuttavia, poiché l’intero comparto delle aree, attualmente in disponibilità all’autorità Militare, costituisce una rilevante risorsa territoriale per il rafforzamento della città ambientale e per lo sviluppo del turismo, la pianificazione considera tali zone come aree di trasformazione, rimandandone l'attuazione ad un programma di dismissione predisposto in accordo con gli Enti e le Amministrazioni interessate.

SOTTOZONA GM* – Aree per attrezzature militari con previsione di dismissione
In riferimento al comma precedente, la sigla identifica le aree del demanio Militare per le quali il PUC riconosce motivazioni urbanistiche e, conseguentemente, ragioni d’urgenza per la dismissione e riimmissione negli usi civili e sociali. Per tali ambiti i Quadri Normativi indicano gli orientamenti della trasformazione. Le nuove destinazioni urbanistiche diventeranno vigenti a seguito dell’avvenuta dismissione.

SOTTOZONA GOM – Ex Ospedale Marino [4]
In tale sottozona gli interventi sono volti al recupero funzionale dell’edificio storico esistente da destinarsi ad attrezzature socio sanitarie così come definite alla categoria “E” dell’art.10 delle presenti norme. Sono sempre ammessi gli interventi definiti ai punti a), b), c) e d)) dell’art. 13.
Gli eventuali ampliamenti volumetrici di cui al punto g) del sopracitato art. 13, sono consentiti quando rivolti al miglioramento qualitativo e funzionale dell’edificato esistente.
Tali volumi, anche interrati, potranno essere realizzati nel corpo di fabbrica dell’Ex Ospedale marino o nelle immediate adiacenze dello stesso, previa demolizione di tutte le strutture non riconosciute di valore storico (pronto soccorso, ecc) ed unicamente nei casi seguenti:

  • all’ultimo livello a condizione che la superficie coperta sia limitata al 60% dell’attuale superficie dell’intero piano; siano rispettati gli attuali allineamenti sul fronte strada e sui fronti laterali e sia previsto un distacco dal filo della facciata fronte mare non inferiore a m 4,00;
  • nell’area pertinenziale compresa tra il fabbricato e la strada è ammessa la realizzazione di volumi in ampliamento da destinarsi esclusivamente a servizi complementari alla struttura principale. Tali volumi potranno emergere, rispetto al piano di campagna, non oltre la quota di mt 3,40 rispetto al piano stradale e l’incremento della superficie coperta dovrà essere contenuto entro l’80% di quella del fabbricato principale.

Nelle restanti aree adiacenti l’edificio storico potranno essere dislocate strutture di facile rimozione a servizio delle nuove destinazioni dell’edificio storico. Dette aree potranno essere utilizzate per la localizzazione di attrezzature funzionali all’esercizio delle attività consentite. A sistemazione compiuta, tutte le aree risultanti libere dovranno essere rinaturalizzate.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE

  • Sono ammessi parcheggi di uso pubblico limitatamente alla fascia adiacente la strada. Ulteriori superfici per parcheggi pertinenziali, eventualmente necessarie in relazione all’ampliamento volumetrico e alla destinazione d’uso della struttura, possono essere individuate nella zona H localizzata sull’altro lato del viale Poetto lungo il canale in adiacenza all’ippodromo;
  • Nei complessi edilizi realizzati in conformità all’intervento di recupero sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e di ristrutturazione edilizia, con esclusione di aumenti di volume e di superficie lorda di pavimento, ampliamenti e di modifica delle destinazioni d’uso.

Note

  1. Sigla sottozona introdotta con variante adottata con DCC 42/2007, approvata con DCC 34/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  2. Sigla sottozona introdotta con variante adottata con DCC 73/2011, approvata con DCC 33/2012, integrata con DCC 67/2012 e vigente dal 13/12/2012 BURAS n°54.
  3. La “SOTTOZONA GI/1 – Programma integrato OLIVETO” è stata introdotta dalla variante adottata con DCC 42/2007, approvata con DCC 34/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  4. Nuovo comma inserito con variante adottata con DCC 73/2011, approvata con DCC 33/2012, integrata con DCC 67/2012 e vigente dal 13/12/2012 BURAS n°54.

INDICE


ART. 30 LA ZONA H

Sono classificate zone omogenee H le parti del territorio non classificabili secondo i criteri in precedenza stabiliti e che rivestono un particolare pregio ambientale, naturalistico ....

USI PREVISTI E COMPATIBILI
Le zone H di salvaguardia sono destinate alla funzione prioritaria di tutela del territorio. Entro le zone di salvaguardia deve essere garantita la conservazione dei singoli caratteri naturalistici, storici, morfologici e dei rispettivi insiemi, non sono ammesse alterazioni sostanziali dello stato attuale dei luoghi e sono consentiti, previa autorizzazione di cui all’art. 7 della L. 1497/39 i soli interventi volti alla conservazione, difesa, ripristino, restauro e fruizione della risorsa, ed in particolare:

  • attività scientifiche, comprendenti l’insieme delle attività finalizzate allo studio, controllo e conservazione delle risorse ambientali e storico-culturali;
  • fruizione naturalistica, comprendente l’insieme di attività di fruizione dell’ambiente a fini didattici e turistico-ricreativi, con eventuale realizzazione di infrastrutture leggere (quali sentieri natura, percorsi escursionistici, segnaletica...) o strutture leggere di supporto (capanni di osservazione e per la somministrazione di bevande e alimenti, ecc.), aree belvedere e postazioni naturalistiche;
  • fruizione culturale, comprendente l’insieme delle attività legate all’uso dei monumenti, zone archeologiche e beni culturali in genere, con eventuale realizzazione di infrastrutture e strutture leggere finalizzate alla conservazione del bene;
  • opere di difesa e ripristino ambientale in presenza di alterazioni o manomissioni di origine antropica;
  • recupero di strutture esistenti con le tipologie originarie;
  • apertura e sistemazione delle piste o attrezzature per la mobilità, quali impianti di collegamento verticale finalizzati alla valorizzazione e gestione del bene;
  • installazione di tralicci, antenne e strutture simili per la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse ambientali;
  • interventi volti alla difesa del suolo sotto l’aspetto idrogeologico;
  • interventi connessi alla realizzazione di opere pubbliche o di preminente interesse pubblico;
  • usi ricreativi-culturali quali opere di accesso a mare, di supporto alla balneazione ed alla nautica, attività sportive connesse, attrezzature igieniche e di soccorso, parchi d’acqua a ridotto impatto ambientale.

PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA’ DI ATTUAZIONE
Per le nuove costruzioni, ampliamenti e ricostruzioni devono osservarsi le seguenti prescrizioni:

  • indice di edificabilità territoriale generalizzato 0,001 mc/mq;
  • indice di edificabilità territoriale in regime di deroga per attrezzature pubbliche 0,10 mc/mq;
  • distacchi: gli edifici devono distare almeno ml. 15 da tutti i confini;
  • Sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), h), di cui all'art. 13.

E' prescritto lo studio di compatibilità ambientale per i nuovi interventi.
Nelle zone H di interesse archeologico qualsiasi opera di trasformazione del suolo deve essere preventivamente autorizzata dalla Soprintendenza archeologica.
SOTTOZONA HG – Aree di salvaguardia con previsione di riconversione per un uso economicamente produttivo del territorio
La sigla identifica aree nelle quali sono ammesse opere finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione turistica e/o culturale del territorio, inteso come risorsa economica, proteggendone le riconosciute peculiarità naturalistiche. Pertanto, in tali sottozone sono consentiti gli usi e le funzioni tipiche della Sottozona GH, nei limiti imposti dalle esigenze di salvaguardia e di conservazione dell’habitat naturale. Per conseguire obiettivi di rilevante interesse per lo sfruttamento economico del territorio, in grado di incrementare quantità e qualità dei livelli occupazionali, sono consentiti, mediante la predisposizione di Programmi Integrati estesi all’intero ambito territoriale, interventi di iniziativa pubblica o privata, che ammettano la variazione dei Parametri Urbanistici che seguono, da approvarsi in variante al Piano.
PARAMETRI URBANISTICI E MODALITA’ DI ATTUAZIONE
Per le nuove costruzioni, ampliamenti e ricostruzioni devono osservarsi le seguenti prescrizioni, fatte salve quelle diverse riportate nei Quadri Normativi, ovvero in Programmi Integrati approvati dall’Amministrazione Comunale:

  • indice di edificabilità territoriale generalizzato 0,001 mc/mq;
  • indice di edificabilità territoriale in regime di deroga per attrezzature pubbliche 0,01 mc/mq;
  • distacchi: gli edifici devono distare almeno ml. 15 da tutti i confini;
  • Sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), h), di cui all'art. 13.

E' prescritto lo studio di compatibilità ambientale per i nuovi interventi.
SOTTOZONA HS
Le destinazioni e i parametri urbanistici sono quelli previsti nel presente articolo per le zone H con le seguenti prescrizioni specifiche:

  • l’area dovrà integralmente essere attrezzata a Parco pubblico Archeologico e Urbano.
  • sugli edifici esistenti sono ammessi, per le finalità di cui sopra, esclusivamente gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
  • sono consentiti tutti gli interventi necessari a favorire e garantire l’uso pubblico del parco archeologico in conformità agli elaborati del progetto che costituisce parte integrante e sostanziale del PIA CA 17.


INDICE



ART. 31 AMBITI DI SALVAGUARDIA SPECIFICA

ZONA AR – Parco di Is Arenas
Identifica la fascia dunale di Medau su Cramu, delimitata dallo stagno di Molentargius e dalle saline, interessata da usi agricoli e da insediamenti abusivi diffusi. In tale ambito vige il P.T.P. Molentargius, che detta norme di salvaguardia per i diversi areali, con l'obiettivo più generale della valorizzazione del territorio come parco regionale.
ZONA AS – Saline
Identifica le aree del demanio dello Stato tradizionalmente utilizzate per le attività di produzione del sale. In tale ambito vige il Piano Territoriale Paesistico del Molentargius – M. Urpinu, che stabilisce le relative norme di salvaguardia, del quale il P.U.C. prende atto.


INDICE



ART. 32 VIABILITA’ DI PIANO [1]

La viabilità di Piano ricomprende la viabilità esistente e quella in previsione indicata nelle carte del PUC. [2]
La viabilità di Piano in previsione, quando interessa aree ricomprese in ambiti di trasformazione per i quali è richiesta la pianificazione attuativa, sulla cartografia di piano è rappresentata sottoposta alle campiture che identificano le zone di appartenenza.
L’area di sedime di tale viabilità, pur partecipando alle potenzialità edificatorie attribuite al comparto interessato, deve essere obbligatoriamente ceduta all’Amministrazione e non può essere interessata da alcuna trasformazione prima della progettazione esecutiva dell’infrastruttura.
Nella predisposizione del Piano attuativo i proponenti possono altresì proporre soluzioni alternative e migliorative, nel rispetto delle caratteristiche funzionali previste nel PUC.
Nella viabilità esistente, in relazione alle particolari caratteristiche della sua sezione e alla sua estensione, viene specificatamente individuato il Lungomare Poetto nel tratto compreso tra la strada di accesso al porticciolo di Marina Piccola e il confine con il Comune di Quartu Sant’Elena.
LUNGOMARE POETTO
Si tratta di un asse a prevalente utilizzo pedonale, nel quale sono previsti la pista ciclabile, la corsia runner, la passeggiata pedonale e una fascia verde (ecosistema-filtro) sulla quale è ammissibile la localizzazione di aree di sosta attrezzate con servizi da disciplinare mediante Piano di settore, che nel caso specifico, tenuto conto della stretta correlazione esistente con i servizi dell’arenile, è il Piano di Utilizzo del Litorale (PUL).
Ciascuna area attrezzata dovrà comprendere i volumi per i servizi igienici e quelli per le attività di servizio dei gestori. I parametri urbanistici da rispettare nel progetto delle suddette aree attrezzate all’interno della fascia verde sono i seguenti:

- Numero max di aree attrezzate previste nella fascia verde 20
- Superficie coperta max volume servizi 70,00 mq
- Superficie coperta max dehors 30,00 mq
- Superficie max terrazza esterna scoperta T25,00 mq
- Altezza max dal piano di calpestio sul plateatico 3,30 m

Tutti i manufatti dovranno essere a carattere amovibile con struttura ed elementi di rivestimento in materiali ecocompatibili ed essere tali da garantire la totale reversibilità degli interventi.
Tutte le superfici attrezzabili, al fine di garantire ottimali condizioni igienico sanitarie, dovranno essere realizzate su un plateatico ligneo sopraelevato.
L’individuazione delle aree nelle quali localizzare i manufatti dovrà risultare da un’analisi che tenga conto degli accessi alla spiaggia previsti nel progetto di sistemazione del Lungomare e, in piena coerenza con quest’ultimo, deve essere tale da prevedere percorsi di accesso con infrastrutture leggere a basso impatto e di lunghezza minima.
Il PUL potrà inoltre prevedere servizi igienici pubblici o di uso pubblico in sostituzione di quelli esistenti, da ricollocare e ricomporre urbanisticamente e architettonicamente nel quadro del ridisegno complessivo del lungomare. [3]

Note

  1. Le parole “IN PREVISIONE” del titolo dell’art.32 sono state cassate con variante adottata con DCC 75/2012, e riadottata con DCC 50/2013, approvata con DCC 37/2014 e vigente dal 24/07/2014, BURAS n°36.
  2. La frase “La viabilità di Piano ricomprende la viabilità esistente e quella in previsione indicata nelle carte del PUC” è stata inserita con variante adottata con DCC 75/2012, e riadattata con DCC 50/2013, approvata con DCC 37/2014 e vigente dal 24/07/2014, BURAS n°36.
  3. Le parole “Nella viabilità esistente, in relazione alle particolari caratteristiche … fino a … ricomporre urbanisticamente e architettonicamente nel quadro del ridisegno complessivo del lungomare”” sono state inserite con variante adottata con DCC 75/2012, e riadattata con DCC 50/2013, approvata con DCC 37/2014 e vigente dal 24/07/2014, BURAS n°36.

INDICE


ART. 33 LA ZONA S

Sono classificate S le parti del territorio riservate alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi.
USI PREVISTI E COMPATIBILI
Nelle aree S sono consentite le opere di cui all'Art.44 della legge 865/1971.
ARTICOLAZIONE DELLE ZONE S
In generale le zone S1 sono riservate alle attrezzature per l’istruzione, le zone S2 alle attrezzature di interesse comune, le zone S3 a spazi attrezzati a parco per il gioco e per lo sport e le zone S4 a parcheggi pubblici.
Le zone S sono inoltre così articolate:

  • Zone S confermate, già in uso o acquisite al patrimonio pubblico, nelle quali il vincolo di destinazione si è perfezionato; sono identificate in cartografia con le sigle S1, S2, S3, S4;
  • Zone S riclassificate, aree vincolate ma non acquisite, identificate in cartografia con la sigla S*.

L’attribuzione delle aree ad una o all’altra delle suddette sottoclassi è quindi dipendente dal titolo di proprietà dell’area, che prevale pertanto sulla identificazione cartografica; tale previsione non si applica alle aree oggetto di cessione nei piani di lottizzazione già convenzionati, le quali mantengono la stessa destinazione urbanistica del Piano attuativo.
Le prime si considerano confermate a tutti gli effetti come aree standard; è comunque possibile per l’Amministrazione modificarne la destinazione d’uso (tra le zone S1-S2-S3-S4) per tener conto delle esigenze localizzate.


INDICE


ART. 34 LE ZONE S CONFERMATE: SOTTOZONE S1, S2, S3, S4

INTERVENTI CONSENTITI
Nelle aree classificate S confermate sono in generale consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), d), e), f), g), h), i) dell'art 13.
SOTTOZONE S1, S2
L'edificazione dovrà rispettare le seguenti prescrizioni, oltre eventuali particolari disposizioni di legge o di regolamento relative alle singole opere:

  1. l'indice di densità fondiaria non dovrà superare i 5 mc/mq;
  2. la superficie coperta non dovrà superare il 50% della superficie del lotto;
  3. le costruzioni potranno sorgere a filo stradale o con arretramento di almeno 5,00 ml da detto filo, con distacchi dagli altri confini di almeno 1/3 della altezza e non meno di 5,00 ml; gli eventuali corpi a filo strada potranno essere realizzati in aderenza ai confini laterali in relazione all’edificazione nelle aree confinanti. In ogni caso l’altezza degli edifici a filo strada non potrà superare il rapporto di 1,5 rispetto alla larghezza della sede stradale;
  4. in linea generale, fatte salve le normative specifiche relative all’intervento edilizio, dovranno essere destinate al parcheggio superfici in misura non inferiore al 50% della superficie lorda di pavimento; le aree non coperte da costruzioni e non destinate al parcheggio dovranno essere sistemate e mantenute a giardino.

SOTTOZONA S3
In questa sottozona è consentita soltanto la realizzazione di impianti pubblici di carattere sportivo, ricreativo, culturale e sociale, oltre le infrastrutture di viabilità e di parcheggio, in base a progetti approvati dal Consiglio Comunale.
Gli edifici relativi a detti impianti non potranno occupare oltre 1/5 della superficie del lotto.
Le costruzioni potranno sorgere a filo stradale o con arretramento di almeno 5,00 ml da detto filo, con distacchi dagli altri confini di almeno 1/3 della altezza e non meno di 5,00 ml; gli eventuali corpi a filo strada potranno essere realizzati in aderenza ai confini laterali in relazione all’edificazione nelle aree confinanti. In ogni caso l’altezza degli edifici a filo strada non potrà superare il rapporto di 1,5 rispetto alla larghezza della sede stradale.
In linea generale, fatte salve le normative specifiche relative all’intervento edilizio, dovranno essere destinate al parcheggio superfici in misura non inferiore al 50% della superficie lorda di pavimento delle volumetrie previste; le aree non coperte da costruzioni e non destinate al parcheggio dovranno essere sistemate e mantenute a giardino.

SOTTOZONA S4
In tutti i nuovi interventi, nelle aree di trasformazione comunque definite, devono essere tassativamente reperiti gli standard relativi, con la precisa individuazione delle aree da cedere in superficie o su più livelli di costruito se consentito dalle presenti N.T.A.
Nelle aree edificate i parcheggi che contribuiscono al soddisfacimento del prescritto fabbisogno standard, possono essere realizzati in apposite strutture entro/fuori terra, in connessione con le aree per servizio (S3 e parcheggi) nelle localizzazioni definite e riportate nei singoli “bacini urbanistici”.
Le strutture per parcheggio fuori terra (autosilos), realizzate previa verifica da parte dell’Amministrazione Comunale degli impatti urbanistici e degli impatti sulla rete viaria, non intervengono nel computo dei parametri urbanistici, a condizione che la costruzione non presenti chiusure perimetrali murarie fisse, ma esclusivamente schermature visuali, e sia trascritto in apposito atto il vincolo di destinazione.


INDICE


ART. 35 LE ZONE S* RICLASSIFICATE

Tali aree, rappresentate in cartografia con rigatura sovrapposta alla classificazione di zona standard, identificano gli spazi da destinarsi a servizi standard, tuttora non acquisite al patrimonio pubblico, non classificabili come zona BS3* in quanto tale classificazione contrasterebbe con quanto disposto dal D. 2266/U in merito alla nuova individuazione di zone B, ovvero localizzati in prossimità di emergenze monumentali o ambientali, o in corrispondenza delle fasce di rispetto degli assi principali di scorrimento viario (livello urbano e/o extraurbano) e ferroviario, o, ancora, in ambiti caratterizzati da una edificazione al contorno, da una dimensione e forma dei lotti tali da non consentire uno sfruttamento edificatorio maggiore di quello realizzabile con i parametri urbanistici di seguito indicati.
La classificazione urbanistica a standard diventa definitiva a seguito dell’esercizio, da parte dell'Amministrazione Comunale, del diritto/facoltà di esproprio secondo le modalità di legge.
Fino al verificarsi di tale condizione, e comunque decorsi cinque anni dalla data di approvazione del PUC, tali aree sono ridefinite come aree con utilizzo misto pubblico - privato, essendo una quota determinata di esse resa disponibile per l’edificazione privata.
Agli effetti della classificazione urbanistica sono pertanto aree di intervento coordinato pubblico - privato, così articolate:

- zona C 35% SC
- zona G 5% SC
- zona S3 60% SC

Nel caso di iniziativa privata - che può essere promossa a partire dalla piena vigenza del PUC – ai sensi dell’art. 15 del Regolamento Edilizio, è richiesta la presentazione del progetto preliminare al fine dell’ottenimento del Parere preventivo (art. 6); in tale parere vengono definiti i parametri urbanistici e le modalità dell’intervento, anche in relazione all’effettivo conseguimento della dotazione di standard previsti dal Piano.
Il progetto, salvo diversa indicazione contenuta nei Quadri Normativi, segue le seguenti prescrizioni:

  • lo studio dell’intervento deve essere esteso all’intera sottozona, mentre l’attuazione dello stesso potrà effettuarsi per stralci funzionali, ciascuno dei quali convenzionabile e realizzabile separatamente;
  • al privato compete una cubatura pari a 0,70 mc/mq computata con riferimento all’intera superficie di zona S* ripartita in 0,50 mc/mq per destinazioni residenziali e 0,20 mc/mq per direzionalità e attrezzature microcommerciali;
  • l’indice fondiario sulla quota parte del privato non può in ogni caso eccedere i 5 mc/mq; Qualora nella superficie classificata S3* la cubatura di pertinenza non possa essere localizzata a causa della presenza di vincoli sovraordinati, questa potrà essere realizzata in aree di completamento o di espansione residenziale di disponibilità comunale, nel rispetto dei parametri urbanistici previsti dal Piano per tali aree. E’ altresì consentito, nei casi di particolare complessità e previo preliminare assenso del Consiglio Comunale, il trasferimento della cubatura in altra area privata, nel rispetto dei parametri urbanistici massimi ammessi dalla Normativa Regionale, facendo ricorso alle procedure previste per i programmi integrati ai sensi della L. 16/94. In tali casi la cessione della superficie S* deve essere integrale;
  • nelle ipotesi in cui nella sottozona S3* risultino porzioni di aree edificate con volumi assentiti e/o oggetto di sanatoria con iter attivato antecedentemente alla data di approvazione del P.U.C. (BURAS 18.02.2003), qualora da parte dei proponenti venga dimostrata l’impossibilità ad ottenere l’assenso dei proprietari di dette aree per la partecipazione alla proposta del Piano Attuativo, potrà essere loro concesso dal Consiglio Comunale, anche in sede di Parere Preventivo (art.15 R.E.), che lo studio esteso all’intera sottozona S3* preveda nell’attuazione per stralci il mantenimento delle volumetrie assentite e/o oggetto di sanatoria sui singoli lotti degli stralci non partecipanti alla proposta di Piano Attuativo. Nelle aree restanti viene confermato l’indice territoriale previsto;[1]
  • cessione gratuita della superficie destinata a standard di Piano, pari al 60% della superficie complessiva della zona S*, e nella misura di 25 mq/ab per la zona C.

Il promotore dell’intervento potrà concordare con l’Amministrazione la realizzazione e la gestione dei parcheggi, del verde pubblico attrezzato e dei relativi impianti; in tal caso gli oneri relativi saranno compensati defalcando le quote dovute per le opere di urbanizzazione secondaria e/o con l’affidamento in gestione degli impianti e delle attrezzature, secondo le modalità definite da apposito regolamento concessorio.
In tale evenienza è prescritta la valutazione di fattibilità economico–finanziaria.
In assenza di piano attuativo sugli immobili esistenti sono possibili esclusivamente gli interventi classificati a), b), c), h) dell’art. 13.

Note

  1. Le parole “- nelle ipotesi in cui nella sottozona S3* … fino a … viene confermato l’indice territoriale previsto” sono state introdotte dalla variante adottata con DCC 8/2009, approvata con DCC 58/2009 e vigente dal 29/10/2010, BURAS n°32.

INDICE



ART. 36 LA SOTTOZONA S2/E

Nelle zone così classificate le attrezzature S2 di quartiere possono essere integrate con edilizia sociale. L'edificazione è subordinata alla approvazione di un piano attuativo di iniziativa pubblica, esteso all'intera zona, che dovrà rispettare i seguenti parametri urbanistici:

  • indice di edificabilità fondiario massimo fino a 5 mc/mq ripartito secondo le seguenti percentuali:
  • residenze = 3 mc/mq
  • servizi di quartiere = 2 mc/mq
  • il piano attuativo dovrà prevedere, oltre alla dotazione di parcheggi connessa alle funzioni residenziali e di servizio, una disponibilità di parcheggi pubblici, anche interrati, in misura non inferiore all’intera superficie del lotto.


INDICE


ART. 37 LA ZONA VP

Sono classificate VP le parti di territorio destinate perpetuamente a verde privato inedificabile nell’ambito di lottizzazioni già perfezionate.
In tale zona è consentita esclusivamente la realizzazione di opere di sistemazione del terreno e di impianto del verde privato.
La sistemazione a verde e la manutenzione dello stesso è a carico dell’originario lottizzante o suoi successori o aventi causa.
È prescritta la demolizione delle volumetrie esistenti ed è preclusa la realizzazione di nuovi edifici.


INDICE


TITOLO III - QUADRI NORMATIVI

INDICE



ART. 38 GLI INTERVENTI NELLE AREE DI TRASFORMAZIONE

GENERALITÀ
I Quadri Normativi definiscono le norme specifiche da applicarsi per gli interventi negli ambiti di trasformazione in generale e, in particolare, negli ambiti di intervento coordinato per i quali sono necessari strumenti attuativi complessi.
La normativa è definita con riferimento al quadro dei progetti guida contenuto nelle tavole E 1.1 ed E 1.2 del PUC.
Costituiscono le unità minime di pianificazione per l’aggiornamento e la revisione del PUC: non sono infatti consentite varianti al Piano se non estese all’intero Quadro Normativo.
Le norme si applicano ai contesti di seguito elencati, individuati e perimetrati nella cartografia di piano (strumentazione attuativa e programmata) alla scala 1/4000:

Q.N. 1 PIANA DI SAN LORENZO
Q.N. 21,2,3 SU STANGIONI – PIANO CASIC AGGLOMERATO ELMAS[1]
Q.N. 3 MULINU BECCIU
Q.N. 4 FANGARIO
Q.N. 5 BINGIA MATTA - SAN MICHELE
Q.N. 6 MARGINI DI S. GILLA
Q.N. 7 S.PAOLO
Q.N. 8 PARCO FERROVIARIO
Q.N. 9 BARRACCA MANNA (P.R.U.)
Q.N. 101,2,3,4 PIRRI - ASSE MEDIANO
Q.N. 11 MONTE CLARO
Q.N. 12 TUVIXEDDU - SA DUCHESSA
Q.N. 131,2 TERRAMAINI – MOLENTARGIUS – MONTE URPINU
Q.N. 14 CAPO S.ELIA - POETTO – CALAMOSCA
Q.N. 15 SU SICCU - MONTE MIXI – SANT’ELIA STADIO

Per ciascun Quadro Normativo sono individuate:

  • nella cartografia di Piano in scala 1/4000 (con perimetro a tratto e numero d’ordine), le unità cartografiche alle quali si applicano le normative di dettaglio specificate nei successivi articoli;
  • nella cartografia di Piano in scala 1/2000, la zonizzazione e la localizzazione preferenziale della volumetria negli ambiti di intervento coordinato IC.

Nell'ambito delle singole unità cartografiche, la sigla SC identifica la superficie complessiva di intervento, la sigla SUR la superficie urbanizzabile (superficie fondiaria, viabilità ed aree per standard).
REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI
Gli interventi negli ambiti di trasformazione sono subordinati alla predisposizione di Piani Attuativi di iniziativa pubblica o privata per i quali è necessario richiedere il parere preventivo di cui all’art. 6.
Salvo disposizioni diverse contenute all’interno dei singoli Quadri Normativi, la pianificazione attuativa deve riferirsi almeno all’intera superficie della sottozona interessata.
Fino alla approvazione degli strumenti di attuazione sono vietati interventi di nuova edificazione, con esclusivo mantenimento delle attività in atto in quanto compatibili.

Note

  1. Quadro normativo modificato da “Q.N.2 – SU STANGIONI” a “Q.N.21,2,3 – SU STANGIONI – PIANO CASIC AGGLOMERATO ELMAS” dalla variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.

INDICE


ART. 39 SISTEMA TERRITORIALE: PIANA DI SAN LORENZO, SU STANGIONI

GENERALITÀ
Il sistema territoriale costituito dall’insieme della Piana di S. Lorenzo e Su Stangioni - proiezione della città capoluogo nel territorio e ultima riserva di aree disponibili per l’insediamento - assume rilevanza strategica, sia a livello provinciale che regionale, al fine di:

  • rafforzare l’armatura urbana deputata allo scambio con l’area vasta attraverso la localizzazione di attrezzature direzionali (funzioni superiori di 1°livello);
  • dotare la conurbazione metropolitana di attrezzature rare nel settore dello sport e dello spettacolo;
  • incrementare e diversificare l’offerta e l’attrazione turistica.

Viene pertanto riaffermata l’esigenza del coordinamento sovracomunale e del concorso degli Enti preposti all’assetto territoriale ed allo sviluppo delle attività per promuovere la valorizzazione del sistema mediante programmi complessi, comprendenti iniziative pubbliche e private, finalizzati al reperimento di adeguate risorse finanziarie.
Il PUC individua i seguenti [1] quadri normativi articolati nelle sottoelencate [2] unità cartografiche:

QN1Piana di San Lorenzo:
unità cartografiche 1, 2, 3, 4 sottozona GIT;
unità cartografica 5 sottozona GP1;
unità cartografiche 6, 7 sottozona GI;
unità cartografica 8 sottozona ER;
unità cartografica 9 sottozona GA2;
unità cartografica 10 sottozona DR;
QN2/1Su Stangioni:
unità cartografica 1 sottozona GI;
unità cartografica 2 Tsottozona GH;
unità cartografiche 3, 4 sottozona GA1;
unità cartografiche 5, 6 sottozona G2;
unità cartografica 7 sottozona GT*/GS;
unità cartografica 8 sottozona IC;
unità cartografiche 9, 10 sottozona GT;
QN2/2Agglomerato Elmas – Piano CASIC:
unità cartografica 1 zona D;
unità cartografica 2 sottozona GT;
QN2/3Su Stangioni:
unità cartografica 1 sottozona DR.[3]

OBIETTIVI STRATEGICI
Le linee guida per la trasformazione della Piana di S. Lorenzo sono individuate nel settore delle attrezzature sportive con l’obiettivo di estendere e integrare la dotazione esistente, di diffondere la pratica di nuove discipline e di inserire la regione nelle manifestazioni sportive di livello nazionale e internazionale. In particolare si individuano:

  • attrezzature sportive- spettacolari di grande scala;
  • aree parco attrezzate;
  • attrezzature di supporto.

Le linee guida per la trasformazione del fuso di Su Stangioni sono individuate nel settore delle attività di supporto alla produzione, nel settore dei servizi tecnologici all’impresa e nella direzionalità, pubblica e privata, di livello sovracomunale. In particolare si individuano:

  • attività fieristiche;
  • attività formative e promozionali nel settore produttivo;
  • attività direzionali;
  • interventi residenziali realizzati in architettura sostenibile e a basso impatto energetico;[4]
  • regolazione del corso del Rio Fangario e relativa zona di esondazione.[5]

PRESCRIZIONI SPECIFICHE
La pianificazione attuativa delle singole Unità Cartografiche del Quadro Normativo QN2/1 deve essere sviluppata in coerenza con uno studio generale di sistemazione, approvato dal Consiglio Comunale, esteso all’intero QN2/1.[6]
La pianificazione attuativa dei restanti Quadri Normativi [7] deve interessare almeno il 70% dell’intera superficie del Quadro Normativo interessato.
Al disotto di tale quota, in tutti i QN del Sistema Territoriale della Piana Di San Lorenzo e Su Stangioni, [8] è facoltà dell’Amministrazione consentire in ambiti territoriali più limitati la predisposizione di programmi integrati, anche in variante del PUC, che perseguano le finalità indicate nel progetto guida.
Nel rispetto delle disposizioni previste per le singole unità cartografiche, possono essere ammesse deroghe, da valutare in sede di espressione del parere preventivo, alle altezze massime dei fabbricati [9] su ambiti territoriali tali da consentire soluzioni compiute di assetto urbanistico.

Note

  1. La parola “due” è stata sostituita con “i seguenti” dalla variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  2. La parola “seguenti” è stata sostituita con “sottoelencate” dalla variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  3. Il quadro normativo “QN2 - Su stangioni” e le relative unità cartografiche da 1 a 12 sono stati sostituiti dai quadri normativi “QN2/1 – Su Stangioni” con unità cartografiche da 1 a 10, “QN2/2 – Agglomerato Elmas – Piano CASIC” con unità cartografiche da 1 a 2 e “QN2/3 – Su Stangioni” con 1 unità cartografica dalla variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  4. Punto inserito con variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  5. Punto inserito con variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  6. Le parole da “La Pianificazione attuativa … ” a “… esteso all’intero QN2/1” sono state inserite con variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  7. Le parole “dei restanti Quadri Normativi” sono state inserite con variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  8. Le parole “, in tutti i QN del Sistema Territoriale della Piana Di San Lorenzo e Su Stangioni” sono state inserite con variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  9. Le parole “integrazioni residenziali” sono state sostituite con le parole “deroghe, da valutare in sede di espressione del parere preventivo, alle altezze massime dei fabbricati” dalla variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.

INDICE


ART. 40 QN1 PIANA DI SAN LORENZO

UNITÀ CARTOGRAFICHE 1, 2, 3, 4

SOTTOZONA GIT – Parco Collinare

I margini collinari che cingono la Piana di San Lorenzo sono considerati ambiti di prevalente ripristino di valenze ambientali, suscettibili di valorizzazione in integrazione con le iniziative di promozione legate al Parco sportivo ambientale.
La qualifica di parco ambientale è resa esplicita dall’obbligo di ricostituire a verde (nelle forme del rimboschimento o del parco agricolo) almeno il 70% della superficie; la valorizzazione ammette diverse forme e destinazioni:
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GIT, con le ulteriori indicazioni di seguito riportate:

  • destinazioni specifiche: sono da privilegiarsi strutture ricettive e centri benessere (fitness, beauty-farm, hotel, camping, ostelli, residenze collettive, collegi, foresterie, bar, ristoranti …) strutture per lo svago, lo sport ed il tempo libero (piste ciclabili, percorsi vita, campi giochi …);
  • destinazioni integrative: sono ammesse strutture residenziali permanenti in integrazione a quelle di cui sopra;
  • destinazioni complementari: sono ammessi pubblici esercizi, servizi di assistenza, attrezzature microcommerciali specializzate e simili.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,15 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 70% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
–zona G 80%
–zona C 20%
Ripartizione della volumetria edificabile tra le diverse destinazioni:
– destinazioni specifiche da localizzare in zona G 70%
– destinazioni integrative da localizzare in zona C 20%
– destinazioni complementari da localizzare in zona G 10%
Ripartizione delle superfici:
– zona G 70% SC
– zona C 30% SC
Suddivisione zona G:
– superficie urbanizzabile ≤ 24% SC
– superficie da destinare a verde privato ≥ 46% SC
Suddivisione zona C:
– superficie urbanizzabile ≤ 6% SC
– superficie da destinare a verde privato ≥ 24% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale ≤ 0,10 mc/mq
– indice fondiario ≤ 0,75 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale ≤ 0,17 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Gli indici di riferimento determinati dal piano potranno essere incrementati se la proposta di intervento contempli la contemporanea integrazione con porzioni della zona GP1 confinante; gli incrementi di cubatura realizzabili sono definiti, secondo le procedure di verifica di fattibilità economica (art. 65).
Studio di compatibilità paesistico-ambientale.

UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONA GP1 – Parco Sportivo di primo livello

L’intera zona è destinata alla realizzazione di impianti di grande dimensione per la pratica sportiva e lo spettacolo, sia al coperto che all’aperto.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GP1, con le ulteriori prescrizioni di seguito riportate:

  • destinazioni specifiche: impianti sportivi di “grande dimensione” su terreno erboso, con particolare attenzione agli sport equestri, agli stadi per l’atletica leggera ed agli impianti specialistici tuttora poco diffusi nel contesto regionale (baseball, hockey, campi scuola golf, ecc.) e impianti al coperto (palestre ginniche e specializzate, palazzi/palazzetti dello sport) da organizzare in complessi polifunzionali progettati unitariamente;
  • destinazioni integrative: attrezzature di supporto alle attività sportive per la promozione e diffusione della cultura e dello sport, quali strutture per la formazione e per la medicina sportiva, centro congressi, uffici direzionali e sedi delle associazioni, foresterie connesse all’attività sportiva;
  • destinazioni complementari: sono ammessi servizi per il turismo e di assistenza collegati alle attività principali (hotel, ristoranti, bar, club), attrezzature microcommerciali specializzate e simili, locali per il personale di custodia e di servizio.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,25 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
- destinazioni specifiche ≥ 60%
– destinazioni integrative ≤ 30%
– destinazioni complementari ≤ 10%
Ripartizione delle superfici:
a) per le destinazioni specifiche:
– verde naturale permeabile ≥ 50%
– attività sportive all’aperto ≥ 30%
– impianti al coperto ≤ 5%
b) per le destinazioni integrative:
– verde naturale permeabile ≥ 50%
c) per le destinazioni complementari:
– verde naturale permeabile e parcheggi ≥ 50%
Altezza massima degli edifici 16 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
I parcheggi, da dimensionarsi in rapporto alle utenze, possono essere realizzati in apposite strutture multipiano (entro-fuori terra), senza computo delle cubature ai fini del rispetto dei limiti di utilizzo.
Studio di compatibilità paesistico-ambientale.

UNITÀ CARTOGRAFICA 6, 7

SOTTOZONA GI – Servizi generali con integrazione residenziale

Ambiti nei quali si riconosce l'esigenza di localizzare strutture plurifunzionali con presenze residenziali, al fine di assicurare la necessaria integrazione tra le diverse componenti del sistema urbanistico territoriale.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per la zona G in ambito di trasformazione relativamente alle sottozone GI e GS/IC.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 1,5 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 25%
– zona G 70%
– sottozona GS/IC 5%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 30% SC
– zona G 50% SC
– sottozona GS/IC 20% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale ≤ 1,25 mc/mq
– indice fondiario ≤ 3 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale ≤ 2,10 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona GS/IC:
– indice territoriale ≤ 0,375 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE'
Studio di compatibilità paesistico-ambientale.'

UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONA ER – Risanamento preesistenze residenziali in agro

Area caratterizzata da preesistenze residenziali in ambito agricolo.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per le zone C in ambito di trasformazione relativamente alla sottozona ER.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,7 mc/mq
Indice fondiario lotti di nuova edificazione 3 mc/mq
Altezza massima degli edifici 7,5 mt
Cessioni per standard 25 mq/ab

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Gli interventi sono subordinati alla predisposizione di un piano di lottizzazione esteso all’intera zona; nel computo delle volumetrie sono comprese le edificazioni preesistenti. Le cessioni per standard vanno integralmente reperite all’interno della superficie di lottizzazione.

UNITÀ CARTOGRAFICA 9

SOTTOZONA GA2 – Attrezzature pubblico private

Ambiti destinati alla realizzazione di attrezzature direzionali pubblico-private di interesse intercomunale.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GA2.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 1,5 mc/mq
Altezza massima degli edifici 12 mt
Cessioni: nella misura prevista dall’art. 29.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Studio di compatibilità paesistico-ambientale.

UNITÀ CARTOGRAFICA 10

SOTTOZONA DR – Edilizia commerciale ed artigianale in ristrutturazione urbanistica

Ambiti nei quali sono localizzati episodi di edilizia commerciale o artigianale che richiedono riassetti urbanistici, riqualificazione e controllo dell’impatto ambientale con conseguente eliminazione di quanto incompatibile, ridefinizione degli impianti infrastrutturali e interventi di completamento sulla base di un piano esteso alla intera zona.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 25 per le zone D di ristrutturazione urbanistica ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, all’art. 28 relativamente alla sottozona G2.
PARAMETRI URBANISTICI
Il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata, di cui all’art. 25, deve essere redatto secondo le prescrizioni delle zone D ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, mediante programma integrato ai sensi dell’art. 6, con i parametri previsti per la sottozona G2.


INDICE


ART. 41 QN2/1[1] SU STANGIONI

Le Unità Cartografiche sottoelencate, alle quali si rimanda per le specifiche prescrizioni, sono ricomprese all’interno di un distinto Comparto Attuativo per il quale è richiesta l’approvazione di un piano attuativo unitario che contenga anche le soluzioni per la regolazione del regime idraulico del Rio Fangario coerentemente con le indicazioni del P.A.I. vigente.

Comparto A
  • U. C. n°1
  • U. C. n°2
  • U. C. n°3
  • U. C. n°4
  • U. C. n°10

Per le restanti Unità Cartografiche 5, 6, 7, 8 e 9, la pianificazione attuativa deve essere sviluppata in coerenza con uno studio generale di sistemazione, approvato dal Consiglio Comunale, esteso all’intero QN2/1.[2]

UNITÀ CARTOGRAFICA 1[3]

SOTTOZONA GI – Servizi generali con integrazione residenziale

Ambiti nei quali si riconosce l'esigenza di localizzare strutture plurifunzionali con presenze residenziali, al fine di assicurare la necessaria integrazione tra le diverse componenti del sistema urbanistico territoriale. DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per la zona G in ambito di trasformazione relativamente alle sottozone GI e GS/IC.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,70 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 30%
– zona G 70%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 30% SC
– zona G 50% SC
– sottozona GS/IC 20% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale ≤ 0,70 mc/mq
– indice fondiario ≤ 1 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale ≤ 2,10 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona GS/IC:
– indice territoriale ≤ 1 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29


UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONA GH – Parco attrezzato sportivo

L’unità cartografica comprende una porzione di territorio, attestata lungo la S.S. 131 fino ai limiti del Comune di Elmas, che rappresenta morfologicamente la continuazione dei margini collinari della Piana di S. Lorenzo fino al Fangario e allo stagno di S. Gilla.
La presenza di aree di cava dismesse impone l’esigenza della bonifica e del ripristino ambientale con prevalente ricostituzione del verde.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GH, con le ulteriori prescrizioni di seguito riportate:

  • destinazioni specifiche: attrezzature ricettive: motel, ostelli della gioventù, campeggi, foresterie ecc.; strutture per lo svago e il tempo libero e relative attrezzature per la pratica di attività sportive;
  • destinazioni complementari: pubblici esercizi, servizi automobilistici di assistenza, attrezzature microcommerciali specializzate ecc.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,10 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 70% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona G 100%
Ripartizione della volumetria edificabile tra le diverse destinazioni:
– destinazioni specifiche 80%
– destinazioni complementari 20%
Ripartizione delle superfici:
Valori limite edificazione in zona C:
– zona G 100% SC
Suddivisione zona G:
– urbanizzabile ≤ 30% SC
– verde privato inedificabile (risarcimento ambientale) ≥ 70% SC
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale ≤ 0,1 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Gli indici di riferimento determinati dal Piano potranno essere incrementati se la proposta di intervento contempli la contemporanea integrazione con porzioni della zona GP1 confinante; gli incrementi di cubatura realizzabili sono definiti, secondo le procedure di verifica di fattibilità economica (art. 65).
La trasformabilità delle aree interessate da fenomeni di inquinamento di qualsiasi tipo, è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale prescritti dal D.Lgs. 5.2.1997 n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 3, 4

SOTTOZONA GA1 – Attrezzature pubblico private di primo livello

L’intera zona è destinata ad attività direzionali pubblico-private di interesse sovracomunale, finalizzate in particolare ad integrare le attività produttive e commerciali con funzioni promozionali e di servizio alle imprese.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GA1, con l’aggiunta delle ulteriori prescrizioni, di seguito riportate:

  • destinazioni specifiche: attrezzature politico-istituzionali, attrezzature fieristiche ed espositive, grandi uffici, direzionalità a forte concorso di pubblico, servizi per l’industria e la ricerca, parcheggi attrezzati di uso pubblico, parcheggi di scambio e le attrezzature per il trasporto pubblico;
  • destinazioni integrative: attività ricettive di tipo alberghiero;
  • destinazioni complementari: pubblici esercizi, attrezzature microcommer-ciali specializzate.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,5 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– destinazioni specifiche 70%
– destinazioni integrative 20%
– destinazioni complementari 10%
Altezza massima degli edifici 12 mt
Cessioni: nella misura prevista dall’art. 29

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Una quota non inferiore al 70% delle cubature deve essere riservato per servizi erogati da soggetti pubblici.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 5, 6

SOTTOZONA G2 – Servizi generali

L’unità cartografica individua le porzioni di zone G2 già attuate o in corso di definizione sulla base di programmi di iniziativa sia pubblica (Motorizzazione Civile, Uffici Ministero del Tesoro), che privata.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 28 per le zone G confermate.
PARAMETRI URBANISTICI
Sono quelli definiti dal piano attuativo o dal progetto di intervento approvato. Eventuali modifiche o integrazioni sono subordinate alla predisposizione del piano attuativo redatto ai sensi dell’art. 28 secondo le prescrizioni della sottozona G2.


UNITÀ CARTOGRAFICA 7

SOTTOZONA GT*/GS – Attrezzature tecnologiche specializzate in riconversione urbanistica

L’unità cartografica coincide con l’area dell’ex inceneritore, da sottoporre a bonifica a seguito della quale assume la classificazione GS.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per la sottozona GS.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
La trasformabilità delle aree è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale prescritti dal D.Lgs. 5.2.1997 n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni.
Sino al trasferimento delle attività connesse allo smaltimento dei rifiuti sono consentiti gli interventi necessari per la razionalizzazione del ciclo di lavorazione, per migliorare la sicurezza e la mitigazione degli impatti.



UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONA IC – Ambiti di intervento coordinato

L’unità cartografica identifica un’area di espansione a prevalente destinazione residenziale, di cui una parte della residenza è realizzabile mediante intervento privato e l’altra parte è utilizzabile per interventi di edilizia sociale ovvero per permute ai fini della acquisizione di aree di servizio in ambito urbano.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di espansione residenziale privata e pubblica”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale privata 0,95 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 80%
– zona G 20%
Ripartizione delle superfici:
– zona C utilizzi privati 50% SC
– zona G 10% SC
– zona C edilizia sociale pubblica o permute 40% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,50 mc/mq
– indice fondiario 3 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 2 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 22

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Gli interventi di edilizia sociale pubblica potranno essere realizzati previa redazione di apposito piano attuativo con indice territoriale pari a 1,50 mc/mq e destinazioni a standard pari a 25 mq/ab.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 9, 10

SOTTOZONA GT – Attrezzature tecnologiche specializzate

L’unità cartografica comprende l’areale a ridosso della S.S. 554, attraversato dalla sede della linea ferroviaria, particolarmente indicata per la realizzazione di attrezzature di servizio alla mobilità metropolitana.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 relativamente alla sottozona GT, con le indicazioni di seguito riportate:

  • destinazioni specifiche: parcheggi di scambio, stazioni intermodali, attrezzature di supporto e sosta per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano;
  • destinazioni integrative: forestazione urbana, attrezzature per il verde e lo sport, con particolare riferimento agli sport motoristici, impianti tecnologici e telecomunicazioni;
  • destinazioni complementari: pubblici esercizi e servizi accessori.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,10 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– destinazioni specifiche 70%
– destinazioni integrative 20%
– destinazioni complementari 10%
Altezza massima degli edifici 12 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il piano attuativo deve interessare comparti minimi di almeno 3 Ha.

Note

  1. “/1” inserito con variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  2. I primi tre commi fino a UNITÀ CARTOGRAFICA 1 sono stati inserite con variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  3. Nel QN2/1 Su Stangioni è stata inserita l’unità cartografica “11” la quale è stata rinumerata in unità cartografica “1” dalla variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.

INDICE


ART. 41BIS QN2/2 PIANO CASIC - AGGLOMERATO ELMAS [1]

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

SOTTOZONA DR – Edilizia commerciale ed artigianale in ristrutturazione urbanistica [2]

Ambiti nei quali sono localizzati episodi di edilizia commerciale o artigianale che richiedono riassetti urbanistici, riqualificazione e controllo dell’impatto ambientale con eliminazione di quanto incompatibile, ridefinizione degli impianti infrastrutturali e interventi di completamento sulla base di un piano esteso alla intera zona.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 25 per le zone D di ristrutturazione urbanistica ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, all’art. 28 relativamente alla sottozona G2.
PARAMETRI URBANISTICI
Il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata, di cui all’art. 25, deve essere redatto secondo le prescrizioni delle zone D ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, mediante programma integrato ai sensi dell’art. 6, con i parametri previsti per la sottozona G2.


Note

  1. Articolo introdotto con variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25.
  2. L’”UNITÀ CARTOGRAFICA 1- SOTTOZONA DR – Edilizia commerciale ed artigianale in ristrutturazione urbanistica” dell’originario “QN2 SU STANGIONI” ed è stata inclusa nel nuovo quadro normativo “QN2/3 – SU STANGIONI” di cui all’art. 41TER dalla variante adottata con DCC 69/2009, approvata con DCC 35/2010 e vigente dal 21/08/2010 BURAS n°25

INDICE


ART. 42 SISTEMA TERRITORIALE: FANGARIO, MULINU BECCIU E BINGIA MATTA

GENERALITÀ

Il sistema comprende le aree racchiuse a Nord-Ovest dalla S.S. 554, dal raccordo con l’asse litoraneo e dal confine del Comune di Elmas, e a Sud-Ovest dal nuovo raccordo asse litoraneo asse mediano e dalle aree cimiteriali di S. Michele.
Si tratta di un insieme di situazioni molto differenziate e compromesse, per le quali il PUC propone:

  • la riqualificazione ambientale delle aree degradate;
  • il riassetto urbanistico mediante integrazione e rafforzamento delle presenze residenziali e delle funzioni urbane con stabilizzazione o progressiva sostituzione dell’attuale funzione commerciale artigianale.

Il PUC individua tre quadri normativi articolati nelle seguenti unità cartografiche:

  • QN3Mulinu Becciu:
unità cartografica 1, sottozona GT;
unità cartografica 2, 3 sottozona DR;
unità cartografica 4 sottozone IC, D, GI;
unità cartografica 5 sottozona IC;
unità cartografiche 6, 7 zona D;
unità cartografica 8 sottozone G2;
unità cartografica 9 sottozona S3;
unità cartografica 10 sottozone G7, S4;
unità cartografica 11 zona D;
  • QN4Fangario:
unità cartografica 1,2, 3, 4 sottozona IC, RB;
unità cartografica 5 sottozona D*/G;
unità cartografica 6 sottozone IC, D1;
unità cartografica 7 sottozona D, S3, B4R3;
unità cartografiche 8 zona DR;
unità cartografica 9 sottozone HG;
unità cartografica 10 sottozona DR;
  • QN5Bingia Matta – San Michele:
unità cartografica 1, sottozona S3*;
unità cartografica 2 sottozona S3;
unità cartografica 3 sottozona G2, S3, S4, GT;
unità cartografica 4,5,6 sottozone IC;
unità cartografica 7 sottozona IC;
unità cartografiche 8 zona C1*, S2, S3;
unità cartografica 9 sottozone G2;
unità cartografica 10 sottozona B4R3;
unità cartografica 11 zona G2;

OBIETTIVI STRATEGICI
Il Quadro dei Progetti punta su alcune significative modificazioni:

  • la ricomposizione dei tessuti marginali di Mulinu Becciu (Q.N. 3) col rafforzamento dei servizi alla residenza;
  • la riqualificazione ambientale e il ridisegno della maglia insediativa delle aree comprese tra il viale Monastir e i margini di S. Gilla interessate dalle cave dismesse (Q.N. 4) e l’integrazione funzionale con l’immissione delle quote residenziali in misura atta a rafforzare complessivamente il settore nordoccidentale della città portandolo a compimento;
  • la riqualificazione integrale delle aree comprese tra il limite del parco del Colle di S.Michele e il Viale Monastir, intorno al Cimitero (Q.N. 5), curando la ricucitura del sistema ambientale, tra il colle e la laguna, attraverso il nuovo parco delle cave e la riconnessione tra i quartieri.


INDICE


ART. 43 QN3 MULINU BECCIU

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

SOTTOZONA GT – Attrezzature tecnologiche

L’unità cartografica comprende l’areale a ridosso della S.S. 554, attraversato dalla sede della linea ferroviaria, particolarmente indicato per la realizzazione di attrezzature di servizio alla mobilità metropolitana.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 relativamente alla sottozona GT, con le indicazioni di seguito riportate:

  • destinazioni specifiche: parcheggi di scambio, attrezzature di supporto e sosta per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano;
  • destinazioni integrative: forestazione urbana, attrezzature per il verde e lo sport, con particolare riferimento agli sport motoristici, impianti tecnologici e telecomunicazioni;
  • destinazioni complementari: pubblici esercizi e servizi accessori.

Oltre alle destinazioni sopra richiamate si confermano, limitatamente alle aree attualmente interessate, le seguenti:

  • campo sosta nomadi;
  • attrezzatura protezione civile e assistenza.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,10 mc/mq
Ripartizione delle cubature:
– destinazioni specifiche 70 %
– destinazioni integrative 20 %
– destinazioni complementari 10 %
Altezza massima degli edifici 12 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il piano attuativo deve interessare comparti minimi di almeno 3 Ha.


UNITÀ CARTOGRAFICA 2,3

SOTTOZONA DR – Edilizia commerciale ed artigianale in ristrutturazione urbanistica

Ambiti nei quali sono localizzati episodi di edilizia commerciale o artigianale che richiedono riassetti urbanistici, riqualificazione e controllo dell’impatto ambientale con eliminazione di quanto incompatibile, ridefinizione degli impianti infrastrutturali e interventi di completamento sulla base di un piano esteso alla intera zona.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 25 per le zone D di ristrutturazione urbanistica ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, all’art. 28 relativamente alla sottozona G2.
PARAMETRI URBANISTICI
Il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata, di cui all’art. 25, deve essere redatto secondo le prescrizioni delle zone D ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, mediante programma integrato ai sensi dell’art. 6, con i parametri previsti per la sottozona G2.


UNITÀ CARTOGRAFICA 4

SOTTOZONE IC, D, GI – Ambito di intervento coordinato, insediamenti produttivi, artigianali e commerciali, servizi generali con integrazione residenziale

L’unità cartografica comprende aree destinate nel Piano dei Servizi a zone C (in parte con strumento attuativo vigente) e zone D1 con differenti gradi di utilizzazione e consolidamento e superfici destinate a parcheggi, non disponibili perché tuttora di proprietà privata.
E’ prevista la riorganizzazione dell’intero ambito, mediante piano attuativo, con la razionalizzazione della maglia viaria e il completamento della struttura urbanistica, inserendo in maggior misura la destinazione residenziale.
Nell’ area interessata dal Patto Territoriale “Area Vasta di Cagliari”; perimetrata nella cartografia di Piano, sono comunque consentiti, anche senza l’approvazione del Piano Attuativo, gli interventi, le destinazioni e le volumetrie previste nel progetto allegato alla concessione del finanziamento per l’attuazione del Patto Territoriale.

SOTTOZONA IC
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di riassetto residenziale di aree periferiche compromesse”.
PARAMETRI URBANISTICI
Il piano attuativo conferma le volumetrie e le prescrizioni delle lottizzazioni già convenzionate, o approvate ed in corso di convenzionamento, e ne ridefinisce le congruenze con il riassetto urbanistico complessivo dell’ambito di intervento.
Il piano attuativo può confermare i lotti già utilizzati con destinazione D1 solo per attività compatibili con la residenza e introducendo, eventuali indicazioni per la mitigazione degli impatti (visivi, acustici). Le superfici così individuate mantengono i parametri urbanistici previgenti per le zone D1 e sono stralciate dall’intervento coordinato; le cubature relative non concorrono al computo della cubatura territoriale ammissibile da calcolarsi sulla superficie residua.

Indice di edificabilità territoriale 1,5 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 70%
– zona G 30%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 70%SC
– zona G 30%SC
Valori limite edificazione in zona C:
Indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 3 mc/mq
– altezza 10,5 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– altezza 10,5 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 22;

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
La localizzazione preferenziale dei volumi riportata nella zonizzazione del PUC è indicativa per la predisposizione del piano attuativo.
La fascia a protezione del Viale Monastir deve essere trattata a verde e deve essere adeguatamente protetta e attrezzata per la pedonalità; non sono consentiti accessi ai lotti, attraversamenti carrabili e parcheggi con accesso diretto dal viale Monastir.

ZONA D
Per tali aree si applica la disciplina prevista all’art. 24 per le zone D confermate.

SOTTOZONA GI PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 2,00 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 50%
– zona G 50%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 67% SC
– zona G 33% SC
Valori limite edificazione in zona C:
Indice territoriale 1,5 mc/mq
– altezza 17 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 17 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29;


UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONA IC – Ambito di intervento coordinato

L’obiettivo del PUC è orientato alla costituzione di un centro integrato di servizio per il quartiere.

DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di rafforzamento urbano di aree periferiche”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 1,5 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 43% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– - zona C 47 %
– - zona G 53 %
Ripartizione delle superfici:
– - zona C 47% SC
– - zona G 20% SC
– – sottozona GS/IC 33% SC
Suddivisione zona C:
– – superficie urbanizzabile ≤ 37% SC
– – superficie da destinare a verde privato ≥ 10% SC
Valori limite edificazione in zona C:
- Indice territoriale 1,5 mc/mq
– – indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 22;
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29;


UNITÀ CARTOGRAFICA 6,7

ZONA D – Insediamenti produttivi, artigianali e commerciali confermati

Per tali aree si applica la disciplina prevista all’art. 24 per le zone D confermate.


UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONA G2 – Servizi generali confermati

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate – sottozona G2.


UNITÀ CARTOGRAFICA 9

SOTTOZONA S3 – Standard confermati

Per tale area si applica la disciplina prevista per le zone S3 con le prescrizioni dell’art. 34 per le zone S confermate.


UNITÀ CARTOGRAFICA 10

SOTTOZONE G7, S4 – Servizi generali e standard confermati (Patto Territoriale – Loc. Is Trincas)

SOTTOZONA G7
In tale sottozona l’edificazione è disciplinata dal Patto Territoriale d’Area Vasta – Loc. Is Trincas.
In tale comparto è consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi da destinarsi alla residenza alberghiera oltre alle necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio, nel rispetto della volumetria, delle tipologie e delle destinazioni d’uso previste nell’elenco delle iniziative pubbliche e private inserite nei Patti Territoriali ed approvati dal Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica nel settembre 2000.
I parametri urbanistici sono i seguenti:

Superficie d’intervento 5.069 mq
Volume edificabile ≥ 15.120 mc
Indice fondiario 2,98 mc/mq

L’unità cartografica rappresenta l’unità minima d’intervento e non è modificabile, ai fini del suo utilizzo urbanistico, da suddivisioni di proprietà intervenute successivamente all’approvazione del Patto Territoriale da parte del Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica.
Sugli impianti, complessi edilizi ed attrezzature realizzati in conformità al Patto Territoriale sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti e di modifica delle destinazioni d’uso.
SOTTOZONA S4
Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate relativamente alla sottozona S4.


UNITÀ CARTOGRAFICA 11

ZONA D – Insediamenti produttivi, artigianali e commerciali confermati

Per tali aree si applica la disciplina prevista all’art. 24 per le zone D confermate.


INDICE


ART. 44 QN4 FANGARIO

UNITÀ CARTOGRAFICHE 1, 2, 3, 4

SOTTOZONA IC, RB – Ambito di intervento coordinato, preesistenze soggette a riqualificazione

SOTTOZONA IC
Comprendono aree ricomprese nelle aree di trasformazione per le quali è stata inoltrata richiesta di convenzionamento, sulla base della precedente classificazione D1, con iter amministrativo non concluso.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di rafforzamento urbano di aree periferiche.”
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 1,5 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 43% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 47 %
– zona G 53 %
Ripartizione delle superfici:
– zona C 47% SC
– zona G 20% SC
– sottozona GS/IC 33% SC
Suddivisione zona C:
– superficie urbanizzabile ≤ 37% SC
– superficie da destinare a verde privato ≥ 10% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– Indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 22;
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29;

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e i conseguenti oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

SOTTOZONA RB
Si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le sottozone RB.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 5

SOTTOZONA D*/G – Insediamenti produttivi, artigianali e commerciali in riclassificazione

L’unità cartografica comprende aree per le quali si prevede il cambiamento di destinazione per attrezzature generali specializzate.
La norma si applica all’area dei capannoni del Consorzio Agrario per i quali, mediante apposito piano attuativo, è consentita la modifica di destinazione d’uso per attrezzature specializzate nel settore dei servizi generali (culturali, per l’istruzione, ecc.).
Il piano attuativo dovrà inoltre assicurare l’integrazione e la riqualificazione delle parti esistenti, per le quali, fino alla predisposizione di detto piano, sono consentiti gli interventi di cui alle lettere a), b), c) dell’art. 13. Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 26 relativamente alla sottozona D*/G.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 6

SOTTOZONE IC, D1 – Ambito di intervento coordinato (Parco delle Cave), insediamenti produttivi, artigianali e commerciali

SOTTOZONA IC
L’intervento è obbligatoriamente estesa a tutte le aree individuate in planimetria sulla base di un programma coordinato finalizzato alla riqualificazione ambientale, alla costituzione del parco pubblico e alla ridefinizione urbanistica della aree industriali.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di rafforzamento urbano di aree periferiche”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 1,5 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 43% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 47 %
– zona G 53 %
Ripartizione delle superfici:
– zona C 47% SC
– zona G 20% SC
– sottozona GS/IC 33% SC
Suddivisione zona C:
– superficie urbanizzabile ≤ 37% SC
– superficie da destinare a verde privato ≥ 10% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– Indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 22;
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29;

INCENTIVI
È consentito un incremento sino al 30% della quota di volumetria edificabile assegnata alla zona C (superando l’indice di edificabilità territoriale com-plessivo consentito), per realizzare abitazioni da mettere temporaneamente a disposizione dell’Amministrazione pubblica, che ne faccia richiesta, per trasferirvi provvisoriamente nuclei familiari per far fronte a stati di disagio abitativo o per l’attuazione di interventi di riqualificazione urbana di ambiti territoriali degradati. Queste volumetrie integrative dovranno essere distribuite nel rispetto dell’indice di 1,5 mc/mq della zona C su superfici da individuare fra quelle lasciate libere dall’edificazione o riservate agli interventi di zona G. L’accordo col privato, che rende disponibili le cubature per la loro provvisoria locazione a prezzi concordati definiti con delibera di Consiglio Comunale, deve essere oggetto di convenzionamento. Le cubature ritorneranno alla piena disponibilità del privato trascorsi dieci anni dalla data del certificato di abitabilità.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
La trasformabilità dell’area è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e di ripristino ambientale prescritti dal D.Lgs. 5.2.1997 n. 22 e successive modificazioni e integrazioni.
I proponenti l’intervento possono richiedere l’autorizzazione per operare direttamente anche per la sistemazione dell’area in cessione gratuita a scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria.
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e gli oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria. Studio di compatibilità paesistico-ambientale.
SOTTOZONA D1
Per tali aree si applica la disciplina prevista all’art. 24 per le zone D confermate, ex sottozona D1.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 7

SOTTOZONE D, S3, B4R3 – Insediamenti produttivi, artigianali e commerciali, standard confermati e completamento soggetto a riqualificazione

Per tale area, relativamente alla parte classificata D si applica la disciplina prevista all’art. 24 per le zone D confermate, relativamente alla parte classificata S3 si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le sottozone S3 confermate e relativamente alla parte classificata B4R3 si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le zone B ridefinite.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 8

SOTTOZONA DR – Insediamenti artigianali e commerciali in ristrutturazione urbanistica

Ambiti nei quali sono localizzati episodi di edilizia commerciale o artigianale che richiedono riassetti urbanistici, riqualificazione e controllo dell’impatto ambientale con eliminazione di quanto incompatibile, ridefinizione degli impianti infrastrutturali e interventi di completamento sulla base di un piano esteso alla intera zona.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 25 per le zone D di ristrutturazione urbanistica ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, all’art. 28 relativamente alla sottozona G2.
PARAMETRI URBANISTICI
Il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata, di cui all’art. 25, deve essere redatto secondo le prescrizioni delle zone D ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, mediante programma integrato ai sensi dell’art. 6, con i parametri previsti per la sottozona G2.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 9

ZONA HG – Aree di salvaguardia con previsione di riconversione per un uso economicamente produttivo del territorio

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 30.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 10

SOTTOZONA DR – Insediamenti artigianali e commerciali in ristrutturazione urbanistica

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 25.


INDICE


ART. 45 QN5 BINGIA MATTA

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

SOTTOZONA S3* – Standard riclassificati

Comprende la zona a Nord del Cimitero per la quale si applica la disciplina prevista all’art. 35 per le zone S riclassificate.

UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONA S3 – Standard confermati

Comprende la zona a Sud del Cimitero interessata per tutta la sua estensione dal vincolo cimiteriale.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 34 per le zone S confermate.
PARAMETRI URBANISTICI
Indice di edificabilità territoriale: 0,001 mc/mq
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Intervento diretto di iniziativa pubblica per infrastrutture, sistemazione a verde e parcheggi.

UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONA G2, S3, S4, GT – Cimitero, standard confermati e attrezzature tecnologiche specializzate

Per tale area, relativamente alla parte classificata G2 si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate, sottozona G2; relativamente alle parti classificata S3 e S4 si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le sottozone S3 e S4 confermate e relativamente alla parte classificata GT si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G in trasformazione, sottozona GT.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 4, 5, 6

SOTTOZONA IC – Ambito di intervento coordinato

E’ costituito dalle aree che si attestano lungo via Cornalias, tra il Cimitero ed il Colle di san Michele.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di valenza ambientale e sostegno residenziale”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,7 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 63 % SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 100 %
Ripartizione delle superfici:
– zona C 47% SC
– sottozona GS/IC 53% SC
Suddivisione zona C:
– superficie urbanizzabile ≤ 37% SC
– superficie da destinare a verde privato ≥ 10% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– Indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 17 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29;

Sono previsti incrementi di cubatura per interventi di cui alle PRESCRIZIONI INTEGRATIVE dell’art. 22.
INCENTIVI
Nelle unita cartografiche 5 e 6 è consentito un incremento sino al 30% della quota di volumetria edificabile assegnata alla zona C (superando l’indice di edificabilità territoriale complessivo consentito), per realizzare abitazioni da mettere temporaneamente a disposizione dell’Amministrazione pubblica, che ne faccia richiesta, per trasferirvi provvisoriamente nuclei familiari per far fronte a stati di disagio abitativo o per l’attuazione di interventi di riqualificazione urbana di ambiti territoriali degradati. Queste volumetrie integrative dovranno essere distribuite nel rispetto dell’indice di 1,5 mc/mq della zona C su superfici da individuare fra quelle lasciate libere dall’edificazione o riservate agli interventi di zona G. L’accordo col privato, che rende disponibili le cubature per la loro provvisoria locazione a prezzi concordati definiti con delibera di Consiglio Comunale, deve essere oggetto di convenzionamento. Le cubature ritorneranno alla piena disponibilità del privato trascorsi dieci anni dalla data del certificato di abitabilità.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e gli oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 7

SOTTOZONA IC – Ambito di intervento coordinato

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,7 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 63 % SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 100 %
Ripartizione delle superfici:
– zona C 47% SC
– sottozona GS/IC 53% SC
Suddivisione zona C:
– superficie urbanizzabile ≤ 37% SC
– superficie da destinare a verde privato ≥ 10% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– Indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 17 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29;

Sono previsti incrementi di cubatura per interventi di cui alle PRESCRIZIONI INTEGRATIVE dell’art. 22.
INCENTIVI
È consentito un incremento sino al 30% della quota di volumetria edificabile assegnata alla zona C (superando l’indice di edificabilità territoriale complessivo consentito), per realizzare abitazioni da mettere temporaneamente a disposizione dell’Amministrazione pubblica, che ne faccia richiesta, per trasferirvi provvisoriamente nuclei familiari per far fronte a stati di disagio abitativo o per l’attuazione di interventi di riqualificazione urbana di ambiti territoriali degradati. Queste volumetrie integrative dovranno essere distribuite nel rispetto dell’indice di 1,5 mc/mq della zona C su superfici da individuare fra quelle lasciate libere dall’edificazione o riservate agli interventi di zona G. L’accordo col privato, che rende disponibili le cubature per la loro provvisoria locazione a prezzi concordati definiti con delibera di Consiglio Comunale, deve essere oggetto di convenzionamento. Le cubature ritorneranno alla piena disponibilità del privato trascorsi dieci anni dalla data del certificato di abitabilità.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Nelle aree GS/IC sono realizzabili solamente attrezzature culturali.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 8

SOTTOZONE C1*, S2, S3 – Aree con destinazioni confermate

Per tale area, relativamente alla parte classificata C1* si applica la disciplina prevista dall’art. 21 per le zone C confermate, relativamente alle parti S2 e S3 si applica la disciplina prevista dall’art. 34 per le zone S confermate.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 9

SOTTOZONA G2 – Servizi generali confermati

Si applicano le prescrizioni previste all’art. 28 per le zone G confermate relativamente alla sottozona G2.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 10

SOTTOZONA B4R3 – Ambiti di completamento soggetti a riqualificazione

L’unità cartografica interessa un nucleo abusivo in sanatoria per il quale è necessario il risanamento urbanistico.
Per tale area si applica la disciplina prevista dall’art. 18 per le zone B ridefinite relativamente alla sottozona B4R3.



UNITÀ CARTOGRAFICHE 11

SOTTOZONA G2 – Servizi generali confermati

Si applicano le prescrizioni previste all’art. 28 relativamente alle zone G confermate, sottozona G2.



INDICE


ART. 46 SISTEMA TERRITORIALE: CUNEO INDUSTRIALE

GENERALITÀ
Il sistema territoriale è costituito:

  • dalle aree che si attestano fra il Viale Elmas e le sponde lagunari identificate come margine di S.Gilla – Cuneo industriale/Aree sud nelle quali la compresenza di situazioni ambientali e urbane estremamente diversificate suggerisce la riprogettazione integrale dell’ambito di intervento, con la finalità prioritaria della riqualificazione ambientale e urbana;
  • dalle aree fra il Viale S.Gilla e la sponda lagunare ricomprese fra la via Po e il Parco Ferroviario. In rapporto alle prevalenti problematiche urbanistiche e infrastrutturali, il compendio può considerarsi ripartito nelle seguenti tre sezioni:
    • aree industriali dismesse fra Via S. Gilla e il sedime della ferrovia;
    • aree racchiuse fra la ferrovia e l’asse litoraneo, di prevalente proprietà demaniale;
    • fascia del margine lagunare classificate come zone H di salvaguardia.
  • dalle aree del Parco Ferroviario e dalle aree D e B ai margini, fino al limite delle aree portuali;
  • dalle aree di Sa Illetta comprese tra lo stagno e la strada Statale Sulcitana 195.

Il PUC individua tre quadri normativi articolati nelle seguenti unità cartografiche:

QN6Margine di S.Gilla – Cuneo industriale/Aree Sud:

unità cartografica 1 zona D;
unità cartografica 2 sottozona DR;
unità cartografica 3 sottozone HG;
unità cartografica 4 sottozona GT*/GA2;
unità cartografiche 5 sottozona GI;
unità cartografica 6 sottozone C1, BS3*, GA2;
unità cartografica 7 sottozona GI/S;
unità cartografica 8 sottozone B3R3;
unità cartografica 9 sottozona GI;
unità cartografica 10 sottozona GI/S;
unità cartografica 11 sottozona G1;
unità cartografica 12 sottozona D*/GI;
unità cartografiche 13a, 13b, 13c sottozona D*/G, D*/GI;
unità cartografica 14 sottozona GM*/GI/S;
unità cartografica 15 zona HG;
unità cartografica 16 sottozona G1;

QN7S. Paolo:

unità cartografica 1a, 1b sottozone IC, D*/GI;
unità cartografica 2 sottozona G5/I;
unità cartografica 3 sottozona G4;
unità cartografica 4 sottozona B3;
unità cartografica 5 sottozona GS;
unità cartografica 6 sottozona GT;
unità cartografiche 7a, 7b, 7c zone HG, GH, GT;
unità cartografica 8 sottozone B3;

QN8Parco ferroviario:

unità cartografica 1 sottozona GT;
unità cartografica 2 sottozona GT*/GA2;;
unità cartografica 3 sottozona GT*/GI;
unità cartografiche 4a, 4b sottozona G6;
unità cartografica 5 sottozona GA1;
unità cartografica 6 sottozone B4R2, BS3*, S2;
unità cartografica 7 zona D;
unità cartografica 8 sottozona S1;
unità cartografica 9 sottozona GT.

OBIETTIVI STRATEGICI
La trasformazione delle suddette aree è così articolata:

  • per il margine di S.Gilla – Cuneo industriale/Aree Sud sono individuate differenti linee di intervento:
    • infrastrutturali: connessione viabilistica di livello locale come prolungamento del Viale S.Gilla;
    • urbanistiche: rafforzamento residenziale e della armatura di servizio, riorganizzazione delle aree di Via Po, dell’ex mattatoio, dei depositi ARST e delle aree industriali sul Viale Elmas;
    • ambientali: riqualificazione delle aree di margine della laguna, protezione e valorizzazione dei siti archeologici, recupero preesistenze, mitigazione degli impatti delle grandi infrastrutture;
  • per l’area di S. Paolo – Sa Illetta è prevista:
    • la riconversione urbana delle aree ex industriali con l’obiettivo della riqualificazione e della bonifica ambientale, anche attraverso l’incremento delle dotazioni residenziali e di servizio;
    • la ridefinizione della fascia intermedia con funzioni di parco attrezzato di settore urbano;
    • la conferma della destinazione di salvaguardia della fascia di margine della laguna e la sua valorizzazione;
  • per il Parco Ferroviario, riconosciuta la valenza urbanistica del compendio e la rilevanza che la funzione del trasporto assume nella prospettiva di sviluppo della città, è prevista una progressiva rifunzionalizzazione del sistema così definita:
    • nella parte prospiciente la città ed il porto, mediante la localizzazione delle funzioni intermodali (in connessione con la stazione marittima, terminal aeroporto, stazione ferroviaria, A.R.S.T, metropolitana e linee urbane), servizi ai passeggeri, parcheggi;
    • nella parte retrostante, mediante il mantenimento ed il rafforzamento delle strutture di supporto tecnologico al sistema dei trasporti;
    • nelle aree ai margini (via Riva di Ponente), mediante la riqualificazione e la riclassificazione con funzioni più integrate alla città nonché la riconversione del complesso industriale ivi localizzato.


INDICE


ART. 47 QN6 MARGINE SANTA GILLA, CUNEO INDUSTRIALE AREE SUD

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

ZONA D – Insediamenti commerciali ed artigianali confermati

Area Commerciale, artigianale già definita o in completamento. Per tale area, si applica la disciplina prevista all’art. 24 per le zone D confermate.

UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONA DR – Insediamenti commerciali ed artigianali in ristrutturazione urbanistica

Comprende le aree attestate sul Viale Elmas nelle quali sono localizzati episodi di edilizia commerciale o artigianale che richiedono riassetti urbanistici, interventi di riqualificazione e controllo dell’impatto ambientale con eliminazione di quanto incompatibile, di ridefinizione degli impianti infrastrutturali e di completamento sulla base di un piano esteso alla intera zona.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 25 per le zone D di ristrutturazione urbanistica ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, all’art. 28 relativamente alla sottozona G2.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata, di cui all’art. 25, deve essere redatto secondo le prescrizioni delle zone D ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, mediante programma integrato ai sensi dell’art. 6, con i parametri previsti per la sottozona G2.


UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONA HG – Ambiti di salvaguardia specifica

Comprende le aree, delimitate dall’asse litoraneo e dall’edificato di margine del Viale Elmas, che necessitano di interventi di riqualificazione del verde ed interventi in particolare finalizzati alla valorizzazione dei rinvenimenti archeologici.
Per tale area, si applica la disciplina prevista all’art. 30 per le sottozone HG.


UNITÀ CARTOGRAFICA 4

SOTTOZONA GT*/GA2 – Attrezzature tecnologiche in riclassificazione

L’unità cartografica comprende l’area attualmente occupata dai Depositi ARST. E’ ammessa la trasformazione, mediante piano attuativo, per Servizi Generali cittadini GA2, nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree in trasformazione relativamente alle sottozona GA.
PARAMETRI URBANISTICI
Indice di edificabilità territoriale: 2 mc/mq
Disciplina edilizia in analogia alle zone G2.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Fino alla predisposizione del Piano attuativo sono mantenute le destinazioni in atto; sono consentiti sugli edifici esistenti esclusivamente gli interventi di cui alle lettere a), b),. c). dell’art. 13.
La trasformabilità delle aree è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e di ripristino ambientale prescritti dal D.L. 5.2.1997 n°22 e successive modificazioni e integrazioni.


UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONA GI – Servizi generali con integrazioni residenziali

L’unità comprende una zona che si attesta sul Viale Elmas da riclassificare per consentire il collegamento viario con il nuovo asse di prolungamento di via S. Gilla.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le sottozone GI.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice territoriale di fabbricabilità 2,4 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 29 %
– zona G 71 %
Ripartizione delle superfici:
– zona C 50% SC
– zona G 50% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– Indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– Indice territoriale 3,5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29.
UNITÀ CARTOGRAFICA 6

SOTTOZONE C1, BS3* e GA2 – Espansione confermata, standard con possibilità di riclassificazione e attrezzature pubblico private

Per la parte di tale area ricadente nelle sottozone C1 e BS3*, si applica la disciplina all’art. 21 per le zone C confermate e all’art. 19 per le BS3*.
Per la parte di tale area ricadente nella sottozona GA2 è ammessa la trasformazione, mediante piano attuativo, per Servizi Generali cittadini, nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree in trasformazione relativamente alle sottozona GA2.
PARAMETRI URBANISTICI
Indice di edificabilità territoriale: 2 mc/mq
Disciplina edilizia in analogia alle zone G2.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Fino alla predisposizione del Piano attuativo sono mantenute le destinazioni in atto; sono consentiti sugli edifici esistenti esclusivamente gli interventi di cui alle lettere a), b),. c). dell’art. 13.

UNITÀ CARTOGRAFICA 7

SOTTOZONA GI/S – Servizi generali con integrazioni per edilizia sociale

Comprende le aree dell’ex mattatoio comunale per le quali si prevede la nuova destinazione per edilizia sociale integrata con attrezzature di livello urbano.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le sottozone GI/S.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione volumetria edificabile:
– zona B ≤ 60%
– zona G ≥ 40%
Ripartizione delle superfici:
– zona B 75% SC
– zona G 25% SC
Valori limite edificazione in zona B:
– Indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– Indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona B 18 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
L’attuazione deve avvenire attraverso Piano di iniziativa pubblica.
La trasformabilità delle aree interessate da fenomeni di inquinamento di qualsiasi tipo, è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale prescritti dal D.L.vo 5.2.1997 n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni.

UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONA B3R3 – Ambiti di completamento soggetti a riqualificazione

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le zone B ridefinite relativamente alla sottozona BnR3.

UNITÀ CARTOGRAFICA 9

SOTTOZONA GI – Servizi generali con integrazioni residenziali

L’unità comprende una zona che si attesta sul Viale Elmas da riclassificare per consentire il collegamento viario con il nuovo asse di prolungamento di via S. Gilla.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le sottozone GI.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice territoriale di fabbricabilità 2,4 mc/mq
Ripartizione volumetria edificabile:
– zona C 29%
– zona G 71%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 50% SC
– zona G 50% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 3,5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29.
UNITÀ CARTOGRAFICA 10

SOTTOZONA GI/S – Servizi generali con integrazioni per edilizia sociale

Comprende l’area del Consorzio Agrario ed del Mercato Ortofrutticolo per le quali è prevista la riconversione (in parte anche conservativa dell’esistente) per edilizia sociale integrata con attrezzature culturali e direzionali, di livello urbano e di quartiere.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone GI/S.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione volumetria edificabile:
– zona B ≤ 50%
– zona G ≥ 50%
Ripartizione delle superfici:
– zona B 60% SC
– zona G 40% SC
Valori limite edificazione in zona B:
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona B 18 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
L’attuazione deve avvenire attraverso piano di iniziativa pubblica.
La trasformabilità delle aree interessate da fenomeni di inquinamento di qualsiasi tipo, è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale prescritti dal D.L.vo 5.2.1997 n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni.

UNITÀ CARTOGRAFICA 11

SOTTOZONA G1 – Servizi generali confermati

Identifica le aree del complesso degli Uffici Postali.
Si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate relativamente alla sottozona G1.

UNITÀ CARTOGRAFICA 12

SOTTOZONA D*/GI – Insediamenti produttivi in riclassificazione

Comprende le aree industriali di Via Po, Viale Elmas, nelle quali si riconosce cessata l’attività produttiva ovvero sono venute meno le condizioni di classificazione produttiva e per le quali si ammette la riconversione di destinazione, secondo quanto previsto all’art. 26 per la sottozona D*/GI.
Il cambio di destinazione è subordinato alla predisposizione di Piano attuativo
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 26 relativamente alla sottozona D*/GI.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C ≤ 23%
– zona G ≥ 77%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 50% SC
– zona G 50% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 26.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e i conseguenti oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

UNITÀ CARTOGRAFICA 13a, 13b, 13c

SOTTOZONE D*/G, D*/GI – Insediamenti produttivi in riclassificazione

Comprende le aree industriali di Via Po, nelle quali si riconosce cessata l’attività produttiva o sono venute meno le condizioni di classificazione produttiva e per le quali si impone:

  • la riconversione esclusivamente per Servizi Generali D*/G per le parti in conservazione (ex pastificio - unità cartografica 13a);
  • la riconversione con destinazione D*/GI per le parti delle quali si impone la demolizione (unita cartografiche 13b e 13c).

Il cambio di destinazione è subordinato alla predisposizione di Piano attuativo, secondo quanto previsto all’art. 26 per le sottozone D*/G e D*/GI.
SOTTOZONA D*/G
Per l’unità cartografica 13a si applica la disciplina prevista all’art. 26 relativamente alla sottozona D*/G.
SOTTOZONA D*/GI DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 26 relativamente alle sottozone D*/GI per le unità cartografiche 13b e 13c.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C ≤ 23%
– zona G ≥ 77%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 50% SC
– zona G 50% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 26.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e i conseguenti oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

UNITÀ CARTOGRAFICA 14

SOTTOZONA GM*/GI/S – Aree militari in riclassificazione

Comprende le aree del demanio militare per le quali si prescrive la ridefinizione urbanistica con riconversione per l’edilizia sociale integrata con attrezzature generali di livello urbano.
Il cambio di destinazione è subordinato alla dismissione dall’uso militare.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 relativamente alla sottozona GI/S.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione volumetria edificabile:
– zona B ≤ 60%
– zona G ≥ 40%
Ripartizione delle superfici:
– zona B 75% SC
– zona G 25% SC
Valori limite edificazione in zona B:
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona B 18 mq/ab
– – zona G: nella misura prevista dall’art. 29.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il piano attuativo deve essere di iniziativa pubblica.
Fino alla predisposizione del piano attuativo sono mantenute le destinazioni in atto; sono consentiti sugli edifici esistenti esclusivamente gli interventi di cui alla lettera a), b), c) dell’art. 13.
La trasformabilità delle aree è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e di ripristino ambientale prescritti dal D.L. 5.2.1997 n°22 e successive modificazioni e integrazioni.

UNITÀ CARTOGRAFICA 15

ZONA HG – Aree di salvaguardia con previsione di riconversione per un uso economicamente produttivo del territorio

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 30.

UNITÀ CARTOGRAFICA 16

SOTTOZONA G1 – Servizi generali confermati

Si applicano le prescrizioni previste all’art. 28 per le zone G confermate relativamente alla sottozona G1.


INDICE



ART. 48 QN7 SAN PAOLO

UNITÀ CARTOGRAFICA 1a, 1b

SOTTOZONA IC, D*/GI – Ambiti di intervento coordinato (ex AGIP)

SOTTOZONA IC (UNITA’ CARTOGRAFICA 1a) Comprende l’area tra via S. Gilla e la Stazione Ferroviaria, interessata dalla dismissione delle preesistenti attività industriali.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di rafforzamento urbano di aree periferiche”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 1,5 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 43% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 47%
– zona G 53%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 47% SC
– zona G 20% SC
– sottozona GS/IC 33% SC
Suddivisione zona C:
– superficie urbanizzabile ≤ 37% SC
– superficie da destinare a verde privato ≥ 10% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 22.
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
La trasformabilità delle aree è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e di ripristino ambientale prescritti dal D.Lgs. 22/1997 e successive modificazioni e integrazioni.
I proponenti l’intervento possono richiedere l’autorizzazione per operare direttamente anche per la sistemazione dell’area in cessione gratuita a scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria.
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e gli oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

SOTTOZONA D*/GI (UNITA’ CARTOGRAFICA 1b)
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 26 relativamente alla sottozona D*/GI.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice territoriale 3 mc/mq
Ripartizione delle cubature:
– zona C 23%
– zona G 77%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 50% SC
– zona G 50% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 26.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
La trasformabilità delle aree è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e di ripristino ambientale prescritti dal D.L. 5.2.1997 n°22 e successive modificazioni e integrazioni.
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e i conseguenti oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONA G5I – Servizi generali (ex Cementeria)[1]

Comprende l’area dell’ex Cementeria, dove si riconosce cessata l’attività produttiva o sono venute meno le condizioni di classificazione produttiva e per la quale è prevista la destinazione per servizi generali.
L’edificazione è disciplinata mediante la Variante al precedente Programma Integrato (Del. C.C. N°88/2000) approvata dal Consiglio Comunale con Deliberazione n° 83 del 03.11.2005 e redatta ai sensi della L.R. 16/94.[2]
DESTINAZIONI
E’ consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi plurifunzionali a carattere direzionale, ricettivo, commerciale, residenziale e delle necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 4,64 mc/mq
Volume edificabile totale 167.374 mc
Ripartizione della volumetria edificabile totale:
– volume privato VP 155.826 mc
volumetria per Residenza 34.942 mc
volumetria per Servizi Connessi 9.983 mc
volumetria per Servizi Generali 110.901 mc
– volume direzionale in cessione al Comune di Cagliari 6.556 mc
– volumetria Pubblica ex zona C 4.992 mc
– volumetria Pubblica totale 11.548 mc
Distribuzione della volumetria edificabile privata:
– residenziale 28,83% di VP
– commerciale dal 10% al 30% di VP
– direzionale dal 40% al 60% di VP
Ripartizione delle superfici:
– superficie totale SC 36.036 mq
– superficie in Zona C 33.278 mq
– superficie in Zona G 2.758 mq
– standard di zona C 8.985 mq di cui:
standard in superficie 4.725 mq
parcheggi interrati 4.260 mq
Destinazione delle superfici:
– superficie Fondiaria privata 24.882 mq
– superficie Pubblica in cessione 11.154 mq di cui:
viabilità in cessione 6.429 mq
standard in superficie 4.725 mq
– Sup. lorda di pavimento totale 44.250 mq
– Sup. lorda di pavimento privata 40.721 mq
– Sup. lorda di pavimento in cessione 3.529 mq [3]

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
L’unità cartografica, individuata nei Quadri normativi, rappresenta l’unità minima d’intervento e non è modificabile, ai fini del suo utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del Piano Integrato.
Nei complessi edilizi realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro, di ristrutturazione edilizia e di demolizione. Sono ammesse la ricostruzione e la modifica delle destinazioni d’uso nel rispetto della volumetria massima totale prevista per la residenza, con esclusione degli aumenti di volume e della superficie lorda di pavimento e nel rispetto dei limiti di variabilità delle destinazioni sopraindicati.

UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONA G4 – Servizi generali

L’unità identifica la zona compresa tra via S. Gilla e la Stazione Ferroviaria in cui l’edificazione è disciplinata mediante il Programma Integrato redatto ai sensi della L.R. 16/94 ed approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n° 88 del 14.09.2000.
DESTINAZIONI
E’ consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi a carattere direzionale e delle necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Volume edificabile totale 31.545 mc
Ripartizione della volumetria edificabile totale:
- volume privato 29.805 mc
– volume direzionale in cessione al Comune 1.740 mc
Ripartizione delle superfici:
– superficie totale SC 10.515 mq
– superficie fondiaria privata 8.075 mq
– superficie fondiaria in cessione 600 mq
– parcheggi pubblici in cessione 325 mq
– viabilità in cessione 1.515 mq
– superficie lorda di pavimento privata 9.250 mq
– superficie lorda di pavimento in cessione 565 mq

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
L’unità cartografica, individuata nei Quadri normativi, rappresenta l’unità minima d’intervento e non è modificabile, ai fini del suo utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del Piano Integrato.
Nei complessi edilizi realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro, di ristrutturazione edilizia, di demolizione e ricostruzione; sono esclusi gli aumenti di volume e della superficie lorda di pavimento.

UNITÀ CARTOGRAFICA 4

SOTTOZONA B3 – Completamento confermato

Per tale area si applica la disciplina prevista dall’art. 17 per le zone B confermate relativamente alla sottozona B3.

UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONA GS – Attrezzature pubbliche e ad uso pubblico

L’intera area, costituita dalla fascia compresa tra la litoranea e la via S. Paolo, è soggetta ad accordo di programma per la realizzazione di attrezzature pubbliche.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alle sottozone GS. Sono ammesse stazioni di rifornimento carburanti e servizi accessori.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il piano attuativo conseguente ad accordo di programma tra gli Enti interessati deve localizzare la dotazione per standard e deve garantire la disponibilità delle seguenti quantità e destinazioni:

  • S1 = 6.441 mq
  • S3 = 19.759 mq


UNITÀ CARTOGRAFICA 6

SOTTOZONA GT – Attrezzature tecnologiche specializzate

Comprende parte dell’area interessata dal Parco Ferroviario.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GT.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
In assenza di piano attuativo è previsto il mantenimento delle funzioni in atto e sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui alla lettera a), b), c) dell'art. 13.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 7a, 7b, 7c

SOTTOZONA HG – Aree di salvaguardia con previsione di riconversione per un uso economicamente produttivo del territorio - SOTTOZONA GH - Parco di bonifica ambientale di Giorgino - SOTTOZONA GT, – Aree per attrezzature tecnologiche specializzate

Sottozona HG (UNITA’ CARTOGRAFICA 7a)
Comprende la fascia delimitata dalla strada litoranea e dal margine dello Stagno di S. Gilla con esclusione delle aree appartenenti alle successive sottozone.
Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 30.

Sottozona GH (UNITA’ CARTOGRAFICA 7b)
Parco di bonifica ambientale di Giorgino.
Gli interventi dovranno essere volti alla riconversione verso attrezzature di servizio, alla valorizzazione ed al recupero delle antiche tradizioni della pesca.
Identifica gli ambiti con le medesime caratteristiche e funzioni delle sottozone GIT, con esclusione delle destinazioni integrative residenziali, da sottoporre prioritariamente a pianificazione particolareggiata di valenza ambientale al fine di definire gli ambiti e le misure di salvaguardia, nonché gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza per la presenza di possibili fattori di rischio (discariche, depositi inquinanti, …..). E' prescritto lo studio preliminare degli interventi di bonifica e di messa in sicurezza, per definire la trasformabilità delle aree e la loro idoneità ad accogliere le attività previste dalle nuove destinazioni.
PARAMETRI URBANISTICI
Indice di edificabilità territoriale: 0,10 mc/mq

Sottozona GT (UNITA’ CARTOGRAFICA 7c)
Svincolo della Scafa, via Calafati.
Per tale area si applica la disciplina prevista all’art.29.

UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONA B3 – Completamento residenziale

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 17 per le zone B confermate, sottozona B3.

Note

  1. Nella unità cartografica 2 la “SOTTOZONA G5 – Servizi generali (ex Cementeria)” è stata sostituita con “SOTTOZONA G5I – Servizi generali (ex Cementeria)” a seguito di variante urbanistica adottata con DCC83/2005, approvata con DCC 26/2006 e vigente dal 27/03/2006, BURAS n°9.
  2. Le parole L’edificazione è disciplinata mediante il Programma Integrato redatto ai sensi della L.R. 16/94 ed approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n° 88 del 14.09.2000” sono state sostituite con le parole “L’edificazione è disciplinata mediante la Variante al precedente Programma Integrato (Del. C.C. N°88/2000) approvata dal Consiglio Comunale con Deliberazione n° 83 del 03.11.2005 e redatta ai sensi della L.R. 16/94” a seguito di variante urbanistica adottata con DCC83/2005, approvata con DCC 26/2006 e vigente dal 27/03/2006, BURAS n°9.
  3. I parametri urbanistici sono stati ridefiniti con variante urbanistica adottata con DCC83/2005, approvata con DCC 26/2006 e vigente dal 27/03/2006, BURAS n°9.

INDICE


ART. 49 QN8 PARCO FERROVIARIO

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

SOTTOZONA GT – Attrezzature tecnologiche specializzate

Comprende l’area interessata dal Parco Ferroviario.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GT.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
In assenza di piano attuativo, é’ previsto il mantenimento delle funzioni in atto e sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b) e c) dell’art. 13.

UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONA GT*/GA2 – Parco Ferroviario

Comprende le aree del Parco Ferroviario per le quali è prevista la riconversione mediante piano attuativo o accordo di programma.
DESTINAZIONI
Per gli interventi di riconversione sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GA2.
PARAMETRI URBANISTICI

– Indice territoriale 2 mc/mq
– Altezza massima degli edifici 16 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
In assenza di piano attuativo o di accordo di programma, sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b) e c) dell’art. 13.
Per opere e realizzazioni strettamente connesse con lo svolgimento delle attività in atto e comunque attinenti la funzione di trasporto, sono ammesse integrazioni nella misura del 10% delle cubature esistenti.

UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONA GT*/GI – Parco Ferroviario

Comprende le aree del Parco Ferroviario per le quali è prevista la parziale riconversione mediante piano attuativo o accordo di programma.
DESTINAZIONI
Per gli interventi di riconversione sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GI con la ulteriore specificazione che la quota parte residenziale sia destinata ad edilizia sociale e pubblica.
PARAMETRI URBANISTICI

– Indice di edificabilità territoriale 2 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C ≤ 50%
– zona G ≥ 50%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 67% SC
– zona G 33% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 3 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 3 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
In assenza di piano attuativo o di accordo di programma, sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b) e c) dell’art. 13.
Per opere e realizzazioni strettamente connesse con lo svolgimento delle attività in atto e comunque attinenti la funzione di trasporto, sono ammesse integrazioni nella misura del 10% delle cubature esistenti.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 4a, 4b

SOTTOZONA G6 – Servizi Generali

SOTTOZONA G6 (UNITA’ CARTOGRAFICA 4a)
Comparto 1 – Programma Integrato Edilia
In tale comparto è consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi per studentato e a carattere ricettivo, direzionale e d’uso pubblico, oltre che le necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio, nel rispetto delle volumetrie, delle tipologie e delle destinazioni d’uso previste nel Programma Integrato approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n° 116 del 23.10.2000 in attuazione della legge regionale n° 16/94.
I parametri urbanistici sono i seguenti:

Indice di edificabilità territoriale 4,64 mc/mq
Superficie di intervento 22.350 mq
Volume complessivo 103.634 mc
Ripartizione del volume complessivo:
– volume ad uso privato 81.316 mc
– volume per autosilo 8.400 mc
– volume in cessione al Pubblico 13.918 mc

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il comparto urbanistico, coincidente con l’unità cartografica, rappresenta l’unità minima d’intervento e non è modificabile, ai fini del suo utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del Programma Integrato.
Sugli impianti, complessi edilizi ed attrezzature realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti e di modifica delle destinazioni d’uso.
SOTTOZONA G6 (UNITA’ CARTOGRAFICA 4b)
Comparto 2 – Palazzina SEM
I parametri urbanistici sono i seguenti:

Indice di edificabilità territoriale 2,22 mc/mq
Superficie di intervento 1.650 mq
Volume complessivo 3.664 mc
Ripartizione del volume complessivo:
– volume ad uso privato 3.664 mc
– volume in cessione al Pubblico 0 mc

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE

In tale comparto sono consentiti sugli edifici esistenti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, demolizioni e ricostruzioni, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti e di modifica delle destinazioni d’uso.


UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONA GA1 – Servizi generali

Aree demaniali e private comprese tra la via Plaia e via Riva di Ponente.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone GA1.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Cessioni: nella misura prevista dall’art. 29;

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
L’attuazione deve avvenire attraverso piano di iniziativa pubblica o privata.
Il piano attuativo deve prioritariamente risolvere i problemi infrastrutturali legati alla viabilità di Piano e alla accessibilità all’area portuale. Deve, inoltre, essere garantita la realizzazione di spazi pubblici attrezzati, da cedere all’Amministrazione Comunale, tali da creare una continuità di percorso con la Via Roma e la piazza lineare prevista di fronte al porto.

UNITÀ CARTOGRAFICA 6

SOTTOZONE B4R2, BS3*, S2 – Ambiti di completamento soggetti a riqualificazione e standard

Comprende le aree di margine della via Roma e viale Trieste.
DESTINAZIONI
Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le zone B ridefinite relativamente alla sottozona BnR2, all’art. 19 per la sottozona BS3* e all’art. 34 relativamente alla sottozona S2.
PARAMETRI URBANISTICI

SOTTOZONA B4R2:
– indice fondiario 3 mc/mq
– altezza massima 22 mt
SOTTOZONA BS*
– indice territoriale 3 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
SOTTOZONA S2:
– indice fondiario 5 mc/mq
– superficie coperta/superficie lotto ≤ 0,5
– indice fondiario 3 mc/mq

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
L’attuazione nelle unità di intervento individuate deve avvenire attraverso piano di recupero.
Il piano dovrà prevedere una soluzione unitaria per quanto riguarda gli allineamenti, le altezze, i cromatismi ed i disegni di prospetto; l’Amministrazione potrà indicare la posizione delle eventuali gallerie di attraversamento per rendere possibile l’accesso alle linee del trasporto pubblico.


UNITÀ CARTOGRAFICA 7

ZONA D – Insediamenti produttivi, commerciali, artigianali confermati

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 24 per le zone D confermate.


UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONA S1 – Standard confermato

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate relativamente alla sottozona S1.

UNITÀ CARTOGRAFICA 9

SOTTOZONA GT – Attrezzature tecnologiche specializzate (Area Portuale)

DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GT.
PARAMETRI URBANISTICI

Superficie coperta 15% SC
Indice di utilizzo (superficie calpestio/SC) ≤ 0,30 mq/mq
Altezza massima degli edifici 10,50 mt

Sono ammesse deroghe all’altezza massima degli edifici per attrezzature e impianti di tipo speciale.
In assenza di piano attuativo, sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c), d) dell’art. 13.
Le aree saranno disciplinate dalle prescrizioni specifiche del Piano Regolatore del Porto non appena definitivamente approvato.


INDICE


ART. 50 SISTEMA TERRITORIALE: PIRRI, BARRACCA MANNA, ASSE MEDIANO

GENERALITÀ
Il sistema territoriale di Pirri è riconosciuto quale area strategica dell’intero sistema metropolitano, non solo per la sua centralità, quanto per le potenzialità che gli derivano dalla contiguità con Monserrato e dalle nuove funzioni connesse soprattutto all’Università e al Parco di Terramaini.
Il PUC individua i seguenti ambiti, interessati da distinti quadri normativi:
QN9 – Barracca Manna;
QN10/1 – le aree del settore sud-occidentale, attestate lungo l’asse mediano (circonvallazione di Pirri);
QN10/2 – le aree che si attestano lungo l’asse mediano dall’incrocio con Viale Ciusa;
QN10/3 – il sistema delle aree di connessione tra l’asse mediano e il Terramaini;
QN10/4 – le aree lungo l’asse mediano fronteggianti il quartiere di Genneruxi e il Molentargius;
I cinque quadri normativi sono a loro volta articolati nelle seguenti unità cartografiche:

QN9 – Barracca Manna – P.R:U.
QN10/1 – Asse Mediano:
unità cartografiche 1,2,3,4 sottozona G2;
unità cartografica 5 zona D;
unità cartografica 6 sottozona IC;
unità cartografica 7 sottozona RB;
unità cartografiche 8,9 sottozone S1,S3.
QN10/2 – Asse Mediano:
unità cartografiche 1a,1b sottozone D*/G, GI;
unità cartografica 2 sottozone GT, B8R3, S3*, C1;
unità cartografica 3 sottozona S3.
QN10/3 – Asse Mediano:
unità cartografiche 1, 2 sottozone IC, RB;
unità cartografica 3 sottozona S3.
QN10/4 – Asse Mediano:
unità cartografica 1 comparto PI1;
unità cartografica 2 sottozona GT;
unità cartografica 3 sottozona S3*;
unità cartografica 4 sottozona S3*;
unità cartografica 5 sottozona S3*;
unità cartografica 6 sottozona S3*.

OBIETTIVI STRATEGICI
Oltre al tema specifico della riqualificazione dell’insediamento storico (Piano Quadro) e dell’insediamento di Barracca Manna (Piano di Risanamento Urbanistico), il PUC individua individuati i seguenti ambiti di trasformazione:

  • le aree di snodo tra Pirri e Monserrato (settore Nord-Est);
  • le aree di margine, attestate sulle percorrenze esterne (viali cornice) e lungo l’asse mediano (il fronte occidentale);
  • il parco lineare dell’asse mediano.


INDICE


ART. 51 QN9 BARRACCA MANNA

L’ambito di Barracca Manna, normativamente definito dal vigente Piano di Risanamento, viene considerato come areale di trasformazione e trattato in analogia con i Quadri normativi così da ricondurlo all’interno delle modalità gestionali del nuovo Piano Urbanistico. Pertanto si riconfermano le prescrizioni del Piano di risanamento urbanistico vigente con la precisazione che per le zone RIV (direzionalità vincolate) e per le zone I (Direzionali, Commerciali, Residence e attrezzature private nel verde), fatte salve le cubature complessive assegnate che non possono essere incrementate, sono applicabili le procedure generali stabilite per gli ambiti di intervento coordinato. In particolare, a seguito delle verifiche di fattibilità economica sviluppate secondo le modalità indicate, possono essere ridefinite le ripartizioni tra le destinazioni d’uso con l’integrazione residenziale
Le specifiche Norme Tecniche di Attuazione sono riportate nell’Allegato A.


INDICE


ART. 52 QN10/1 PIRRI – ASSE MEDIANO

UNITÀ CARTOGRAFICHE 1, 2, 3, 4

SOTTOZONA G2 – Servizi generali confermati

Si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate relativamente alla sottozona G2, con riferimento alle destinazioni consolidate:

  • direzionalità (lottizzazione in corso confermata);
  • grande distribuzione commerciale;
  • istruzione superiore;
  • attrezzature alberghiere.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 5

ZONA D – Insediamenti produttivi, commerciali, artigianali confermati

Per tali aree si applica la disciplina prevista all’art. 24 per le zone D confermate relativamente alla sottozona D1.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Nello strumento di attuazione (piano di lottizzazione di iniziativa privata) devono essere definite le cessioni necessarie per il completamento della maglia viaria secondo le indicazioni di Piano.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 6

SOTTOZONA IC – Ambiti di intervento coordinato

E’ costituita dalle aree attestate sull’asse mediano.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per le zone C nelle aree di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di valenza ambientale e sostegno residenziale”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,7 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 63% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
- zona C 100%
Ripartizione delle superfici:
zona C 47% SC
sottozona GS/IC 53% SC
Suddivisione zona C:
superficie urbanizzabile ≤ 37% SC
superficie da destinare a verde privato ≥ 10% SC
Valori limite edificazione in zona C:
indice territoriale 1,5 mc/mq
indice fondiario 5 mc/mq
altezza 17 mt
Cessioni:
standard zona C 25 mq/ab
zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e gli oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

UNITÀ CARTOGRAFICA 7

SOTTOZONA RB – Preesistenze soggette a riqualificazione

Si applica la disciplina prevista all’art. 18 per la salvaguardia dei Beni Culturali.
Negli ambiti individuati ogni intervento deve essere prioritariamente orientato al recupero delle architetture esistenti con esclusione degli aumenti di volume; sono pertanto consentite attrezzature di uso collettivo o di servizio compatibilmente con la conservazione dei manufatti e il riassetto dell’accessibilità.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 8, 9

ZONE S1, S3 – Standard confermati

Per tale area si applica la disciplina prevista per le sottozone S1 ed S3 all’art. 34 per le zone S confermate con la possibilità di cambio di destinazione da S1 a S2.


INDICE


ART. 53 QN10/2 ASSE MEDIANO

UNITÀ CARTOGRAFICHE 1a, 1b

SOTTOZONE D*/G, GI – Insediamenti produttivi in riclassificazione

Identifica un ambito costituito dal lotto occupato dalla ex distilleria Zedda Piras, classificata D*/G, e da una porzione di area libera, classificata GI, per il quale si prescrive una soluzione unitaria ed integrata.
SOTTOZONA D*/G
Comprende il lotto occupato dalla ex distilleria Zedda Piras, per il quale è prevista la riconversione funzionale nella gamma delle attrezzature di servizio generale di livello urbano previste all’art. 26 relativamente alla sottozona D*/G. Si prescrive la conservazione delle strutture originarie e l’eliminazione delle superfetazioni, con trasferimento delle cubature eliminate.
E’ ammesso il trasferimento delle cubature eliminate nella sottozona GI attigua.
SOTTOZONA GI
Comprende l’area libera adiacente alla ex distilleria Zedda Piras per la quale si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone GI.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 2,4 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 29 %
– zona G 71 %
Ripartizione delle superfici:
– zona C 50% SC
– zona G 50% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 3,5 mc/mq
– altezza 16 mt

L’indice della quota parte di zona G può essere incrementato fino a 5 mc/mq a compensazione delle cubature eliminate nella adiacente sottozona classificata D*/G.

Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29
UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONE GT, B8R3, S3*, C1 – Attrezzature tecnologiche, zone di completamento ridefinite, standard in riclassificazione, espansione confermata

Identifica la fascia di rispetto dell’asse mediano destinata, a nord, alla soluzione dei problemi di raccordo viabilistico (GT) ed alla ricostituzione della fascia di verde urbano, e a sud, alla sistemazione delle aree interessate dal viadotto e delle aree inedificate.
Per la complessità della situazione e la esigua potenzialità edificatoria, è da considerarsi preferenziale l’attuazione con strumenti di intervento pubblico-privato.
SOTTOZONA GT
Le destinazioni ed i parametri urbanistici sono quelli previsti all’art. 29 relativamente alla sottozona GT.
SOTTOZONA B8R3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le zone B ridefinite, sottozona B8R3.
SOTTOZONE S3*
In tali ambiti si applica la disciplina prevista all’art. 35 per le zone S* riclassificate, sottozona S3*.
SOTTOZONA C1
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 21 per le zone C confermate, sottozona C1.

UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONE S3 – Standard confermati

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate.


INDICE


ART. 54 QN10/3 ASSE MEDIANO

UNITÀ CARTOGRAFICHE 1, 2

SOTTOZONE IC, RB – Ambiti di intervento coordinato e preesistenze soggette a riqualificazione

Identificano un sistema di aree di connessione tra l’Asse Mediano ed il Parco di Terramaini.
SOTTOZONA RB
Si applica la disciplina prevista all’art. 18 per la salvaguardia dei Beni Culturali.
SOTTOZONA IC
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per le zone C nelle aree di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di valenza ambientale e sostegno residenziale”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,7 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 63% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 100%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 47% SC
– sottozona GS/IC 53% SC
– Suddivisione zona C:
– superficie urbanizzabile ≤ 37% SC
– superficie da destinare a verde privato ≥ 10% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 17 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29

Sono previsti incrementi di cubatura per interventi di cui alle PRESCRIZIONI INTEGRATIVE dell’art. 22.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e gli oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 3

SOTTOZONE S3 – Standard confermati

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate, sottozona S3.


INDICE


ART. 55 QN10/4 ASSE MEDIANO

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

COMPARTO URBANISTICO D’INTERVENTO PI1 (Programma Integrato Magnolia)

COMPARTO URBANISTICO D’INTERVENTO PI1
Comprende le aree lungo l’asse mediano fronteggianti il quartiere di Genneruxi ed lo Stagno di Molentargius.
In tale unità cartografica é consentita esclusivamente la realizzazione di complessi edilizi a carattere residenziale e dei relativi servizi connessi, di complessi ricettivi, degli impianti e delle attrezzature di servizio, oltre che le necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio, nel rispetto delle volumetrie, delle tipologie e delle destinazioni d’uso previste nel Programma Integrato approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n° 151 del 28.11.2000 in attuazione della L.R. 29 Aprile 1994 n° 16 regolante i Programmi Integrati di riqualificazione urbanistica.
Il comparto urbanistico d’intervento é costituito dalla integrazione funzionale di quattro distinte destinazioni urbanistiche:

  • destinazione residenziale (zona C)
  • destinazione per servizi generali (zona G)
  • destinazione per parco urbano e parcheggi (zone S3 e S4)
  • viabilità di Piano

PARAMETRI URBANISTICI

Superficie del Comparto urbanistico d’intervento (SC) 102.844 mq
Indice di edificabilità territoriale 0,7363 mc/mq mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 64% SC
Ripartizione delle superfici:
– zona C ≤ 44% SC
– zona G ≤ 7% SC
– parco urbano e viabilità di piano ≥ 49% SC
– Ripartizione delle volumetrie:
– zona C 89,64% pari a 67.877 mc
di cui 70% residenza
" 20% servizi connessi con la residenza
" 10% servizi pubblici
– zona G 10,36% pari a 7.846 mc

Le sistemazioni planovolumetriche riportate nella proposta di Programma Integrato non sono modificabili, ai fini del loro utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del piano integrato.
Sugli impianti, complessi edilizi ed attrezzature realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, demolizioni e ricostruzioni, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti e di modifica delle destinazioni d’uso.

UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONE GT – Attrezzature tecnologiche specializzate

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione.

UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONA S3* – Standard riclassificati

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 35 per le zone S riclassificate.

UNITÀ CARTOGRAFICA 4

SOTTOZONA S3* – Standard riclassificati

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 35 per le zone S riclassificate.

UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONA S3* – Standard riclassificati

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 35 per le zone S riclassificate.

UNITÀ CARTOGRAFICA 6

SOTTOZONA S3* – Standard riclassificati

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 35 per le zone S riclassificate.


INDICE


ART. 56 SISTEMA TERRITORIALE: MONTE CLARO, TUVIXEDDU

GENERALITÀ
Il PUC individua due quadri normativi articolati nelle seguenti unità cartografiche:

QN11 – Monte Claro:
unità cartografica 1 sottozona GS, S3;
unità cartografica 2 sottozona GA1;
unità cartografica 3 sottozone GT, GA1;
unità cartografica 4 sottozona DR;
unità cartografica 5 sottozone IC, RB;
unità cartografica 6 sottozona G1;
unità cartografica 7 sottozona GI;
unità cartografica 8 sottozone G2, S1;
unità cartografica 9 sottozona B3;
unità cartografica 10 sottozone C5*, GT.
QN12 – Tuvixeddu, Sa Duchessa:
unità cartografica 1,2 sottozone HS, PI2;
unità cartografica 3 sottozona G1;
unità cartografica 4,5 sottozone G1, GM*;
unità cartografica 6 sottozone G1, S1, GM*, GA2;
unità cartografica 7 sottozone B(2,3)R2, B3R1, S1, H;
unità cartografica 8 sottozona B3;
unità cartografica 9 sottozone S1, S2;
unità cartografica 10,11 sottozona G1.

OBIETTIVI STRATEGICI
La riprogettazione delle aree che si attestano attorno ai Colli (Tuvixeddu, Tuvumannu, Monte Claro e San Michele) rappresenta la più rilevante possibilità di innestare nel corpo della città un sistema di luoghi con fortissime connotazioni naturalistico - ambientali, urbane, archeologiche, storiche e culturali.
Il sistema dei colli richiede pertanto una preliminare valutazione sotto l’aspetto ambientale, soprattutto per ritrovare connessioni e ripristinare unità morfologiche laddove gli usi hanno frammentato, diviso e spesso distrutto le originarie qualità d’insieme. All’interno delle indicazioni normative, il sistema territoriale dei Colli è quindi prioritariamente individuato come ambito di Pianificazione particolareggiata con valenza paesistica, imperniato sul Piano del Verde Urbano , che viene ad avere, in questi ambiti, la specifica funzione di quadro di verifica delle compatibilità.


INDICE


ART. 57 QN11 MONTE CLARO

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

SOTTOZONE GS, S3 – Parco urbano (Monte Claro)

SOTTOZONA GS
In tale ambito gli interventi, da definirsi tramite accordo di programma, sono disciplinati dalle norme generali previste all’art.29 per le zone GS.
Lo strumento attuativo dovrà perseguire l’obiettivo di ripristinare la fruizione pubblica, la continuità di percorrenza longitudinale e trasversale nonché la continuità del verde in integrazione con i quartieri prospicienti.
Dovranno essere assicurate le cessioni per standard secondo le seguenti quantità e destinazioni:

- S1 = 2.817 mq
- S3/S4 = 70.819 mq.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Lo strumento attuativo dovrà contemplare la risoluzione degli accessi pedonali e di attraversamento della grande viabilità.

SOTTOZONA S3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art 34 per le zone S confermate, sottozona S3.

UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONA GA1 – Parco urbano (ex ospedale psichiatrico)

L’intera zona, di rilevante valenza ambientale, è destinata ad attività direzionali pubblico-private di interesse sovracomunale, finalizzate in particolare ad integrare le attività di formazione e di ricerca scientifica avanzata.
In tale ambito gli interventi, da definirsi tramite accordo di programma, dovranno prevedere il ripristino dei padiglioni esistenti con criteri di recupero filologico, destinati ad accogliere funzioni di servizio. Il piano attuativo potrà prevedere integrazioni volumetriche, nel rispetto delle caratteristiche architettoniche e ambientali.
DESTINAZIONI

  • Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GA1.

PARAMETRI URBANISTICI
E’ consentito un incremento delle volumetrie esistenti fino ad un massimo del 10%.
Altezza massima degli edifici = 18 mt
Cessioni: nella misura prevista dall’art. 29.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
In assenza di piano attuativo sono consentiti sull'esistente gli interventi definiti ai punti a) b) c) dell’art. 13, senza modifica della destinazione originariamente assentita.
Le superfici destinate a parcheggio (preferibilmente interrate), da dimensionarsi in rapporto alle funzioni proposte, dovranno presentare soluzioni adeguate tali da mitigare ogni forma di impatto visivo e acustico e dovranno comunque essere protette e mascherate mediante alberature.
La parte non interessata dall’edificazione deve essere attrezzata come parco di settore urbano e deve assicurare la continuità col Parco di Monte Claro.

UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONE GT, GA1 – Attrezzature tecnologiche specializzate e servizi generali

Comprende le aree attualmente occupate dai depositi e dagli uffici del CTM la cui trasformazione è subordinata a piano attuativo di iniziativa pubblica.
SOTTOZONA GT
In tale sottozona le destinazioni ed i parametri urbanistici sono quelli previsti all’art. 29 per la sottozona GT.
In assenza di piano attuativo sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b) e c) dell’art. 13.
Nel caso si verificassero opportunità di trasferimento degli impianti, a seguito di accordo di programma, tale area potrà essere riconvertita in zona GA con prescrizioni urbanistico-edilizie della zona G2.
SOTTOZONA GA1
In tale sottozona si applica la disciplina prevista all’art. 29 per la sottozona GA1 con prescrizioni urbanistico-edilizie della zona G1.

UNITÀ CARTOGRAFICA 4

SOTTOZONA DR – Insediamenti commerciali ed artigianali in ristrutturazione urbanistica

Ambiti nei quali sono localizzati episodi di edilizia commerciale o artigianale che richiedono riassetti urbanistici, riqualificazione e controllo dell’impatto ambientale con eliminazione di quanto incompatibile, ridefinizione degli impianti infrastrutturali e interventi di completamento sulla base di un piano esteso alla intera zona.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 25 per le zone D di ristrutturazione urbanistica ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, all’art. 28 relativamente alla sottozona G2.
PARAMETRI URBANISTICI
Il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata, di cui all’art. 25, deve essere redatto secondo le prescrizioni delle zone D ovvero, nel caso di riconversione urbanistica, mediante programma integrato ai sensi dell’art. 6, con i parametri previsti per la sottozona G2.

UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONE IC, RB – Ambiti di intervento coordinato e preesistenze soggette a riqualificazione

E’ costituito dalle aree attestate sull’asse mediano.
SOTTOZONA RB
In tale sottozona le destinazioni ed i parametri urbanistici sono quelli previsti all’art. 18.
SOTTOZONA IC
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per le zone C nelle aree di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di valenza ambientale e di sostegno alla struttura direzionale”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,70 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione 60% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 34% SC
– zona G 6% SC
– sottozona GS/IC 60% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,45 mc/mq
– indice fondiario 3 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 3,5 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 22
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29

Sono previsti incrementi di cubatura per interventi di cui alle PRESCRIZIONI INTEGRATIVE dell’art. 22.
INCENTIVI
È consentito un incremento sino al 30% della quota di volumetria edificabile assegnata alla zona C (superando l’indice di edificabilità territoriale com-plessivo consentito), per realizzare abitazioni da mettere temporaneamente a disposizione dell’Amministrazione pubblica, che ne faccia richiesta, per trasferirvi provvisoriamente nuclei familiari per far fronte a stati di disagio abitativo o per l’attuazione di interventi di riqualificazione urbana di ambiti territoriali degradati. Queste volumetrie integrative dovranno essere distribuite nel rispetto dell’indice di 1,5 mc/mq della zona C su superfici da individuare fra quelle lasciate libere dall’edificazione o riservate agli interventi di zona G. L’accordo col privato, che rende disponibili le cubature per la loro provvisoria locazione a prezzi concordati definiti con delibera di Consiglio Comunale, deve essere oggetto di convenzionamento. Le cubature ritorneranno alla piena disponibilità del privato trascorsi dieci anni dalla data del certificato di abitabilità.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e gli oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

UNITÀ CARTOGRAFICA 6

SOTTOZONA G1 – Servizi generali confermati

L’unità cartografica individua le porzioni di zone G1 già attuate o in corso di definizione sulla base di programmi di iniziativa pubblica.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 28 per le zone G confermate.
PARAMETRI URBANISTICI
Lo strumento attuativo o il progetto di intervento dovrà verificare in particolare, la risoluzione degli accessi viabilistici e pedonali, secondo gli schemi proposti dal PUC e in accordo con le prescrizioni del Piano Urbano del Traffico.

UNITÀ CARTOGRAFICA 7

SOTTOZONA GI – Servizi generali con integrazione residenziale

L’ambito identifica le aree del Seminario di Via Cadello, alle quali si attribuisce la classificazione di zona GI di integrazione residenziale.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 2 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 15 %
– zona G 80% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 3 mc/mq
– altezza 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
La localizzazione dei volumi riportata nella zonizzazione del PUC è prescrittiva per la predisposizione del piano attuativo.
Lo strumento attuativo deve contemplare la cessione necessaria per la realizzazione della viabilità di Piano e la risoluzione degli accessi veicolari e pedonali di attraversamento della grande viabilità.
Le aree oggetto di cessione per la zona G dovranno consentire la connessione tra il Parco di Monte Claro e quello di San Michele.
Le superfici di parcheggio (da realizzarsi preferibilmente in appositi autosilos o interrate) dovranno essere protette e mascherate con alberature.

UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONE G2, S1 – Servizi generali e standard confermati

Per tale area, relativamente alla sottozona G2, si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate, e, relativamente alla zona S1, quella prevista all’art. 34 per le zone S confermate.

UNITÀ CARTOGRAFICA 9

SOTTOZONA B3 – Completamento confermato

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 17 per le zone B confermate.

UNITÀ CARTOGRAFICA 10

SOTTOZONE C5*, GT – Espansione confermata e attrezzature tecnologiche specializzate

Per tale area, relativamente alla sottozona C5*, si applica la disciplina prevista all’art. 21 per la zona C confermata, e, relativamente alla zona GT, quella prevista all’art. 29 per la zona G in ambiti di trasformazione.


INDICE


ART. 58 QN12 TUVIXEDDU, SA DUCHESSA

Il PUC recepisce le prescrizioni del Programma Integrato d’Area CA 17 “Sistema dei Colli”, relativo al Parco Archeologico di Tuvixeddu, e del Piano Attuativo allegato all’Accordo di Programma ratificato dal consiglio Comunale con deliberazione n° 114 del 10.10.2000.
Gli obiettivi del Piano, con riferimento alle “valenze e potenzialità” richiamate nei documenti di analisi, sono i seguenti:

  • acquisire alla fruibilità pubblica l’intero versante ovest del colle, in modo da dare reale consistenza alla integrazione tra “parco archeologico e parco urbano” e mantenere, nella configurazione del “paesaggio urbano”, la presenza integra del colle;
  • ripristinare l’integrazione tra le emergenze ambientali ricomprendendo nel normale progetto del parco urbano anche la trama dei percorsi verdi che lo connettono al sistema Anfiteatro-Orto Botanico, ai margini lagunari e al Monte Claro;
  • valorizzare le potenzialità urbanistiche del settore sud-occidentale della città riprogettando l’armatura urbana dell’insieme.
UNITÀ CARTOGRAFICHE 1, 2

COMPARTO URBANISTICO D’INTERVENTO RIQUALIFICAZIONE URBANA ED AMBIENTALE DEI COLLI DI S.AVENDRACE

In tale comparto è consentita la realizzazione delle opere previste nel Programma Integrato d’Area CA 17 “Sistema dei Colli”, relativo al Parco Archeologico di Tuvixeddu, e dei complessi edilizi a carattere residenziale, direzionale e d’uso pubblico, oltre che delle necessarie urbanizzazioni, previsti nell’Accordo di Programma ratificato dal Consiglio Comunale con deliberazione n° 114 del 10.10.2000.
L’edificazione dovrà avvenire nel rispetto dei lotti fondiari, delle volumetrie, delle tipologie e delle destinazioni d’uso previste negli elaborati del Piano Attuativo – e più specificamente delle prescrizioni contenute nel “Progetto Norma” – allegato all’Accordo di Programma di cui sopra.
PARAMETRI URBANISTICI SUL COMPARTO

Superficie totale SC 485.579 mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 60 %

Il comparto urbanistico comprende due distinte zone urbanistiche:
ZONA HS
Le destinazioni e i parametri urbanistici sono quelli previsti all’art. 30 per le sottozone HS, con le seguenti prescrizioni specifiche:

  • l’area dovrà integralmente essere attrezzata a Parco pubblico Archeologico e Urbano.
  • sugli edifici esistenti sono ammessi, per le finalità di cui sopra, esclusivamente gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
  • sono consentiti tutti gli interventi necessari a favorire e garantire l’uso pubblico del parco archeologico in conformità agli elaborati del progetto che costituisce parte integrante e sostanziale del PIA CA 17.

ZONA PI2
In tale zona sono comprese due sottozone, una con destinazione residenziale ed una per servizi di interesse generale. Tali sottozone nel Piano Attuativo sono ripartite in lotti funzionali che rappresentano unità minime d’intervento non modificabili, ai fini del loro utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente alla sua approvazione. Le modalità di intervento e i parametri edilizi sono quelli prescritti nel Piano Attuativo ed in particolare nell’elaborato denominato “Progetto Norma”.
PARAMETRI URBANISTICI

Volumetria edificabile totale VT 565.000 mc
Superficie totale SC 364.000 mq
Indice di edificabilità territoriale 1,55 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile totale VT:
– zona C 500.830 mc
– zona G 64.170 mc
Ripartizione delle superfici:
– zona C 345.400 mq
– zona G 18.600 mq
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,45 mc/mq
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 3,45 mc/mq

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Sugli impianti, complessi edilizi ed attrezzature realizzati in conformità al Piano Attuativo sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, demolizioni e ricostruzioni, con esclusione di aumenti di volume e ampliamenti.
Ogni eventuale variante al Piano, nonché ogni eventuale pianificazione sottordinata, dovrà essere preventivamente autorizzata dall’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, ai sensi della L.N.1497/39 e del DPR 480/75.

UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONA G1 – Servizi generali confermati

Il comparto disciplina le aree ospedaliere di Is Mirrionis, per le quali si conferma la destinazione vigente.
Si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate relativamente alla sottozona G1.
L’indice di edificabilità territoriale di zona è stabilito in 5 mc/mq.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 4,5

SOTTOZONE G1, GM* – Servizi generali confermati e attrezzature militari con previsione di dismissione

Il comparto comprende le aree universitarie di Piazza d’Armi e di Sa Duchessa, per le quali il PUC conferma la destinazione d’uso vigente, e le attrezzature militari per le quali è prevista la dismissione.
SOTTOZONA G1
Si applica la disciplina prevista all’art. 28 per la zone G confermate, sottozona G1.
L’indice di edificabilità territoriale è stabilito in 5 mc/mq.
SOTTOZONA GM*
L’area, classificata come sottozona GM*, a dismissione avvenuta viene assoggettata alla disciplina prevista all’art. 34 per la zone S confermate, sottozona S3.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
I piani attuativi, di iniziativa pubblica, dovranno assicurare:

  • la risoluzione delle connessioni pedonali individuate dal Piano nel nodo di Piazza d’Armi e tra il complesso sportivo di sa Duchessa sia verso Tuvumannu che verso Monte Claro, per migliorarne l’integrazione con i quartieri confinanti;
  • la dotazione di parcheggi all’interno dell’ambito di intervento, facendo ricorso ad apposite strutture interrate o in elevazione (non incidenti nel computo delle cubature).
UNITÀ CARTOGRAFICA 6

SOTTOZONE G1, GM*, GA2, S1 – Servizi generali e standard confermati, servizi generali in ambito di trasformazione, attrezzature militari con previsione di dismissione

SOTTOZONA G1
In tale sottozona le destinazioni ed i parametri urbanistici sono quelli previsti all’art. 28 per la zone G confermate, sottozona G1.
L’indice di edificabilità territoriale è stabilito in 5 mc/mq.
SOTTOZONA S1
In tale sottozona le destinazioni ed i parametri urbanistici sono quelli previsti all’art. 34 per le zone S confermate.
SOTTOZONA GA2
L’ambito disciplina aree in prevalenza di proprietà demaniale. Gli interventi sono orientati alla costituzione di un complesso integrato di attrezzature mediante la predisposizione di piano attuativo di iniziativa pubblica.
In tale sottozona le destinazioni ed i parametri urbanistici sono quelli previsti all’art. 28 per la zone G confermate, sottozona G2.
L’indice di edificabilità territoriale è stabilito in 2 mc/mq.
SOTTOZONA GM*
L’area, classificata come sottozona GM*, a dismissione avvenuta viene assoggettata alla disciplina prevista all’art. 28 per la zone G confermate, sottozona G2.

UNITÀ CARTOGRAFICA 7

SOTTOZONE B(2,3)R2, B3R1, S1, H – Zone di completamento ridefinite, standard e aree di salvaguardia

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le zone B ridefinite, all’art. 34 per le zone S confermate e all’art. 30 per le zone H.

UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONA B3 – Zone di completamento confermate

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 17 per le zone B confermate.

UNITÀ CARTOGRAFICA 9

SOTTOZONE S1, S2 – Standard confermati

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 10, 11

SOTTOZONA G1 – Servizi generali confermati

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate, sottozona G1.


INDICE


ART. 59 SISTEMA TERRITORIALE: TERRAMAINI, MOLENTARGIUS, MONTE URPINU

GENERALITÀ
E’ costituito dal margine nord-orientale della città, di elevata valenza ambientale per la presenza del vasto compendio delle acque, costituito dallo Stagno di Molentargius, dalle Saline e dai canali, e per le potenzialità d’uso dei Parchi Urbani di Terramaini e Monte Urpinu.
Comprende le parti di territorio ricadenti all’interno del Piano Territoriale Paesistico di Molentargius - Monte Urpinu, approvato con Decreto Assessoriale del 12 gennaio 1979 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 4/12/1992.
Il Piano Paesistico, il cui Regolamento è riportato nell’allegato A, assume pertanto la valenza di norma quadro. Il colle Monte Urpinu è sottoposto a piano particolareggiato di Valenza Ambientale secondo la perimetrazione riportata sulla cartografia del PUC.
Il PUC individua le diverse componenti del sistema territoriale inglobandole in due quadri normativi articolati nelle seguenti unità cartografiche:

QN13/1 – Terramaini, Molentargius:
unità cartografica 1 sottozona G3, S3;
unità cartografica 2 sottozona IC;
unità cartografiche 3, 6, 7 sottozona G2;
unità cartografica 4 sottozona IC, S3*;
unità cartografiche 5 sottozona GP1, GS, GT, H;
unità cartografica 8 sottozone GS, S2, S3;
unità cartografica 9 sottozona GT.
QN13/2 – Monte Urpinu:
unità cartografica 1 sottozone GS, S1, S3, RB;
unità cartografica 2 sottozona GM*;
unità cartografica 3 sottozona GM;
unità cartografica 4 sottozona G2;
unità cartografica 5 sottozona B4, B7, S3.

OBIETTIVI STRATEGICI
Il PUC prende d’atto della necessità di ridefinire le valenze urbane del sistema per arrestare la compromissione e il degrado di ogni qualità naturalistico-ambientale, e si pone l’obiettivo di:

  • promuovere la riconfigurazione unitaria del sistema;
  • definire nuove modalità di integrazione con il contesto;
  • dare risoluzione alle problematiche infrastrutturali di scala metropolitana.


INDICE


ART. 60 QN13/1 TERRAMAINI

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

SOTTOZONA G3, S3 – Ambito disciplinato da Programma Integrato

SOTTOZONA G3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate sottozona G3:
“In tale sottozona è consentita esclusivamente la realizzazione dei complessi edilizi, degli impianti e delle attrezzature a carattere sportivo, ricettivo, ricreativo e sociale, oltre che le necessarie infrastrutture di viabilità e parcheggio, nel rispetto delle volumetrie, delle tipologie e delle destinazioni d’uso previste nel Programma Integrato approvato dal Consiglio Comunale con propria deliberazione n° 125 del 23.05.1996 in attuazione della specifica normativa regionale regolante i Programmi Integrati di riqualificazione urbana.
In tale sottozona l’indice territoriale globale derivante dalla localizzazione delle volumetrie previste nel piano approvato dal Consiglio Comunale sull’area complessiva di intervento (lotto A + lotto B) è pari a 0, 764 mc/mq.
Il comparto urbanistico d’intervento è formato da subcomparti A e B individuati nella planimetria allegata approvata dal Consiglio Comunale con la propria deliberazione n. 125/96, nei quali è consentita la realizzazione rispettivamente della volumetria pari a 10.000 mc, con indice fondiario pari a 1,249 mc/mq e della volumetria pari a 20.000 mc, con indice fondiario di 0,64 mc/mq.
I subcomparti individuati dal Programma Integrato rappresentano le unità minime di intervento e non sono modificabili, ai fini del loro utilizzo urbanistico, da suddivisioni della proprietà intervenute successivamente all’approvazione del piano integrato.
Le tipologie edilizie, le altezze massime, ed i distacchi dai confini dovranno essere compatibili con i caratteri ambientali e paesistici del compendio del Terramaini.
Sugli impianti, complessi edilizi ed attrezzature realizzati in conformità al programma integrato sono successivamente consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, restauro e ristrutturazione edilizia, con esclusione di aumenti di volume, ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni e di modifica delle destinazioni d’uso”.
SOTTOZONA S3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art 34 per le zone S confermate, sottozona S3.


UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONA IC – Ambito di intervento coordinato

SOTTOZONA IC
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per le zone C nelle aree di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di valenza ambientale e di sostegno alla struttura direzionale”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,70 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione 60% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 70%
– zona G 30%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 34% SC
– zona G 6% SC
– sottozona GS/IC 60% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,45 mc/mq
– indice fondiario 3 mc/mq
– altezza 12 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 3,5 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 22;
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29.

INCENTIVI
È consentito un incremento sino al 30% della quota di volumetria edificabile assegnata alla zona C (superando l’indice di edificabilità territoriale com-plessivo consentito), per realizzare abitazioni da mettere temporaneamente a disposizione dell’Amministrazione pubblica, che ne faccia richiesta, per trasferirvi provvisoriamente nuclei familiari per far fronte a stati di disagio abitativo o per l’attuazione di interventi di riqualificazione urbana di ambiti territoriali degradati. Queste volumetrie integrative dovranno essere distribuite nel rispetto dell’indice di 1,5 mc/mq della zona C su superfici da individuare fra quelle lasciate libere dall’edificazione o riservate agli interventi di zona G. L’accordo col privato, che rende disponibili le cubature per la loro provvisoria locazione a prezzi concordati definiti con delibera di Consiglio Comunale, deve essere oggetto di convenzionamento. Le cubature ritorneranno alla piena disponibilità del privato trascorsi dieci anni dalla data del certificato di abitabilità.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e gli oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.

UNITÀ CARTOGRAFICHE 3, 6, 7

SOTTOZONA G2 – Servizi generali confermati

L’unità cartografica comprende le aree disciplinate dal vigente Piano Particolareggiato Terramaini, le aree occupate dalla Cittadella Finanziaria, dalla Caserma dei Vigili del Fuoco e dalle attrezzature per l’istruzione superiore.
In tali ambiti sono confermati gli strumenti attuativi vigenti; in mancanza si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate, sottozone G2.

UNITÀ CARTOGRAFICA 4

SOTTOZONA IC, S3* – Ambito di intervento coordinato

SOTTOZONA IC
Il programma di intervento è obbligatoriamente esteso a tutte le aree individuate in planimetria ed è finalizzato alla riqualificazione ambientale e alla costituzione del parco pubblico.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita “ambito di prevalente valenza ambientale”.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,50 mc/mq
Superficie libera dall’edificazione ≥ 65% SC
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C 100%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 35% SC
– sottozona GS/IC 65% SC
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,50 mc/mq
– indice fondiario 3 mc/mq
– altezza 12 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona GS/IC: nella misura prevista dall’art. 29.

INCENTIVI
È consentito un incremento sino al 30% della quota di volumetria edificabile assegnata alla zona C (superando l’indice di edificabilità territoriale com-plessivo consentito), per realizzare abitazioni da mettere temporaneamente a disposizione dell’Amministrazione pubblica, che ne faccia richiesta, per trasferirvi provvisoriamente nuclei familiari per far fronte a stati di disagio abitativo o per l’attuazione di interventi di riqualificazione urbana di ambiti territoriali degradati. Queste volumetrie integrative dovranno essere distribuite nel rispetto dell’indice di 1,5 mc/mq della zona C su superfici da individuare fra quelle lasciate libere dall’edificazione o riservate agli interventi di zona G. L’accordo col privato, che rende disponibili le cubature per la loro provvisoria locazione a prezzi concordati definiti con delibera di Consiglio Comunale, deve essere oggetto di convenzionamento. Le cubature ritorneranno alla piena disponibilità del privato trascorsi dieci anni dalla data del certificato di abitabilità.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Eventuali modifiche alla ripartizione delle destinazioni e gli oneri aggiuntivi sono definiti in contraddittorio sulla base delle verifiche di fattibilità economico-finanziaria.
Per l’intervento è prescritto lo studio di compatibilità paesistico ambientale.
La trasformabilità delle aree, comunque classificate, interessate da fenomeni di inquinamento di qualsiasi tipo, è subordinata all’attuazione degli interventi di bonifica e di ripristino ambientale prescritti dal D.L. 5.2.1997 n°22 e successive modificazioni e integrazioni.
All’interno della fascia di inedificabilità, adiacente il canale di Terramaini, é consentita la realizzazione di attrezzature ed impianti pubblici, o privati di uso pubblico, tipici della sottozona GS/IC, strettamente connessi agli usi e alle attività di svago, ricreative e sportive previste lungo la sponda del canale, secondo i seguenti parametri:

  • superfici coperte non superiori al 10% della superficie coperta complessivamente realizzabile nell’intera sottozona GS/IC ai sensi dell’art. 29;
  • superfici di calpestio non superiori al 15% della superficie coperta complessivamente realizzabile nell’intera sottozona GS/IC ai sensi dell’art. 29;
  • altezza massima fuori terra = 7 mt

SOTTOZONA S3*
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art 35 per le zone S riclassificate, sottozona S3*.
All’interno della fascia di inedificabilità, adiacente il canale di Terramaini, é consentita la realizzazione di attrezzature ed impianti pubblici, o privati di uso pubblico, tipici della sottozona S3, strettamente connessi agli usi e alle attività di svago, ricreative e sportive previste lungo la sponda del canale, secondo i seguenti parametri:

  • superfici coperte non superiori al 10% della superficie coperta complessivamente realizzabile nell’intero lotto S3 ai sensi dell’art. 34;
  • superfici di calpestio non superiori al 15% della superficie coperta complessivamente realizzabile nell’intero lotto S3 ai sensi dell’art. 34.
  • altezza massima fuori terra = 7 mt.
UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONE GP1, GS, GT, H – Parco sportivo

SOTTOZONA GS
Si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G in trasformazione, sottozona GS.
SOTTOZONA GT
Si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G in trasformazione, sottozona GT.
ZONA H
Si applica la disciplina prevista all’art. 30.
SOTTOZONA GP1
L’intera zona è destinata parco sportivo di livello metropolitano da attuarsi mediante piano attuativo pubblico.
DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GP1, con le ulteriori indicazioni di seguito riportate:

  • destinazioni specifiche: attrezzature ed impianti per la pratica sportiva e per lo spettacolo, sia al coperto che all’aperto. Gli impianti al coperto (palestre ginniche e specializzate, palazzi/palazzetti dello sport) devono essere organizzati in complessi polifunzionali progettati unitariamente;
  • destinazioni integrative: sono ammesse le funzioni ricreazionali per il tempo libero in integrazione con le attività culturali cittadine (musicali, teatrali e simili).

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,25 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile: .
– destinazioni specifiche ≥ 70 %
– destinazioni integrative ≤ 30 %

Ripartizione delle superfici:
a) per le destinazioni specifiche:

  • le aree sistemate a verde naturale permeabile e le superfici attrezzate drenanti non possono essere inferiori al 50%;
  • le superfici attrezzate per le attività sportive all’aperto non possono superare il 30%;
  • le superfici coperte per gli impianti al chiuso non possono superare il 5%;

b) per le destinazioni integrative:

  • le aree sistemate a verde naturale permeabile e le superfici attrezzate drenanti non possono essere inferiori al 50%;

Altezza massima degli edifici, fatte salve esigenze specifiche di impianti speciali:16 mt.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Intervento tramite Accordo di programma.
I parcheggi, da dimensionarsi in rapporto alle utenze, possono essere realizzati in apposite strutture multipiano (entro/fuori terra), senza computo delle relative cubature ai fini del rispetto dei limiti di utilizzo.
Studio di compatibilità paesistico-ambientale.

UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONE GS, S2, S3 – Servizi in ambiti di trasformazione e standard confermati

In tale ambito relativamente alle zone S2 e S3 si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate e, relativamente alla zona GS, quella prevista all’art. 29 per le zone G in trasformazione, sottozone GS.

UNITÀ CARTOGRAFICA 9

SOTTOZONA GT – Impianti tecnologici esistenti

Per tale area si applica la disciplina prevista all’art. 29 per la zone G nelle aree di trasformazione, sottozone GT.


INDICE


ART. 61 QN13/2 MONTE URPINU

Comprende le aree di Monte Urpinu e i margini dello stagno di Molentargius.
Gli interventi sono subordinati alla redazione di un piano particolareggiato esteso a tutte le aree del colle, comprese le aree militari, che devono essere ricomposte secondo la propria unità morfologica e funzionale. Il piano particolareggiato deve essere redatto in osservanza alle prescrizioni di salvaguardia richiamate nel regolamento del Piano Territoriale Paesistico del Molentargius e di Monte Urpinu, le cui prescrizioni, in quanto strumento sovraordinato, prevalgono su quelle relative alle diverse zone urbanistiche.
Al fine di agevolare la predisposizione del piano particolareggiato, i privati aventi titolo, singoli, associati o riuniti in consorzio, possono proporre all’Amministrazione, nel rispetto delle destinazioni d’uso consentite, interventi anche parziali purché di superficie non inferiore a due ettari. Per la predisposizione di tale piano i privati dovranno riferirsi alle prescrizioni generali per la sottozona GS/IC disciplinate all’art. 29.

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

SOTTOZONE GS, S1, S3, RB – Parco urbano, standard confermati e ambito di salvaguardia e valorizzazione preesistenze

SOTTOZONE GS, S1
Si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone GS e all’art. 34 per le zone S confermate, sottozona S1, previa predisposizione del piano particolareggiato di valenza ambientale.
In tale ambito deve inoltre essere integralmente garantita la disponibilità delle superfici destinate a standard nella seguente misura:

  • S1 = 24.918 mq
  • S2 = 37.199 mq
  • S3 = 54.369 mq

SOTTOZONA S3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art 34 per le zone S confermate, sottozona S3.
SOTTOZONA RB
Si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le sottozone RB.

UNITÀ CARTOGRAFICA 2

SOTTOZONA GM* – Attrezzature militari con previsione di dismissione

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G in ambito di trasformazione relativamente alla sottozona GM*.
Il programma da predisporre ai fini della procedura dismissoria deve prevedere la riclassificazione dell’area di intervento nella sottozona S1, in misura pari a 24.918 mq, e nella sottozona GS per la restante parte.

UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONA GM – Attrezzature militari

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G in ambito di trasformazione relativamente alla sottozona GM.

UNITÀ CARTOGRAFICA 4

SOTTOZONA G2 – Servizi generali confermati

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate, sottozona G2.

UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONE B4, B7, S3 – Completamenti e standard confermati

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 17 per le zone B confermate, sottozone B4 e B7, e all’art. 34 per le zone S confermate, sottozona S3.


INDICE


ART. 62 SISTEMA TERRITORIALE: POETTO, SANT’ELIA, SU SICCU

GENERALITÀ
Il PUC individua le diverse componenti del sistema inserendole due quadri normativi articolati nelle seguenti unità cartografiche:

QN14 – Poetto, Capo Sant’Elia, Calamosca:
unità cartografiche 1,1a,1b, 1c,1d,1e sottozone HG,GM*,GA2,GS,GT;
unità cartografiche 2, 2a, 4 sottozone B7R2,GT,S1,S2,S3;
unità cartografiche 3a, 3b sottozona S3;
unità cartografica 5, 5b sottozone B7R1, S3;
unità cartografica 6 sottozona GP1;
unità cartografica 7 sottozona GA1;
unità cartografica 8 sottozone GOM,H[1]
unità cartografica 9 sottozona GA1
QN15 – Borgo Sant’Elia, Su Siccu:
unità cartografica 1 sottozone GA2,GT,GTS,RB;
unità cartografiche 2,2a,2b,2c,2d,2e,2f,2g sottozone G2,GM*,GP1,S3;
unità cartografica 3 sottozone GM, GM*, A, S3;
unità cartografica 4 sottozone B5, S1, S2, S3, G1;
unità cartografica 5 sottozone C1*,S1,S2,S3,S4,G2,GT;
unità cartografica 6 sottozona GI;
unità cartografica 7 sottozona G2;
unità cartografica 8 sottozona GI.

OBIETTIVI STRATEGICI
Il Progetto Guida propone per il compendio la valorizzazione ambientale e la promozione delle attività turistiche legate alla balneazione e alla portualità diportistica, attraverso la riprogettazione delle seguenti “connessioni morfologiche e funzionali” che ne agevolino la fruizione nel rispetto delle delicate componenti ambientali:

  • connessione tra le polarità di Su Siccu, della Fiera e di Marina Piccola attraverso la riorganizzazione delle strutture sportive e, soprattutto, la riqualificazione delle aree militari;
  • connessione del sistema delle acque, attraverso la rifunzionalizzazione dei canali, resi navigabili e attrezzati lungo le sponde (piste ciclabili, percorsi pedonali, ecc.);
  • riprogettazione delle infrastrutture viabilistiche di accesso e dei parcheggi con rafforzamento del trasporto pubblico per il servizio alla spiaggia;
  • valorizzazione del quartiere S. Elia nei suoi rapporti con la città.


Note

  1. La classificazione della sottozona “GA1” è stata sostituita con “GOM, H” dalla variante adottata con DCC 73/2011, approvata con DCC 33/2012, integrata con DCC 67/2012 e vigente dal 13/12/2012 BURAS n°54

INDICE


ART. 63 QN14 POETTO, CAPO SANT’ELIA, CALA MOSCA

UNITÀ CARTOGRAFICHE 1, 1a, 1b, 1c, 1d, 1e

SOTTOZONE HG, GM*, GA2, GS, GT – Compendio dei colli di Sant’Elia

L’unità cartografica, comprendente aree soggette alle misure di salvaguardia di cui alla L.R. n. 31/1989 è articolata in diverse sottozone disciplinate come di seguito specificato:
SOTTOZONA HG (UNITÀ CARTOGRAFICA 1)
In tale area sono ammesse opere finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione turistica e/o culturale del territorio, inteso come risorsa economica, proteggendone le riconosciute peculiarità naturalistiche. Pertanto, in tali sottozone sono consentiti gli usi e le funzioni tipiche previste all’art. 30 relativamente alla sottozona HG.
PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 0,001 mc/mq
Indice di edificabilità territoriale in regime di deroga per attrezzature pubbliche ≤ 0,01 mc/mq

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Sono consentiti sull'esistente gli interventi definiti ai punti a) b) c) d) g) i) dell’art. 13 delle N.T.A., quando siano rivolti al miglioramento qualitativo e funzionale o alla trasformazione della destinazione d'uso precedente.
Per conseguire obiettivi di rilevante interesse collettivo ai fini dello sfruttamento economico del territorio, in grado di incrementare quantità e qualità dei livelli occupazionali, sono consentiti, mediante la predisposizione di Programmi Integrati estesi all’intero ambito territoriale, interventi di iniziativa pubblica o privata, che ammettano la realizzazione di specifiche cubature, da approvarsi in variante al Piano.

SOTTOZONA GM* (UNITÀ CARTOGRAFICA 1a)
Aree militari da sottoporre a programma per la dismissione e riconversione d’uso a fini turistici.
Il programma, da predisporre ai fini della procedura dismissoria, deve prevedere:

  • riconversione funzionale degli edifici esistenti per la costituzione di un polo per la ricettività turistica, orientato in particolare sul turismo giovanile (culturale e sportivo);
  • costituzione di una polarità di servizi (turistici e di integrazione con le funzioni civili), con particolare riferimento al rafforzamento delle attrezzature per il tempo libero, lo spettacolo (diurno-notturno) e di supporto al Parco Urbano di Capo S.Elia.

A seguito di dismissione le aree saranno riclassificate GA1.
Il piano attuativo di iniziativa pubblica deve essere redatto secondo le prescrizioni della sottozona GA1.

DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GA1, con le ulteriori indicazioni di seguito riportate:

  • destinazioni specifiche: sono da privilegiare le attrezzature di supporto allo sviluppo turistico, attività ricettive di tipo alberghiero, ostelli per la gioventù, locali per lo spettacolo e attrezzature culturali;
  • destinazioni integrative: sono ammesse attrezzature per l’istruzione specializzata e la formazione professionale con riferimento ai servizi turistici-alberghieri, parcheggi attrezzati di uso pubblico, parcheggi di scambio e le attrezzature per il trasporto pubblico;
  • destinazioni complementari: sono ammessi pubblici esercizi, attrezzature microcommerciali specializzate.

PARAMETRI URBANISTICI
Incrementi volumetrici per adeguamenti funzionali non superiori al 10% della volumetria esistente
Ripartizione della volumetria:

– destinazioni specifiche 70%
– destinazioni integrative 20%
– destinazioni complementari 10%

Altezza massima non superiore a quella caratteristica delle tipologie esistenti
Cessioni: nella misura prevista dall’art. 29;

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il piano attuativo deve garantire la conservazione e il recupero funzionale dell’edificazione esistente. In assenza di Piano sono consentiti sull'esistente gli interventi definiti ai punti a) b) c) d) dell’art. 13, quando siano rivolti al miglioramento qualitativo e funzionale o alla trasformazione della destinazione d'uso precedente, con altra più specifica della zona.

SOTTOZONA GA2 (UNITÀ CARTOGRAFICA 1b)
Sono confermate attività e funzioni esistenti con particolare riferimento alle attrezzature alberghiere, club nautici e attività connesse (ristoro e simili).
E’ consentito l’ampliamento della struttura alberghiera attuale nella misura del 25% della volumetria esistente, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 2 della L.R. 23/93 punto h.
Sono inoltre consentiti sull'esistente gli interventi definiti ai punti a) b) c) d) dell’art. 13 delle N.T.A. quando siano rivolti alla riqualificazione e al miglioramento qualitativo e funzionale.
Dovrà inoltre essere garantita l’accessibilità pubblica alla fascia litoranea.

SOTTOZONA GS (UNITÀ CARTOGRAFICA 1c)
DESTINAZIONI
In tale zona, è consentita la realizzazione di attrezzature e impianti pubblici o privati di uso pubblico di carattere sportivo, ricreativo, culturale e sociale e delle infrastrutture di viabilità e di parcheggio.
PARAMETRI URBANISTICI

Superficie coperta ≤ 10% SC
Indice di utilizzo (superficie di calpestio/SC) ≤ 0,15 mq/mq
Superfici mantenute a verde o a parcheggi 90% SC
Altezza massima degli edifici 7,50 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Gli interventi sono subordinati alla predisposizione del piano Particolareggiato.
I parcheggi dovranno essere protetti e adeguatamente mascherati.

SOTTOZONA GT (UNITÀ CARTOGRAFICHE 1d, 1e)
DESTINAZIONI
E’ consentita la realizzazione di attrezzature specializzate in integrazione al porto turistico di Marina Piccola; sono confermate attività e funzioni esistenti con particolare riferimento agli impianti sportivi, club nautici e attività connesse (ristoro, ricreative, foresterie e simili).
PARAMETRI URBANISTICI

Superficie coperta ≤ 30% SC
Indice di utilizzo (superficie di calpestio/SC) ≤ 0,40 mq/mq
Altezza massima degli edifici 7,50 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Sono consentiti sull'esistente gli interventi definiti ai punti a), b), c), d), dell’art. 13, quando siano rivolti alla trasformazione della destinazione d'uso precedente, con altra specifica della zona
Ogni intervento integrativo (nuove costruzioni e ampliamenti) è subordinato alla predisposizione del Piano attuativo esteso all’intera unità cartografica.

SOTTOZONA GT (UNITÀ CARTOGRAFICA 1f)
DESTINAZIONI
E’ consentita la realizzazione di attrezzature specializzate in integrazione alle attività e funzioni esistenti, con particolare riferimento agli impianti sportivi, club nautici e attività connesse (ristoro, spettacolo e simili).
PARAMETRI URBANISTICI

Superficie coperta ≤ 20% SC
Indice di utilizzo (superficie di calpestio/SC) ≤ 0,30 mq/mq
Altezza massima degli edifici 7,50 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Sono ammesse strutture leggere, preferibilmente in legno, con tipologie compatibili con i caratteri peculiari del sito.
Ogni intervento integrativo (nuove costruzioni e ampliamenti) è subordinato alla predisposizione del Piano attuativo esteso all’intera unità cartografica.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 2, 2a, 4

SOTTOZONE B7R2, GT, S1, S2, S3 – Completamento in ridefinizione, attrezzature tecnologiche specializzate e standard confermati

Il PUC intende orientare l’insediamento verso caratteri più legati alla funzione turistica, salvaguardando l’impianto morfologico e tipologico dell’esistente e in particolare creare le condizioni per:

  • agevolare la riconversione dell’edificato verso usi ricettivi alberghieri;
  • agevolare la riconversione del residenziale in strutture ricettive organizzate di piccola scala, anche integrando differenti corpi di fabbrica con collegamenti a piano terra;
  • agevolare la ricostituzione di fronti stradali continui con l’inserimento di strutture microcommerciali, ristoro, svago ecc.;

SOTTOZONA GT
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 29 relativamente alle sottozone GT.
SOTTOZONE S1, S2, S3
In tali ambiti si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate, sottozone S1, S2, S3.

SOTTOZONA B7R2
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le zone B ridefinite, sottozona B7R2. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione è consentita la riedificazione con volumi pari all’esistente anche in deroga alle prescrizioni specifiche della sottozona di appartenenza nel rispetto degli indici massimi previsti per le zone B dall’Art.4 del D.A. 2266/U/83.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Per la trasformazione da residenza a strutture ricettive organizzate sono consentite modifiche ai piani terra; è consentita la realizzazione di strutture edilizie, contenute nell’altezza massima di ml 3,50, previa verifica della riconfigurazione unitaria dell’isolato ai sensi della norma generale della sottozona B7R2. In tal caso la stessa norma può essere derogata con riferimento ai punti 1), 3), 5), 6) e 7) con indice fondiario massimo di 3 mc/mq.

SUB-UNITA’ CARTOGRAFICA 2A – SOTTOZONA S3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate, sottozona S3.
In questa sub-unità è consentita esclusivamente la realizzazione di opere di sistemazione a verde integrate con parcheggi pubblici, sia interrati che fuori terra con un’altezza massima di 6,00 mt.
Le strutture di parcheggio fuori terra preferibilmente metalliche amovibili tipo fast–parking non intervengono nel computo dei parametri urbanistici a condizione che non presentino chiusure perimetrali fisse, ma esclusivamente schermature visuali.
Le strutture potranno sorgere a filo strada ed il distacco dagli altri confini laterali non dovrà essere inferiore a 5,00 mt.


UNITÀ CARTOGRAFICHE 3a, 3b

SOTTOZONA S3 – Standard confermati

SUBUNITA’ CARTOGRAFICA 3A – SOTTOZONA S3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate, sottozona S3.
In questa sub-unità è consentita esclusivamente la realizzazione di opere di sistemazione a verde integrate con parcheggi pubblici, sia interrati che fuori terra con un’altezza massima di 6,00 mt.
Le strutture di parcheggio fuori terra preferibilmente metalliche amovibili tipo fast–parking non intervengono nel computo dei parametri urbanistici a condizione che non presentino chiusure perimetrali fisse, ma esclusivamente schermature visuali.
Le strutture potranno sorgere a filo strada ed il distacco dagli altri confini laterali non dovrà essere inferiore a 5,00 mt.

SUBUNITA’ CARTOGRAFICA 3B – SOTTOZONA S3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate, sottozona S3.
In questa sub-unità è consentita esclusivamente la realizzazione di parcheggi pubblici interrati, al di sopra dei quali dovranno essere ripristinate la sistemazione a verde pubblico attrezzato e le attrezzature per lo svago ed il tempo libero esistenti.


UNITÀ CARTOGRAFICA 5, 5b

SOTTOZONE B7R1, S3 – Lottizzazione confermata (lottizzazione Ausonia)

Conferma delle volumetrie esistenti regolarmente assentite, ai sensi del punto L) dell’art.2 del Regolamento Edilizio, e delle destinazioni definite dalla lottizzazione comunale agevolando la riconversione dell’edificato verso usi ricettivi alberghieri.
SOTTOZONA B7R1
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 18 per le zone B ridefinite, sottozona B7R1.
PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Sono consentiti sull'esistente gli interventi definiti ai punti a) b) c) dell’art. 13. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione è consentita la riedificazione con volumi pari all’esistente anche in deroga alle prescrizioni specifiche della sottozona di appartenenza nel rispetto degli indici massimi previsti per le zone B dall’Art.4 del D.A. 2266/U/83.
SUBUNITA’ CARTOGRAFICA 5B – SOTTOZONA S3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate, relativamente alla sottozona S3.
In questa sub-unità è consentita esclusivamente la realizzazione di parcheggi pubblici interrati, al di sopra dei quali dovranno essere ripristinate la sistema-zione a verde pubblico attrezzato e le attrezzature per lo svago ed il tempo libero esistenti.


UNITÀ CARTOGRAFICA 6

SOTTOZONA GP1 – Ippodromo e servizi connessi

DESTINAZIONI Sono confermate attività e funzioni esistenti con particolare riferimento agli impianti sportivi e attività connesse (ristoro e simili). Nell’area è inoltre consentita la realizzazione di aziende ricettive alberghiere.
Dovranno essere realizzati parcheggi ad uso pubblico, a raso o interrati, in misura non inferiore al 10% della superficie della sottozona, oltre a quelli dovuti ai sensi delle norme vigenti.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale ≤ 1,50 mc/mq
Superficie coperta ≤ 20% SC
Indice di utilizzo (superficie di calpestio/SC) ≤ 0,30 mq/mq
Altezza massima degli edifici escluse le tribune 7,50 mt
Altezza massima delle strutture alberghiere 15,00 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Sono ammissibili edifici nelle parti sottostanti le tribune per lo spettacolo. Sono consentiti sull'esistente gli interventi definiti ai punti a) b) c) d) dell’art. 13, quando siano rivolti al miglioramento qualitativo e funzionale o alla trasformazione della destinazione d'uso precedente, con altra più specifica della zona.
Ogni intervento integrativo (nuove costruzioni e ampliamenti) è subordinato alla predisposizione del piano attuativo esteso all’intera sottozona, nel quale dovrà essere assicurata una dotazione minima di parcheggi commisurata all’utenza massima prevista per le manifestazioni spettacolari (1 posto macchina ogni 20 spettatori).


UNITÀ CARTOGRAFICA 7

SOTTOZONE GA1 – Ricettività alberghiera

SOTTOZONA GA1
L’area è destinata ad accogliere ricettività alberghiera.
Per gli interventi finalizzati alla realizzazione di strutture alberghiere si applica la disciplina prevista all’art. 27 per le sottozone G1. Altezza massima consentita per i nuovi fabbricati mt 15,00.
Per gli usi e destinazioni attuali sugli edifici esistenti sono ammessi esclusivamente gli interventi di cui ai punti a), b), c), d) dell’art. 13, fatte salve esigenze debitamente motivate di integrazione della struttura sanitaria, che potranno essere autorizzate in deroga.


UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONE GOM – Ex Ospedale Marino – H [1]

L’unità cartografica individua le aree riguardanti l’Ex Ospedale Marino, del quale si prevede la riconversione a fini socio-sanitari e le aree comprese tra il canale e l’ippodromo da sistemare a parcheggi pubblici a supporto delle nuove funzioni.

SOTTOZONA GOM In tale sottozona gli interventi sono volti al recupero funzionale dell’edificio storico esistente da destinarsi ad attrezzature socio sanitarie così come definite alla categoria “E” dell’art.10 delle presenti norme e come specificamente disciplinate all’art.29 nella sottozona GOM.
ZONA H
In tale zona è prevista la rinaturalizzazione delle aree con la demolizione del fatiscente edificio, utilizzato in precedenza come pronto soccorso.
Lungo il Canale delle Saline sono consentiti esclusivamente spazi pubblici destinati a percorsi pedonali e ciclabili di connessione con il “Parco Naturale Regionale Molentargius Saline”, verde attrezzato e parcheggio (anche eventualmente necessario in relazione alla riqualificazione della struttura dell’Ex ospedale Marino) con relativi spazi di manovra. La trasformazione di tali aree dovrà obbligatoriamente prevedere l’uso di materiali compatibili con la naturalità e con i valori paesaggistici del luogo, evitando, in ogni caso, una eccessiva riduzione della permeabilità del terreno. [2]


UNITÀ CARTOGRAFICA 9

SOTTOZONE GA1 – Ricettività alberghiera

SOTTOZONA GA1
L’area è destinata ad accogliere ricettività alberghiera.
Per gli interventi finalizzati alla realizzazione di strutture alberghiere si applica la disciplina prevista all’art. 27 per le sottozone G1.
E’ consentita per i nuovi fabbricati l’altezza massima di 15,00 mt.

Note

  1. Il titolo della sottozona “GA1” è stato sostituito con “GOM” e dopo la scritta “Ex Ospedale Marino” è stata inserita la sigla “- H” dalla variante adottata con DCC 73/2011, approvata con DCC 33/2012, integrata con DCC 67/2012 e vigente dal 13/12/2012 BURAS n°54.
  2. L’intera disposizione normativa dell’ “UNITÀ CARTOGRAFICA 8 – SOTTOZONA GA1 – Ex Ospedale Marino” è stata sostituita dalla variante adottata con DCC 73/2011, approvata con DCC 33/2012, integrata con DCC 67/2012 e vigente dal 13/12/2012 BURAS n°54.

INDICE


ART. 64 QN15 BORGO SANT’ELIA - SU SICCU

UNITÀ CARTOGRAFICA 1

SOTTOZONE GA2, GT, GTS, RB – Attrezzature generali

Comprende l’area della Fiera Campionaria e le aree comprese tra Viale Colombo e Su Siccu.

SOTTOZONA GTS - AREA PORTUALE SU SICCU

DESTINAZIONI
Nell’area individuata, sono confermate le attività e le funzioni esistenti, con particolare riferimento agli impianti sportivi e di ristoro.

PARAMETRI URBANISTICI
Sono consentiti interventi integrativi dell’esistente finalizzati all’espletamento ed al miglioramento qualitativo delle attività svolte; l’integrazione funzionale può comportare incrementi volumetrici fino al 30% della cubatura esistente.

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Non si considerano nel computo degli incrementi volumetrici le chiusure, precarie o stabili, degli impianti sportivi esistenti.

SOTTOZONA GT - AREA PORTUALE SU SICCU

DESTINAZIONI
La zona è destinata alla realizzazione di attrezzature connesse con la nautica diportistica (portualità turistica), con i relativi servizi e strutture per la cantieristica.
Gli interventi saranno subordinati alla redazione di piano attuativo, e dovranno essere conformi alle indicazioni normative del Piano Regolatore del Porto.
Fino alla predisposizione di tali strumenti si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G in trasformazione, sottozona GT.

SOTTOZONA GA2 – FIERA CAMPIONARIA
Comprende l’area occupata dalla Fiera Campionaria.

DESTINAZIONI
In tale sottozona sono confermate le destinazioni attuali (area fieristica e congressuale) e si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G in trasformazione relativamente alla sottozona GA2.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 2 mc/mq

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
La riconversione per attrezzature integrate con la portualità turistica di Su Siccu, secondo le linee del Progetto Guida del PUC, è subordinata ad accordo di programma ed a piano attuativo che, con le procedure dei programmi integrati, potrà definire parametri in variante a quelli di zona.
In assenza di piano attuativo sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c) e d) dell’art. 13.

AMBITO RB – PADIGLIONE “NERVI”
Si applica la disciplina prevista all’art. 18 per la salvaguardia dei Beni Culturali.
L’intervento deve essere orientato al recupero delle architetture esistenti, con esclusione degli aumenti di volume; sono pertanto consentite attrezzature di uso collettivo o di servizio compatibili con la conservazione dei manufatti e il riassetto dell’accessibilità.

DESTINAZIONI
In tale sottozona sono consentite attività sportive, ricreative, culturali e sociali.


UNITÀ CARTOGRAFICA 2, 2a, 2b ,2c, 2d, 2e,2f, 2g

SOTTOZONE G2, GM*, GP1 S3 – Attrezzature sportive e standard

SOTTOZONA G2 – ISTITUTO DI BIOLOGIA
Si conferma la destinazione per attrezzature universitarie e si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate relativamente alla sottozona G2.

SOTTOZONA GM* - ATTREZZATURE MILITARI
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 29 per le zone G in ambito di trasformazione relativamente alla sottozona GM*.
Il PUC individua la necessità di una verifica di localizzazioni alternative e della definizione di interventi per la mitigazione degli impatti.

SOTTOZONE S3
In tali ambiti si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate, sottozone S3.

SOTTOZONA GP1
Comprende aree per le quali si conferma la caratterizzazione prevalentemente sportiva di primo livello.
Gli interventi sono consentiti tramite piani attuativi o progettazioni esecutive di iniziativa pubblica o privata estesi alle sub unità sotto individuate.
E’ consentita l’integrazione per servizi generali comunque legati all’attività sportiva e le attrezzature per i grandi spettacoli.
Le determinazioni normative sono così definite:

EX STADIO AMSICORA (UNITÀ CARTOGRAFICA 2a)
E’ consentita la trasformazione dei vecchi spalti in un centro sportivo costituito da palestre per il body building, l’aerobica, lo spinning, il cardiofitness, saune, bagno turco, piscina e club house.
Sono ammesse trasformazioni per usi sportivi ovvero ricreativi-sportivi in genere e foresterie al servizio dell’attività sportiva, anche con demolizione e ricostruzione, che non potranno prescindere dalla riproposta minima di un impianto delle dimensioni di un campo di calcio o di hokej su prato, con un indice massimo it=2,0 mc/mq.
Devono essere previsti parcheggi ad uso pubblico in misura non inferiore a quella prevista dalle norme vigenti; sugli edifici esistenti sono consentiti gli interventi di cui ai punti a), b), c) e d) dell’art. 13.

CAMPO ROSSI (UNITÀ CARTOGRAFICA 2b)
Fino alla dismissione dell’uso militare il PUC prevede la conservazione dello stato attuale. La realizzazione di nuove opere potrà essere successivamente assentita previa predisposizione di piano attuativo esteso all’intero ambito con il rispetto delle prescrizioni di seguito riportate.

DESTINAZIONI
In tale sottozona sono consentite attività sportive e ricreative.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale ≤ 1,5 mc/mq
Superficie coperta ≤ 20% SC
Indice di utilizzo (superficie di calpestio/SC) ≤ 0,30 mq/mq
Altezza massima degli edifici 7,50 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Dovrà essere assicurata una dotazione di parcheggi commisurata all’utenza massima prevista per le manifestazioni spettacolari (1 posto macchina ogni 20 spettatori).

AREE PERTINENZIALI STADIO SANT’ELIA (UNITÀ CARTOGRAFICHE 2C, 2D, 2E, 2F)
Il PUC prevede la conservazione delle destinazioni prioritarie esistenti.
E’ ammessa la trasformazione, anche sostanziale, dell’impianto esistente sempre ed esclusivamente per usi sportivi ed intrattenimento in genere. Tale trasformazione non potrà prescindere dalla presenza minima di uno stadio che per dimensione, capienza e parcheggi di pertinenza, consenta la disputa di partite di calcio internazionali e dei campionati professionistici di serie A o equivalenti. La trasformazione suddetta dovrà avvenire con un piano attuativo esteso a tutte le unità cartografiche, sulla base di apposito accordo di programma che dovrà definire anche le cubature indispensabili per realizzare l’intervento.
Tali cubature, comunque, dovranno essere contenute entro l’indice di fabbricabilità previsto per le zone G1.
In assenza di Piano Attuativo la normativa da applicare è la seguente:

AREA LIBERA PIANO DI ZONA S. BARTOLOMEO (UNITÀ CARTOGRAFICA 2c)
Il PUC prevede nuove realizzazioni finalizzate alla formazione sportiva, all’assistenza giovanile socio-sanitaria, allo svago e simili; l’intervento è subordinato alla predisposizione di piano attuativo esteso all’intero ambito, con il rispetto delle seguenti prescrizioni:

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale ≤ 1,5 mc/mq
Superficie coperta ≤ 20% SC
Indice di utilizzo (superficie di calpestio/SC) ≤ 0,30 mq/mq
Altezza massima degli edifici 7,50 mt

AREA PARCHEGGI SANT’ELIA (UNITÀ CARTOGRAFICA 2d)
Il PUC localizza in questo ambito le principali attrezzature integrative tra le varie funzioni, con particolare riferimento alle strutture amministrative dello sport (sede del Coni e delle federazioni sportive) e delle attività promozionali e di formazione e simili oltre a quelle per lo spettacolo, commerciali connesse, di ristoro e per il tempo libero. L’intervento è subordinato alla predisposizione di un piano attuativo esteso all’intero ambito, con il rispetto delle seguenti prescrizioni:

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale ≤ 2 mc/mq
Superficie coperta ≤ 25% SC
Altezza massima degli edifici 16 mt

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il piano attuativo dovrà prevedere l’integrazione dei parcheggi esistenti, che dovranno essere ripristinati nelle quantità attuali, con l’ulteriore dotazione non inferiore all’80% della superficie lorda di pavimento degli edifici previsti, anche facendo ricorso ad apposite strutture interrate o in elevazione non incidenti nel computo delle cubature.

STADIO SANT’ELIA (UNITÀ CARTOGRAFICA 2e)
Il PUC prevede la conservazione delle strutture e della destinazione d’uso esistenti. Le attrezzature potranno essere sottoposte ad interventi di ristrutturazione e riqualificazione ai fini del miglioramento delle prestazioni funzionali del complesso.

AREA PARCHEGGI SANT’ELIA (UNITÀ CARTOGRAFICA 2f)
Si prevede la conservazione della destinazione a parcheggio esistente.

CAMPO CONI (UNITÀ CARTOGRAFICA 2g)
Il PUC prevede la conservazione delle strutture e della destinazione d’uso esistenti. Le attrezzature potranno essere sottoposte ad interventi di ristrutturazione e riqualificazione ai fini del miglioramento delle prestazioni funzionali del complesso. L’indice di incremento volumetrico non potrà superare lo 0,05 mc/mq.


UNITÀ CARTOGRAFICA 3

SOTTOZONE A, S3, GM, GM* – Attrezzature militari in parte con previsione di dismissione, edifici storici e standard confermati

SOTTOZONA GM*
Aree del demanio militare comprendenti comparti di rilevante interesse per la valorizzazione della risorsa turistica, la risoluzione di problemi urbanistici connessi alla grande viabilità e la riorganizzazione del quartiere di S. Elia, per le quali il PUC riconosce motivazioni urbanistiche che ne giustificano la dismissione.
A dismissione avvenuta, l’area viene assoggettata alla disciplina prevista all’art. 29 relativamente alle sottozone GA1.
Il programma finalizzato all’attivazione della procedura dismissoria dovrà pertanto prevedere:

  • la riconversione funzionale degli edifici esistenti (Caserme) per la costituzione di un polo per la ricettività turistica, orientato in particolare sul turismo giovanile (culturale e sportivo);
  • la costituzione di una polarità di servizi urbani e turistici, con particolare riferimento al rafforzamento delle attrezzature per il tempo libero, lo spettacolo (diurno-notturno) e di supporto al rafforzamento urbano di S. Elia;
  • la definizione dei percorsi per l’accesso al Parco di S. Elia.

DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G nelle aree di trasformazione relativamente alla sottozona GA1.

PARAMETRI URBANISTICI
Incrementi volumetrici per adeguamenti funzionali non superiori al 10% della volumetria esistente.
Ripartizione della volumetria:

PARAMETRI URBANISTICI

– destinazioni specifiche 70%
– destinazioni integrative 20%
– destinazioni complementari 10%

Altezza massima non superiore a quella caratteristica delle tipologie esistenti Cessioni: nella misura prevista dall’art. 29;

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
Il piano attuativo deve garantire la conservazione e il recupero funzionale dell’edificazione esistente. In assenza di Piano sono consentiti sull'esistente gli interventi definiti ai punti a) b) c) d) dell’art. 13, quando siano rivolti al miglioramento qualitativo e funzionale o alla trasformazione della destinazione d'uso precedente, con altra più specifica della zona.

SOTTOZONA GM
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 29 relativamente alle sottozone GM.

ZONA A
Si rimanda a quanto prescritto dal Piano Quadro del centro storico, come indicato all’art. 15.

SOTTOZONA S3
In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 34 per le zone S confermate, sottozona S3.


UNITÀ CARTOGRAFICA 4

SOTTOZONE B5, S1, S2, S3, G1 – Completamento, standard e servizi confermati

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 17 per le zone B confermate, sottozona B5, all’art. 28 per le zone G confermate e all’art. 34 per le zone S confermate.


UNITÀ CARTOGRAFICA 5

SOTTOZONE C1*, S1, S2, S3, G2, GT – Espansione, standard e servizi confermati e attrezzature tecnologiche specializzate (Borgo Sant’Elia)

Ambito, disciplinato da strumentazione attuativa vigente e confermata, da considerarsi prioritario nell’applicazione dei programmi di riqualificazione urbana e ambientale e dei progetti pilota di iniziativa comunitaria.
Si applica la disciplina prevista all’art. 21 per le zone C confermate, agli artt. 28 e 29 per le zone G confermate ed in trasformazione, e all’art. 34 per le zone S confermate.


UNITÀ CARTOGRAFICA 6

SOTTOZONA GI – Servizi generali con integrazione residenziale

DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G in trasformazione relativamente alle sottozone GI.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C ≤ 25%
– zona G ≤ 75%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 50%
– zona G 50%
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza massima 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza massima 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29;

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
L’attuazione deve avvenire attraverso piano di iniziativa pubblica che deve prioritariamente risolvere i problemi infrastrutturali legati alla viabilità di Piano e alla ricostituzione di un fronte urbano in grado di ridefinire il sistema delle Piazze di S. Bartolomeo.


UNITÀ CARTOGRAFICA 7

SOTTOZONA G2 – Servizi generali

In tale ambito si applica la disciplina prevista all’art. 28 per le zone G confermate, sottozona G2.


UNITÀ CARTOGRAFICA 8

SOTTOZONA GI – Servizi generali con integrazione residenziale

DESTINAZIONI
Sono quelle previste all’art. 29 per le zone G in trasformazione relativamente alle sottozone GI.

PARAMETRI URBANISTICI

Indice di edificabilità territoriale 3 mc/mq
Ripartizione della volumetria edificabile:
– zona C ≤ 25%
– zona G ≤ 75%
Ripartizione delle superfici:
– zona C 50%
– zona G 50%
Valori limite edificazione in zona C:
– indice territoriale 1,5 mc/mq
– indice fondiario 5 mc/mq
– altezza massima 16 mt
Valori limite edificazione in zona G:
– indice territoriale 5 mc/mq
– altezza massima 16 mt
Cessioni:
– standard zona C 25 mq/ab
– zona G: nella misura prevista dall’art. 29;

PRESCRIZIONI INTEGRATIVE
L’attuazione deve avvenire attraverso piano di iniziativa pubblica che deve prioritariamente risolvere i problemi infrastrutturali legati alla viabilità di Piano e alla ricostituzione di un fronte urbano in grado di ridefinire il sistema delle Piazze di S. Bartolomeo.


Note

INDICE


TITOLO IV - VERIFICHE DI FATTIBILITÀ ECONOMICA

INDICE


ART. 65 VALUTAZIONI DI FATTIBILITA’ ECONOMICA

Le valutazioni di fattibilità economica hanno la finalità di vagliare il quadro delle convenienze pubbliche e private dell’intervento di trasformazione urbanistica.
Esse si svolgono sulla base dei parametri seguenti:

  • analisi dei costi;
  • analisi dei prezzi;
  • definizione dei tassi passivi ed attivi assumendo gli oneri derivanti dalla completa esposizione finanziaria;
  • determinazione della distribuzione temporale dei costi e ricavi in base alle previsioni dell’andamento dell’investimento;
  • definizione della soglia di accettabilità.

Le modalità di applicazione fanno riferimento alle procedure definite dalla L.R. 16 per i programmi integrati.
La predisposizione della verifica è a cura del proponente l’intervento sulla base delle indicazioni e specificazioni fornite dall’Amministrazione con il documento di comunicazione del Parere preventivo richiesto ai sensi dell’Art.15 R.E.



INDICE


TITOLO V - VERIFICHE DI SALVAGUARDIA DEI VALORI PAESISTICO-AMBIENTALI

INDICE


ART. 66 PROCEDURE E PARAMETRI DI CONTROLLO DELLA QUALITA’ E DELLA COMPATIBILITA’ AMBIENTALE

Nelle aree di trasformazione si procede alla verifica delle compatibilità con le modalità esemplificate nelle schede dello “Studio di compatibilità paesistico-ambientale”.
Fanno parte della documentazione di controllo e di prescrizione allegata al PUC:

LA CARTA DEL RISCHIO ARCHEOLOGICO: Contiene informazioni riguardanti le aree maggiormente interessate da rinvenimenti archeologici e definisce i perimetri delle aree di particolare attenzione all’interno delle quali i progetti che interessano il suolo e il sottosuolo sono sottoposti a differenti modalità di controllo.
Il territorio comunale risulta distinto in tre ambiti:

  1. Territorio periferico;
  2. Area di particolare attenzione;
  3. Area di massima attenzione;

Nel Territorio periferico, dove è minimo il rischio archeologico, le opere di edificazione e trasformazione promosse dai privati non sono soggette a preventiva autorizzazione da parte della Soprintendenza archeologica, che riceverà comunicazione dall’Ufficio Tecnico Comunale all’atto dell’approvazione del progetto; limitatamente agli interventi comprendenti scavi per nuovi edifici o di sistemazione di lotti inedificati.
Gli elaborati da trasmettere consisteranno:

  • rilievo dello stato attuale dell’intero lotto;
  • piano degli scavi previsti (scala 1/200).

L’Ufficio della Soprintendenza si riserva di fare ricognizioni di controllo finalizzati alla mappatura scientifica del territorio.
Per le opere pubbliche, oltre alla documentazione di cui sopra, è fatto obbligo di dare comunicazione, entro sette giorni, della data di inizio del lavori.
Nelle aree di particolare attenzione ogni porzione di terreno non edificato è da considerarsi come potenziale sito archeologico. Sono pertanto soggetti ad autorizzazione preventiva da parte degli uffici della Soprintendenza Archeologica tutti i lavori e le opere riguardanti:

  • scavi per opere infrastrutturali, per fondazioni di nuovi edifici, opere di demolizione e ricostruzione;
  • sistemazioni di superfici e lotti inedificati;

Gli elaborati specifici da trasmettere alla Soprintendenza all’atto dell’approvazione del progetto, consistono:

  • rilievo quotato stato attuale;
  • piano quotato degli scavi previsti; (scala 1/100);
  • sezioni del terreno (1/100);
  • sezioni degli edifici e piante dei piani interrati e dei Piani terra.

E’ fatto obbligo di preavvisare la Soprintendenza sette giorni prima dell’inizio dei lavori; nel caso sia previsto il progetto preliminare è opportuno verificare l’opportunità di una preventiva campagna coordinata di indagini geotecniche e archeologiche.
Nelle aree di massima attenzione, oltre ai precedenti, sono soggetti a nulla osta anche le seguenti opere: - manutenzioni ordinarie e straordinarie comportanti modifiche ai suoli e sottosuoli; - opere interne relativamente ai piani terreni e interrati. Nelle opere pubbliche è opportuno prevedere una quota percentuale del finanziamento per gli eventuali oneri di scavo archeologico.
Nel caso in cui, a seguito delle prescritte indagini o durante l’esecuzione dei lavori, si rinvenissero reperti archeologici per la cui salvaguardia si rendesse necessario, a giudizio della Soprintendenza, non eseguire, modificare o comunque sottrarre all’uso preventivato parte delle volumetrie autorizzate, si potrà consentire il recupero di tali porzioni indisponibili, purché si mantenga la stessa destinazione d’uso, anche in deroga ai parametri urbanistici di zona. In tali casi il proprietario, dovrà garantire, attraverso una convenzione con l’Amministrazione Comunale la fruizione pubblica dei luoghi e dei ritrovamenti archeologici e la loro manutenzione periodica secondo le direttive impartite dalla Soprintendenza Archeologica.
LA CARTA DEL RISCHIO GEOLOGICO
L’analisi relativa al rischio idrogeologico dovrà essere effettuata con riferimento ai fenomeni di portanza dei terreni di fondazione, di instabilità dei versanti e di esondazione o ristagno idrico che possono arrecare danno alle persone, alle opere o alle infrastrutture.
In particolare l’analisi geologica comporterà la verifica e l’approfondimento dei quadri conoscitivi di macroscala e di microscala relativamente alle aree direttamente o indirettamente interessate dai piani o dagli interventi di trasformazione o di bonifica.
L’analisi, che si avvarrà di specifici elaborati cartografici tematici, (Carta geologica, Carta morfologica, Carta delle acclività, Carta del rischio, ecc.), dovrà essere tesa a valutare la fattibilità geologico-tecnica degli interventi di trasformazione proposti con riferimento ai contenuti del D.M. 11.3.88, e in particolare al punto “Fattibilità geotecnica di opere su grandi aree” per mezzo di rilievi, indagini, prove.
Le indagini dovranno contenere la verifica delle eventuali situazioni di rischio che possono manifestarsi sia nelle fasi di realizzazione degli interventi o di costruzione delle opere sia nelle fasi di esercizio o di gestione.
Le metodologie da applicare nella redazione dello studio geologico-tecnico sono quelle dell’analisi geotecnica del terreno, avente un dettaglio tale da definire, per ciascun litotipo distinto nella cartografia, i parametri geotecnici e geomeccanici necessari a fornire, in maniera indicativa e di massima, il modello di comportamento meccanico del substrato geologico soggetto ad instabilità geomorfologica o ad intervento.
Le indagini devono in particolare accertare le condizioni di stabilità dei pendii tenuto conto anche di eventuali effetti dannosi conseguenti all’inserimento delle opere.
Saranno anche da considerare gli eventuali fenomeni di subsidenza possibili nelle aree di riporto di materiali terrosi o conseguenti a modifiche del regime delle acque superficiali e profonde.
I risultati delle analisi dovranno essere contenuti oltre che in apposita cartografia (Carta geologica-tecnica, Carta delle acclività, Carta della permeabilità, Carta della stabilità dei versanti, del rischio di instabilità dei versanti o di esondazione) anche in una relazione geologico-tecnica il cui livello di approfondimento dovrà essere commisurato all’importanza dell’intervento da realizzare.
La relazione dovrà contenere l’illustrazione del programma d’indagine anche in motivato giudizio di affidabilità dei risultati ottenuti e di compatibilità dell’intervento previsto con le caratteristiche geologico-tecniche dell’area interessata.
Per le aree industriali dismessa da sottoporre ad interventi di bonifica o riqualificazione e trasformazione dovranno essere approfonditi gli aspetti legati alla presenza di possibili fenomeni di degrado e di contaminazione del suolo e delle acque, la loro ampiezza e la loro consistenza, e quelli conseguenti di decontaminazione e recupero ambientale.
Per quanto riguarda quest’ultimi dovranno essere descritte le modalità e le tecniche di eventuale disinquinamento e bonifica e la relativa efficacia a cura di esperti di ingegneria ambientale.
CARTA DEI BENI CULTURALI
A seguito dell’analisi sul patrimonio edilizio è stata definita una mappatura riguardante edifici e complessi edilizi che costituiscono un insieme di elevato livello qualitativo e di rilevante interesse architettonico, artistico, storico.
(Prescrizioni di intervento).
Per tutte le “emergenze” localizzate nelle Zone e Sottozone A, B, B*, BR, C*, C, D, F, G, F, S è sempre consentita la manutenzione ordinaria, nonché il Restauro come definito dalla Normativa del Piano quadro del Centro Storico.
Vige per tali “emergenze” il principio della salvaguardia dei contesti in cui sono inserite, per cui particolare cautela dovrà aversi nel valutare le proposte di trasformazione di immobili, anche non esplicitamente censiti, che entrino in rapporto diretto con le “emergenze” stesse.



INDICE


ART. 67 INTERVENTI SUI BENI CULTURALI

Le prescrizioni si applicano ai luoghi, ai siti urbani, agli edifici, che per le loro caratteristiche architettoniche, per la loro storia, per la loro collocazione, sono significativi per la conoscenza della città e per i quali le norme di attuazione perseguono l’obiettivo della conservazione e della valorizzazione come espressione complessiva dell’identità culturale della città.
Le norme costituiscono altresì i riferimenti generali per gli interventi relativi agli edifici identificati in cartografia con sigla RB.
L’elenco di riferimento è riportato nella sezione Allegati

PRESCRIZIONI NORMATIVE PER GLI INTERVENTI SUI BENI CULTURALI.
I riferimenti normativi per gli interventi sui Beni Culturali derivano dalla “Guida ai Programmi di Sperimentazione. Interventi con finalità sperimentali Legge 457/78 art.2 lett.f, Programmazione E.R.P. 1992-1995”, pubblicata dal Ministero dei Lavori Pubblici nel mese di novembre del 1996 contenente i criteri generali di progettazione cui debbono attenersi gli interventi di recupero.
Per gli edifici in muratura vanno inoltre tenute presenti le Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento.

INTERVENTI SUGLI EDIFICI DA CONSERVARE
Negli interventi sugli edifici da conservare dovrà essere assicurato il rispetto dei seguenti misure finalizzate alla conservazione delle caratteristiche specifiche:

  • salvaguardia dell’identità architettonica dell’organismo, nei suoi aspetti di sviluppo storico, garantendone la permanenza della figuratività e della consistenza materica;
  • rispetto delle strutture preesistenti per quanto concerne sia la tecnologia esecutiva che i materiali tradizionali impiegati;
  • definizione del progetto, del relativo Capitolato d’appalto e delle procedure esecutive con l’utilizzo di metodologie di lavoro commisurate al “vecchio”, escludendo, di norma, metodi e parametri tipici del “nuovo”;
  • necessità che ogni richiesta sia accompagnata da una accurata indagine diretta, ed, eventualmente, documentaria, nonché da un rilievo stratigrafico architettonico, strutturale, costruttivo, distributivo e tecnologico con dettagliata elencazione e analisi storico-critica sia delle fasi di crescita, sviluppo, involuzione, alterazione, rifusione, frazionamento, sia delle aggiunte sincroniche e diacroniche succedutesi nel tempo in elevazione ed in profondità.

In particolare per quanto concerne le tecnologie costruttive e le tecniche di esecuzione l’intervento di recupero deve assicurare:

  1. la conservazione delle murature esterne ed interne portanti nonché delle principali tramezzature caratterizzanti la distribuzione interna della tipologia storica;
  2. il rifacimento, solo quando strettamente necessario, purché eseguito con materiali e tecniche compatibili con la preesistenza (es. metodo del “cuci e scuci”);
  3. la messa in evidenza di particolari strutturali e architettonici significativi;
  4. la conservazione degli intonaci originali esistenti (...);
  5. la conservazione delle aperture originarie esterne, secondo la loro forma e posizione (...);
  6. il mantenimento della giacitura dei solai sia nella quota che nella tessitura dell’orditura principale e secondaria, compreso il tavolato di ripartizione dei carichi orizzontali, nelle apposite sedi di appoggio nella murature; le sostituzioni, necessarie solo per ridotta resistenza del materiale, devono avvenire con impiego di materiale analogo per le parti in vista (intradosso) e con rinforzi commisurati al tipo di struttura esistente (...);
  7. la conservazione dei controsoffitti, anche voltati, nel rispetto della spazialità originaria (...);
  8. la conservazione dei collegamenti verticali e delle coperture a tetto con gli stessi materiali, rifiniture, pendenze e arredi, nonché con la stessa giacitura in cui oggi si trovano, qualora non costituiscano rifacimento di epoca contemporanea.

CONSOLIDAMENTO DEGLI EDIFICI IN MURATURA
Il citato Decreto Ministeriale, al Titolo II - Norme tecniche per il consolidamento degli edifici in muratura - definisce l’ambito di applicazione della norma:
E’ fatto obbligo di procedere al consolidamento a chiunque intenda:

  • sopraelevare o ampliare l’edificio;
  • apportare variazioni di destinazione che comportino incrementi dei carichi originari superiori al 20%;
  • effettuare interventi strutturali rivolti a trasformare l’edificio in un organismo edilizio diverso dal precedente;
  • effettuare interventi strutturali rivolti ad eseguire opere e modifiche per rinnovare e sostituire parti strutturali dell’edificio, allorché detti interventi implichino sostanziali alterazioni del comportamento globale dell’edificio stesso;
  • effettuare interventi strutturali rivolti a reintegrare l’organismo edilizio esistente nella sua funzionalità strutturale mediante un insieme sistematico di opere.


INDICE


TITOLO VI - PRESCRIZIONI PARTICOLARI

INDICE


ART. 68 PRESCRIZIONI PARTICOLARI PER L’ATTUAZIONE DI PROGRAMMI CON FINALITÀ SPERIMENTALI

Obiettivo. Qualità morfologica
a) interventi sugli edifici da conservare:

  • eliminazione delle superfetazioni degradanti
  • modificazione delle aggiunte improprie, qualora sia possibile una loro integrazione nel processo di riqualificazione dell’edificio;
  • riconfigurazione planimetrica dei corpi minori appartenenti all’edificio da recuperare, nel rispetto dei caratteri tipomorfologici dell’intero organismo edilizio;
  • restituzione di tutte quelle parti distrutte, a seguito di crolli parziali o totali, verificatesi anche dopo la fase di presentazione del progetto di recupero;
  • salvaguardia dell’identità architettonica dell’organismo, nei suoi aspetti di sviluppo storico, garantendone la permanenza della figuratività e della consistenza materica, nel rispetto delle strutture preesistenti per quanto concerne sia la tecnologia esecutiva che i materiali tradizionali impiegati;
  • definizione del progetto, del relativo capitolato d’appalto e delle procedure esecutive con metodologie di lavoro commisurate al “vecchio” escludendo, di norma, metodi e parametri tipici del “nuovo”;
  • necessità che ogni richiesta sia accompagnata da un’accurata indagine diretta, ed eventualmente documentaria nonchè da un rilievo stratigrafico architettonico, strutturale, costruttivo, distributivo e tecnologico con dettagliata elencazione e analisi storico-critica sia delle fasi di crescita, sviluppo, involuzione, alterazione rifusione frazionamento, sia delle aggiunte sincroniche e diacroniche succedutesi nel tempo in elevazione e in profondità.

Nei limiti consentiti dalle soprarichiamate norme di attuazione della strumentazione urbanistica e dai vincoli e prescrizioni della Soprintendenza, appare di particolare interesso lo studio:

  • di soluzioni modificative per la restituzione di parti alterate, finalizzate al recupero di valori estetici e tipomorfologici in parte manomessi o concellati;
  • di soluzioni innovative, volte a far progredire l’idea culturale del recupero in presenza di edifici storici fortemente alterati o già ampiamente demoliti, tali da portare ad un nuovo organismo coerente rispetto alla tipomorfologia dell’organismo originario irrimediabilmente compromesso, ovvero a soluzioni progettuali che si pongono in rapporto dialettico rispetto all’organismo preesistente.


INDICE


ART. 69 PRESCRIZIONI PARTICOLARI PER LE VERIFICHE DI IMPATTO AMBIENTALE IN AMBITI DI VIGENZA DELLA PIANIFICAZIONE PAESISTICA

ANALISI DEI VALORI NATURALISTICI
L’analisi dovrà essere condotta sia con riferimento agli elementi fisici che biologici.
Per quanto concerne gli elementi fisici dovrà essere accertata l’esistenza di geotopi di rilevante interesse geologico-stratigrafico, geomorfologico o paleontologico.
Dovranno altresì essere qualificati quei geotopi ove sono presenti specie animali o vegetali o ecosistemi meritevoli di conservazione.
Per quanto riguarda l’identificazione di quest’ultimi, si farà innanzitutto riferimento alle aree protette di cui alla Legge regionale 31/89, e alle zone umide d’importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar ed ai siti di interesse Comunitario identificati nell’ambito del Progetto Bioitay.
Saranno altresì da identificare e valutare i lembi residui di aree naturali o seminaturali all’interno o all’intorno del tessuto urbano che possano essere suscettibili di riqualificazione e restauro ambientale.
L’analisi dovrà essere tesa alla caratterizzazione degli aspetti floristici, vegetazionali, e faunistici ed a valutare complessivamente la compatibilità degli interventi di Piano o di Progetto con la conservazione dei beni naturali presenti.

ANALISI D’IMPATTO VISIVO E COMPATIBILITA’ PAESAGGISTICA
Criteri esemplificativi
L’analisi d’impatto visivo dovrà essere effettuata sulla base del progetto di massima o esecutivo dell’intervento, sia relativamente alle opere architettoniche ed ai manufatti che lo contraddistinguono sia relativamente alle modificazioni ed alle sistemazioni ambientali che fisicamente ne fanno parte integrante.
L’analisi deve riguardare i caratteri dimensionali, formali, distributivi e quantitativi dell’intervento, gli aspetti cromatici e la valutazione delle condizioni d’adattamento o di contrasto con il paesaggio e l’ambiente circostante.
La descrizione dovrà anche indicare i correttivi di minimizzazione e di compensazione previsti per il contenimento dell’impatto visivo e ambientale nel suo complesso.
Sotto il profilo metodologico ed operativo si potrà procedere attraverso le seguenti fasi:

a) Definizione e descrizione dell’ambito visivo del progetto ed analisi delle condizioni visuali esistenti;
b) Identificazione delle vedute-chiave, ovvero significative o determinanti per la valutazione d’impatto;
c) Simulazione degli effetti dell’intervento proposto nel paesaggio (impatti visuali), valutando anche le possibili alternative progettuali o di localizzazione;
d) Definizione ed analisi degli impatti visuali nel paesaggio naturale ed umano;
e) Descrizione delle misure previste per l’eliminazione dei possibili effetti negativi e, se ineliminabili, per minimizzare l’impatto (es. barriere o diaframmi, ecc.);
f) L’accuratezza dell’analisi dovrà essere commisurata alla dimensione ed all’importanza dell’intervento ed alla sensibilità del sito bersaglio dello stesso.

ELABORATI CARTOGRAFICI
La definizione e la descrizione dello spazio visivo del progetto e l’analisi delle condizioni visuali dovrà avvenire mediante la redazione di una Carta dell’intervisibilità in scala adeguata, a partire dall’area d’intervento.
La Carta deve essere elaborata in base a dati plano-altimetrici ed a rilevamenti e controlli condotti per punti significativi o profili topografici, prescindendo dall’effetto di occlusione visiva della vegetazione e di eventuali strutture mobili esistenti, in modo da consentire una mappatura non legata a fattori stagionali, soggettivi o contingenti.
L’uso dell’elaboratore potrà recare un utile contributo alla redazione della Carta.
Per la definizione dei caratteri percettivi del paesaggio interessato dall’intervento dovrà essere predisposta una Carta delle unità di paesaggio definite in base ai caratteri delle componenti naturali (geomorfologia, vegetazione, corpi idrici, ecc.) e/o umane (paesaggi costruiti) nella quale siano documentati:

  • confini e margini delle unità di paesaggio;
  • corpi idrici superficiali e reti di drenaggio;
  • geotopi o biotopi di rilevante interesse;
  • forme d’uso del suolo;
  • beni d’interesse storico-artistico ed archeologico;
  • architetture tipiche o tradizionali, contesti di archeologia industriale e rurale, ecc.;
  • infrastrutture principali (viarie, ferroviarie, ecc.).

Parte di questi elementi potrà essere desunta da una rielaborazione appropriata e da un’integrazione dei dati della cartografia tematica annessa allo strumento urbanistico.
La definizione delle unità di paesaggio dovrà tener conto oltre che dei caratteri fisiografici (unità fisiografiche o geologico-morfologiche) e dei “sistemi ambientali” (naturali e umani), di cui alle diverse classificazioni scientifico-tecniche, anche dei caratteri di percezione visiva che il paesaggio offre in relazione agli interventi ed ai programmi da realizzare ed alle modalità di percezione possibili.
Quest’ultime dovranno essere definite dalla Carta delle condizioni visuali e percettive attuali che costituisce uno strumento di sintesi di grande utilità sia nella fase di progettazione sia in quella di valutazione della compatibilità paesistica dell’intervento.
In tale carta dovranno essere indicati:

  • la localizzazione dell’intervento;
  • il limite dell’area d’intervisibilità e il raggio di visibilità in senso ettometrico o chilometrico in funzione della scala adottata;
  • i “capisaldi” di riferimento paesaggistico, ovvero i punti di vista del luogo dell’intervento o dal luogo d’intervento particolarmente significativi;
  • gli elementi “minori” del paesaggio significativi per l’esperienza visiva;
  • le vedute principali ed i relativi angoli visuali;
  • gli ostacoli visuali;
  • i crinali fisici;
  • le infrastrutture viarie e ferroviarie, le piazze, le vie, i percorsi significativi in relazione all'impatto visivo generato dall’intervento;
  • i limiti delle aree edificate, di quelle con vegetazione, di quelle agricole o degli specchi d’acqua, ecc..

ELABORATI FOTOGRAFICI
Lo studio dovrà contenere una esauriente documentazione fotografica dello stato attuale dell’ambiente con carta dei punti di vista e didascalie.

SIMULAZIONE E DESCRIZIONE DELL’IMPATTO VISIVO
L’analisi degli impatti visuali sul paesaggio dovrà essere poi documentata da una specifica relazione di impatto visivo con specifici riferimenti agli elaborati sopra richiamati ed ad una simulazione dell’inserimento delle opere e dei manufatti di progetto nel sito bersaglio dell’intervento (wire-frame, solid modelling, ecc., dello stato iniziale e di quello che scaturisce dal nuovo insediamento).
Tale simulazione dovrà essere predisposta mediante disegni, plastici, fotomontaggi o immagini virtuali computerizzate per rendere il più possibile realistico ed oggettivo l’effetto dell’intervento sulle unità di paesaggio interessate o sulle loro componenti.
Dall’insieme dei dati così analizzati si dovrà poi desumere una valutazione complessiva che consenta di fornire indicazioni sulla compatibilità dell’intervento in relazione alle caratteristiche del contesto naturale ed umano in cui si colloca.
Il giudizio dovrà essere relativo sia all’impatto visivo in sé, sia al contesto in cui andrà ad inserirsi, ed anche alla stessa capacità propria del paesaggio di schermare o assorbire (visual absortion capability) le modificazioni che si vogliono introdurre.
Nella relazione d’impatto visivo dovranno essere altresì valutate gli effetti delle eventuali alternative progettuali o di localizzazione, e gli interventi di attenuazione o di minimizzazione previsti.
Il grado di compatibilità dovrà essere valutato in relazione al fattore sensibilità del paesaggio che potrà essere determinato facendo riferimento alle qualità naturali, agli elementi caratteristici del paesaggio storico ed agli elementi d’interesse storico - architettonico ed archeologico facendo riferimento a classi di quali, ad esempio, quelle riportate nella Tab. 1.


INDICE


ALLEGATI


La presente sezione contiene l’elencazione delle norme e dei regolamenti richiamati nei titoli precedenti, aventi valore specifico per particolari ambiti del territorio comunale, nonché le prescrizioni e le indicazioni particolari per la corretta applicazione delle norme tecniche di attuazione.
In particolare, nell’allegato A vengono riportati i seguenti apparati normativi:

  1. Piano Regolatore Territoriale dell’Area di Sviluppo Industriale di Cagliari;
  2. Piano Territoriale Paesistico n.11 del "Marganai";
  3. Regolamento P.T.P. "Molentargius";
  4. Piano di Risanamento Urbanistico "Barracca Manna";
  5. Piano di Risanamento Urbanistico "Is Cornalias".

Nell'allegato B è riportato il programma per i servizi standard: criteri e prescrizioni particolari per la gestione urbanistica delle aree destinate a servizi.
Nell'allegato C, infine, è riportata l'identificazione del patrimonio edilizio di rilievo presente nel territorio comunale.

INDICE